Donato Trovarelli

 

 

SPIRITO SANTO PARÀCLITO

 

 

 

 

© Copyright 2017

 

 

 

 

 

 

LO SPIRITO SANTO NELLA TRINITÀ

Tre Persone DISTINTE costituiscono un UNICO DIO, Ognuna delle quali è indipendente ed esistente in Sé Stessa, ma coopera con le Altre Due, con una sola mente ed una sola volontà.

Queste Tre Persone divine sono “Uno”. Il Padre pensa e crea, il Figliuolo crea con la Parola e redime, lo Spirito Santo crea e santifica. In ciò che fa Uno sono presenti anche gli Altri.

Dottrine non scritturali non ci interessano (monoteismo, arianesimo, geovitismo, ecc.); nelle Scritture vi è la chiara distinzione fra il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo.

Il Padre ama e manda il Figlio; il Figlio ama, predica, salva, muore in croce e ritorna al Padre. Il Padre e il Figlio mandano lo Spirito Santo; lo Spirito Santo “intercede per i credenti" (Romani 8:26-27), crea, converte, salva, battezza, opera e sostiene i credenti nell’Amore di Gesù Cristo.

LO SPIRITO SANTO È UNA PERSONA SPIRITUALE, DISTINTA DAL PADRE E DAL FIGLIO

Normalmente i teologi biblici sono propensi nell’usare il termine “persona”, per indicare un soggetto dotato di personalità, ma dobbiamo dire che Padre, Figlio e Spirito Santo non sono “persone” come ce le potremmo immaginare o raffigurare, perché sono Entità Spirituali.

Continuiamo però a dire che sono “Persone”, solo per far capire che sono Entità distinte l’Uno dagli Altri. Solo Gesù Cristo, il Dio-Figlio, si è incarnato ed è immaginabile come Uomo e come tale è apparso a Stefano, il primo martire, agli apostoli e ad altre centinaia di persone dopo la sua resurrezione. Come Uomo, vestito di bianco e di luce divina, continua ad apparire a miliardi di persone, specie durante la loro “nuova nascita spirituale”.

Stefano riconobbe Gesù, perché Lo aveva conosciuto personalmente, ma noi credenti Lo conosciamo Vivente, come ce lo presenta lo Spirito Santo, non come ce lo raffigurano le varie proposte di registi ed attori, biondo e con barba ed occhi azzurri, oppure capelli neri ed occhi cerulei, oppure capelli ed occhi neri e barba nera, ecc.

Ai tempi di Gesù, non c’era la Polaroid e nessuno Gli ha fatto fotografie, ritratti o Lo ha descritto.

Gesù è il Dio Santo che incontra il peccatore ed ha il volto dell’Amore e la Persona della Santità: incontrare Gesù è un momento di estasi a cui non si possono dare parole, ma solo sensazioni ineffabili… Nessun agiografo ha mai ritenuto importante dare indicazioni sulle fattezze di Gesù, perché Lui va incontrato per fede in spirito e verità. Solo così Lui si mostra a chi Lo cerca veramente con tutta la mente, tutto il cuore, tutta l’anima e tutta la forza!

Nel Vangelo di Giovanni e negli Atti degli Apostoli, Dio Padre, PERSONA DISTINTA DAL FIGLIO, viene pregato da Gesù, PERSONA DISTINTA DAL PADRE, affinché sia mandato un Consolatore, PERSONA DISTINTA DAL PADRE E DAL FIGLIO!

La TRINITÀ è dunque inconfutabile in tanti passi, dove le tre persone sono distinte:

1) "E IO (Gesù) pregherò il PADRE (di Gesù), ed Egli vi darà un ALTRO Consolatore (come Gesù), perché stia con voi in perpetuo" (Giovanni 14:16)

2) "ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v'ho detto." (Giovanni 14:26)

"Pure, io vi dico la verità, egli v'è utile ch'io me ne vada; perché, se non me ne vo, non verrà a voi il Consolatore; ma se Me ne vado, Io ve Lo manderò." (Giovanni 16:7)

3) Nel passo seguente la TRINITÀ è distinta ed è citata al completo ben due volte!!

a)"Ma quando sarà venuto il CONSOLATORE che IO vi manderò da parte del PADRE, (TRINITÀ al completo)

b) lo SPIRITO della verità che procede dal PADRE, egli testimonierà di ME" (TRINITÀ al completo per la seconda volta) (Giovanni 15:26).

4) "EGLI (Gesù) dunque, essendo stato esaltato dalla destra di DIO (il Padre), e avendo ricevuto dal Padre LO SPIRITO SANTO promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite." (Atti 2:33)

La parola "trinità" non esiste espressamente, ma ne è ben presente il concetto biblico scritturale; la stessa cosa accade per tante parole che, pur non presenti… esistono concettualmente, come monarchia, teocrazia, democrazia diretta ("convocato tutto il popolo") "ecc.

Sta però il fatto indiscutibile che DIO E’ TRE VOLTE SANTO! (Isaia 6:3; Apoc. 4:8)

Solo la Trinità è TRE VOLTE SANTA!

Vedansi anche i seguenti passi sulla Trinità, dove Dio è al plurale:

Genesi 1:26 ("Facciamo l'uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza”);

Daniele 3:25; ("Ecco, io vedo quattro uomini, sciolti, che camminano in mezzo al fuoco, senz'aver sofferto danno alcuno; e l'aspetto del quarto è come quello di un figlio degli dèi").

Daniele 7:13; (“Io riguardavo nelle visioni notturne, ed ecco, con le nuvole del cielo, veniva [uno], simile ad un Figliuolo d'uomo; ed egli pervenne fino all'Antico dei giorni, e fu fatto accostar davanti a lui.”)

Michea 5:2; (“Egli starà là e pascolerà il suo gregge con la forza del SIGNORE, con la maestà del nome del SIGNORE, suo Dio.”)

Salmo 2:7,12; (“Io annunzierò il decreto: Il SIGNORE mi ha detto: "Tu sei mio Figlio, oggi io t'ho generato.” e “Adorate il Figlio, affinché il SIGNORE non si adiri e voi non periate nella vostra via, perché improvvisa l'ira sua potrebbe divampare. Beati tutti quelli che confidano in Lui!”)

Salmo 110:1,4; (“Il SIGNORE ha detto al mio Signore: "Siedi alla mia destra finché io abbia fatto dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi"… Il SIGNORE ha giurato e non si pentirà: "Tu sei Sacerdote in eterno, secondo l'ordine di Melchisedec".)

Matteo 3:16-17; (“Gesú, appena fu battezzato, salì fuori dall'acqua; ed ecco i cieli si aprirono ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dai cieli che disse: "Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto".)

Matteo 17:5; (“Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo".)

Matteo 27:46; (“Gesú gridò a gran voce: "Elí, Elí, lamà sabactàni?" cioè: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?")

Matteo 28:19; (“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”)

Giovanni 1:1; 3:35; 10:7; 12:28-29;  15:17; 16:13-15; 23:27;

Atti 13:33; (“Dio l'ha adempiuta per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche è scritto nel salmo secondo: Tu sei mio Figlio, oggi io t'ho generato.”)

Ebrei 1:5,8; (“Infatti, a quale degli angeli ha mai detto: "Tu sei mio Figlio, oggi io t'ho generato"? e anche: "Io gli sarò Padre ed egli mi sarà Figlio"? … parlando del Figlio dice: "Il tuo trono, o Dio, dura di secolo in secolo, e lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia”)

Ebrei 5:5-6; (“Cosí anche Cristo non si prese da sé la gloria di essere fatto sommo sacerdote, ma la ebbe da colui che gli disse: "Tu sei mio Figlio; oggi ti ho generato". Altrove egli dice anche: "Tu sei sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedec".)

1 Giovanni 2:1. (“e se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto.”)

            Basta uno di questi passi biblici per dichiarare falso e pretestuoso qualsiasi tentativo di negare la trinità o di discuterne la non esistenza. Nessuno infatti può negare la presenza di almeno DUE delle TRE Persone Divine, a turno presenti in tali passi. La presenza di DUE Persone Divine spezza e distrugge categoricamente il concetto di “monoteismo”!

            Il Dio presente nella Bibbia non è monoteista, ma trinitario!

            Il monoteismo è un falso concetto, perché l’unicità di Dio non sta nell’essere un’Unica Persona, ma un’Unica Volontà Creatrice.

            Persino Satana conosce la Trinità Divina e la imita, scimmiottandola, proponendo la sua”trinità satanica”: il “dragone” sarebbe Lucifero in opposizione a Dio-Padre (Apocalisse 12:2b), l’Anti-Cristo è opposto a Dio-Figlio (Ap. 13:1-10) e il “falso profeta” al posto dello Spirito Santo! (Ap. 13:11-18)

            Come terza PERSONA della Trinità, lo Spirito Santo ha tutti i requisiti ed attributi "divini" del Padre e del Figlio. L'attributo più importante è quello della SANTITÀ.

Nella Bibbia IL DIO-PADRE E IL DIO-FIGLIO GESÙ SONO CHIAMATI, CIASCUNO, SINGOLARMENTE "IL SANTO".

ANCHE LO SPIRITO SANTO è così chiamato così in due passi (Atti 1:16; Atti 2:33-36).

            Le traduzioni ufficiali non hanno mantenuto l'articolo davanti all'aggettivo "santo", ritenendolo forse insignificante ed irrilevante. L'articolo invece estende chiaramente anche allo Spirito Santo una santità "autonoma": "Fratelli, bisognava che si adempisse la profezia della Scrittura pronunziata da lo Spirito il Santo per bocca di Davide intorno a Giuda, che fu la guida di quelli che arrestarono Gesù." (Atti 1:16)

Lo Spirito Santo è la terza Persona della Trinità ed agisce e crea, convince di peccato, converte, battezza, guarisce, dona potenza e sapienza.

            Dio Padre è Colui che pensa, vuole e comanda, Dio Figlio è la Parola generata e che esce dalla bocca del Padre, Dio Spirito Santo è Colui che materialmente provvede a realizzare, a creare, a costruire, ad eseguire ogni cosa. In greco “Pnéuma” (Spirito) è di genere NEUTRO, ma in ebraico “Rouah” è di genere FEMMINILE.

            Tutte le cose, il mondo, l'universo, la vita, ecc, sono state create dallo Spirito Santo, perché il Figlio di Dio ha parlato e perché Dio Padre l'ha voluto.

            Così possiamo meglio capire perché Dio è tre volte santo!

"Egli dunque, essendo stato esaltato alla destra di Dio, e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito il Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite. Poiché Davide non è salito in cielo; anzi egli stesso dice: Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io abbia posto i tuoi nemici per sgabello dei tuoi piedi.

Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Iddio ha fatto e Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso." (Atti 2:33-36)

 

Lo Spirito Santo non era ancora stato mandato, ma i discepoli già Lo conoscevano, perché... conoscevano Gesù.

Ancora oggi, Gesù ci fa conoscere in pratica le altre DUE PERSONE. 

Lo Spirito Santo è la TERZA PERSONA della TRINITÀ perché è un PARÀCLITO, COME Gesù, ma DIVERSO da Gesù.

“E io pregherò il Padre, ed Egli vi manderà un ALTRO consolatore, perché stia con voi in perpetuo, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi.”   (Giovanni 14:16-17)

ERRORI DOTTRINALI: GLI ANTICRISTI NEGANO LO SPIRITO SANTO COME TERZA PERSONA DELLA TRINITÀ

Le chiese dell'anticristo non hanno bisogno dello Spirito Santo: hanno già altri spiriti!

Prendiamo per esempio i TESTIMONI DI GEOVA: un errore fondamentale di costoro è l'esclusione dello Spirito Santo dalla loro teologia, peraltro falsa per questo e altri mille motivi.

Lo Spirito Santo, da Persona della Trinità e da Paràclito. è stato “retrocesso” a “forza attiva di Dio”. Conseguenza drammatica: nessun geovita sarà mai salvato, perché non crede in Gesù Cristo e soprattutto perché non crede nell'esistenza dello Spirito Santo che potrebbe farlo "nascere di nuovo".

Inutile dire che mai un Testimone di Geova è stato battezzato nello Spirito Santo!

I Testimoni di Geova parlano di Dio e hanno la sala del Regno, senza il Re, e non accettano, né che Gesù sia Dio e neppure che lo Spirito Santo sia Dio.

L'esclusione dello Spirito Santo dalla loro teologia, ripetiamolo, è fatale ed esiziale, tanto da definirli categoricamente come "ambasciatori di morte" e adoratori dell'Anticristo.

Nessun geovita ha mai ricevuto la salvezza, né in Italia e né in qualunque altra parte del mondo, perché non crede in Gesù Cristo come DIO e soprattutto perché non crede nell'esistenza dello Spirito Santo, che interviene personalmente nella "nuova nascita" dei credenti. Chi è nato dallo Spirito è nato da Dio: chi non è nato dallo Spirito, non sarà mai "nato da Dio" (I Giovanni 3:9) e nessuno avrà mai il Padre se non accetta prima il FIGLIO!

Addirittura la dottrina dei Testimoni di Geova rende Dio bugiardo, non adorando e non credendo nel Dio-Figlio: "Chi crede nel Figliuolo di Dio ha quella testimonianza in sé; chi non crede a Dio, ha fatto lui (Dio-Padre) bugiardo, perché non ha creduto alla testimonianza che Dio (il Padre di Gesù) ha reso circa il proprio Figliuolo." (I Giovanni 5:10).

La cosa beffarda è che loro adorano il Padre di Gesù e non Gesù, ma la Scrittura assicura che “Chiunque nega il Figliuolo, non ha neppure il Padre; chi confessa il Figliuolo ha anche il Padre.” (I Giovanni 2:23)

Praticamente il loro perbenismo si fonda sulla convinzione di adorare il Padre, pur non avendolo realmente e, rinunciando alla “vita eterna”, (I Giovanni 5:12 “Chi ha il Figliuolo ha la vita; chi non ha il Figliuolo di Dio, non ha la vita.”), hanno però il miraggio di possedere la Terra.

Siccome la posta è alta, i loro sforzi di “apparire” migliori, diventano la molla principale per comportarsi meglio. Ovviamente non ci riescono e, chi li conosce bene, sa che sono talmente malvagi da escludere di “amare il prossimo”, se non è dei loro! Abbiamo casi di figli fatti morire o messi in pericolo, pur di evitare trasfusioni di sangue, parenti abbandonati, perché di altra religione, aiuti rifiutati per lo stesso motivo, ecc.

           

 


 

LO SPIRITO SANTO È DIO

Negli Atti degli Apostoli è affermato che lo Spirito Santo e Dio possono indifferentemente essere usati come "sinonimi".

Le parole precise dell'apostolo Pietro sono fedelmente riportate nel discorso diretto, proprio per sottolineare la precisione e la fedeltà di tutta la faccenda circa la morte di Anania e Saffira.

"Ma un certo uomo, chiamato Anania, con Saffira sua moglie, vendé un possesso, e tenne per se parte del prezzo, essendone consapevole anche la moglie; e portatane una parte, la pose ai piedi degli apostoli. Ma Pietro disse: Anania, perché ha Satana così riempito il cuor tuo da farti mentire allo Spirito Santo e ritenere parte del prezzo del podere? Se questo restava invenduto, non restava tuo? E una volta vendutolo, non ne era il prezzo in tuo potere? Perché ti sei messa in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio.

E Anania, udendo queste parole, cadde e spirò. E gran paura prese tutti coloro che  udiron queste cose. E i giovani, levatisi, avvolsero il corpo, e portatolo fuori, lo seppellirono. Or avvenne, circa tre ore dopo, che la moglie di lui, non sapendo ciò che era avvenuto, entrò. E Pietro, rivolgendosi a lei: Dimmi, le disse, avete voi venduto il podere per tanto? Ed ella rispose: Si, per tanto. Ma Pietro a lei: Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di quelli che hanno seppellito tuo marito sono all'uscio e ti porteranno via. Ed ella in quell'istante cadde ai suoi piedi, e spirò. E i giovani, entrati, la trovarono morta; e portatala via, la seppellirono presso al suo marito."  (Atti 5:1-9)

Ecco altro passo esemplificativo

"Infatti, chi, fra gli uomini, conosce le cose dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? E così nessuno conosce le cose di Dio, se non lo Spirito di Dio. Or noi abbiamo ricevuto non lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, affinché conosciamo le cose che ci sono state donate da Dio; e noi ne parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito, adattando parole spirituali a cose spirituali. Or l'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché gli sono pazzia; e non le può conoscere, perché le si giudicano spiritualmente. Ma l'uomo spirituale giudica d'ogni cosa, ed egli stesso non è giudicato da alcuno." (1 Corinzi 2;11-15)

Il credente “nato di nuovo” è il “Tempio di Dio” ma in altro passo si dice che lui è “il Tempio dello Spirito Santo, che è entrato nel suo cuore e che lo custodisce a vita eterna:

1)"Non sapete voi che siete il tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi?

Se uno guasta il tempio di Dio, Iddio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi." (1 Corinzi 3:16-17)

2) "E non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale avete da Dio, e che non appartiene a voi stessi?

Poiché foste comprati a prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro corpo." (1 Cor. 6:19-20) 

Sia sempre chiara questa importante VERITÀ, perché essa è DETERMINANTE per un vero ed intimo rapporto con DIO: lo Spirito Santo è DIO e va ADORATO come DIO!!!

Dio va adorato in SPIRITO e VERITÀ. (Giovanni 4:23-24), lì dove lo SPIRITO è lo Spirito Santo e la VERITÀ è Gesù Cristo.

Anche allo Spirito Santo spetta la stessa ADORAZIONE che spetta al PADRE e al FIGLIO!

Lo Spirito Santo è PERSONALMENTE presente nel credente in Gesù e nella Chiesa di Gesù! Sembra che Egli non ci tenga ad essere adorato, ma sostiene tutti coloro che adorano Gesù Cristo. Il carattere dello Spirito Santo è quello di chi ha una delicatezza estrema e una discrezione unica, a tal punto da far pensare che non gli importi di essere osannato.

Basta però poco per contristarlo. Egli non contende con l’uomo. Sembra delicato come una farfalla e diffidente come una colomba, pur possedendo la forza tempestosa di chi gioca con l’universo intero, da lui stesso creato.

La Sua presenza è indispensabile in tutte le conversioni, poiché nessuno può dire che Gesù è il Signore, se Lui non vuole. (1 Corinzi 12:3)

Non è invece presente nei fedeli di altre religioni, ma solo spettatore "disgustato" di una falsa adorazione del divino, "adulterato" da un rapporto idolatrico e distorto.

Lo Spirito Santo è il RE della FEDE e vuole regnare su ogni membro della CHIESA: spesso però Egli è trattato dai Cristiani, come Gesù Cristo fu trattato dai Giudei, durante la Sua Vita terrestre: "Non vogliamo che Costui REGNI su di noi!" (Luca 19:14)

Lo Spirito Santo infatti è contrastato da chi vuole “gestire” il mondo religioso con comodi riti e liturgie, perché dove c’è Lui, c’è libertà. Ciò non è mai gradito ai “Signori” delle coscienze altrui, e neppure ai “Signori” di questo mondo di tenebre, d’inganni, di violenze e di ogni sorta di mistificazione.

Lo Spirito Santo, essendo Dio, è "senza tempo", infinito ed eterno!

Lo Spirito Santo è preesistente alla manifestazione in carne di Dio-Figlio, avendo preannunciato mediante la Santa Parola Scritta la venuta di Gesù-Uomo.

Non dimentichiamo che l'Autore della Parola di Dio è lo Spirito Santo, che l'ha raffinata sette volte: lo Spirito Santo è settuplo.

Ciò è importante per far capire meglio il ruolo dello Spirito Santo, che non è mai stato escluso dal progetto di Dio di salvare gli uomini, mediante l'offerta di Dio nel donare il Figlio come mezzo di riscatto.

Del resto, tutta la Scrittura è "ispirata dallo Spirito Santo" e la Scrittura parla di Gesù, sia come profezie messianiche da realizzare (Vecchio testamento), sia come adempimento di dette profezie (Nuovo Testamento).

Un passo per tutti, ci mostra ciò che stiamo affermando: "Ed ecco, v'era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; e quest'uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d'Israele; e lo Spirito Santo era sopra lui; e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non vedrebbe la morte prima d'aver veduto il Cristo del Signore." (Luca 2:25-26)

Gesù, pur essendo Dio e quindi "pienamente operativo", non avrebbe avuto bisogno dello Spirito Santo per predicare ed operare, ma come "Uomo senza peccato", Egli dimostra agli altri uomini che lo Spirito Santo è indispensabile nella vita della fede.

A noi il compito di fare altrettanto, se vogliamo imitare, seguire e servire Gesù, come nostro Signore, Dio, Padre celeste e Salvatore.

Anche le tentazioni di Gesù nel deserto furono "opera" dello Spirito Santo. Infatti sta scritto: "E lo Spirito lo portò dal diavolo per essere tentato" (Matteo 4:1)

Gesù è l'esempio perfetto che Dio offre agli uomini: Gesù, come esempio perfetto, riceve dentro di Sé lo Spirito Santo "senza misura": Dio-Padre non GlieLo diede "con misura", cioè con dei limiti, ma in maniera totale ed infinita. (Giovanni 3:34)

Questo ci dà il senso del potere che aveva Gesù, al momento della Sua venuta…

In pratica, il Dio-Gesù aveva tutto l'appoggio del Dio-Padre e tutta la Potenza del Dio-Spirito Santo! Amen.

Anche adesso Gesù, pur sedendo sul trono di Dio, ha la stessa potenza, ma perché è comunque Dio, ma alla sua venuta, le tre volontà erano co-presenti e co-operanti, come TRE AMEN!

Lo Spirito Santo-Dio dunque poté entrare totalmente in Gesù, perché solo Dio può contenere Dio e, sia Gesù che lo Spirito Santo erano (e lo sono  in eterno) entrambi Dio!

