CINQUE SECOLI DI INQUISIZIONE

Una notizia che circolava anni fa era che la Fondazione NOBEL avesse raccolto, da tutte le nazioni del mondo, fotocopie di tutti i processi che l'inquisizione cattolica aveva compiuto in CINQUE secoli di attività e che avesse riempito completamente diverse stanze... Si sono fatte indagini per avere notizie più precise o confermate, sia alla Fondazione Nobel di Svezia, sia alle agenzie ANSA o altre, ma sembra che ciò sia una bufala che un giornale, intorno agli anni '70 mise come "notizie brevi dal mondo": si stanno facendo ricerche anche in tal senso. Dio sa il numero preciso!

Ultimamente la fondazione Nobel, interpellata per iscritto e direttamente, ha NEGATO tale notizia, dichiarandola infondata!

Ringraziamo ufficialmente il Prof. Ugo Mario Bongulielmi per aver scritto alla Fondazione Nobel di Svezia che ha riferito in sostanza che non hanno mai svolto ricerche sull’inquisizione.

Il testo originale è il seguente:

"Dear Bongulielmi Ugo,
We have no information about the Italian website that you are referring to.
I can confirm that the Nobel Foundation has not made any research nor has it collected any material or registered records connected to the field that you describe in your e-mail. The information is incorrect.
Med vänliga hälsningar / Kind regards
Linda Toth
Office and Guest Coordinator"

 

Rimangono allora i dati ufficiali che risultano dagli Archivi di stato di Bamberg – Baviera - Germania (Staatsbibliothek BambergDeutchland) dove la cifra accertata è poco più di due decine di milioni.

La cifra comunque non sarebbe comprensiva di tutte quelle persone che sono state uccise dalla Chiesa Cattolica e di cui si sono perse le tracce, perché condannate senza processo, o di cui sono andate bruciate o distrutte le prove scritte, ecc. come fecero i nazisti, quando abbandonarono i lager di sterminio all'arrivo dei russi...

 

Il perché di tali ricerche? Mantenere la memoria.

Non si vuole qui fare polemica o fare un discorso di chiusura verso le realtà religiose attuali, che grazie a Dio si presentano molto diverse da quelle del passato, ma non bisogna dimenticare quanto è successo in passato, al solo fine di capire le passate vicende storiche.

Nessuno infatti vuole reclamare i danni dello sterminio di 15 mila valdesi trasferitisi in Calabria a Guardia Piemontese e massacrati tutti indiscriminatamente, ma occorre anche far capire alle generazioni future che a volte la sete di potere può dare effetti letali…

 

Ricordare il massacro degli Albigesi, dei Catari, degli Ussiti, degli ugonotti, degli utraquisti, dei moravi, dei boeri, dei luterani, dei puritani, dei calvinisti, degli anglicani, ecc serve solo a chiarire certe verità storiche, che ormai hanno solo valenza culturale.

Il papa Giovanni Paolo II recentemente ha chiesto perdono per i morti dell'inquisizione, ma ha chiesto anche di sapere di quante morti deve scusarsi: gli è stato risposto che i morti di cui scusarsi non sono più di cento... perché uccisi "direttamente" dalla Chiesa: le altre morti sono state commesse dal "braccio secolare". La Chiesa condannava e i re, principi e potenti eseguivano la condanna...

Dunque la chiesa non era DIRETTAMENTE esecutrice di tali morti, anche per il fatto che ad uccidere milioni di eretici non sono stati gli uomini... di chiesa, ma uomini... del mondo, oppure IL FUOCO!

Rimangono dunque sulla coscienza cattolica dunque gli altri milioni di persone!

A questo punto, cifre esatte non si è in grado di darle, salvo scoperte dell'ultimo momento...

 

Riportiamo anche un articolo a cura di Roberto Bracco dal titolo "Persecuzione in Italia-testimonianza"

L’Italia è stata sempre un paese di violenta e qualche volta crudele intolleranza religiosa. Attraverso i secoli migliaia e migliaia di cristiani hanno versato il loro sangue generoso per la testimonianza dell’Evangelo e molte volte delle intere colonie di credenti sono state passate per le armi per tentare di soffocare con la loro morte, la proclamazione della verità.