            Se l'uomo vuole imitare Gesù, deve cercare la "pienezza" dello Spirito Santo o almeno il riempimento per quel tanto che la natura umana lo possa consentire.

            Lo Spirito Santo ha sette attributi, sette nomi, e questo lo contraddistingue. Potremmo dire che è come un marchio che lo Spirito Santo mette nelle cose che fa, come un copyright di autenticità. Nella tenda del luogo santissimo del Tempio di Dio, nel buio più totale, prodotto da tende molto spesse a quattro strati di tessuto, l’unica luce proveniva dal candelabro a sette braccia, il famoso menoràh, simbolo dello Spirito Santo, che provvede ad illuminare ogni cosa: “Poi un ramo uscirà dal tronco d’Isai, e un rampollo spunterà dalle sue radici.

1) Lo Spirito dell’Eterno riposerà su Lui:

2) Spirito di sapienza,

3) Spirito di intelligenza,

4) Spirito di consiglio,

5) Spirito di forza,

6) Spirito di conoscenza e

7) Spirito di timor dell’Eterno.” (Isaia 11:1-3)

Lo Spirito Santo e il Signore Gesù sono "il MENORAH."

Su Gesù si posò il tronco della Luce Centrale e prese conseguentemente anche i sei rami uniti al Ramo Centrale, prendendoli tutti e sette, perché sette è il numero dello Spirito Santo.

Il candelabro a sette braccia è un ritratto delle Sette Lampade di fronte al Trono in cielo. "E dal trono procedevano lampi e voci e tuoni; e davanti al trono c’erano sette lampade ardenti, che sono i sette Spiriti di Dio;” (Apocalisse 4:5)

A Mosè fu detto di fare il Tabernacolo ed i suoi arredi "secondo il modello che Dio gli mostrò”.

La parola "menorah" in ebraico significa "luogo di luce", cioè un candelabro acceso, di qualsiasi dimensione lo si voglia costruire. Non ci sono misure o dimensioni date per il Menorah.

Non c'è nessuna misura nelle luci da accendere, perché la luce splende nelle tenebre, con la misura della nostra fede! Invece la Luce dello Spirito Santo è illimitata, senza misura o dimensione; quindi il Signore Gesù nella Sua luce, amore, verità, grazia e misericordia è impareggiabile ed illimitato. 

Il MESSIA Gesù è la Luce del Mondo, la Luce degli ebrei e la luce dei gentili (Luca 2:32; Giovanni 1:9; 8:12). Noi siamo completi solo in Gesù Cristo, mediante l’azione dello Spirito Santo.

            Il numero dello Spirito Santo è SETTE, perché lo Spirito Santo è “settuplo”: “Giovanni alle sette chiese che sono nell'Asia: Grazia a  voi e pace da Colui che è, che era e che viene, e dai SETTE  SPIRITI CHE SONO DAVANTI AL SUO TRONO,  e da Gesù Cristo, il fedel testimone, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra. A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati col suo sangue:” (Apocalisse 1:4-5)

            Ed ancora: “E all'angelo della chiesa di Sardi scrivi: Queste cose dice colui che ha I SETTE SPIRITI DI DIO e le sette stelle…” (Apocalisse 3:1)

            E poi ancora: “Poi vidi, in mezzo al trono e alle quattro creature viventi e in mezzo agli anziani, un Agnello in piedi, che pareva esser stato immolato, ed aveva sette corna  e sette occhi che sono I SETTE SPIRITI DI DIO, mandati per tutta la terra.” (Apocalisse 5:6)

Adesso possiamo anche capire perché un simbolo dello Spirito Santo è il menoràh, il candelabro a sette braccia (i nomi dello Spirito di Verità), proposto anche in altra versione più moderna come candelabro a nove braccia (il frutto dello Spirito)

            Gesù, ripieno "senza misura" di Spirito Santo, ebbe dallo Spirito Santo il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Lo Spirito Santo sigillò col Suo Numero ogni fase dell'operazione:

- il numero iniziale dei pani

- il numero finale dei cesti avanzati

Leggiamo l’interessante testo: “E Gesù chiese loro: Quanti pani avete? Ed essi risposero: Sette e pochi pescetti. Allora egli ordinò alla folla  di accomodarsi per terra. Poi prese i sette pani ed i pesci e dopo aver rese grazie, li spezzò e li diede ai discepoli, e i discepoli alle folle. E tutti mangiarono e furon saziati; e dei pezzi avanzati si levarono sette panieri pieni.  Or quelli che avean mangiato eran quattromila persone, senza contare le donne e i fanciulli.”  (Matteo 15:34-39)

E quando spezzai i sette pani per i quattromila, quanti panieri pieni di pezzi levaste? Ed essi risposero: Sette. E diceva loro: Non capite ancora?”  (Marco 8:20-21)

Sette è il segno che doveva far capire ai discepoli che lo Spirito Santo è sempre all'opera dov'è all'opera la fede!

Nessun segno è dato per aumentare la fede, se non viene prima spazzato ogni dubbio sull'esistenza stessa dello Spirito Santo (la dottrina dei "sadducei") e sul fatto che lo Spirito Santo possa intervenire a sostegno della fede piuttosto che della legge (dottrina dei farisei): “Come mai non capite che non è di pani ch'io vi parlavo? Ma guardatevi dal lievito dei Farisei e dei Sadducei.

Allora intesero che non aveva loro detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dalla dottrina dei Farisei e dei Sadducei.” (Matteo 16:1-12; Marco 8:11-21; Luca 12:54-56). 

Una chiesa ripiena di Spirito Santo ha anche uomini ripieni di Spirito Santo: a conferma di ciò, il numero per eccellenza da aggiungere ai discepoli non poteva che essere di sette uomini! “Perciò, fratelli, cercate di trovar fra voi sette uomini, dei quali si abbia buona testimonianza, pieni di Spirito e  di sapienza, e che noi incaricheremo di quest'opera.”  (Atti 6:3-6)

            Lo Spirito Santo aiuta i credenti a perdonare e a perdonarsi: ”Allora Pietro, accostatosi, gli disse: Signore, quante volte, peccando il mio fratello contro di me, gli perdonerò io? Fino a sette volte? E Gesù a lui: Io non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. (Matteo 18:21-22)

Il numero sette è il numero dello Spirito Santo, lo Spirito della Verità. Tutto ciò che lo Spirito Santo fa, è Verità di Dio.

Tutto ciò che riguarda l’azione di Dio e la Persona di Dio è settuplo: sette è il sigillo di Dio!

            Non è poi un caso che il numero “binario” di 7, cioè a base 2, sia 111. Tale numero non si legge centoundici, ma Uno-Uno-Uno: Dio è Trino, cioè Una Persona nel Padre, Una Persona nel Figlio e Una Persona nello Spirito Santo.

Non è neppure un caso che anche il primo rigo della Genesi sia formato da 7 parole ebraiche, il cui valore numerico interno è 111.

Troviamo il numero sette in tante occasioni nel mondo e nell’universo.

Lo Spirito Santo è il più grande matematico di tutta la creazione e tutto ciò che è vita, porta la Sua speciale firma. Dio è il Creatore e ha creato l’uomo a Sua immagine e somiglianza e con la stessa firma ha pure siglato la Sua Rivelazione: la Sacra Bibbia! Tutti i discorsi che negano tale affermazione sono falsi e pretestuosi e destinati ad essere facilmente smentiti.

Quello che segue è un succinto esempio del genere di fenomeni matematici trovati dal dott. Ivan Panin in “ogni” capitolo della Bibbia. Qui si riporta solo una minima parte delle conclusioni del Panin, ai cui libri si rimanda doverosamente e più dettagliatamente nel libro LA MATEMATICA DI DIO (Donato Trovarelli, Vertigo Editrice, Roma 2016).

OGNI CAPITOLO a caso dell'originale ebraico del Vecchio Testamento o dell'originale greco del Nuovo Testamento (Textus Receptus) contiene le seguenti straordinarie caratteristiche:

- il numero delle parole del testo è sempre un multiplo di 7, perché 7 è il numero dello Spirito Santo;

- il numero complessivo delle lettere alfabetiche usate, compresi gli iota sottoscritti, è un multiplo di sette;

- il numero delle vocali è un multiplo di sette;

- il numero delle consonanti è un multiplo di sette;

- il numero dei sostantivi è divisibile per sette;

- il numero dei nomi maschili è divisibile per sette;

- il numero dei nomi femminili è divisibile per sette;

- il numero dei nomi propri è divisibile per sette;

- il numero delle parole che non sono sostantivi è divisibile per sette;

- il numero delle parole che iniziano con una vocale è divisibile per sette;

- il numero delle parole che iniziano con una consonante è divisibile per sette;

- il numero delle parole del testo che ricorrono più di una volta è ugualmente divisibile per sette;

- il numero delle parole che iniziano con le varie lettere dell’alfabeto che non si ripetono è divisibile per sette.

Com’è possibile tutto questo?

Semplice: lo Spirito Santo non solo ha ispirato la Bibbia, ma l’ha “dettata” a tutti e 44 scrittori dei 66 Libri: "Fratelli, bisognava che si adempisse la profezia della Scrittura pronunziata dallo Spirito il Santo per bocca di Davide intorno a Giuda, che fu la guida di quelli che arrestarono Gesù." (Atti 1:16)

            Una curiosità su cui pochi si soffermano è che il credente “nato di nuovo” in Cristo Gesù, è opera dello Spirito Santo, ma il profeta Isaia ne anticipa le caratteristiche paragonandolo a sette tipi di alberi, simbolicamente rappresentanti le caratteristiche di Cristo in Lui; “Io farò scaturire dei fiumi sulle nude alture, e delle fonti in mezzo alle valli; farò del deserto un lago d’acqua, e della terra arida una terra di sorgenti; pianterò nel deserto metterò nei luoghi sterili:

1) il cedro, (simbolo della croce di Cristo, perché il cedro è un legno rosso)

2) l’acacia, (simbolo del Patto Eterno fatto con il Dio Perdonatore sulla croce, perché il legno d’acacia è immarcescibile)

3) il mirto, (simbolo del profumo di Cristo, profumo di Amore e Grazia)

4) l’ulivo; (simbolo dell’unzione dello Spirito Santo, caduta su Cristo e sul Suo Corpo-Chiesa)

5) il cipresso, (simbolo della rettitudine del credente in Cristo)

6) il platano (simbolo della maestà di Gesù Cristo)

7) il larice (simbolo della tenace resistenza alle intemperie della vita)

affinché quelli vedano, sappiano, considerino e capiscano tutti quanti che la mano dell’Eterno ha operato questo, e che il Santo d’Israele ne è il Creatore.” (Isaia 41:18-20)

 

 

 


 

 SPIRITO DI SANTITÀ

 

Un appellativo che spetta di diritto allo Spirito Santo è quello di SPIRITO DI SANTITÀ. Questo Spirito di Santità è sempre "operativo" dovunque si manifesti la presenza di Dio.

Fin dalla Genesi, lo Spirito-Dio aleggiava sulla futura creazione in attesa che il Dio-Padre ordinasse e il Dio-Figlio parlasse.

La santità di Dio è presente in tutta la TRINITÀ come “shekinà”, un termine ebraico che vuol dire "presenza". Anche Gesù è la shekinà di Dio e la Sua resurrezione lo dimostra: "… il suo Figliuolo, nato dal seme di Davide secondo la carne, dichiarato Figliuolo di Dio con potenza secondo lo spirito di santità mediante la sua risurrezione dai morti; cioè Gesù Cristo nostro Signore" (Romani 1:4)

Sta infatti scritto: "Colui che risuscitò il Signor Gesù, risusciterà anche noi con Gesù, e ci farà comparire con voi alla sua presenza. Poiché tutte queste cose avvengono per voi, affinché la grazia essendo abbondata, faccia sì che sovrabbondi per bocca di un gran numero il ringraziamento alla gloria di Dio." (2 Corinzi 4:14-15)

Una premessa allora è doverosa: i concetti biblici di "santità", di "santo" e di "santificazione" differiscono profondamente da quelli che si intendono comunemente, perché essi sono stati distorti, travisati e manipolati dalle varie culture religiose, in Italia da quella cattolica e altrove da quelle pagane, misterico-magiche o spiritiche.

            SOLO DIO È SANTO, LA TRINITÀ È SANTA. (Salmo 22:3; Apocalisse 15:4; Deuteronomio 32:39; 33:3; Isaia 37:20; Levitico 11:44-45; 19:2; 20:26; 21:7 e altri)

             la SANTITÀ è la caratteristica unica e speciale di Dio e di tutto ciò che appartiene a Lui.

            La SANTITÀ non è la "purezza": è qualcosa di più, di unico e di tanto speciale che nessuna delle cose e persone al mondo può essere SANTA "senza Dio"!

La SANTITÀ è una qualità creata apposta per Dio, in contrapposizione a tutto il resto che "non è santo".

            Niente al mondo può essere "santo" da solo, né può "auto-santificarsi"!

            La santificazione è l’appartenenza a Dio.

            Solo Dio è "santo", anzi è SANTO, SANTO, SANTO, TRE VOLTE SANTO, perché sono "santi" il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo! (Isaia 6:3; Apoc. 4:8)

            Ecco LA TRINITÀ: “SANTO, SANTO, SANTO è l'Eterno degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!” (Isaia 6:3). Perché ripetere TRE VOLTE l’aggettivo SANTO, se Dio non fosse TRINO?

            Anche in Apocalisse è osannata la TRINITÀ: “SANTO, SANTO, SANTO è il Signore Iddio, l'Onnipotente, che era, che è, e che viene.” (Ap.4:8)

            Che vogliamo negare la Trinità? Siamo ciechi, sordi e senza intelletto?

            Addirittura Dio ha nome IL SANTO! (Isaia 57:15; Luca 1:49; Salmo 22:3)

            La parola "Santità", nella Bibbia, è sempre attribuita a Dio! (Esodo 15:11; Deuteronomio 26:15; Salmi 2:6; 11:4; 30:4; 33:21; 47:8; 4:1; 60:6; 79:1; 89:35; 93:5; 145:21; Amos 4:2; Ebrei 12:10)

            Gesù Cristo è chiamato "il Santo d'Israele"! (Isaia 41:14; 47:4)

            Dio è Colui che è SANTO e che rende santi: “ma come Colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta; poiché sta scritto: Siate santi, perché io sono santo.” (1 Pietro 1:15)

Dovunque infatti c'è Dio, lì c'è la Sua Santità, che rende "santo" tutto ciò che appartiene a Lui, (Salmo 34:9) per mezzo dello Spirito Santo, “poiché sia Colui che santifica sia quelli che sono santificati, provengono tutti da uno; per la qual ragione Egli non si vergogna di chiamarli fratelli.” (Ebrei 2:11)

Sono allora santi:

1.      il Suo popolo santo, perché composto di "nati di nuovo" per opera dello Spirito Santo (Deuteronomio 28:9, Giovanni 3:2-5),

2.      il luogo santo dove Dio sta (Giosuè 5:15; Atti 7:33), perché purificato dalla presenza di Dio

3.      il santo settimo giorno (Esodo 31:14), perché consacrato a Dio

4.      il Suo Nome santo (Salmo 111:9), perché è il Nome stesso di Dio

5.      il Suo monte  (Gioele 3:17), finché c'è Dio

6.      il Suo tempio (Habacuc 2:20), finché c'è Dio

7.      il tabernacolo, Luogo santo. E dietro, il Luogo santissimo (Ebrei 9:2-3), per la presenza della Trinità (il candelabro figura dello Spirito Santo, l'arca del patto figura di Cristo, la colonna figura di Dio Padre)

8.      il tempio di Dio è santo; e “questo tempio siete voi santi” (1 Corinzi 3:17; Efesini 2:19-21)

9.      il Suo Santuario (2 Cron. 30:8 e tanti altri passi)

10.  i Suoi angeli (Atti 10:22),

11.  le sue sante miriadi di angeli (Giuda 14) 

12.  i Suoi sacerdoti (Tito 1:8),

13.  i suoi santi profeti, che sono stati fin dal principio (Atti 3:21)

14.  la Sua legge è santa e il comandamento è santo (Romani 7:12; 2 Pietro 2:21-22)

15.  le sante Scritture (Romani 1:2)

16.  la Sua santa città (Apocalisse 11:2)

17.  tutti i CREDENTI in Cristo (1 Pietro 1:16)

18.  i santi apostoli (Efesini 3:5)

19.  la santa chiamata, fatta in Cristo Gesù avanti i secoli (2 Timoteo 1:9) 

20.  il sacro servizio del vangelo di Dio esercitato dai ministri (Romani 15:16)

21.  il santo timore di Cristo il Signore (1 Pietro 3:15) 

22.  e tutto ciò che appartiene a Dio! (Salmo 34:9)

            SOLO DIO SANTIFICA E RENDE SANTI E NESSUNO PUÒ SOSTITUIRSI A DIO! (Genesi 2:3; Ezechiele 37:28; Giovanni 10:36; 17:17; Romani 15:16; 1 Corinzi 6:11; Efesini 5:26; Ebrei 2:11; 1 Tessalonicesi 5:23)

            Nessun Papa, nessun uomo, nessun guru, nessun “sacerdote”, nessun essere vivente ha il potere di santificare o di trasmettere la santità ricevuta, perché Dio è l’origine di ogni santità.

            I santi non sono quelli del calendario cattolico, ma quelli che hanno ricevuto la salvezza, perché "nati d'acqua e di Spirito". Peggio ancora: nessuno può dichiarare la santità di qualcuno, eccetto Dio: nessuno può sostituirsi a Dio! Ripetere questo, non è mai inutile!

Essere “NATI DALLO SPIRITO SANTO” è la vera santificazione per iniziare un cammino con Dio!

            Gesù ci adotta! Infatti è scritto che Lui è "lo Spirito d'adozione"! (Romani 8:15)

            Noi dobbiamo essere "fratelli" di Gesù Cristo per diventare "Figlioli" di Dio, mediante la "nuova nascita spirituale!

            Non si contano le testimonianze di gente di tutte le razze, di tutte le nazioni e di tutte le epoche in cui l’intervento di Dio sia stata la scintilla per generare il grande fuoco della fede. Ricordo la testimonianza straordinaria di uno zingaro di etnia sinti, il quale era andato ad un raduno di altri zingari e si era spostato con tutta la famiglia nella sua roulotte, chiamata “campina” nel loro linguaggio.

            Nel cuore della notte una voce dentro di lui: “Sposta la campina! Sono Gesù!”

            Pur non sapendo Chi fosse a parlare, si alzò subito, si mise al volante e spostò la campina di un centinaio di metri. Dopo neppure cinque minuti arrivò una macchina a tutta velocità che, presa male la curva, si andò a schiantare proprio nel punto dove era parcheggiata la sua campina.

            Se fosse rimasto là, lui e tutta la sua famiglia sarebbero morti, sfracellati. La sua riconoscenza verso Gesù fu immensa e diventò un lettore accanito della Parola di Dio ed anche uno dei tanti predicatori itineranti dei sinti!

            LA SANTIFICAZIONE È IMMEDIATA: il "nato di nuovo" è un SANTO, non per propri meriti, ma per i meriti di Gesù Cristo e solo per quelli! Il Sangue di Gesù sta su di lui o su di lei.

            Lo Spirito Santo attesta allo spirito del credente che lui è diventato figliolanza di Dio! (Romani 8:16)

            Il profeta Sofonia aveva preannunziato il sacrificio del Figlio di Dio: “Silenzio, davanti al Signore, all’Eterno! Poiché il giorno dell’Eterno è vicino, poiché l’Eterno ha preparato un sacrificio, ha santificato i suoi convitati.” (Sofonia 1:7)

            Solo Gesù è in grado di aprire il Regno di Dio a chiunque crede in Lui e ciò è un DONO e non una contropartita per qualche azione o doni umani.

            Sulla croce, l'amore di Gesù è UNILATERALE.

            "Uno che abbia violato la legge di Mosè, muore SENZA MISERICORDIA sulla parola di due o tre testimoni. Di qual peggiore castigo stimate voi che sarà giudicato degno, colui che avrà calpestato il FIGLIO di Dio e avrà tenuto per profano IL SANGUE DEL PATTO col quale È STATO SANTIFICATO, e avrà oltraggiato lo SPIRITO DELLA GRAZIA? " (Ebrei 10:28-29).

            Il credente cristiano è colui che ha imbiancato il suo vestito nel SANGUE ROSSO dell'Agnello: "Io gli risposi: Signor mio, tu lo sai. Ed egli mi disse: Essi sono quelli che vengono dalla grande tribolazione, e hanno lavato le loro vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello." (Apocalisse 7:14)

            Acqua e Spirito sono entrambi gli elementi di Cristo: l'acqua della Parola di Dio ci parla del Nome di Gesù che è il Nome di Colui che ha versato il Suo Sangue, purificante, vivificante, giustificante e santificante e lo Spirito è lo Spirito mandato da Gesù dal giorno della Pentecoste fino ad oggi a mandare in atto la Sua Parola: "... E tali eravate alcuni; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signor Gesù Cristo, e mediante lo Spirito dell’Iddio nostro." (1 Corinzi 6:11)

            La santificazione operata sui credenti da Gesù Cristo mediante il Suo Sangue è il massimo a cui essi stessi potessero aspirare:

            "In virtù di questa "volontà" noi siamo stati santificati, mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre. E mentre ogni sacerdote è in piè ogni giorno ministrando e offrendo spesse volte gli stessi sacrifici che non possono mai togliere i peccati, questi, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è posto a sedere alla destra di Dio, aspettando solo più che i suoi nemici siano ridotti ad essere lo sgabello dei suoi piedi." (Ebrei 10:10-13)

            Addirittura il Sangue di Gesù Cristo, posto sul nostro capo dallo Spirito Santo, per fede, ci rende PERFETTI agli occhi del Dio Perfetto:

"Perché con un’unica offerta egli ha per sempre resi perfetti quelli che sono santificati. E anche lo Spirito Santo ce ne rende testimonianza." (Ebrei 10:14-15)

            "Questi è colui che è venuto con acqua e con sangue, cioè, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e col sangue. (1 Giovanni 5:6)

Il Sangue Santo e Santificatore di Gesù Cristo è l’unico elemento reale dell’Agnello, rimasto sulla Terra!

Esso è un “testimone”: “Perciocchè tre son quelli che testimoniano NEL CIELO: il Padre, e la Parola, e lo Spirito Santo; e questi tre sono una stessa cosa. Tre ancora son quelli che testimoniano SOPRA LA TERRA: lo Spirito, e l'acqua, e il sangue; e questi tre si riferiscono a quell'una cosa.” (Nuova Diodati, I Giovanni 5:7-8)

Due parole sul Santo Sangue di Gesù.

Il valore del Sangue di Gesù è pari alla sua capacità di santificare ciò che tocca, di sanare ciò che tocca, di coprire i peccati di chi lo tocca... 

Senza il Sangue di Gesù, saremmo perduti. Per questo motivo Gesù ci ha regalato TUTTO il suo Sangue. 

Egli morì dissanguato... 

Sulla croce Gesù era tutto un buco! La testa con i buchi delle spine, le mani e i piedi con i buchi dei chiodi, le spalle flagellate con i buchi e le spellature della frusta a nove strisce di pelle terminanti ciascuna con un piombo (era chiamata “il gatto a nove code”) e poi infine anche il costato, con il foro della lancia del centurione romano...

Gesù è Vero UOMO nato da una DONNA chiamata MARIA e vero DIO, per opera dello Spirito Santo. 

Nel Vecchio Testamento Gesù è simboleggiato dall'ALTARE DI BRONZO. 

Esso era di bronzo perché il bronzo è una LEGA di RAME (rosso come il Suo Sangue versato) e di STAGNO (bianco come la santità di Dio).

IL BRONZO HA QUESTA PARTICOLARITA': una volta formato, è INSCINDIBILE... NON SI POSSONO PIU' RECUPERARE né il rame e né lo stagno.

Gesù versa il Suo Sangue sulla croce e quel Sangue ha TUTTE LE CARATTERISTICHE del Padre di Gesù: è eterno, santo ed infinito.

Recenti scoperte scientifiche (da Wikipedia voce “Test di paternità”) hanno dimostrato che “per un figlio maschio, può inoltre essere comparato direttamente il cromosoma Y dei due individui, infatti questo cromosoma è ereditato dal figlio maschio interamente dal padre”.

Se Gesù Cristo è Figlio di Dio, il Suo Sangue contiene la caratteristica di Suo Padre, che è Dio. Ovviamente Dio non ha un cromosoma Y, ma lo Spirito Santo deve averne creato uno appositamente per Gesù Cristo, per darGli un elemento DIVINO in un corpo umano, secondo le leggi genetiche da Lui stesso create.

            Il Sangue di Gesù è un elemento reale, perché Dio è reale!

Quando serve, lo Spirito Santo va a prendere una goccia del Sangue d Gesù Cristo, dove solo Lui sa dov’è, e lo usa. Il Sangue di Gesù è immarcescibile, eterno, santo ed infinito e, anche se tutto sommato, Gesù poteva avere 3 o 4 litri di sangue, esso è sufficiente per coprire i peccati di tutto l’universo!

Per questo “servizio” lo Spirito Santo è chiamato lo SPIRITO DI CRISTO.

Gesù Cristo è morto per cancellare COL SUO SANGUE i nostri peccati.

Così Dio ha stabilito.

Un'offerta di sangue e del sangue di un Agnello speciale, quello di Suo Figlio, riconcilia Dio con l’uomo e viceversa.

Il monte Golgotha fu l'altare su cui Gesù costruì il nuovo TEMPIO, costituito dal Suo Corpo (Colossesi 1:24; 1 Corinzi 12;27; Romani 12:5; Efesini 3:6;4:12; 5:23) di cui Lui è la Porta (Giovanni 10:1), e costruito in tre giorni, "per offrirsi "una volta sola e per sempre" (Ebrei 9:12,26,28; 10:10). Dopo tre giorni risuscitò, primizia dei risorti. Questo è il “segno di Giona”!

Gesù Cristo è la PORTA del nuovo Tempio: il resto è parete! (Giovanni 10)

            Il patto di sangue era, ed è, e sarà sempre un patto eterno: "Or l’Iddio della pace che in virtù del sangue del patto eterno ha tratto dai morti il gran Pastore delle pecore, Gesù nostro Signore, vi renda perfetti in ogni bene" (Ebrei 13:20-21)

Gesù ha dato a Dio-Padre "una vita per una vita", dando SE’ STESSO in cambio della nostra vita. Lui morì per noi. Ancora oggi Lui muore personalmente e singolarmente per "ognuno" di noi. Egli muore una volta per sempre e per tutti gli uomini (Ebrei 9:12).

            Come tale, Egli è l'Agnello di Dio (Giovanni 1:29 e 1:36), immolato (Apocalisse 5:12 e 13:8), senza difetto né macchia (1 Pietro 1: 19; 2:22; 2 Corinzi 5:21; 1 Giovanni 3:5), "Dio manifestato in carne" (1 Timoteo 3:16) che ha proposto a Dio uno scambio: Lui muore al posto nostro e noi viviamo, se, e solo se accettiamo, che Gesù Cristo muoia per noi. Il Suo sangue, versato sulla croce è il sangue di QUESTO NUOVO PATTO.

            Questa è LA GRAZIA!

            Questo fatto è spiegato magistralmente dallo Spirito Santo, mediante l’apostolo Paolo: “Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte.” (Romani 8:1-2)

            Questo è l’Evangelo della GRAZIA.

Lo Spirito Santo dunque santifica, nel Nome di Gesù Cristo.

Come, dove, quando?

            Solo Gesù fu capace di "santificarsi da solo"! (Giovanni 17:19)

            Egli poteva farlo in quanto Dio "Figlio di Dio".

            Chiunque crede di potersi santificare da solo si fa uguale a Cristo, divenendone l'"Anticristo"! Che tale bestemmia potesse essere possibile è perché la Bibbia avverte che ci sarebbero stati "falsi cristi" e "falsi profeti"!

            I "santi" di Dio non sono "perfetti", ma è Dio che li rende tali: i cristiani sono perfetti in Cristo! Essi sono nati di nuovo, di una nascita spirituale che è una nascita definita "da Dio"! Essi sono visti santi agli occhi di Dio che è IL SANTO, da cui proviene ogni santità.

            Il credente è un santo vivente, non deve aspettare... 50 anni, dopo morto, per essere riconosciuto tale: egli è subito santo, quando nasce di nuovo, santificato dal Sangue di Gesù Cristo! Questa è la "purificazione di ogni peccato" LAVATO dal "sangue purificatore" di Gesù Cristo! (1 Giov.1:7)

            Il peccatore è stato a contatto con la Santità e ne è stato da Dio trasformato, rigenerato, vivificato, "santificato"!

            Il Dio tre volte santo si è interessato alle Sue creature ed è personalmente intervenuto nella loro vita, per produrre il miracolo della "nuova nascita"!

            La santità del "salvato", è una santità comunicata da Gesù Cristo ed è una santità che Gesù Cristo conferisce "di diritto" a tutti coloro che credono in Lui! (Giovanni 1:12)

            La salvezza rende "santi", perché si entra "per fede" nel Regno di Dio, dove nessuno può entrare se non ciò che è "santo"! Senza la fede è impossibile piacere a Dio!

            Il credente ha una santità "di posizione", per il semplice fatto che è "credente": non ha dovuto fare nulla, perché "tutto è compiuto" per i meriti di Gesù Cristo, affinché nessuno si glori ma tutti riconoscano che la salvezza per fede è un "dono della Grazia" di Dio!

            Tale situazione è anche chiamata col sinonimo di "giustificazione", cioè l'atto col quale il peccatore viene "riconciliato" con Dio mediante l'offerta dell'Agnello "che toglie il peccato del mondo"! (1 Cor. 6:11; Romani 8:29-30)

            Lo Spirito "Santo" tocca il cuore del peccatore, "compungendolo" e convincendolo di peccato (Giovanni 16:8-11) e gli dà il "regalo" (in greco "dòron") della fede (Efesini 2:8), offerto da Gesù, sulla croce, quale "sommo sacerdote dell'Altissimo" (Ebrei 8:3)

            La salvezza è un diritto di ogni uomo, che sente di voler esercitare riscuotendo un lascito testamentario "pattuito e promesso" da Gesù Cristo sulla croce: essa è un "dono" (in greco "doreà") senza nessuna condizione, perché basta solo accettarla. (Atti 2:38; 8:20; 10:45; Giovanni 4:10; Romani 5:15; 5:17; 2 Corinzi 9:15; Efesini 3:7; 4:7; Ebrei 6:4; Apocalisse 22:17)

            Con la salvezza, il credente non è più un "peccatore", ma un "figliolo adottivo", da correggere e rifinire: anche se rozzo e imperfetto, egli è diventato "FIGLIO" di un Padre amorevole e generoso!

            Gesù Cristo è lo "Spirito di adozione"!  (Rom.8:15)

            Essere santi dal momento della “nuova nascita” e “conosciuti” da Gesù Cristo, non significa che non abbiamo più bisogno dello Spirito Santo: Dio chiama a crescere “nella santità”!

            Ciò corrisponde alla "crescita" del credente, che, consacrato da Gesù Cristo a Dio, decide di adeguare la sua vita a tale consacrazione.

            Che il "salvato" abbia bisogno di ulteriori "contatti" con Dio, è fuori discussione, altrimenti dovremmo ammettere che egli sia diventato "perfetto" con un colpo solo al momento della "nuova nascita".

            Egli invece diventa "perfetto" in Cristo, progressivamente, man mano che egli si "riveste sempre più di Cristo", fino a poter dire: “Non più io, ma è Cristo che vive in me” (Galati 2:20).

Infatti “questa è la volontà di Dio, che vi santifichiate.” (1 Tessalonicesi 4:3 e 5:23).

Una frase famosa e molto citata dai credenti dice che i santi si santifichino ancora”. (Apocalisse 22:11; Salmo 16:3). Tale frase non ci si potrebbe spiegare se non sapessimo che quelli che si devono santificare ancora, devono essere già santi.

L’umiltà e l’abbandono di ogni forma di orgoglio sono il cemento con cui impastare la ferrea fede, in modo da costruire colonne di cemento armato.

Chi si umilia, sa pregare Gesù Cristo e sa chiedere in preghiera e sa pregare in lingue.

“E' LUI che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, PER IL PERFEZIONAMENTO DEI SANTI in vista dell'opera del ministero e dell'edificazione del corpo di Cristo (la chiesa).” (Efesini 4:11-12)

            Ricordiamo infine alcune frasi che rafforzano il concetto già espresso:

- Gesù pregò il Padre: “santificali nella verità” (Giovanni 17:17)

“Ma come Colui che vi ha chiamati è santo, anche voi SIATE SANTI in tutta la vostra condotta” (1 Pietro 1:15) 

- “Paolo, servo di Gesù Cristo, chiamato ad essere apostolo, messo da parte per il vangelo di Dio,... a quanti sono in Roma, amati da Dio, CHIAMATI AD ESSER SANTI, grazia a voi e pace da Dio, nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo.” (Romani 1:1,8)

- “Paolo, chiamato ad essere apostolo di Cristo Gesù per  volontà di Dio, e il fratello Sostene, alla chiesa di Dio che è in Corinto, AI SANTIFICATI in Cristo Gesù, chiamati ad essere santi, con tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signor nostro Gesù Cristo, Signor loro e nostro” (1 Corinzi  1:1-2)

- “Siate miei imitatori, fratelli, e riguardate a coloro che camminano secondo l'esempio che avete in noi... Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, d'onde anche aspettiamo, come Salvatore, il Signor Gesù Cristo” (Filippesi 3:17-22)  Egli infatti aveva anche affermato categoricamente:

- “Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; la vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me.” (Galati 2:20)

- “Or sappiamo che TUTTE LE COSE COOPERANO AL BENE DI QUELLI CHE AMANO DIO, i quali sono chiamati secondo il Suo disegno. Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio Suo, affinché sia il primogenito fra molti fratelli; e quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati.” (Romani 8:28-30)

La SANTIFICAZIONE ULTERIORE come cammino di FEDE e non di OPERE o di comportamento in adeguamento alla Legge è la regola per tutti i salvati.

E' importante ricordare il passo di Galati 3:1-6: "O Galati insensati, chi v'ha ammaliati, voi, dinanzi agli occhi dei quali Gesù Cristo crocifisso è stato ritratto al vivo?

Questo soltanto desidero sapere da voi: avete voi ricevuto lo Spirito per mezzo delle opere della legge o per la predicazione della fede?

Siete così insensati? Dopo aver cominciato con lo Spirito, volete ora raggiungere la perfezione con la carne?

Avete voi sofferto tante cose invano? Se pure è proprio invano.

Colui dunque che vi somministra lo Spirito ed opera fra voi dei miracoli, lo fa Egli per la via delle opere della legge o per la predicazione della fede?"

            La sana dottrina di Cristo è dunque magistralmente spiegata dall'apostolo Paolo nella sua epistola ai Galati. Tale dottrina si basa solo ed unicamente sul rapporto con Gesù Vivente e non più sulla legge, cioè sulla capacità umana di realizzare un comportamento irreprensibile ed integerrimo in base alle indicazioni che provengono dalla Legge del Vecchio Testamento. Questa è la grande novità del NUOVO Testamento ribadita per l'ennesima volta anche in Galati 3:10-11: "… tutti coloro che si basano sulle opere della legge sono sotto maledizione; perché è scritto: 'Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica!' Or che nessuno sia giustificato per la legge dinanzi a Dio, è manifesto perché 'il giusto vivrà per fede'.” (leggi anche Romani 1:17 Abacuc 2:4; Ebrei 10:38 Deuteronomio 27:26)

            E' dunque mai possibile che lo Spirito Santo possa continuare a santificare i credenti in un'opera di guida e di sostegno giornaliero? Certamente, perché "la Scrittura ha rinchiuso ogni cosa sotto peccato, affinché i beni promessi alla fede in Gesù Cristo fossero dati ai credenti." (Galati 3:22)

            La Legge e lo Spirito Santo sono allora su posizioni antitetiche: o siamo sotto la legge o sotto lo Spirito Santo. La Legge ha portato a credere in Cristo, ma dopo va abbandonata per avere come pedagogo l'Autore stesso della Legge, "talché la legge è stata il nostro pedagogo per condurci a Cristo, affinché fossimo giustificati per fede. Ma ora che la fede è venuta, noi NON siamo più sotto pedagogo; perché siete tutti figliuoli di Dio, per la fede in Cristo Gesù. Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c'è qui né Giudeo né Greco; non c'è né schiavo né libero; non c'è né maschio ne femmina; poiché voi tutti siete uno in Cristo Gesù." (Galati 3:24-28)

            Sembra incredibile eppure è vero! Lo Spirito Santo DEVE prendere possesso realmente della vita del credente, oppure il credente non è stato tolto dal giogo della Legge, un giogo che rischia sempre di diventare più pesante di quanto il credente stesso possa sopportare.

            L'apostolo Paolo in questo è categoricamente sicuro, senza incertezze o dubbi, al punto da credere che la stessa salvezza dei Galati possa non avere più buona testimonianza agli occhi di Dio, tanto da fargli affermare di essersi affaticato invano per loro: "… ma ora che avete conosciuto Dio, o piuttosto che siete stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e poveri elementi, ai quali volete di bel nuovo ricominciare a servire? Voi osservate giorni e mesi e stagioni ed anni. Io temo, quanto a voi, d'essermi invano affaticato per voi." (Galati 4:9-11)

            Alcuni credenti in Cristo rifiutano questa dipendenza dallo Spirito Santo, contristandolo e contrastandolo, pensando addirittura di essere nel giusto rifiutandone la guida. Sembra pazzesco, ma è proprio così che satana riesca a strappare dalle mani dei credenti la stessa "spada dello Spirito", così vive più tranquillo ... in mezzo ai credenti! 

            L'apostolo Paolo ama i Galati, ma ama di più la verità di Cristo e per essa è disposto anche ad inimicarsi la simpatia dei Galati. Lui non asseconda il loro cuore, ma li contrasta apertamente pur di rimetterli sotto l'autorità dello Spirito Santo: "Son io dunque divenuto vostro nemico dicendovi la verità? Costoro son zelanti di voi, ma non per fini onesti; anzi vi vogliono staccare da noi perché il vostro zelo si volga a loro." (Galati 4:16)

            Il pericolo che il credente in Cristo corre maggiormente, dopo la sua "nuova nascita", sembra strano dirlo e forse anche offensivo per qualche pastore, ma è proprio il signoreggiamento dei credenti anziani sui credenti neofiti.

            In molte chiese manca totalmente o parzialmente la predicazione sulla libertà del cristiano, pensando che, senza la Legge, esso possa compiere chissà quale misfatto, mentre invece, se si predicasse sulla responsabilità del credente di adoperarsi per dare la buona testimonianza per amore di Cristo, lo spingerebbero a "servire" il Padrone e Signore, piuttosto che a renderlo passivo esecutore di regole.

            Il discorso è duro, ma chiaro e preciso: potrebbe lasciare perplessi, ma è così! (Galati 4:20)

            Il rapporto di santificazione ulteriore mediante la guida dello Spirito Santo realizza finalmente il sogno di Dio: quello di governare direttamente il suo popolo (teocrazia).

            Sembra di rivedere Dio che dice al profeta: suscita un re, perché in realtà essi vogliono un re, perché hanno rifiutato Me! (1 Samuele  8:7)

            Adesso Gesù Cristo, mediante lo Spirito Santo, rimette le cose a posto e ci riporta sotto la signoria di Dio! Infatti "che dice la Scrittura? Caccia via la schiava e il suo figliuolo; perché il figliuolo della schiava non sarà erede col figliuolo della libera. Perciò, fratelli, noi non siamo figliolanza della schiava, ma della libera." (Galati  4:30-31)

            Ecco la santificazione ulteriore: PREGHIERA E GUIDA dello Spirito Santo, anche accettando un battesimo nello Spirito Santo mediante l'evidenza delle lingue: "Cristo ci ha affrancati perché fossimo liberi; state dunque saldi, e non vi lasciate di nuovo porre sotto il giogo della schiavitù!… Voi che volete essere giustificati per la legge, avete rinunziato a Cristo; siete SCADUTI DALLA GRAZIA." (Galati 5:1,4). Così non sia: “infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: Abba! Padre! Lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito che siamo figliuoli di Dio; se siamo figliuoli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con Lui, per essere glorificati con Lui.” (Romani 8:14-17)

            Se dunque "viviamo per lo Spirito, camminiamo altresì per lo Spirito." (Galati 5:25)

“Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge.” (Galati 5:18) Gesù il Cristo-Messia ha adempiuto a tutti i precetti della legge ed ha concesso a noi di vivere nascosti IN LUI: vantiamoci della libertà che abbiamo in Cristo per mezzo dello Spirito Santo.

 


 

 

LE FUNZIONI DELLO SPIRITO SANTO, IL PARÀCLITO

Gesù Cristo è il PRIMO PARÀCLITO. LO SPIRITO SANTO è il SECONDO PARÀCLITO

“E io pregherò il Padre, ed Egli vi manderà un altro consolatore (in gr. "PARÀCLITO"), perché stia con voi in perpetuo, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. Non vi lascerò orfani; tornerò a voi.” (Giovanni 14:16-18)

“Un altro Consolatore”, significa che un Consolatore già c’era!

Nell'Evangelo di Giovanni, lo Spirito Santo è chiamato IL PARÀCLITO per ben QUATTRO volte: 14:16; 14:26; 15:26 e 16:7.

In greco la parola "paracléto" (paràclito, secondo la pronuncia in greco moderno) significa “difensore”, "avvocato", oppure “chiamato in aiuto” (da paracaléo in greco) ed è lo stesso termine usato nella prima epistola di Giovanni al cap. 2:2. "Figlioletti miei, io vi scrivo queste cose affinché non pecchiate; e se alcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato (in gr. "PARACLETO") presso il Padre, cioè Gesù Cristo, il giusto; ed egli è la propiziazione per i nostri peccati; e non soltanto per i nostri,  ma anche per quelli di tutto il mondo."

Gesù è il nostro meraviglioso "avvocato", che non permetterà che noi veniamo accusati dal maligno e condannati per l'eternità. Il Suo compito è noto a tutti i credenti in Cristo.

Meno noto è invece il ruolo dello Spirito Santo come "avvocato", presente fin da ora, nella nostra vita reale di tutti i giorni, per difenderci nel nostro cammino di fede dalle insidie e dalle cattiverie del maligno.

1.      È lo Spirito Santo che è presente dove due o tre sono radunati NEL NOME DI GESÙ.

2.      È lo Spirito Santo che è presente quando qualcuno nasce di nuovo NEL NOME DI GESÙ (il battesimo d'acqua-la Parola)

3.      È lo Spirito Santo che è presente quando parliamo in lingue  NEL NOME DI GESÙ.

4.      È lo Spirito Santo che è presente quando preghiamo in spirito NEL NOME DI GESÙ.

5.      È lo Spirito Santo che ci insegna ogni cosa della dottrina di Cristo, se noi glielo chiediamo volta per volta NEL NOME DI GESÙ.

6.      È lo Spirito Santo che illumina la Parola di Dio a chi chiede sapienza. Lui ci parla di Gesù, il Cristo.