Quando parlo dell’Italia, non intendo riferirmi al poderoso Impero romano che da Nerone in poi ha organizzato e condotte le sue sanguinose persecuzioni contro i cristiani; ma voglio parlare esclusivamente delle repressioni esercitate soprattutto, per influenza del cattolicesimo ufficiale, dall’epoca dei primi Valdesi ai giorni nostri.

Questo nostro paese, così sensibile ai problemi religiosi, non ha purtroppo mai goduto di quella libertà conquistata da altri popoli e si è trascinato, attraverso i secoli, e si trascina, anche nella nostra generazione sotto il peso delle catene strette intorno alla sua vita dalla chiesa cattolica.

È logico quindi che anche il nostro movimento evangelico, trovasse sin dal suo inizio, ospitalità ostile ed opposizione organizzata. Anzi, posso aggiungere, ostilità più accentuata di quella manifestata nei confronti di altri movimenti, che apparivano di minore pericolosità rispetto alla chiesa cattolica. Nonostante questo stato di cose però le nostre chiese non hanno sofferto una vera persecuzione per molti anni e questo soprattutto per due ragioni. La prima ragione è costituita dal fatto che per molti anni l’opera ha vissuto in fase di gestazione: le chiese erano poche ed i membri di queste non erano numerosi. L’attività del movimento non era perciò eccessivamente visibile e notevolmente preoccupante per gli avversari dell’evangelo. La seconda ragione è costituita dalla condizione politica della nostra nazione anteriormente all’anno 1929.

Lo Stato italiano viveva, a quell’epoca, in aperto ed ufficiale conflitto con la chiesa cattolica, in conseguenza degli avvenimenti bellici del 1870 mai sanati e mai superati. Il governo, di conseguenza, era svincolato da interferenze od influenze delle gerarchie ecclesiastiche ed anzi non raramente era indotto ad agire in uno spirito liberale apertamente in contrasto con i desideri della chiesa cattolica. Queste due ragioni però si esaurirono spontaneamente negli anni immediatamente precedenti alla persecuzione; il movimento, superato il periodo di gestazione, conobbe il suo rapido e rigoglioso sviluppo numerico e spirituale, e la situazione politica subì una radicale trasformazione in conseguenza della Conciliazione fra lo Stato e la chiesa e del trattato lateranense, che della conciliazione fu la filiazione naturale.

Il movimento non poteva più passare inosservato ed in pari tempo il governo non poteva più tollerarlo incondizionatamente, quando la nuova situazione politica gli suggeriva di assecondare il più largamente possibile i desideri e gli scopi della chiesa cattolica. Sin dal 1929 ci furono perciò le avvisaglie della incipiente persecuzione e se questa non ebbe inizio in quell’anno, fu soltanto perché la macchina burocratica governativa fu lenta a mettersi in movimento. Ci furono però casi isolati periferici d’intolleranza violenta che segnarono il principio della battaglia. Il conflitto, nel senso rigoroso di questo termine, scoppiò nell’anno 1935, perché fu al principio di quell’anno che l’allora sottosegretario al Ministero degli Interni (il ministro era Mussolini stesso che amava detenere cariche cumulative), dopo aver dichiarato nullo il decreto di nomina a ministro di culto al pastore della nostra comunità di Roma, iniziò la sua energica azione repressiva.

Il nostro movimento pentecostale non era stato mai ufficialmente riconosciuto dal Governo, e di tutti i ministri di culto in attività, soltanto quello della chiesa di Roma aveva ottenuto un decreto che gli riconosceva il diritto di esercitare il proprio ministero spirituale e di presiedere riunioni di culto pubbliche. Egli però godeva il privilegio di concedere deleghe ad altri ministri assumendosi la responsabilità della loro attività. Con il ritiro quindi dell’unico decreto concesso, il Ministero contestava contemporaneamente il diritto al pastore della comunità di Roma di esercitare il proprio mandato spirituale e a tutti coloro che erano stati da lui delegati, la facoltà di tenere e presiedere riunioni di culto pubbliche.

Le autorità periferiche di pubblica sicurezza provvidero immediatamente a diffidare i proprietari dei locali ove venivano tenute le riunioni ed i conduttori delle comunità a non tenere ulteriori riunioni di culto. Quasi tutte le chiese furono chiuse e rimasero soltanto aperte quelle poche che per alcune settimane ed alcuni mesi sfuggirono all’osservazione delle autorità di pubblica sicurezza. Ma se i locali, adibiti ufficialmente al culto pubblico, furono sollecitamente chiusi, le attività dei fedeli non cessarono. Immediatamente e con quella prontezza che rappresenta una delle meravigliose risorse dello Spirito, le comunità si organizzarono per iniziare la loro nuova vita; la vita in clima di persecuzione.