7.      È lo Spirito Santo, la guida del credente, chiesta in preghiera NEL NOME DI GESÙ.

8.      È lo Spirito Santo, che dà i NOVE carismi di cui al cap. 12 di Prima Corinzi.

9.      È lo Spirito Santo, che dà i nove aspetti del frutto dello Spirito di Galati cap.5

10.  È lo Spirito Santo, il vero, reale, unico, esclusivo, autentico, VICARIO DI CRISTO.

11.  È lo Spirito Santo che ci spinge ad amare e farci avere un po’ dell’Amore di Dio come se facesse pioverci in testa “gocce” di quel grande, meraviglioso oceano dell’Amore di Dio.

Il meraviglioso compito del PARÀCLITO è quello di risponderci in preghiera. Essere qualcuno davanti a Dio: ecco l'obiettivo "vero" che il credente in Cristo deve avere! 

Come Vicario di Gesù Cristo, lo Spirito Santo ha il compito di:

- stare con noi in perpetuo, (Giovanni 14-16) e non solo sulla terra, finché Gesù tornerà, ma per sempre.

- dimorare con voi, e sarà in voi. (Giovanni 14-17)

- far conoscere che Gesù è “nel Padre mio, e voi in me ed io in voi.” (Giovanni 14-20)

- insegnare ai discepoli ogni cosa (Giovanni 14-26)

- rammentare ai discepoli tutto quello che Gesù ha detto. (Giovanni 14-26)

- testimoniare per far credere (Giovanni 14-29; 15:26)

- convincere il mondo quanto al peccato, perché non credono in Gesù Cristo (Giovanni 16:8)

- convincere il mondo quanto alla giustizia, perché Gesù se n’è andato al Padre e non è più visibile (Giovanni 16:10)

- convincere il mondo quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato. (Giovanni 16:11)

- essere una guida in tutta la verità, perché non parla di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito da Gesù (Giovanni 16:13)

- annunziare le cose a venire. (Giovanni 16:13)

- glorificare Gesù perché Lui prende da Gesù e lo l'annunzia (Giovanni 16:14-15)

- mutare la tristezza dei credenti in letizia. (Giovanni 16:20)

- conservare i credenti (Giovanni 17:11)

- preservare i credenti dal maligno, affinché nessuno di loro perisca (Giovanni 17:15)

- santificare nella verità: la Parola di Dio è verità. (Giovanni 17:17)

- distribuire doni e carismi (1 Corinzi 12)

Ovviamente il MAESTRO per eccellenza rimane sempre GESÙ CRISTO: ci sono tantissimi passi da citare, ma il più poetico è, secondo me, questo: "E sul far del giorno, tornò nel tempio, e tutto il popolo venne a lui; ed egli, postosi a sedere, li ammaestrava.” (Giovanni 8:2)

Essere discepoli di Gesù è la cosa più bella che possa capitare, perché Gesù è sempre "affidabile".

La conoscenza di Dio, la conoscenza del mondo e la conoscenza della potenza della fede, non hanno troppo spesso un risvolto nella vita pratica, ma rimangono potenzialità inespresse, per mancanza di amore verso quel PARÀCLITO, che è l'origine stessa della sapienza, della conoscenza e della potenza.

Lo Spirito Santo, Colui che sa ogni cosa, Colui che nomina le cose che non sono come se fossero, Colui che può ogni cosa, mette a disposizione Se Stesso per amore nostro, ma rimane sconcertato dal nostro egoismo... 

Lo Spirito Santo giudica malissimo la nostra tirchieria, la nostra incapacità di vedere nei nostri simili, l'oggetto della Sua volontà di amore. 

Egli ci gratifica grandemente, facendoci entrare nel Suo Regno, dal quale noi però troppo spesso non siamo capaci di prendere nulla per gli altri, perché amiamo prendere per noi e per la nostra gloria, piuttosto che per amore degli altri!

Dio è amore. Quando lo Spirito Santo si muove con potenza, mette prima l’Amore di Dio in noi e in chi è oggetto del nostro amore. Lui ci fa amare le persone sulle quali invochiamo potenza e guarigione.

Guardiamoci intorno e osserviamo le facce, i volti di coloro per i quali pregare, per i quali chiedere di spostare montagne, per i quali intervenire con tutta la sapienza e la potenza di Dio!

Se per noi sono solo persone, noi per loro non siamo nulla, ma se esse diventano l'oggetto del nostro amore, esse sono parte di noi e noi di loro: Dio può intervenire per "amore" verso di noi e di ciò che sta più a cuore a noi: gli altri!

L'amore allontana Satana, che non sopporta l'amore e tutto ciò che "sa" di amore, che è colpito dall'amore e tutto ciò che è ricoperto dall'amore di Dio!

Troppe volte cadiamo nella trappola satanica di odiare chi ci odia, di maltrattare chi ci maltratta, e di giudicare chi pecca dei mille peccati di cui è capace l’umanità.

Lo sport preferito di satana è quello di farci vedere gli aspetti peggiori dei nostri simili, per farceli “schifare”, in modo tale che, li giudichiamo indegni e cattivi, invece di presentarli allo Spirito Santo in preghiera come persone da salvare.

Un noto predicatore moderno, Reinald Bonnke, ha rivelato che lui, prima di predicare in Nigeria e sporadicamente in altri paesi del mondo, prega: "Signore, qual è il bersaglio che hai scelto?”. E poi aggiunge: “Dov'è la parola di conoscenza? In quale direzione mi sta dirigendo l'unzione dello Spirito Santo? Dov'è il miracolo chiave per quest'oggi?”

Naturalmente non comincia alcuna predicazione se non riceve la risposta dallo Spirito Santo!

            La comunione con lo Spirito Santo è TUTTO ciò che serve nella vita del credente cristiano! Non ci sono altre “verità” e non ci sono alternative o surrogati!

Anche l’apostolo Paolo aveva questa impostazione “vincente”: “Io dico la verità in Cristo, non mento, la mia coscienza me lo attesta per lo Spirito Santo” (Romani 9:1)

Lo Spirito Santo risponde alle preghiere, solo secondo ciò che sta scritto nell’Evangelo di Gesù Cristo. Chi non legge la Bibbia e non ama, è categoricamente “escluso” dal servizio cristiano (la cosiddetta “diakonia”). Si diventa “nuvole senz’acqua” (Giuda 1:12), persone che predicano bene e razzolano male!

Senza il supporto della Parola di Dio, la Bibbia, lo Spirito Santo non risponde alle preghiere.

Infine c’è da chiarire che chi maledice è escluso dal sostegno dello Spirito Santo, perché la maledizione è odio: Dio non odia, ma benedice! Lo Spirito Santo toglie ogni sostegno a chi odia!

Scadere dalla grazia (e non dalla salvezza!), significa proprio questo: anche se si è salvati per grazia e non per meriti, siamo privi della testimonianza di Cristo, come alberi senza foglie, persone moralmente a posto, ma col dito puntato ad accusare, piuttosto che a benedire il prossimo e ad amare.

 

 

 


 

IL VICARO-MAESTRO

 

I MAESTRI DIVINI SONO DUE: Gesù Cristo e lo Spirito Santo.

Dio-Padre ha mandato il Dio-Figlio per annunciare l'anno accettevole della grazia (Dio ha tanto amato il mondo che ha mandato…) e il Dio-Figlio ha mandato il Dio-Spirito Santo, per guidare i credenti, sulla via della conoscenza di Gesù.

Gesù è infatti Colui che ha sparso lo Spirito Santo nel giorno della pentecoste: "Egli dunque (Gesù), essendo stato esaltato dalla destra di Dio, e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite." (Atti 2:33)

            E' un errore dottrinale pensare che Gesù sia il Maestro e che nessuno abbia preso il Suo posto, una volta che è asceso in cielo.

Lo Spirito Santo è il VICARIO di Gesù Cristo sulla Terra (e non il papa, ci mancherebbe altro!), l'unico e il vero VICARIO, autorizzato da Dio. Lo Spirito Santo è dunque REALE, cioè "concreto" così come gli altri due testimoni reali lasciati sulla Terra da Gesù.

Come “altro PARÀCLITO”, può essere pregato ed adorato, così come fu pregato ed adorato il Primo PARÀCLITO!

"…Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza: lo Spirito, l'acqua e il sangue, e i tre sono concordi. Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è maggiore; e la testimonianza di Dio è quella che egli ha reso al Figlio suo." (I Giovanni 5:7-9)

 L'acqua è un elemento REALE, il Sangue di Cristo è REALE (Gesù lo ha lasciato tutto sulla Terra) e lo Spirito Santo è REALE, perché si manifesta a chi Lo invoca nel Nome di Gesù.

Gesù ha dunque inviato sulla terra addirittura la TERZA PERSONA della Trinità, affinché Egli stia con i credenti, per sempre: "E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo" (Giovanni 14:16)

La Trinità è stata concorde nel non lasciare da solo il Corpo-Chiesa di Cristo, in modo che questi possa avere sempre un insegnamento e una guida: il Dio-Figlio lo ha proposto, Dio-Padre ha autorizzato ed ha accondisceso e Dio-Spirito Santo ha accettato.

 Ecco dunque riempito un vuoto dovuto all'assenza di Gesù Risorto: i "nati di nuovo" hanno lo Spirito Santo che intercede per loro presso il trono di Gesù, che li guida in ogni decisione, che li istruisce sulla dottrina di Cristo, e che infine opera con loro a sostegno della loro fede.

Sta scritto: "Parimenti ancora, lo Spirito sovviene alla nostra debolezza; perché noi non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e Colui che investiga i cuori conosce qual sia il sentimento dello Spirito, perché esso intercede per i santi secondo Iddio… Cristo Gesù è quel che è morto; e, più che questo, è risuscitato; ed è alla destra di Dio; ed anche intercede per noi." (Romani 8:26-27,34)

            Oggi lo Spirito Santo sostituisce Gesù nell'insegnamento diretto a noi, in appoggio e spiegazione della Parola Scritta: ciò vale sia per le cose dette da Gesù, che per le cose ancora da dire, relative all'edificazione del Corpo di Cristo e all'adempimento delle profezie.

"…ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v'ho detto.” (Giovanni 14:26)

            Lo Spirito Santo insegna e guida i credenti: "... ma quando sarà venuto lo Spirito di Verità, Egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà di se stesso, ma dirà tutte le cose che avrà udite e vi annuncerà le cose in avvenire." (Giovanni 16:13)

Strano, ma lo Spirito Santo è restio a parlare di Sé Stesso, perché ama parlare di Gesù, solo di Gesù ed unicamente di Gesù.

            È lo stesso Gesù Cristo, che, prima di andarsene e di salire in cielo, ha messo i credenti nelle mani dello Spirito Santo: "Ma voi riceverete potenza quando il Santo Spirito verrà su voi, e mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra." (Atti 1:8)

            Ecco dunque lo Spirito Santo all'opera: "E' scritto nei profeti: E saranno tutti ammaestrati da Dio. Ogni uomo che ha udito il Padre ed ha imparato da lui, viene a me." (Giovanni 6:45)

            Non c'è possibilità di pensare diversamente, perché la Santa Scrittura è chiara: Dio ammaestrerà i credenti e il Dio che farà questo è solo e solamente lo Spirito Santo, così come già detto.

            Lo Spirito Santo ammaestrerà anche i credenti ad amarsi tra di loro: "Or quanto all'amor fraterno non avete bisogno che io ve ne scriva, giacché voi stessi siete stati ammaestrati da Dio ad amarvi gli uni gli altri;" (I Tessalonicesi 4:9).

            Troppo spesso i credenti sono in conflitto e in competizione, ma se sono sottomessi allo Spirito Santo, li si vede insieme a tutti gli altri credenti, a qualunque denominazione appartengano, senza spirito settario e senza orgoglio spirituale. Sono credenti che possono testimoniare di Cristo dotati di una sapienza che viene dall'Alto come i veri discepoli che non parlano "con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito, adattando parole spirituali a cose spirituali." (I Corinzi 2:13)

Lo Spirito Santo è la guida della chiesa come unico "vicario" di Cristo. Lo Spirito Santo è presente nell’Assemblea dei credenti, che è la Chiesa (quella ovviamente dove viene adorato GESÙ CRISTO VIVENTE!), come Gesù Cristo è la PAROLA INCARNATA.

La Chiesa infatti è un insieme di persone sulle quali lo Spirito Santo ha seminato il seme della vita eterna. Con tali persone lo Spirito Santo condivide, nei limiti della dipendenza da Lui, la presenza di Dio nella Sua adorazione, nella Sua manifestazione e nella Sua attesa.

L'Apocalisse 22:17 contiene un'affermazione solenne, che spiega la condivisione e di comunione di intenti: "Lo Spirito e la sposa dicono: "Vieni"!"

La SPOSA, cioè la Chiesa, è il CORPO dove "si manifesta" lo Spirito Santo e non è assolutamente in cialde rotonde di farina.

Ora che Gesù Cristo è stato glorificato salendo in cielo, anche la Chiesa deve essere glorificata salendo in cielo.

Il ritorno di Cristo segnerà la “glorificazione” dei credenti, che si uniranno al CAPO già glorificato.

Allo Spirito Santo spetta il compito di glorificare il CORPO, unendolo al CAPO.

Ecco perché Lo Spirito e la Chiesa dicono a Gesù Cristo: VIENI!

Quando l'unificazione del CORPO col CAPO sarà fatta, l'intero CORPO regnerà col CAPO e il compito di guida dello Spirito Santo sarà perfetto!

Gli apostoli dei primi secoli erano guidati dallo Spirito Santo: “Poi attraversarono la Frigia e la regione della Galazia, perché lo Spirito Santo vietò loro di annunziare la parola in Asia.”(Atti 16:6)

            Ed anche nel passo successivo di Atti 16:7 troviamo questa meravigliosa realtà: “e, giunti ai confini della Misia, cercavano di andare in Bitinia; ma lo Spirito di Gesú non lo permise loro.”

Rispondiamo ora a una domanda: le Chiese attuali sono sottomesse allo Spirito Santo e sono dipendenti da Lui, come lo era la Chiesa dei primi cristiani?

Assolutamente no!

"Così la Chiesa, per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria aveva pace, essendo edificata; e camminando nel timor del Signore e nella consolazione dello Spirito Santo, moltiplicava." (Atti 9:31)

Se la nostra personale" risposta non coincide con l'affermazione biblica, vuol dire che alla "chiesa" che frequentiamo, sicuramente manca qualcosa...

Potremmo rispondere esattamente come è scritto negli Atti degli Apostoli?

Troppo spesso lo Spirito Santo è il “grande assente” nelle chiese, dove si recitano noiose preghiere scritte e tradizionali e dove la liturgia spadroneggia alla grande!

Spetta allora a ciascuno di noi, personalmente agire dall'interno, affinché le cose possano cambiare, ma anche uscirne in caso di aperto conflitto.

            Lo Spirito Santo non lascerà nessuno "senza la SUA testimonianza"!

            Perché? Perché lo Spirito Santo ha preso il posto di Gesù dopo l'ascesa di quest'ultimo al Cielo alla destra del Padre.

            Lo Spirito Santo è dunque l'UNICO VICARIO di Cristo. Altri vicari sono abusivi.

            Lasciamo fare allo Spirito Santo il Suo lavoro e sicuramente vedremo che anche noi saremo messi da Lui in condizione di fare il nostro!

Ecco dunque, per ricevere una scintilla di sapienza e di illuminazione divina, una serie di interessanti letture dell'Evangelo di Giovanni 1:32-33; 3:5-6,8,34; 4:23-24; 6:63; 7:37-39; 14:13-14; 14:16-17,25-26; 15:26; 16:7-17;20:22.

Oltre a Gesù e allo Spirito Santo, teniamo anche per buono che ci sono altri maestri:

1- I CREDENTI ANZIANI nella fede hanno anche loro il compito di insegnare, ma.. attenzione! Ci possono essere delle imitazioni pericolose come guide cieche di ciechi: li riconoscerete dai frutti!  "Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo" (Matteo 28:19) Nessun maestro umano può essere credibile ed autentico se non insegna solo le cose relative a Gesù: "Egli era stato ammaestrato nella via del Signore; ed essendo fervente di spirito, parlava e insegnava accuratamente le cose relative a Gesù, benché avesse conoscenza soltanto del battesimo di Giovanni." (Atti 18:25) Inoltre la loro vita deve rispecchiare la fede, perché la testimonianza di buona fama è ciò che si chiede a chi è "nato di nuovo". Attenzione ancora: "Or, fratelli, noi v'ordiniamo nel nome del Signor nostro Gesù Cristo che vi ritiriate da ogni fratello che si conduce disordinatamente e non secondo l'insegnamento che avete ricevuto da noi." (2 Tessalonicesi 3:6)

2- LA LEGGE: anche la legge insegna a temere Dio, per scoprire che solo la grazia di Gesù Cristo è il superamento della legge. "…conosci la sua volontà, e discerni la differenza delle cose essendo ammaestrato dalla legge" (Romani 2:18)

3- LA PAROLA DI CRISTO: ovviamente la Bibbia e soprattutto il Nuovo Testamento è il pane quotidiano da ruminare notte e giorno. La Bibbia è una lampada al nostro piede e ci ristora e ci edifica. Lo Spirito Santo si serve della Parola scritta per offrire una base di certezza ad ogni sua opera. (Galati 6:6 Colossesi 3:16 Tito 2:11-12)

 

 

 

 

 

 


 

SPIRITO DELLA VERITÀ

Satana è il dio della menzogna e ha introdotto nel mondo e persino nelle chiese cristiane, false dottrine per confondere i credenti e limitare la prodigiosa e guaritrice opera dello Spirito Santo.

Per liberarci di tutti i preconcetti e di tutti i pregiudizi e per sapere tutto ciò che concerne la figura e l’opera dello Spirito Santo, occorre affidarsi solo ed unicamente alla Santa Scrittura cioè alla Bibbia,. Su questo argomento dobbiamo essere tutti ben informati ed istruiti, per essere di pari consentimento sia nel pregare sia nel credere senza contendere, così come l’apostolo Paolo raccomandava ai Corinzi nella prima lettera al cap. 1:10-13. Amen

Gesù è la VERITÀ

Lo Spirito Santo è lo Spirito della VERITÀ.

Gesù disse a Tommaso: “Io sono la via, la VERITÀ e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:6)

La Verità dunque non è una teoria o un metodo, o una parola astratta, ma è la Persona stessa di Gesù Cristo. Lui “incarna” la Verità.

Nessuno al mondo ha mai potuto dire quello che Gesù ha detto: IO SONO LA VERITÀ”

Lo Spirito Santo è Colui che diffonde la VERITÀ di Cristo. Amen!

Lo Spirito Santo è chiamato, in diversi passi dell’Evangelo, come “Spirito della Verità”: Lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi.” (Giov. 14:17-18)

            Lo Spirito Santo non mente, Dio non mente, Gesù non mente.

            Satana è il padre della menzogna, gli uomini mentono, tutti gli esseri del mondo mentono.

L’Evangelo di Giovanni 8:44, mette ben in guardia i credenti, presentando la differenza basilare fra satana e Dio: “Voi siete progenie del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c'è verità in lui. Quando parla il falso, parla del suo, perché è bugiardo e padre della menzogna.”

            Amare la verità, dire la verità, significa allora stare dalla parte di Dio: “Noi siamo da Dio; chi conosce Iddio ci ascolta; chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo conosciamo lo spirito della verità e lo spirito dell'errore.” (I Giovanni 4:6)

            Scuole di pensiero che contraddicono questo, non sono ammesse. O così o si è fuori dalla Verità Biblica o “fuori dottrina”, che è la stessa cosa!

            Lo Spirito della Verità esclude altre figure salvifiche, quali santità umane, madonne con o senza bambino in braccio, dei antropomorfi, Allah, Buddha, Confucio, spiriti, padri pii, santi e santoni, ecc.

La cosa strana è che lo Spirito Santo aveva già avvertito l’umanità: “Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d'udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole.” (II Timoteo 4:3-4)

            Sono dunque classificate pure e semplici favole le storie delle ascensioni delle madonne, delle vergini paradisiache, dei tappeti volanti, delle case volanti, dei volti santi, dei veggenti, dei dischi volanti, dei fisici quantistici, dei quark, delle esplosioni caotiche, delle scimmie che si trasformano in uomini, ecc.

La fantasia diabolica ha accarezzato la fantasia umana in mille modi, per sedurre e portare lontano dalla verità biblica: “Ma lo Spirito dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori, e a dottrine di demoni, per via della ipocrisia di uomini che proferiranno menzogna, segnati di un marchio nella loro propria coscienza; i quali vieteranno il matrimonio e ordineranno l'astensione da cibi che Dio ha creati affinché quelli che credono e hanno ben conosciuta la verità, ne usino con rendimento di grazie.” (I Timoteo 4:1-3)

Qua si allude anche a quanto professa la chiesa cattolica intorno al celibato dei preti e alle pratiche di digiuno nelle varie cerimonie e alle ostie a forma di disco del dio Sole (la teofagìa e i riti degli Illuminati).

            Lo Spirito Santo testimonia solo di Gesù Cristo, parla di Gesù Cristo, sostiene e manda ad effetto quanto promesso nella Parola di Gesù Cristo: “Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della VERITÀ che procede dal Padre, egli testimonierà di me.” (Giovanni 15:26)

            Lo Spirito Santo è TUTTO: “… ma quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire.” (Giovanni 16:13)

            Come riconoscere le menzogne dalla verità?

            Basta attenersi a ciò che sta scritto perché solo “La Parola di Dio” è la Verità.

            Solo così “Conoscerete la Verità e la Verità vi farà liberi” (Giovanni 8:32), quando lo Spirito Santo aprirà la mente e il cuore ad accettare Gesù Cristo il Salvatore del mondo. Allora “il Figliuolo vi farà liberi, e sarete veramente liberi!” (Giovanni 8:36) veramente liberi spiritualmente!

            Nulla vi potrà più far dubitare di Dio e nessun’altra dottrina vi distorcerà la Verità che abiterà finalmente dentro di voi. Avrete ciò che viene chiamato “il discernimento degli spiriti”, e tutto ciò che è contrario alla Scrittura e toglie gloria a Gesù Cristo, è falso!

            L’ordine dello Spirito Santo è categorico e amorevolmente operativo: “State dunque saldi, avendo presa la VERITÀ a cintura dei fianchi, essendovi rivestiti della corazza della giustizia” (Efesini 6:14). In pratica indossate lo Spirito Santo e Gesù Cristo, come “compagni di viaggio, da tenere sempre al vostro fianco, come una cintura che serve per stare in piedi con dignità e sicurezza.

A questo servono le cinture!

            Le condizioni per vedere lo Spirito Santo all’opera, nella propria vita, sono severissime: osservare i comandamenti di Gesù Cristo e bandire completamente la menzogna: “Chi dice: io l'ho conosciuto e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo, e la verità non è in lui;” (I Giovanni 2:4) e “Perciò, bandita la menzogna, ognuno dica la verità al suo prossimo perché siamo membra gli uni degli altri.” (Efesini 4:25)

            Si può andare contro i comandamenti in tanti modi e si può ammettere la menzogna, ritenendola utile, se non addirittura innocua e indispensabile. Non è così!

Ogni nazione del mondo ha i suoi problemi religiosi, sociali, politici: lo Spirito Santo usa i servitori di Cristo per sostenerli e dare loro l’autorità di predicare con l’accompagnamento di segni e prodigi, a conferma della Parola predicata ed “unta” da Lui. Ma prima li mette alla prova per vedere se sono capaci di reggere… il peso della Verità!

I più falliscono miseramente e finiscono per fare come la volpe che non arrivava a prendere l’uva e prendono mille scuse per dire che lo Spirito Santo non serve sempre…

Prendiamo per esempio ciò che succede in Italia.

Lo Spirito Santo deve dare prima di ogni altro dono, il discernimento degli spiriti, perché l’Italia è un Paese che “ospita” legioni di demoni, come una volta ospitava le legioni romane, perché in esso vive un popolo dedito da sempre alla superstizione e alla magia.

La religione dominante, quella cattolica, incoraggia in tutte le maniere tale inclinazione e la sostiene e la propone come valida in base alla tradizione. Questo è il mondo spirituale che i cristiani devono combattere… con l’aiuto dello Spirito Santo.

In Abruzzo c’è addirittura un monte che si chiama Majella, che era il monte dalla dea Maja, che si dovrebbe leggere Màgia, o meglio Magìa.

Sempre in Abruzzo ci sono zone che ricordano l’adorazione del semi-dio Ercole, della dea Vesta, e di altre Madonne varie. Non si esce facilmente dalla religione delle Madonne con il bambino in braccio (la dea Astarte).

Predicare Gesù Cristo in tali zone è come seminare del deserto o nella foresta più fitta.

Lo Spirito Santo, non solo è contristato, ma addirittura contrastato e combattuto, perché “essi hanno mutato la verità di Dio in menzogna, e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen.” (Romani 1:25)

La Verità di Cristo è completamente ignorata o osteggiata come se fosse pestilenziale.

Se lo Spirito Santo si fa strada insieme alla Parola di Dio, avanza come un esploratore nella foresta amazzonica, con il machete in mano…

Succede anche di assistere al triste fenomeno del “ritorno nel fango” della famosa scrofa della seconda Epistola di Pietro 2:22 o del cane che rimangi il suo vomito.

L’idolatria madonnara cattolica è sbandierata da tutte le parti, a tutti i livelli ecclesiastici, fino ai vertici stessi!

Lo Spirito Santo è muto spettatore di pratiche idolatriche, come i primi cow-boys quando osservavano da lontano gli indiani che facevano le loro danze intorno ai totems…

La Verità è dunque Gesù Cristo e lo Spirito Santo è il Suo Spirito, cioè lo Spirito che Lo affianca.

Inutile dire che contro di loro, la sconfitta è garantita e insieme ad essa giunge anche la giusta “ira di Dio”, “Poiché l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà ed ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia;” (Romani 1:18)

Per i credenti cristiani questa è una grande soddisfazione, e soprattutto la motivazione profonda a non reagire alle sopraffazioni e a non farsi vendetta da soli: Dio è il loro “giustiziere” e il loro “vendicatore”.

Molto singolare è il racconto dell’interrogatorio di Gesù Cristo ad opera di Pilato: questo interroga la Verità in Persona e non la difende: “Pilato gli rispose: Son io forse giudeo? La tua nazione e i capi sacerdoti t'hanno messo nelle mie mani; che hai fatto?

    Gesù rispose: Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perch'io non fossi dato in man dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui.

    Allora Pilato gli disse: Ma dunque, sei tu re? Gesù rispose: Tu lo dici; io sono re; io sono nato per questo, e per questo son venuto nel mondo, per testimoniare della verità. Chiunque è per la verità ascolta la mia voce.

    Pilato gli disse: Che cos'è verità? E detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei, e disse loro: Io non trovo alcuna colpa in lui.”(Giovanni 18:35-38)

Risultato: Pilato aveva di fronte la Verità e l’ha sacrificata per ragioni politiche.

Non sembra il copione di tutta la storia dell’umanità?

Pilato è la dimostrazione del fatto che gli uomini in genere si costruiscono le “proprie verità”, che non sono le “vere verità” e commettono il grande, grandissimo errore di difendere le prime a scapito delle seconde. I nostri preconcetti, i nostri pregiudizi, sono il punto di forza del nostro ORGOGLIO e sono ostacoli quasi insormontabili ad accettare la vera, nuda e cruda Verità che viene da Dio. Un giorno ci vergogneremo della nostra stupidità e, quando la verità sarà sbandierata sui tetti, essa costituirà il principale capo d’accusa contro di noi.

Ecco perché lo Spirito Santo non contende con l’uomo e, se non trova la porta aperta, la mente aperta, la piena disponibilità ad ascoltarLo, non insiste. I sapienti hanno la mente “chiusa”, a tal punto da essere saccenti e presuntuosi. Con loro, Dio gioca a nascondino e vince sempre, non facendosi trovare! Bisogna passare da una verità all’altra, sapendo che Dio ci conduce per mano, come piccoli fanciulli all’apprendimento graduale della Sua infinita Verità: In quel tempo Gesù prese a dire: Io ti rendo lode, o Padre, Signor del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai savi e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli.” (Matteo 11:25)

Se non si è disposti a porgere l’orecchio “spirituale” alla voce delicata e sommessa dello Spirito Santo, si rimane indietro e fermi a credere e a sapere solo ciò che già sappiamo e crediamo, senza più alcuna possibilità di progredire nel difficile  percorso della conoscenza “rivelata”.

Solo gli stupidi riescono a dire: “E’ così e basta!”

Se tutte le persone usate da Dio nei secoli, avessero detto così, non sarebbero mai state usate.

Questa è la sfida di Dio: fino a che punto sei disposto a cambiare?

Fino a che punto sei disposto a scendere dal piedistallo nel quale ti sei messo e a farci salire Dio con la “Sua Verità e la Sua giustizia”?

Sembra facile leggere il passo di Matteo 6:33 “Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte”; il difficile è farlo veramente!

Quanta gente è arroccata nella sua religione, nel suo modo di pregare, nel suo modo di vivere senza Dio e senza alcuna “guida divina”! Essa crede così di scampare all’ira futura e di “ingannare” Dio con i propri ragionamenti e con la propria filosofia. Non sa che Dio l’aspetta al varco ed un giorno, il giorno del giudizio, essa sarà sfidata da Dio a sostenere con Lui la logica delle proprie convinzioni e sarà condannata in eterno, perché lo Spirito Santo avrà finalmente l’opportunità di “convincere di peccato”, così come sta scritto e come sarà fatto!

Il giudizio di condanna sarà servito su un piatto d’argento a tutti i denigratori della Verità, a tutti i beffardi della Parola di Dio, a tutti i mistificatori, a tutti i teologi che hanno parlato di Dio senza conoscerLo veramente, a tutti gli empi che pensavano di rimanere impuniti, a tutti i peccatori che hanno fatto del peccato lo scopo della loro vita, a tutti gli atei che hanno giudicato Dio invece che sé stessi, a tutti i professoroni che sono saliti in cattedra o sui pulpiti a predicare le baggianate delle loro misere conoscenze, fatte di ricerche fondate sui dubbi e sulle incertezze.

Lo Spirito della Verità sarà terribile e metterà a nudo lo squallore dei sapienti e li esporrà al ludibrio della loro ignoranza, falsamente chiamata “scienza”! (1 Timoteo 6:20)

A costoro sarà imputata una condanna maggiore, perché “Voi stessi non siete entrati, ed avete impedito a quelli che entravano”! (Luca 11:52)

Lo Spirito della Verità è tutto! O con Lui o trovati mancanti: “E quando avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e avessi tutta la fede in modo da trasportare i monti, se non ho carità, non sono nulla.” (I Corinzi 13:2 )

In tutte le epoche e in tutti i luoghi lo Spirito Santo ha cercato e cerca ancora persone disposte a farsi modellare e plasmare per essere trasformati in vasi sani in modo da contenere briciole della Sua sapienza e gocce dei Suoi doni. Così come siamo, siamo solo vasi rotti. Dio è capace di rimodellare l’argilla, come i profeti Isaia e Geremia assicuravano. (Isaia 29:16; Geremia 18:2-6)

Non voglio fare citazioni dotte, ma milioni di persone si sono affidate all’azione “rimodellante” di Gesù Cristo, il Quale, mediante lo Spirito Santo, ha saputo trasformare uomini degni della più puzzolente spazzatura in eleganti annunciatori e testimoni della Parola di Dio, ripieni del buon profumo di Cristo, secondo come sta scritto: “Il vasaio non ha egli potestà sull'argilla, da trarre dalla stessa massa un vaso per uso nobile, e un altro per uso ignobile?” (Romani 9:21)

 Certa è questa parola, che chi si rivolge a Gesù Cristo riceverà anche lo Spirito della Verità che, giorno dopo giorno, gli farà vedere quanta roba c’è nei tesori di Dio! Lo Spirito della Verità è una fonte d’acqua viva che disseta i credenti per sempre senza mai esaurirsi e che li fortifica nella conoscenza “del mistero di Dio: cioè di Cristo, nel quale tutti i tesori della sapienza e della conoscenza sono nascosti.” (Colossesi 2:2)

 


 

 

SPIRITO BATTEZZATORE

Giovanni Battista battezzò con acqua, ma Gesù Cristo battezzò e battezza ancora con lo Spirito Santo: “E Giovanni rese la sua testimonianza, dicendo: Ho veduto lo Spirito scendere dal cielo a guisa di colomba, e fermarsi su di lui.  E io non lo conoscevo; ma Colui che mi ha mandato a battezzare con acqua, mi ha detto: Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quel che battezza con lo Spirito Santo.” (Giovanni 1:32-33)

Le parole seguenti, note a tutti i credenti, costituiscono il fondamento di una PROMESSA che il Signore onora ogni volta che si verificano tutte le condizioni descritte : "Or essi, udite queste cose, furono compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: Fratelli,  che dobbiamo fare? (Atti 2:38) E Pietro a loro: Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati, e voi riceverete la doreà (il dono) del Santo Spirito”. (Atti 2:39)

L'apostolo Pietro annunciò la salvezza a tutto il popolo ebreo mediante un DONO che, in greco, ha un termine ben preciso: doreà-doreàs.

Tale termine significa dono, lascito testamentario, legato testamentario, donazione testamen­taria, donazione post mortem.

Il termine "doreà" è usato nel campo giuridico per indicare un qualcosa lasciato in eredità da qualcuno che è morto; il "legato" o lascito testamenta­rio, è un dono solamente positivo e senza le responsabilità tipiche di chi è designato come "erede". 

Nel caso di Gesù Cristo, Egli è morto, altrimenti l'eredità non può essere attribuita. Per aprire il Testamento occorre la morte del testatore…

Ebbene, Gesù è morto e il Suo Nuovo Testamento adesso è pienamente operativo e chiunque può esigere ciò che è destinato a lui per desiderio espresso unico ed irrevocabile del Gesù morente: il perdono e la salvezza. Gesù è venuto solo per salvare (Giovanni 3:18)

Ecco dunque che Gesù ci ha lasciato "la vita eterna" come dono gratuito, senza condizioni, e senza vincoli ereditari. La Sua Grazia e la Sua misericordia sono i soli motivi del Suo dono!

Dai riferimenti sottoriportati, chiunque potrà notare come il termine è stato usato solo ed unicamente quando si parla di salvezza per i meriti del Sangue dell’Agnello e del battesimo nello Spirito Santo, mediante l’evidenza delle lingue.

I riferimenti biblici in cui è presente il termine "doreà" sono tutti questi: Matteo 10:8 Giovanni 4:10; 15:25; Atti 2:38; 8:20; 10:45; 11:17; Romani 3:24; 5:15; 5:17; 2 Corinzi 9:15 11:7; Efesini 3:7; 4:7; Galati 2:21; Ebrei 6:4; 2 Tessalonicesi 3:8; Apocalisse 21:6;  22:17.

Dall'esame di questi passi si evince chiaramente come il termine "doreà" sia unicamente legato alla morte di Cristo e al Suo "lascito testamentario".

            La Nuova Nascita è una promessa di Gesù Cristo, fatta "a voce" sulla croce al ladrone pentito e, come a lui, a tutti coloro che chiederanno a Gesù:  "Gesù, ricordati di me quando sarai venuto nel Tuo Regno!" (Luca 23:42): la promessa di Gesù sarà, allora come adesso ed in eterno: "Io ti dico in verità che oggi tu sarai meco in paradiso" (Luca 23:43)

            Il ladrone sulla croce "nacque di nuovo"! Che posto incredibile per nascere spiritualmente, ma era l'unico posto possibile: al fianco di Gesù, sulla croce! Quello è il posto UNICO ed INSOSTITUIBILE per nascere di nuovo!

            Vogliamo nascere di nuovo?

            Andiamo alla croce di Gesù, per fede!

            Vogliamo portare gli altri a nascere di nuovo?

            Portiamoli alla croce di Gesù, per fede!

            Sulla croce c'è Colui che "muore" e lascia il DONO (doreà) DELLA SALVEZZA nel Suo Testamento, a coloro che riescono ad ascoltare le Sue flebili ultime volontà con un filo di voce, con i sussurri di chi sta per morire: occorre avvicinarsi alla croce... per ascoltare la voce di Gesù morente e ascolteremo che... la nostra Salvezza è una DOREÀ!

            "Padre perdona loro, perché non sanno quel che fanno"

            La doreà, ripetiamolo ancora, è un dono solamente positivo e senza le responsabilità tipiche di chi è designato come "erede".

            Se una persona riesce a "sperare" in questa promessa (il nascere "d'acqua"), interverrà lo Spirito Santo che darà la "certezza" che la speranza è ben fondata, perché si regge su Gesù!

            Questo è il nascere "dallo Spirito"!

            Questa è la vera effusione dello Spirito Santo e questo è il “battesimo di Gesù Cristo”!

            Un nuovo essere nasce “internamente”, NEL CUORE! “…è noto che voi siete una lettera di Cristo, scritta mediante il nostro servizio, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente; non su tavole di pietra, ma su tavole che sono cuori di carne.” (II Corinzi 3:3)

L’episodio di Lidia, è uno dei tanti che incontriamo come esempi di come agisce lo Spirito Santo: “E una certa donna, di nome Lidia, negoziante di porpora, della città di Tiatiri, che temeva Dio, ci stava ad ascoltare; e il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo.” (Atti 16:14)

Lo Spirito Santo apre anche la mente. Ne furono testimoni i discepoli, dopo la resurrezione di Gesù: “Allora aprì loro la mente, perché comprendessero le Scritture” (Luca 24:45)

            Parola e Spirito Santo sono... gli ingredienti, che, se messi insieme, producono lo stesso effetto di quando si mettono insieme glicerina ed acido nitrico! C'è dinamite, c'è potenza!

            “…La parola è vicino a te, nella tua bocca e nel tuo cuore: questa è la parola della fede che noi predichiamo; perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto col cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti col cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati.”  (Romani 10:8-10)

            I due elementi della “nuova nascita” sono due: l’acqua e lo Spirito Santo:

 

a) L’acqua: il profeta Amos (8:11-12) aveva annunciato una grande sete, ma che nessuno avrebbe potuto spegnere, perché l’unica acqua “viva” sarebbe stata la Parola di Dio! “Ecco, vengono i giorni, dice il Signore, l’Eterno, che io manderò la fame nel paese, non fame di pane o sete d’acqua, ma la fame e la sete d’udire le parole dell’Eterno. Allora, errando da un mare all’altro, dal settentrione al levante, correranno qua e là in cerca della parola dell’Eterno, e non la troveranno.”

            Mandare la sete di Parola di Dio è un potere riservato a Dio, nella persona di Gesù Cristo il Signore Eterno, il Quale o si nasconderà ai savi e agli intelligenti, o si rivelerà ai semplici e ai piccoli fanciulli (Matteo 11:25 e Luca 10:21)

            Gesù infatti chiarisce alla samaritana il POTERE della Parola di Dio: il potere di “togliere la sete dello spirito umano”: quando lo spirito umano ha sete, solo Gesù ha parole di vita eterna (Giovanni 6:68). “Se tu conoscessi il dono (doreà) di Dio e chi è che ti dice: Dammi da bere, tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli t’avrebbe dato dell’acqua viva... Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò, diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna.” (Giovanni 4:10-14)

 

b) lo Spirito Santo: lo Spirito Santo esegue ciò che la Parola di Dio afferma: nessuno potrebbe fare ciò che lo Spirito compie, perché è un vero e proprio atto “creativo” di Dio! Il famoso passo di Romani 8 chiarisce inequivocabilmente il grande e nuovo atto creativo di Dio:

“Poiché voi non avete ricevuto lo spirito di servitù per ricadere nella paura; ma avete ricevuto lo Spirito d’adozione, per il quale gridiamo: Abba! Padre! Lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito, che siamo figliuoli di Dio; e se siamo figliuoli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pur soffriamo con lui, affinché siamo anche glorificati con lui.” (Romani 8:15-17)

            Ricevere l’acqua di Gesù, è riconciliarsi con Dio: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove.

E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ha dato a noi il ministero della riconciliazione; in quanto che Iddio riconciliava con sé il mondo in Cristo non imputando agli uomini i loro falli, e ha posta in noi la parola della riconciliazione.” (2 Corinzi 5:17-19)

            Ciò faceva dire a S.Paolo: "Io non tengo in alcun conto della mia vita, come se mi fosse cara, pur di compiere il mio corso ed il mio ministero, che ho ricevuto dal Signore Gesù, che è quello di testimoniare dell'EVANGELO DELLA GRAZIA di Dio." (Atti 20:24-25)

            L'Evangelo della Grazia annuncia il Regno di Dio (Matteo 24:14 e Marco 13:10), in Cristo Gesù, nostra “salvezza” (Efesini 1:13).

            Gloria a Gesù Cristo (2 Corinzi 4:4), per la Sua “buona novella”!

            Per informazione doverosa si aggiunge che la crescita del credente può poi continuare (per chi lo vuole) con la seconda ed ultima doreà: il battesimo nello Spirito Santo, mediante l’evidenza delle lingue, ma questo è un discorso a parte.

Anche il battesimo NELLO SPIRITO SANTO è ormai una realtà indiscussa per centinaia di milioni di credenti di tante denominazioni cristiane, credenti che sono stati "pentecostalizzati" dal "soffio" di Dio e da un parlare "in lingue", che costituisce l'inizio di un completo e più autentico "cammino spirituale", "poiché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo tra non molti giorni." (Atti 1:5) “Non impedite il parlare in altre lingue.” (I Corinzi 14:39)

            Chiunque può chiedere a Gesù Cristo il battesimo di fuoco e nello Spirito Santo: crederci, volerlo e chiederlo in preghiera: “Giovanni rispose: dicendo a tutti: Ben vi battezzo io con acqua; ma vien colui che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio dei calzari. Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco.”

            Chiunque può chiedere a Gesù Cristo di essere ammaestrato dallo Spirito Santo: basta crederci, volerlo e chiederlo quotidianamente in preghiera: “Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio. Ogni uomo che ha udito e imparato dal Padre, viene a me” (Giovanni 6:45)

            CONCLUSIONE.

            Questo è l’Evangelo, questo è Gesù Cristo e questo è lo Spirito Santo: UN FUOCO! “Io sono venuto a gettare un fuoco sulla terra; e che mi resta a desiderare, se già è acceso?” (Luca 12:49)

            Chiunque può chiedere a Gesù Cristo di essere “acceso” di Spirito Santo: basta crederci, volerlo e chiederlo quotidianamente in preghiera: “Il nostro Dio è anche un fuoco consumante.” (Ebrei 12:29)

Ricordo che, quando frequentavo una chiesa ADI a Pescara, ed era l’anno 1992, in un appello che il pastore M.C. fece, andai avanti insieme a tanta altra gente, per ricevere un tocco d’Amore, che lo Spirito Santo avrebbe dato nel Nome di Gesù Cristo.

            Io in verità non sapevo cosa fosse ed in cosa consistesse, ma la cosa mi sembrò interessante e desiderabile.

            Tutti lodavano e piangevano ed io mi associai a lodare e ringraziare alzando le mani, cantando e parlando in lingue, quando, ad un certo punto… una corrente elettrica a 220 volts mi avvolse i piedi.