L’organizzazione delle comunità non fu uniforme perché ognuna di queste cercò l’adattamento in rapporto alle particolari circostanze dell’ambiente. Nelle città, per esempio, fu facile da principio tenere riunioni di culto private nelle case di abitazione suddividendosi in diversi gruppi nelle varie zone della città stessa. Nel piccoli comuni invece, dove questa organizzazione non poteva passare inosservata, si cercò piuttosto di approfittare del favore delle campagne lontane dall’abitato, oppure dell’opportunità offerta dalle lunghe nottate di paese; e cosi le riunioni o venivano tenute in luoghi lontani e nascosti o venivano tenute sommessamente nel colmo della notte.

Questo stato di cose non poteva durare, perché gli stessi, che avevano chiesto la repressione del movimento, si fecero premura di informare le autorità relativamente alla continuazione della nostra attività. Dal Ministero degli Interni partirono allora varie energiche circolari riservate, dirette ai prefetti ed ai questori, con le più precise e dettagliate istruzioni circa i provvedimenti da adottarsi nei confronti del movimento e dei fedeli, nell’eventualità che si fosse riscontrato lo svolgimento di qualsiasi attività. Una fra queste circolari, affrontava in maniera particolare e risolutiva la questione aperta. Mi riferisco alla ormai famosissima circolare n. 600/159 del 9 aprile 1935 firmata da Buffarini-Guidi, che ordinava lo scioglimento e la repressione di tutte le comunità e di qualsiasi attività del nostro movimento giustificando il provvedimento con la necessità di salvaguardare l’integrità fisica e psichica della razza.

Il regime fascista, non bisogna dimenticare, propugnava la diabolica filosofia del super-uomo e quindi quella conseguente della discriminazione razziale. La difesa dell’integrità della razza rappresentava perciò un fenomeno politico d’importanza vitale nella vita della nazione e gli attentati all’integrità della razza assumevano l’aspetto giuridico del delitto politico. Il movimento pentecostale venne perciò a trovarsi nel campo delle attività politiche condannate dal regime e, cosa peggiore, venne additato come un movimento generatore di minorati fisici e psichici, cioè generatore di ammalati e pazzi. Non è difficile comprendere da quale parte sia partito l’attacco come non è difficile individuare il motivo che ha ispirata quest’accusa piuttosto che un altra.

Ogni cosa è stata organizzata con crudeltà e con astuzia malefica. Anche l’opinione pubblica fu abilmente manovrata a beneficio della persecuzione. Una prolungata campagna giornalistica svolta dalla stampa totalmente asservita al governo, provvide a coprire di obbrobrio e di ridicolo tutte le nostre comunità: le menzogne più spudorate, le insinuazioni più audaci furono diabolicamente sfruttate per raggiungere questo scopo. Questo immenso campo di battaglia in perfetto assetto di guerra non poteva rimanere inerte; i colpi partirono ben presto e coprirono il fronte di fragore assordante: venne la persecuzione.

 

FONTI

Archivio di stato di Bamberg – Baviera - Germania (Staatsbibliothek BambergDeutchland)

 

P.S.

Potrebbe sembrare strano che la cifra sia così alta, rispetto alla popolazione dell’Europa dei secoli passati ma dobbiamo tener presente il numero delle generazioni che ci sono state in Europa in 5 secoli...

Solo a fare i conti della serva, calcolando in un secolo 4 generazioni da 25 milioni ciascuna, avremmo 200 milioni ogni secolo, che moltiplicato 5 fanno un miliardo...

Dobbiamo poi tener presente anche il tasso di mortalità e la durata media della vita…

Insomma sembrerebbe che la cifra summenzionata possa essere abbastanza plausibile e realistica.

Ovviamente le fonti ufficiali offrono cifre dettagliate, ma a noi interessa arrotondare per difetto, al solo intento di dare un’idea, piuttosto che fare un esempio di partita doppia di pura contabilità.

Il problema dei conteggi, quando si parla di olocausti, è sempre un problema, come pure per quello anti-ebraico, perché la prima preoccupazione degli aguzzini è sempre stata quella di far sparire o di bruciare i registri…