            Sembrava straordinario e molto singolare e pensai che tutti stessero provando la stessa cosa, ma la corrente non si fermò, anzi cominciò a salire per le gambe, poi al tronco, e poi al collo e poi alla testa, come uno scanner…

            Lo Spirito Santo mi stava scannerizzando e sembrava che mi volesse infiammare e bruciare. Temevo di prendere fuoco e che il fumo già mi stesse uscendo dalle orecchie.

            Mi voltai intorno a me, per vedere se gli altri si stessero accorgendo che stavo prendendo fuoco, ma intorno a me era tutto tranquillo: nessuno mi dava retta e nessuno si stava accorgendo di quello che mi stava capitando.

            Allora capii che la cosa era personale, era una faccenda tutta mia…

            Alzai le braccia e ringraziai Gesù Cristo come non l’avevo mai ringraziato in vita mia: Gesù mi amava! Lo Spirito Santo mi amava! Dio mi amava!

            Nessuno potrà mai farmi più dubitare dell’Amore di Dio, né morte, né vita né angeli, né principati, né potenze, né cose presenti, né cose future, né altezze, né profondità, né alcun’altra creatura. Se qualcuno mi parla dell’Amore di Dio, adesso so che vuol dire.

            Sembra strano, ma da allora ho avuto come un sesto senso: quando manca l’Amore di Dio, in una predica, in un discorso, in una chiesa, in un fratello, in una sorella, o in qualunque altro posto o situazione, ebbene “io lo sento”!

            A volte mi sento triste, perché sento che non c’è Amore dove mi aspetto di trovarlo e provo anche angoscia e sbigottimento. Soffro con Gesù, per un mondo freddo e “vuoto”.

            Mi sembra di partecipare alle sofferenze di Cristo e vorrei fare qualcosa, dire qualcosa, partecipare a qualcosa… e mi rallegro ogni volta che si predica Gesù Cristo e il Suo Santo Evangelo. (1 Pietro 4:13)

In un certo senso anche così si può leggere il passo: “E se siamo figli, siamo anche eredi, eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pure soffriamo con lui per essere anche con lui glorificati.” (Romani 8:17)

            Ci sono due tipi di cristiani: quelli della domenica e quelli operativi tutti i giorni.

            I primi sono credenti e frequentatori più o meno assidui, che cantano, lodano, ascoltano e se ne vanno a casa contenti e felici.

            I secondi sono quelli che ogni giorno si inginocchiano e pregano affinché il regno di Dio si manifesti sempre più potentemente intorno a loro e camminano con Dio come intercessori e come Suoi collaboratori.

            Il tempo è venuto di conoscere appieno il piano di Dio, che parla di salvezza e di potenza col battesimo nello Spirito Santo, così come è scritto in 1 Pietro 1:10-12: “Questa salvezza è stata l'oggetto delle ricerche e delle investigazioni dei profeti che profetizzarono della grazia a voi destinata. Essi indagavano qual fosse il tempo e quali le circostanze a cui lo Spirito di Cristo che era in loro accennava, quando  anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo, e delle glorie che dovevano seguire. E fu loro rivelato che non per se stessi ma per voi ministravano quelle cose  che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno evangelizzato per mezzo dello Spirito Santo mandato dal cielo; nelle quali cose gli angeli desiderano guardare bene addentro.”

            La vita dell’uomo è corta e la clessidra del tempo concesso ad ogni uomo e donna ha poca sabbia… e bisogna sfruttare ogni occasione per lottare per Cristo e per l’avanzamento del Regno di Cristo.

Che lo Spirito Santo ci aiuti! La lotta contro il mondo di tenebre è cominciata ed è ardua, ma i credenti sono “più che vincitori”, perché Gesù Cristo lotta per noi, mediante l’aiuto dello Spirito Santo. L’apostolo Pietro ci ha scritto una lettera “personale”, che dobbiamo leggere quando non ci vede nessuno. E’ top-secret! Sono direttive divine indirizzate direttamente a noi dal Cielo: “Diletti, questa è già la seconda epistola che vi scrivo; e in ambedue  io tengo desta la vostra mente sincera  facendo appello alla vostra memoria, onde vi ricordiate delle parole dette già dai santi profeti, e del comandamento del Signore e Salvatore, trasmessovi dai vostri apostoli; sapendo questo, prima di tutto: che negli ultimi giorni  verranno degli schernitori coi loro scherni i quali si condurranno secondo le loro concupiscenze e diranno: Dov'è la promessa della sua venuta? Perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano nel medesimo stato come dal principio della creazione. Ma costoro dimenticano questo volontariamente: che ab antico, per effetto della parola di Dio, esistettero dei cieli e una terra tratta dall'acqua e sussistente in mezzo all'acqua; per i quali mezzi il mondo d'allora, sommerso dall'acqua, perì; mentre i cieli d'adesso e la terra, per la medesima Parola son custoditi, essendo riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della distruzione degli uomini empi.” (2 Pietro 3:1-7)

            Il giorno della vittoria totale è già scritto: “E i suoi occhi erano come una fiamma di fuoco, e sul suo capo c’erano molti diademi; e portava scritto un nome che nessuno conosce fuorché lui.

Era vestito d'una veste tinta di sangue, e il suo nome è: la Parola di Dio.” (Apocalisse 19:12-13)

            IL BATTESIMO D’AMORE

Lo Spirito Santo, essendo Dio, pienamente Dio, che parla di Gesù Cristo, portando ovunque la Sua Luce ed il Suo Amore, ha il meraviglioso compito di sostenere tutti i servitori di Gesù Cristo.

            Il suo compito è anche quello di portare i credenti a contatto con l’Amore di Gesù Cristo, in modo da spingerli a ricambiare tale divino amore.

Costoro infatti hanno preso amore "gratuitamente" da Gesù, che li ha fatti "nascere di nuovo" mediante lo Spirito Santo, ma poi stentano ad imitare tale amore verso Dio e soprattutto verso gli altri conservi... In tale condizione, non capiscono che possono ancora... chiedere ALTRO AMORE allo Spirito Santo!

            Ho purtroppo conosciuto diversi credenti che ricordavano l’effusione di vent’anni prima, ravvivata dieci anni prima, confermata ancora ed ancora, ma avevano perso l’amore fraterno!

            L’ordine che viene dalla Parola di Dio è tassativo, ma anche chiarificativo: “Procacciate l'amore, non lasciando però di ricercare i doni spirituali”. (1 Corinzi 14:1). Infatti l’Amore di Dio e i doni spirituali vanno insieme, perché se Dio ama, dà anche i mezzi per amare e i doni spirituali si possono ricevere solo se si ama.

            I doni spirituali non sono uno sfoggio di potenza, o medaglie da appuntare al petto del credente o peggio ancora titoli o meriti alla carriera, o attività della chiesa o tesori da spendere o altre cose ecclesiastiche o umane, ma sono manifestazioni dello Spirito Santo per un utile che coinvolge sia Lui che “lavora”, sia il credente che è usato nella “diakonia”, sia il destinatario che riceve.

Non dobbiamo mai dimenticare che i doni sono dello Spirito Santo, non nostri. Lui si muove per amore, alla gloria di Gesù Cristo.

Ciò comporta anche che la gloria del lavoro deve ritornare a Gesù Cristo e non ad altri ipotetici referenti in cielo, quali madonne, santi, angeli, demoni, o altri dai nomi più stravaganti ed accattivanti.

Gesù non divide la Sua gloria con nessuno e non accetta alcuna concorrenza. Egli è il Nome esclusivo per far muovere lo Spirito Santo.

            Inoltre lo Spirito Santo non dà i suoi doni per farli gestire dai credenti, ma sempre per gestirli Lui, tramite i credenti, che però possono arrivare anche a pensarla diversamente e credere che i doni siano passati alla loro proprietà. Non è così! “Quand'io parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, se non ho amore, divento un rame risonante o uno squillante cembalo.” (1 Corinzi 13:1)

Il battesimo nello Spirito Santo non è un battesimo d'amore, ma un "DONO" dell'AMORE di Dio, col quale cioé non si è ricevuto "in dono" l'Amore di Dio, ma la potenza della fede!

Che Paolo, in Prima Corinzi tredici, si riferisse ad un battesimo nello Spirito Santo autentico, è ampiamente affermato dal fatto che si cita il caso del parlare addirittura la lingua degli angeli, e ciò non può essere da noi, ma dallo Spirito Santo.

Può anche ammettersi però la possibilità di parlare altre lingue, in seguito a studi e viaggi fatti presso altri popoli: in tale caso la fede è inesistente ed ogni parola che diciamo è solo un sfoggio di abilità acquisite per il proprio tornaconto puramente edonistico.

L'apostolo Paolo. afferma, per lo Spirito Santo, che la fede va spesa, solo ed unicamente se, e sottolineo se, noi amiamo.

L'amore verso qualcuno è quello che ci spinge a chiedere potenza al Signore.

Se il Signore ci dà potenza, perché noi gliel'abbiamo chiesta, Lui ce la dà; ma se non sappiamo verso chi dirigere questa potenza, allora è proprio vero che siamo una bella pignatta di rame senza nulla dentro, oppure una chitarra bella e squillante, ma non suonata da nessuno e per nessuno. Siamo opere perfette accantonate per essere viste ma non usate, per essere ammirate e stimate per quello che sono, non per quello che fanno...

Il battesimo nello Spirito Santo è avvenuto solo dopo la nuova nascita, dopo cioé aver creduto, dopo aver reso grazie e aver accettato l'offerta di mediazione di Gesù Cristo per la remissione dei nostri peccati: il cammino della fede è iniziato splendidamente e il segno successivo delle lingue ha sigillato tale progresso spirituale.

Può succedere però che il cammino si interrompa.

Può succedere purtroppo che ci si fermi nella fede, passando da una fede attiva e recettiva ad una fede formale, senza "imprevisti", senza fastidi, senza "servizio", cioè senza voler essere servitori dell'Iddio Vivente, come color che hanno ricevuto un talento, ma non lo mettono più a frutto

            L'amore di Dio allora è il proseguio del cammino della fede: tutte le cose che piacciono a Dio, sono i nostri obiettivi futuri, compresa la nostra crescita di santificazione e di servizio.

La Volontà di Dio ritorna ad essere il metodo di lavoro, che noi impariamo da Lui giorno per giorno.

Il battesimo nello Spirito Santo dunque chiede un nuovo rapporto, che consiste nel ricercare sempre più la "comunione" con lo Spirito Santo, dal quale si è scelto di dipendere... Chiedere per amare.

Essere qualcuno davanti a Dio: ecco l'obiettivo "vero" che il credente in Cristo deve avere!

La fede in Dio, non significa che Dio si fidi di te!

La fede di Dio è operativa e ne basta poca, tanto quanto un granello di sabbia o come un seme di senape, per smuovere tutti i monti dell’universo!

La sapienza, la scienza e la conoscenza del mondo e la conoscenza della potenza della fede, non hanno un risvolto nella vita pratica, ma rimangono potenzialità inespresse, per mancanza di amore verso quel Dio che è l'origine stessa della sapienza, della conoscenza e della potenza: "E quando avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e avessi tutta la fede in modo da trasportare i monti, se non ho amore, non sono nulla." (1 Corinzi 13:2)

Colui che sa ogni cosa, Colui che nomina le cose che non sono come se fossero, Colui che può ogni cosa, mette a disposizione Se Stesso per amore nostro, ma rimane sconcertato dal nostro egoismo...

            Dio giudica malissimo la nostra tirchieria, la nostra incapacità di vedere i nostri simili come l'oggetto della Sua volontà di amore. Lui vuole che noi eliminiamo dal nostro cuore l’odio, il rancore, l’ostilità, le radici amare, la diffidenza, la negatività, il parlare sconcio, la volgarità, l’arroganza, la superbia, l’avidità, la gelosia, l’invidia, ed ogni altra forma di cattiveria personale e sociale, affettiva e culturale. Dobbiamo essere come “bambini”!

Dio ci gratifica grandemente, facendoci entrare nel Suo Regno, dal quale noi però pul capitare di non prendere nulla per gli altri, perché non amiamo nessuno!

Guardiamoci intorno e osserviamo le facce, i volti di coloro per i quali pregare, per i quali chiedere di spostare montagne, per i quali intervenire con tutta la sapienza e la potenza di Dio!

Se per noi sono solo persone, noi per loro non siamo nulla, ma se esse diventano l'oggetto del nostro amore, esse sono parte di noi e noi di loro. Dio può intervenire per "amore" verso di noi e di ciò che ci sta più a cuore: gli altri!

L'amore allontana Satana, che non sopporta l'amore e tutto ciò che "sa" di amore, che è colpito dall'amore e tutto ciò che è ricoperto dall'amore! Essere per amare.

            Più volte l’Evangelo mette in contrasto l’amore degli uomini e quello di Dio: se Dio non edifica, invano si affaticano gli edificatori.

            La fatica dell'uomo è il segno che anche l'uomo ha amore, ha una sua visione, ha un suo sogno di efficienza, ma naufraga miseramente di fronte a ciò che Dio è: Amore, Volontà, Potenza.

I discepoli pescatori avevano faticato tutta la notte per prendere i pesci, ma il Vangelo sottolinea che non ne avevano preso neanche uno!

            Eppure si erano affaticati tanto! Lavorare di notte, su una barca, al buio e col sonno è stancante e faticoso per chiunque, in tutti i luoghi e in tutte le epoche: eppure i discepoli l'avevano fatto! Nessun premo è riservato a tali fatiche personalistiche ed individualistiche, compiute senza l'approvazione o l'autorizzazione di Dio!

            Quando Gesù parlò, e i discepoli ubbidirono, presero tanti pesci che le reti non potevano contenerne... (si strappavano).

            I poveri sono nutriti dal Signore, perché il Signore è il Dio dei poveri: cosa noi possiamo fare di più e di meglio? Nulla. Possiamo solo sperare di collaborare con Dio, non sostituirci a Lui!

            Dev'essere Dio a comunicarci ciò che Lui intende fare: dipende poi da noi se "aiutarLo" oppure no! Dipende cioè da noi chiedere di essere... Suoi collaboratori! La nostra speranza è che Lui accetti di servirsi delle nostre "misere" ricchezze, ben sapendo che esse stesse non sono neppure nostre ma... momentaneamente in nostro possesso! "E quando distribuissi tutte le mie facoltà per nutrire i poveri, e quando dessi il mio corpo ad essere arso, se non ho amore, ciò niente mi giova." (1 Corinzi 13:3)

Peggio ancora il martirio per le cause sociali: la storia è piena di "eroi" laici, di ministri di giustizia, di Ettori Fieramosca, di leggendari eroi "dal cuore d'oro", di Robin Hud, ecc., di tutte persone che sono morte... per il Dio sbagliato!

            Tutti costoro si sono sacrificati, a rischio stesso della loro vita, per i "loro" ideali, per le "loro" idee, per i "loro" princìpi, per il "loro" orgoglio, per la "loro" nobilitazione, esaltazione e glorificazione!

            Ben diversa invece è la vita di coloro che si sacrificano ogni giorno per Gesù Cristo, esaltando Gesù Cristo, adempiendo la volontà di Gesù Cristo: tutti costoro hanno preso ogni giorno la loro croce ma, e sottolineo ma, hanno seguito Gesù!...

            In tutte le religioni e in tutte le ideologie c'è gente che compie il bene, ma non è mossa dall'amore verso Dio!

            È allora proprio vero che si tratta di amore sprecato, amore che non giova a nessuno, nemmeno a chi lo compie!

            Il nostro amore davanti a Dio è solo qualcosa da mettere su un piatto della bilancia, quando nell’altro piatto c’è tutto il resto della nostra vita peccaminosa.

            Quando invece c’è l’Amore di Dio che “si unisce” al nostro amore, non c’è più nessuna bilancia, ma le braccia aperte di un Dio che è morto sulla croce per noi e ci ha dimostrato che amare può anche essere doloroso, ma apre le porte del Paradiso.  Avere per amare.

            Nessuno può metter in pratica il secondo comandamento di amare il prossimo, se prima non ubbidisce al primo comandamento di amare Dio, nella Persona di Gesù Cristo!

            Infatti il primo comandamento di Gesù Cristo chiede tutto l’amore di cui uno dispone, senza lasciare nulla per gli altri. Gesù vuole tutto l’amore nostro per Sé!

            Poi è Lui che ci dice di amare chi e come amare. Questa è la logica di Dio”.

            Questo significa “dimorare nel Suo Amore”!

            CERCHIAMO L'AMORE DI DIO E CAPIREMO “COME” AMARE NOI E IL PROSSIMO: "Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, e così sarete miei discepoli.

Come il Padre mi ha amato, così anch'io ho amato voi; dimorate nel mio amore.” (Giovanni 15:7)

            Insomma si tratta di un “travaso” di Amore. Noi diamo tutto l’amore nostro a Gesù Cristo, il nostro Dio e Lui ci dà il Suo amore.

            Altri modi di amare sono solo tentativi maldestri di compassione umana o di carità pelosa…

            Questo discorso può non piacere oppure potrebbe essere complicato o difficile, ma Gesù è stato chiaro: “Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; com'io ho osservato i comandamenti del Padre mio, e dimoro nel suo amore.” (Giovanni 15:10)

            Gesù Cristo sa benissimo che i credenti non sono capaci di amare gli altri credenti, per una sorta di gelosia spirituale proprio nei confronti di Dio, oppure per invidia dei rispettivi doni e compiti che si svolgono. Proprio per questo Gesù Cristo mette l’amore fra credenti come il banco di prova per essere felici in Cristo: “Queste cose vi ho detto, affinché la mia allegrezza dimori in voi, e la vostra allegrezza sia resa completa.” (Giovanni 15:11)

            Gesù aveva previsto i tempi attuali, quando i pastori mugugnano perché altri sono affaccendati nel servire il Signore e credono che tutte le attività devono passare per le loro mani ed avere la loro approvazione o quella dei consigli di chiesa.

            La sfida di Gesù è stata lanciata e lo Spirito Santo ne è l’attento esecutore, per dare i suoi carismi solo a determinate condizioni: “Questo è il mio comandamento: che vi amate gli uni gli altri, come io ho amato voi. Nessuno ha amore più grande che quello di dar la sua vita per i suoi amici. Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando. Io non vi chiamo più servi; perché il servo non sa quel che fa il suo signore; ma voi vi ho chiamato amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio. Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi, e v'ho costituiti perché andiate, e portiate frutto, e il vostro frutto sia permanente; affinché tutto quel che chiederete al Padre nel mio nome, egli ve lo dia (in greco però sta scritto “IO ve lo do”). Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.” (Giovanni 15:7-17) 

            I carismi dello Spirito Santo non sono le attività di chiesa, ma i nove doni di prima Corinzi capitolo dodici, che i credenti ricevono solo quando l’Amore di Dio si manifesta non solo in loro, ma anche e soprattutto FRA DI LORO… “Padre giusto, il mondo non t'ha conosciuto, ma io t'ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato; ed io ho fatto loro conoscere IL TUO NOME (quello del Dio che salva e del Dio con noi), e lo farò conoscere, affinché l'amore del quale tu m'hai amato, sia in loro, e io in loro." (Giovanni 17:25).

            L’Amore di Dio non si manifesta insieme allo spirito settario!

            Lo Spirito Santo “lavora” nel Nome di Gesù Cristo, per portare gioia nei credenti, che non si contrastano fra di loro e si stimano vicendevolmente e si amano reciprocamente. Tutti devono gioire intimamente insieme allo Spirito Santo. Ecco il bene comune, il “sumpheron” di cui si parla al verso 7 di Prima Corinzi 12: esso è il campo in cui lo Spirito Santo opera, ma è anche il confine, oltre il quale… non opera!


 

IL REGNO DELLO SPIRITO SANTO

           

Vedere il Regno, entrarci e nascere di nuovo è IL RITORNO dell’uomo in quel Paradiso chiamato Eden e citato nella Genesi. Adamo ed Eva ne furono cacciati, e due cherubini con le spade fiammeggianti ne sbarravano l’ingresso. Accettando Gesù Cristo come Personale Salvatore, cambiamo il nostro destino, e cambiamo anche la nostra natura generazionale: non siamo più progenie di Adamo, ma progenie di Gesù Cristo.

            In Lui siamo una nuova creatura e in Lui, ultimo Adamo, si ferma la nostra storia: siamo tornati “a casa”!

            Adesso possiamo riascoltare la voce di Colui che parlava ad Adamo sul far della sera e possiamo camminare con Lui e dialogare.

            Tutto questo è stato possibile per opera dello Spirito Santo che ci ha parlato di Cristo, il Messia, ci ha aperto gli occhi spirituali e ha comunicato al nostro spirito che siamo “nuove creature di Dio, la sua speciale figliolanza.

            Solo così possiamo gustare la bellezza interiore di essere entrati in quella “gran folla vestita di bianco e con le palme in mano” che sta davanti al trono dell’Agnello” e di cui si parla in Apocalisse 7:9.

            Appartenere alla “famiglia di Gesù Cristo” è il massimo che l’uomo poteva sperare: “... il Regno di Dio non consiste in vivanda o bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo. Poiché chi serve Cristo in questo, è gradito a Dio e approvato dagli uomini. Cerchiamo dunque le cose che contribuiscono alla pace e alla reciproca edificazione.” (Romani 14:17-19)

            Non è stato facile entrare nel Regno dello Spirito Santo: è stata una lotta con sé stessi, una macerazione interiore, una richiesta di fare chiarezza nella propria vita e di scoprirne il senso più profondo, un bisogno di sollevarsi dalle sofferenze e dalle miserie umane e credere e chiedere che solo Dio poteva fare di noi qualcosa di nuovo.

            Solo l’intervento divino avrebbe potuto darci qualcosa di nuovo e Dio lo ha fatto, in un modo reale e tangibile, occupandosi di noi e tendendoci dal cielo la mano della salvezza: che onore!

            Dalle stalle alle stelle.

Nessuno avrebbe potuto scommettere che Dio si sarebbe occupato di noi e che proprio Lui, il Dio Creatore, nella sua grande amorevole pietà si sarebbe degnato di porre il suo sguardo su di noi.

Tutte le parole del mondo non basterebbero per descrivere quel momento in cui il vento dello Spirito Santo ha attraversato la nostra anima, la nostra mente e soprattutto il nostro cuore.

Che meraviglia! I primi ad essere stupiti della grandezza dell’opera di Dio, siamo proprio noi, che siamo stati destinatari di un tocco dell’Amore di Dio, mostratosi a noi con la Sua Santità.

Qualcuno ci aveva parlato dell’Evangelo della Salvezza, qualcun altro aveva pregato per noi, ma solo lo Spirito Santo ha compiuto l’opera meravigliosa della Grazia.

L’apostolo Paolo, in una sua epistola, così si esprime riguardo alla sua opera evangelistica:  “Ma noi siamo in obbligo di render del continuo grazie di voi a Dio, fratelli amati dal Signore, perché Iddio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità. A questo Egli vi ha pure chiamati per mezzo del nostro Evangelo, onde giungiate a ottenere la gloria del Signor nostro Gesù Cristo.” (2 Tessalonicesi 2:13-13) 

            Evangelizzare e fare proseliti è opera dello Spirito Santo, nel Nome di Gesù Cristo, l’unico Nome salvifico dato per la salvezza dell’umanità (Atti 4:12): non ci sono altri nomi!

Dal momento della nostra nuova nascita spirituale, il Regno di Dio è entrato in noi, è dentro di noi. Noi siamo portatori di un Regno, il Regno di Gesù Cristo, il Re!

Il “vecchio uomo” era l’involucro da cui è nato il “nuovo uomo”, come dalla crisalide nasce la farfalla. La crisalide rimarrà attaccata al ramo su cui era appesa, ma la farfalla è volata via.

Il rinnovamento della mente sta proprio in questo, che noi non apparteniamo più a questo mondo, pur rimanendo attaccati alla terra su cui camminiamo.

A dimostrazione di questo cambiamento, facciamo un gesto simbolico di grande valenza spirituale: seppelliamo il vecchio uomo nelle acque battesimali: è come festeggiare il funerale di sé stessi! Simbolicamente è decidere di adeguarsi a questa nuova realtà, come una “richiesta di una buona coscienza fatta a Dio, il Quale ora salva anche voi, mediante la resurrezione di Gesù Cristo” (I Pietro 3:21)

Certamente continueremo a sbagliare e a cadere, nel lungo cammino della nostra vita. ma Dio ci aiuterà. perché “il regno di Dio non consiste in parlare, ma in potenza” (1 Corinzi 4:20)

Chi non crede che lo Spirito Santo ci aiuterà nel Nome di Gesù Cristo, si priva di una grande risorsa, con tutte le conseguenze nefaste che ne possono derivare.

La vita è come una tribolazione, fatta di prove e di tempeste, di gioie e di lacrime, ma il sostegno divino non deve mancare in ogni momento.

Qualcuno ha chiamato questo atteggiamento come “il pensare positivo”, che ci fa vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, ma la sapienza divina ci fa poi comprendere ogni volta che il bicchiere non è. né mezzo pieno e né mezzo vuoto, ma sempre completamente pieno, per metà di acqua e metà di aria! Alleluia!

La Santa Parola di Dio dice: “E non v'inebriate di vino; esso porta alla dissolutezza; ma SIATE RIPIENI NELLO SPIRITO, parlandovi con salmi ed inni e canzoni spirituali, cantando  e salmeggiando col cuor (lett: nel cuor) vostro al Signore; rendendo del continuo grazie DI OGNI COSA a Dio e Padre, nel nome del Signor nostro Gesù Cristo; sottoponendovi gli uni agli altri nel timore di Cristo.” (Efesini 4:18-21) 

Il fatto che a volte vediamo il mondo come attraverso una nebbia, non ci deve far perdere mai di vista il fatto che, sopra la nebbia, splenda il sole!

L’esortazione a credere nell’intervento dello Spirito Santo nel Nome di Gesù Cristo, il nostro Messia e Salvatore, ci viene ancora una volta da uno splendido passo della Santa ed autorevole Parola di Dio: “Ma quant'è a voi, non è così che avete imparato a conoscere Cristo.  Se pur l'avete udito ed in lui siete stati ammaestrati secondo la verità che è in Gesù, avete imparato, per quanto concerne la vostra condotta di prima, a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo  le passioni ingannatrici; ad essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente, e a rivestire l'uomo nuovo che è creato all'immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità.” (Efesini 4:20-24)

Se siamo entrati in Regno, ci facciamo parte, ne siamo eredi come “principi”, parliamo con il Re, abbiamo il Suo sostegno e la sua benedizione, dobbiamo pur credere che abbiamo anche dei privilegi, no?

Segni, prodigi e miracoli, dovrebbero essere il nostro pane quotidiano in mezzo alla tribolazione di vivere in un mondo corrotto e sottoposto alle potenze sataniche ingannatrici e distruttive! Questo è anche un campo di battaglia dove noi siamo “più che vincitori”: Dio combatte per noi e ci fa vincere.

Quando un giocatore sportivo vince una partita e poi torna a casa, la moglie lo abbraccia felice e gli dice: “Abbiamo vinto!” Lei che è stata a casa, comodamente seduta sul divano, si prende tutta la gloria del marito vincitore. Similmente la sposa di Cristo, la Chiesa, il Corpo dei Credenti e non altri, si prende la gioia di vedere il proprio Capo, vincitore su tutte le avversità! A Gesù Cristo sia la gloria, esattamente come diceva il grande compositore Johann Sebastian Bach alla fine di ogni sua opera.

Il regno in cui siamo entrati e che è saldamente dentro di noi, alla fine può anche uscire fuori di noi e spargersi fra i credenti, tra di noi, come profumo di odor soave.

Prima fuori di noi, poi dentro di noi ed infine tra di noi, sono i passaggi di un Regno che lo Spirito Santo ha messo a nostra disposizione.

Se lo Spirito Santo “soffia dove vuole e tu ne odi il rumore, ma non sai né d'onde viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito”, e sei Lui vuole soffiare in nostro favore, perché impedirglielo? Sarebbe da ingenui, non approfittarne!

Lui vuole avere “comunione” con noi, ma noi vogliamo avere comunione con Lui o ci facciamo degli scrupoli? Eppure sta chiaramente scritto: “La grazia del Signor Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi”. (2 Corinzi 13:13)           

            Il Regno dello Spirito Santo è la condizione FINALE per il popolo Ebraico, che ha visto miracoli, segni e prodigi di ogni genere, da Abrahamo fino a Gesù Cristo: mari aperti, battaglie vinte, esodi, rimpatri, dominazioni, profeti, ed infine… IL MESSIA!

Il Regno dello Spirito Santo è l’ultima e definitiva offerta al popolo Ebraico e, per esso, a tutta l’umanità. Con tale Regno, Dio ha concluso il suo piano di salvezza.

            Questo è, in pratica, il messaggio dell’apostolo Pietro, nel primo sermone “che aprì l’Era della Grazia”, e che portò alla conversione di massa di tremila persone: "Ma Pietro e gli altri apostoli, rispondendo, dissero: Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini. L'Iddio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi uccideste appendendolo al legno.

Esso ha Iddio esaltato con la sua destra, costituendolo Principe e Salvatore, per dare ravvedimento a Israele, e remissione dei peccati.

E noi siamo testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che gli ubbidiscono." (Atti 2:29-32)

            Il regno dello Spirito Santo è anche il Regno di Gesù Cristo e viceversa.

            La presenza “reale” di Gesù Cristo, nei culti di adorazione e di predicazione, è assicurata dallo Spirito Santo, che si manifesta in maniera personale e fuori dal comune.

Dovrebbe essere pacifico il fatto che lo Spirito Santo possa manifestarsi dove due o tre si riuniscono per adorare Gesù, ma non è così. Ci sono situazioni in cui i credenti siano come “bloccati” all’osservanza di riti e liturgie, secondo i canoni di statuti, regolamenti e pratiche religiose, in maniera talmente forte da impedire qualsiasi libertà allo Spirito Santo.

Succede che i pastori stessi siano restii ad accettare qualsiasi variazione al loro programma e anche qualsiasi manifestazione dello Spirito Santo, in modo da assicurare un “servizio” standard e rassicurare i presenti che tutto è sotto controllo. La loro avversione si manifesta troppo spesso in critiche e disapprovazione di tutto ciò che rappresenta il Regno dello Spirito Santo. Eppure sta scritto che “Le cose che occhio non ha vedute, e che orecchio non ha udite e che non sono salite in cuor d'uomo, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che l'amano." (1 Corinzi 2:9)

Persino il concetto di fede risulta stravolto, quando si accetta il fatto che essa sia certezza di cose che si sperano, ma si è riluttanti a chiedere la dimostrazione di cose che non si vedono.

Questo si chiama tecnicamente “Evangelo monco”!

La gelosia fra pastori, l’invidia fra le varie chiese, le rivalità personali poi, troppo spesso spingono a denigrare il “servizio” altrui, a disprezzare i conservi di Cristo e a ergersi giudici di ciò che succede nelle altre chiese locali…

Il vento spirituale soffia dove vuole! Benedetto vento spirituale!

Dove non arriviamo noi, arriva lo Spirito Santo: quando non siamo capaci di amare, di perdonare, di parlare, di credere, arriva lo Spirito Santo, che ci spinge ad amare, ci aiuta a perdonare, ci fornisce le parole adatte da dire nel momento del bisogno, ci dà una fede incrollabile e vittoriosa, ci guida sul sentiero già percorso da Gesù il Messia.

Il vento dello Spirito apre nuove strade, fa sgorgare acqua nel deserto, fa scendere il mantello di Elia sul nostro capo, benedice il nostro lavoro, produce guarigioni fisiche, mentali e spirituali, stravolge i piani dell’empietà, concretizza le profezie, convince di peccato, di giudizio e di giustizia, non fa tornare a vuoto la Parola di Dio proclamata e tanto altro ancora.

Vivere la fede, significa anche saper aspettare e riconoscere il soffio di Dio!

Il Regno dello Spirito Santo è un Regno d’Amore.

In Giovanni 13:34 sta scritto: "Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Com’io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri."

In greco ci sono solo due parole, che andrebbero scritte sui muri di tutte le chiese cristiane: “Agàpate alléloys”, che viene tradotto “Amatevi gli uni gli altri”, ma potrebbe anche tradursi con “Amatevi vicendevolmente”.

Vicendevolmente non vuol dire a senso unico, ma scambievolmente. Se questo non avviene, il nuovo comandamento non è stato accettato. Non ci sono né sì e né ma!

La triste realtà che troppo spesso si sente “a pelle” nel rapporto con i credenti è che l’amore è solo sulla carta, o predicato dai pulpiti, ma non realizzato veramente. Anche i pastori predicano, ma non praticano! Dicono di amare e giudicano, allontanano, condannano, riprendono, correggono aspramente, avvertono con due testimoni, riuniscono i consigli di chiesa per discutere la sanzioni o i provvedimenti…

La Verità gioisce con l’Amore, ma a volte la Verità diventa un valido motivo per non amare!

Ho conosciuto un “credente” che non salutava, dando la mano, se prima non si accertava se era credente o meno. In manicomio chiamano tali atteggiamenti come “delirio mistico”!

Gente con la puzza al naso, che sente la puzza degli altri e non sente la propria!

Hai voglia a dire: “Io sono pronto e voglio amare, ma GLI ALTRI dove sono?

Io amo gli altri, ma GLI ALTRI AMANO ME?

La cosa dev'essere reciproca, per adempiere il NUOVO COMANDAMENTO.

Suppongo che questo comandamento riguardi principalmente I CREDENTI.

IO SONO CREDENTE ED UBBIDISCO.

GLI ALTRI potranno pure chiamarsi CREDENTI, ma se non ubbidiscono, che razza di credenti sono? Una nuova RAZZA: i credenti monchi o zoppi, o ciechi!

Da questo, io riconosco i credenti: se mi amano!

Da questo i credenti mi riconoscono: se li amo!

Il Regno dello Spirito Santo dovrebbe essere il reingresso nell’Eden! Pensiamoci un po’!

Non ci sono malattie, né preoccupazioni, ma solo ringraziamento e lode. Dio pensa a tutto e noi pensiamo a Lui! Abitare per sempre con Gesù Cristo: questo è il nostro destino di credenti “nati di nuovo” e a tale affascinante realtà siamo legati dallo Spirito Santo che abita in noi“Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione.” (Efesini 4:30)

 

 

 


 

IL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO

            Esso segna l'inizio di un nuovo rapporto con Dio, di un'intima comunione con lo Spirito Santo.     Tale comunione è augurata dall'apostolo Paolo in quel brano che è diventato la conclusione del culto evangelico moderno:

            “La grazia del Signore Gesù Cristo e

            l'amore di Dio e

            la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.” (1 Corinzi 13:13)

            Ogni volta che noi parliamo in altra lingua, secondo il linguaggio che lo Spirito Santo ci ha dato di esprimerci, noi abbiamo comunione con Lui.

            L'apostolo Paolo dice espressamente: “io parlo in lingue più di tutti voi”

LA SCOPERTA DEL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO

Nel mondo evangelico ci sono posizioni diverse, rispettabili e degne di essere conosciute.

Quando gli apostoli Pietro e Paolo si trovarono in disaccordo, nessuno dei due scomunicò l'altro, nessuno dei due si allontanò dall'altro, nessuno dei due perse la fede, nessuno dei due si ritenne danneggiato, nessuno dei due fondò chiese antagoniste, nessuno dei due ebbe paura di mettere in discussione le verità che entrambi ritenevano di possedere. Ci fu nei due il desiderio di capire meglio la difficile e scomoda "realtà" di Cristo. Il loro comune maestro Gesù fu mantenuto al centro dei loro interessi e la loro coerenza al messaggio divino fu l'occasione di rendersi più "disponibili" alla guida dello Spirito Santo.

Dopo ventitré anni trascorsi nella Chiesa Valdese-Metodista e dopo dieci nelle Chiese Pentecostali, e altri decenni un po’ qua e un po’ là, nelle ELIM, nelle Apostoliche, nelle libere, nelle avventiste, posso infatti affermare di essere sempre e solamente un “cristiano evangelico”.

Le denominazioni, con i loro "steccati", con le loro "divisioni e rivalità", con le loro dottrine di fede, regolamenti, statuti e organizzazioni, mi hanno sempre messo in imbarazzo: io ho sempre amato Gesù Cristo e l'ho sempre messo avanti a me, davanti agli uomini e davanti agli avvenimenti.

Io sono pentecostale? Non sono pentecostale? Io sono sempre e comunque un cristiano evangelico.

Nelle chiese "storiche" dove non si parlava del battesimo nello Spirito Santo, io stavo bene, ma sentivo che mi mancava qualcosa: la potenza della fede!

Sarei stato pronto a fare una strage degli infedeli, come Rambo, ma non ero pronto a porgere l'altra guancia. Sarei morto volentieri per Cristo in battaglia contro armate di papisti (oggi, i miei cari cattolici!), ma non sarei mai stato capace di affrontare inerme, e magari anche cantando, i leoni del Colosseo, come i credenti del primo secolo. Cosa spingeva donne, uomini, vecchi e bambini ad affrontare la morte nell'arena, nella "certezza" della speranza della loro fede?

Allora ho cercato di rimettermi in discussione e ho voluto rivedere la mia posizione davanti a Dio e domandarmi: ho ubbidito a TUTTA la tua Parola? C'è nell'insegnamento apostolico, qualcosa che mi è sfuggito?

Mi capitò allora un libro di un pastore, battista come mio nonno, "COME CONDURRE LE ANIME A CRISTO" di Ruben Archer Torrey 1967 Casa Ed. Battista Roma, autore non-pentecostale degli inizi di questo secolo, il quale nel suo ultimo capitolo parlava del "battesimo di Spirito mediante l'evidenza delle lingue".

Lì, ho letto ed appreso per la prima volta che il Battesimo nello Spirito Santo, con l'evidenza delle lingue, faceva parte dell'insegnamento biblico.

Oggi novecento milioni di credenti nel mondo (fonte ONU) sono "pentecostalizzati", cioè parlano le lingue della Pentecoste e decine e centinaia di milioni nel mondo e nei secoli passati hanno potuto sperimentare nella loro vita questa promessa del Signore, anche se inizialmente loro partivano da posizioni completamente opposte.

Essi (come del resto io stesso, in principio) avrebbero evitato di arrivare a chiedere ed ottenere tale manifestazione, se fossero rimasti nella paura e nella convinzione di riceverne un danno, piuttosto che un beneficio.

La verità però ha bisogno di tempo per maturare ed essere accettata, ma, quando si fa strada, finisce per irrompere nella vita del credente "nato di nuovo" e a spingerlo a chiedere un segno della manifestazione della shekinà di Gesù. Dio diventa "presente" nel mezzo di coloro che Lo adorano in spirito e verità, secondo come Egli gradisce, in attuazione piena e categorica di quanto scritto nell'Evangelo di Luca:

"Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo domandano!" (Luca 11:13)

Credere che Dio NON dia lo Spirito Santo, significa NON credere che Dio non riesca ad essere un Padre "buono": la Sua bontà sta proprio qui! Il dono è un dono, diceva Spurgeon: se non è un dono, allora ciò che sta scritto è falso.

Non si può passare la vita a domandarsi se l'Evangelo di Luca possa trovare applicazione o meno. Il fatto che Dio viene chiamato personalmente in causa mediante la Sua Parola, dovrebbe rassicurare tutti.

Dio, sta scritto, è fedele proprio alla Sua Parola e vigila per mandarla ad effetto; "Poi la parola dell’Eterno mi fu rivolta, dicendo: - "Geremia, che vedi?" Io risposi: "Vedo un ramo di mandorlo". E l’Eterno mi disse: "Hai veduto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per mandarla ad effetto" (Geremia 1:11-12)

Se Dio promette lo Spirito Santo, cosa spinge certi credenti a credere che Dio mandi altri spiriti? Lo Spirito Santo entra in competizione con i demoni e fanno a gara a chi arriva primo? Certi credenti lo pensano...

Può succedere che uno chieda lo Spirito Santo ed arrivi Satana? Certi credenti lo pensano...

Lo Spirito Santo fu promesso duemila anni fa, ma poi la Parola di Dio non è più valida? Certi credenti lo pensano...

Il fondamento delle riunioni evangeliche sta nella presenza di Gesù Cristo "dovunque due o tre sono radunati nel Mio Nome" (quello di Gesù Cristo, ovviamente), ma si spaventano se Gesù manda lo Spirito Santo! Certi credenti lo pensano...

Potremmo continuare a fare altre riflessioni del genere, ma non arriveremmo mai ad esprimere tutto il profondo dolore che Dio prova, quando il Suo Spirito viene "contristato", se non addirittura "contrastato". Il contrasto ci fa "nemici" di Dio: è possibile uscire da questo stato di avversione spirituale nei confronti di Dio?

Ci sono alcune incomprensioni di fondo da sfatare:

1) Lo Spirito Santo non è brevetto di nessuno, né tantomeno dei "pentecostali". Inoltre non è coperto da alcun copyright. Lo Spirito Santo è di tutti e per tutti.

Se qualche pentecostale ha affermato il contrario, io chiedo scusa a nome suo, come il profeta Daniele che, pur non avendone colpa, chiedeva perdono per i peccati di tutto un popolo.

È lo Spirito Santo che ci avvicina a Gesù; è Lui che ci salva mettendo in pratica al Parola di Dio; Egli è un testimone REALE cioè CONCRETO della salvezza: "Poiché tre son quelli che rendono testimonianza: lo Spirito, l'acqua ed il sangue, e i tre sono concordi." (1 Giovanni 5:7)

Solo per la salvezza? Intanto per la salvezza! E non è poco!

C'è anche qualcos'altro, circa la testimonianza dello Spirito Santo?

2) Il "parlare in lingue" non è la salvezza, come erroneamente fatto credere da certi pentecostali "integralisti" e oltranzisti. La salvezza è una cosa e il parlare in lingue ne è un'altra. Anche questo è un mito da sfatare. Le lingue che si parlano nel battesimo NELLO Spirito Santo sono UNA RICHIESTA DI POTENZA PER LA TESTIMONIANZA: "Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra." (Atti 1:8)

Due sono le conseguenze della Pentecoste: la potenza e la testimonianza. Per questi motivi e solo per questi, Gesù invitò i discepoli ad aspettare a Gerusalemme la discesa dello Spirito Santo sotto forma di lingue di fuoco. I discepoli erano già salvati, perché i loro nomi erano già scritti nel Libro della Vita (Luca 10:20), sia quando erano dodici (Matteo 10:5 e paralleli), sia quando ne mandò settanta (Luca 10:1,17), sia quando soffiò su di loro (Giovanni 20:22)

Il battesimo NELLO SPIRITO SANTO è ormai una realtà indiscussa per centinaia di milioni di credenti di tante denominazioni cristiane, credenti che sono stati "pentecostalizzati" una prima volta dal "soffio" di Dio e una seconda volta da un parlare "in lingue", che costituisce l'inizio di un completo e più autentico cammino spirituale di testimonianza, di predicazione, di evangelizzazione e, in una parola riassuntiva, di servizio (diaconia), "poiché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo tra non molti giorni." (Atti 1:5) Il battesimo cui si allude in tale versetto non è quello in acqua e neppure quello nel Sangue purificatore di Gesù Cristo, ma quello della Pentecoste.

3) I pentecostali devono uscire dal gretto e autoprotettivo isolamento nel quale si compiacciono di stare. Essi dimostrano di essere "come" gli altri che li rifiutano. Ogni movimento di risveglio che si è innestato in precedenti movimenti, ha avuto gli stessi problemi. Wesley, avvertendo il pericolo di una settarizzazione dei "suoi" e una auto-ghettizzazione, diceva a quanti lo ascoltavano e ne erano trasformati dalla Potenza dello Spirito Santo a conferma delle sue predicazioni: "Adesso che siete salvati, tornate nelle vostre chiese e spendete lì le vostre energie". La chiesa metodista non voleva, almeno nelle intenzioni del suo "fondatore" creare spaccature.  La realtà storica, senza emettere nessuna sentenza di condanna, ha vistio la Chiesa Metodista scissa in una miriade di altri sotto-movimenti. Sembrano i pentecostali di oggi. La storia tragicamente si ripete.

4) Lo Spirito Santo è la terza Persona della Trinità ed è la GUIDA di ogni credente e della chiesa, al posto di Gesù e per volere di Gesù, che sta seduto sul trono celeste. Ci sono passi "trinitari" che lo confermano ampiamente:

GLI AVVERSARI DELLE “LINGUE”

Guglielmo Standridge nel suo libricino "Devo parlare in lingue?" riassume categoricamente nell'ultima pagina (pag.88) "No, non dobbiamo parlare in lingue" e fa precedere questa conclusione da tutta una serie di giudizi che non hanno nessun riscontro biblico, ma solo emotivo e di rappresaglia nei confronti di un fenomeno che non è riuscito a capire e né ad inquadrare.

Non conosco Standridge e, per carità, non ho nulla contro di lui: lo rispetto e lo apprezzo per quello che ha scritto, anche se non lo condivido. Non vorrei urtare la suscettibilità di nessuno e né ritrovarmi qualche suo parente che mi prenda per il cravattino, sentendosi offeso. Io lo cito esclusivamente in rapporto a ciò che ha scritto.

Nelle pagine iniziali egli cerca di trovare appigli biblici, e si mantiene su un equilibrio che, in un certo senso farebbe capire che il fenomeno esiste, ma andrebbe circoscritto e limitato ai casi "autentici", ma poi affretta la sua conclusione, arrivando ad esporsi a critiche di qualunquismo.

Desidero esaminare il fenomeno del parlare in lingue, partendo proprio dalle affermazioni dello Standridge.

Alle pagine 70 e 71 Egli riassume le conclusioni a cui lui è arrivato.

Secondo lui, la Bibbia insegna che:

1. Parlare in un linguaggio fatto di suoni incomprensibili:

- Non è parlare in lingua angelica.

- Non edifica nessuno.

- E' bambinesco.

- Significa agire senza il concorso della propria intelligenza.

- Non è un dono di Dio.

- Può anche dare delle emozioni positive psicologicamente, ma non edifica spiritualmente.

- E' vietato nella chiesa, perché non può essere tradotto in lingua conosciuta.

- Può inconsciamente aprire il credente ad influenze demoniache.

2) Parlare in linguaggi umani e correnti, ma mai studiati o imparati, come alla Pentecoste:

- Serviva unicamente come "segno" al popolo ebraico, il quale possedeva le antiche profezie di questo avvenimento futuro e che poteva, perciò, interpretarne il significato.

- E' cessato, come dono dello Spirito Santo, nel primo secolo della chiesa.

- E' ancora praticato in alcune sette o da maghi, sotto l'influenza di Satana.

- Dev'essere vietato nella chiesa.

3) Parlare in un linguaggio umano o corrente, ma non comprensibile all'uditorio:

- Può edificare, se vi è chi può interpretare.

- Non deve essere vietato nella chiesa, se vi è anche l'interpretazione.

 

Ora, rispondere a Standridge non è impossibile, proprio perché lui asserisce che LA BIBBIA INSEGNA. Ma dove sta scritto ciò che lui asserisce? Bah!

Prendiamo per esempio la prima affermazione che il parlare in lingue " Non è parlare in lingua angelica": se lui avesse conosciuto la lingua angelica, lo avrei capito e approvato, quando dice così. Lui ne è tanto sicuro da affermarlo come dato di fatto: lo dice la Bibbia.

La Bibbia invece, come possiamo tutti controllare, dice tutt'altro:

"Quand'io parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, se non ho amore, divento un rame risonante o uno squillante cembalo" (I Corinzi 13:1)

Si tratta dunque di una ipotesi che cerca di mettere in evidenza L'AMORE DI DIO come via unica per tutte le manifestazioni dello Spirito Santo. Trattandosi di ipotesi, è sempre possibile. Se è possibile parlare, in prima ipotesi, "le lingue degli uomini", non capisco perché si debba escludere la seconda ipotesi "le lingue degli angeli".

Lo sapeva invece molto bene l'apostolo Paolo, coautore con lo Spirito Santo, dell'epistola ai Corinzi:

"Io conosco un uomo in Cristo, che quattordici anni fa (se fu col corpo non so, né so se fu senza il corpo; Iddio lo sa), fu rapito fino al terzo cielo. E so che quel tale (se fu col corpo o senza il corpo non so; Iddio lo sa) fu rapito in paradiso, e udì parole ineffabili che non è lecito all'uomo di proferire." (2 Corinzi 12:2-4)

L'ipotesi dell'apostolo Paolo, contrariamente allo Standridge, è reale proprio per lui.

Allo stesso modo sono ipotesi realistiche le altre ipotesi citate in 1 Corinzi 13: "E quando avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e avessi tutta la fede in modo da trasportare i monti, se non ho carità, non son nulla. E quando distribuissi tutte le mie facoltà per nutrire i poveri, e quando dessi il mio corpo ad essere arso, se non ho carità, ciò niente mi giova."

Ci fu qualcuno che ha avuto "il dono di profezia e la conoscenza di tutti i misteri e tutta la scienza"?

Certamente: pensiamo a Salomone, al profeta Isaia, al profeta Daniele, a profeti Elia ed Eliseo e ad altri: per alcuni di essi il giudizio non potrebbe essere tanto edificante!

Allo stesso modo ci furono persone dotate di "fede in modo da trasportare i monti"? Certamente: lo stesso apostolo Paolo conosceva Pietro, ma sapeva che quando il fratello Pietro non usò dell'amore di Cristo, voleva mettere tutti sotto la legge della circoncisione...

Altre ipotesi reali e drammaticamente inutili, senza l'amore di Cristo: distribuire soldi a destra e a manca per motivi filantropici e addirittura morire per gli altri. La prima ipotesi è tanto piena di esempi da farci risparmiare dal farne una lista lunga tre chilometri e mezzo; l'altra ipotesi nega il carattere salvifico o spirituale a Salvo D'Acquisto e a migliaia di chiari esempi di generosità dettata da valori "estranei" al discorso della potenza spirituale di cui parlava l'apostolo Paolo proprio al cap. 12 della prima epistola ai Corinzi.

Standridge dunque avrebbe sbagliato nel valutare restrittivamente la Parola, escludendo "a priori" le lingue degli angeli".

La potenza dello Spirito Santo inoltre è capace di fare questo ed altro: su questo non è conveniente discutere.

 

LE LINGUE SONO UN DONO?

Nel 1990 entravo per le prime volte nel "mondo pentecostale": portavo con me tutto il mio bagaglio culturale (due diplomi e una laurea), tutta la mia esperienza trascorsa nelle chiese evangeliche "storiche" (delegato al sinodo, delegato al circuito, predicatore locale, trasmissioni radiofoniche, battaglie civili, ecc.), tutta la mia tradizione familiare (nonno materno pastore battista, nonno paterno evangelista valdese e poi colportore avventista dell’Istituto Comandi di Firenze) e tutte le mie esperienze spirituali (nato di nuovo nel maggio1967).

Mi trovavo allora ad iniziare "l'avventura pentecostale" provvisto di una certa "corazza" atavica che mi permetteva di esaminare ogni cosa con mezzi idonei: tra questi mi sarebbe stata di grande, anzi di sommo aiuto, la buona conoscenza della lingua greca antica, per lo studio del Nuovo Testamento sui testi originali.

L'opportunità poi di avere a disposizione una preziosa biblioteca di libri di autori evangelici, tra cui commentari e testi vari di esegesi e di ricerca, mi avrebbe consentito di approfondire qualsiasi tema mi si fosse presentato e di risolvere qualsiasi problema mi si fosse prospettato. La preghiera avrebbe poi fatto il resto.

Fu così che di lì a poco feci la mia scoperta del secolo: la scoperta dell'acqua calda!

Scoprii che i pentecostali avevano ragione: Gesù aveva dato un DONO, anzi DUE, morendo sulla croce.

Un dono era la salvezza e l'altro... il battesimo nello Spirito Santo!

Nella lingua greca infatti  incontriamo la parola "DONO", che però in  greco ha ben otto sfumature diverse ed altrettanti termini diversi.

La chiave di lettura dei vari DONI promessi da Dio sta nell'esame dei termini usati nel Nuovo Testamento: la soluzione stava a portata di mano, ma pare che pochi, nei tempi passati, le abbiano dato la dovuta importanza!

            Per meglio capire, tutte e otto le parole greche, sono tradotte pedestremente e superficialmente nelle Bibbie in italiano sempre con la parola "dono":

 

1) doreâ - doreâs = dono, lascito testamentario, legato testamentario, donazione testamen­taria, donazione post mortem.

   Il termine è usato nel campo giuridico per indicare un qualcosa lasciato in eredità da qualcuno che è morto; il "legato" o lascito testamenta­rio, è un dono solamente positivo e senza le responsabilità tipiche di chi è designato come "erede".  Nel Caso di Gesù Cristo, Egli è morto, altrimenti l'eredità non può essere attribuita, e ci ha lasciato "la vita eterna" come dono gratuito, senza condizioni, e senza vincoli ereditari. La Sua Grazia e la Sua misericordia sono i soli motivi del Suo dono!

Dai riferimenti sottoriportati, chiunque potrà notare come il termine è stato usato solo ed unicamente quando si parla di salvezza per i meriti del Sangue dell’Agnello e del battesimo nello Spirito Santo, mediante l’evidenza delle lingue.

I riferimenti sono tutti questi: Matteo 10:8 Giovanni 4:10; 15:25; Atti 2:38; 8:20; 10:45; 11:17; Romani 3:24; 5:15; 5:17; 2 Corinzi 9:15 11:7; Efesini 3:7; 4:7; Galati 2:21; Ebrei 6:4; 2 Tessalonicesi 3:8; Apocalisse 21:6;  22:17.

2) dôron - dôru = dono votivo, offerta in sacrificio, imposta religiosa, tributo, tassa, regalìa, sacrificio.

3) dòma – dòmatos = dono,  pacco-regalo   (dòma -dòmatos (con l'òmega) = casa, famiglia, tempio. In latino "domus", da cui "domestico")

4) Càrisma - Carìsmatos = grazia, favore.

5) dôrema - dorématos = dono, regalo, oggetto donato.

6) dòsis - dòseos = dono, donazione, donazione anche testamentaria, legato, regalo.

7) dòs (usato solo al nominativo) = dono, regalo. Questo termine non si trova nel Nuovo Testamento.

8) ghéras ghéraos = dono come ricompensa, premio od onoranza a un dio o a un defunto, ex-voto (per grazia ricevuta) Questo termine non si trova nel Nuovo Testamento.

Spero di non aver annoiato nessuno, ma ciò è basilare per il discorso delle lingue.

SALVEZZA E  BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO SONO DOREÀ (cioè "lasciti testamentari)

 

            La "doreà", come già detto in precedenza è "quanto Gesù Cristo ci ha lasciato dopo la Sua morte".

            Molti sono i passi biblici che parlano di "battesimo NELLO Spirito Santo" o, come erroneamente alcuni dicono, "DI" oppure "CON LO" Spirito Santo: essere riscattati col sangue di Gesù Cristo non sarebbe allora tutto ciò che il Signore ha destinato a noi. Ci sta anche il "parlare in altra lingua".

            Infatti troviamo che ... Gesù rispose loro:... "Ma voi riceverete POTENZA quando lo Spirito Santo verrà su voi, e MI sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra." (Atti 1:8) "poiché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo tra non molti giorni." (Atti 1:5)

Avuta la SALVEZZA nel nome di Gesù Cristo, il passo successivo potrebbe essere anche, se spinti dall'amore di Gesù verso qualche servizio, quello di ricevere la POTENZA nella preghiera, nello stesso glorioso nome: quello  di Gesù Cristo!

"La potenza" è un elemento essenziale quando si vuol essere "testimoni" di Gesù Cristo: senza offendere nessuno, è successo che ci siano in giro certi predicatori privi della potenza di preghiera e non convincono più nessuno, nemmeno loro stessi!

            Ciò non deve scandalizzare perché nell'evangelo di Giovanni troviamo due tipi di "dottori": Nicodemo, "dottore della legge" e Gesù Cristo "dottore venuto da Dio": quale delle due "lauree" ci interessa?

            "Ma Pietro e gli altri apostoli, rispondendo, dissero: Bisogna ubbidire a Dio, anziché agli uomini.

L'Iddio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi uccideste appendendolo al legno. Esso ha Iddio esaltato con la sua destra, costituendolo  Principe e Salvatore, per dare ravvedimento a Israele, e remissione dei peccati.

E noi siamo testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che gli ubbidiscono." (Atti 2:29-32)

La DISUBBIBIENZA a Gesù non ha mai dato una buona COMUNIONE con lo Spirito Santo.

L'apostolo Paolo era convintissimo di tutto ciò e lo ricorda chiaramente ai Corinzi, che pur avevano assistito alla potenza dello Spirito Santo impiegata durante le sue predicazioni: 

"Quant'è a me, fratelli, quando venni a voi, non venni ad annunziarvi la testimonianza di Dio con eccellenza di parola o di sapienza; poiché mi proposi di non saper altro fra voi, fuorché Gesù Cristo e lui crocifisso. Ed io sono stato presso di voi con debolezza, e con timore, e con gran tremore; e la mia parola e la mia predicazione non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza, affinché la vostra fede fosse fondata non sulla sapienza degli uomini, ma sulla po­tenza di Dio." (1 Corinzi 2:1-5)

            Se si è convinti che Gesù Cristo è morto per cancellare col Suo Sangue i nostri peccati, e che poi è risorto primizia dei risorti, allora possiamo anche credere che, abbinato alla salvezza, ci sia il dono dello Spirito Santo. “E Pietro a loro: Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.

Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà." (Atti 2:38-39)

Ecco dunque il discorso importantissimo di presentare la seconda DOREA': il Nuovo testamento è stato "aperto", cioè reso esecutivo, alla morte del "testatore" che era Gesù Cristo morto sulla croce.

Standridge, nel suo libricino asserisce che il parlare in lingue "Non è un dono di Dio" (pag. 70)

Nonostante egli citi degli eminenti grecisti, conoscevano le due DOREA'? Assolutamente no!

Avevano mai fatto il discorso delle DOREA' pur presente nel Nuovo Testamento? Assolutamente no!

Possibile che ciò sia loro sfuggito?

A loro parziale discolpa devo però dire che questo non lo sapevano bene neppure i pentecostali!!!

Essi parlano di battesimo nello Spirito Santo e Lo ricercano e Lo ottengono, senza sapere con precisione perché.

Io invece avevo capito tanti anni fa (nel 1990) che tutto il segreto stava racchiuso in qualche parte del testo greco e scoprii che era una “doreà”. Venivo dalle chiese storiche che non sapevano neppure loro nulla di tutto ciò, ma io ero pronto per andare avanti, qualunque cosa fosse successa, perché ero sicuro che il Signore aveva una "doreà" (un lascito testamentario) anche per me.

            Il fatto che il battesimo nello Spirito Santo mediante l'evidenza delle lingue fosse un LASCITO TESTAMENTARIO di Gesù, il mio caro ed impagabile Salvatore, mi riempiva il cuore di gioia. Non avrei dovuto ringraziare nessuno per questo DONO, se non Gesù Cristo!

            Ottenerlo era una possibilità, "garantita al cento per cento", da Gesù Cristo!

Per la salvezza, la Parola diceva di sì, quando si legge che Gesù "soffiò" sui discepoli.

            "Come il Padre ha mandato Me, così Io mando voi". E detto questo, SOFFIO' su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo. A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati e a chi li riterrete, saranno ritenuti" (Giovanni 20:20-23).

Per il parlare in lingue invece, Gesù comandò loro di attendere anche in Gerusalemme una manifestazione più visibile (Atti 1:4), il giorno della Pentecoste.

            L'inizio del battesimo nello Spirito Santo stava nel credere e nel ricevere "il soffio" di Gesù Cristo, che ci preparava alla più visibile manifestazione del parlare in lingue: quello ce l'avevo!

            Con la "nuova nascita" lo Spirito Santo ci ha già parlato di Gesù Cristo ed ce Lo presenta "al vivo", se noi siamo "disposti" a riceverLo. Stare alla presenza di Dio, dove tutto è santo, non è da tutti, ma solo a coloro che sono disposti... a togliersi i calzari! (Esodo 3:5)

            Occorre credere sinceramente e col cuore in Gesù Cristo ed umiliarsi, mettendosi in preghiera e in attesa, come i discepoli di duemila anni fa: "E trovandosi con essi, ordinò loro di non dipartirsi da  Gerusalemme, ma di aspettarvi il compimento della promessa del Padre, la quale, egli disse, avete udita da me. Perché Giovanni battezzò con acqua, ma voi sarete battezzati nello Spirito Santo, fra non molti giorni." (Atti 1:4)

            Quanto ero disposto ad aspettare, pregando, a "Gerusalemme"? Il problema era tutto qua: molti credenti che io conoscevo non erano disposti ad aspettare e tantomeno a pregare!

            Ciò dimostrerebbe che non si è sempre disposti a ricevere alcun "battesimo nello Spirito Santo", oppure si è semplicemente poco disposti o maldisposti, che è, per il Signore, la stessa cosa.

            Come per la certezza della salvezza per i meriti di Gesù Cristo, anche per il battesimo di Spirito Santo occorre l'accettazione di quelle che sono le promesse di Dio scritte nella Sua Parola: fintantoché non si accetta la parola semplice del Vangelo, non solo non si riceve la promessa, ma si rimane nell'ignoranza circa la stessa promessa e per di più circa la verità della Bibbia.

            Il banco di prova della fede è l'ubbidienza alla Parola di Dio e la sottomissione al Suo Spirito Santo.

            E' molto importante capire che i discepoli che ricevettero il battesimo nello Spirito Santo, erano già "salvati" (Atti 1:22; 2:38; 10:44-46; 19:2)

            Come ho già detto, ma conviene ripetere ancora, molti pentecostali fanno confusione e sommano la salvezza e il battesimo nello Spirito Santo, dicendo, cosa assolutamente erronea che, chi non ha il battesimo nello Spirito Santo non è salvato.

Anche questo oggidì tocca sopportare...

            Standridge fa la distinzione tra pienezza di Spirito Santo e battesimo nello Spirito Santo mediante l'evidenza delle lingue: il passo seguente sconfessa Standridge: in Atti 8:14-19, dopo la "nuova nascita", dopo la salvezza dell'anima per la cancellazione dei peccati predicata dall'evangelista Filippo, i credenti di Filippi ricevettero il battesimo nello Spirito Santo attraverso una manifestazione tanto apparente che Simon Pietro lo poté chiaramente costatare...

            Il parlare in altre lingue (Marco 16:17) fu un segno molto evidente!

            Lo stesso apostolo Pietro si meravigliò che quel segno fosse dato a Cornelio COME a lui e agli altri discepoli ed apostoli.

            Nel caso di Cornelio, il primo non-ebreo ad essere accolto fra i credenti, accettare Gesù Cristo come "personale salvatore", significò l'arrivo anche del "dono" dello Spirito Santo: se non lo avesse ricevuto, sarebbe stata una manchevolezza della predicazione ricevuta!

            Se la predicazione del Vangelo viene "innaffiata" dallo Spirito Santo, c'è convinzione di peccato (Giovanni 16:8; Atti 2:37), con invocazione sincera di perdono come affermato in Romani 10:13.

L'esperienza della salvezza nei meriti di Gesù Cristo produce la gioia di sentirsi figliolanza di Dio (Giovanni 1:10-13) e come tali possiamo reclamare il battesimo nello Spirito Santo con l'evidenza delle lingue.

            Supponiamo che il mio nome sia inserito nel testamento di un ricco stramiliardario, perché a mio nome è inserito un lascito testamentario, come faccio a pretendere che tale lascito mi venga dato?

            Le condizioni sarebbero queste:

1) Che il miliardario sia morto.

2) Che il testamento venga aperto.

3) Che io sappia del testamento e vada dal notaio a reclamare i miei diritti.

4) Che io sappia qual è il notaio.

            Il "legato" o lascito testamentario NON può essere un onere, ma solo un beneficio, anche a scapito degli eredi, i quali possono anche rinunciare all’eredità, se i lasciti e i pesi siano superiori ai benefici! Si chiama “accettazione con beneficio d’inventario”!

Guardiamo a Gesù: nel Suo testamento c'è la salvezza e il battesimo nello Spirito Santo: bisogna andare però dal "notaio" ad  esigere la propria parte di eredità: il notaio è lo Spirito Santo nel Nome di Gesù Cristo e ci si va "IN PREGHIERA", non in taxi.

            Sapere che c'è un lascito spirituale a nostro favore, sicuramente può fare solo piacere.

Il fatto che Standridge osi dire che il parlare in lingue "non edifichi nessuno" ed "è  bambinesco", sinceramente mi lascia non solo perplesso, ma anche esterrefatto di come si possa dire una simile castroneria, con tanta arrogante ignoranza. Prima di tutto ci sono passi biblici così... espliciti, tanto che uno può dire: "se sta scritto così, sarà così!". In secondo luogo, se Standridge avesse ragione, sarebbero automaticamente "bambineschi" tutti coloro che hanno parlato in lingue, in primis i centoventi nell'alto solaio!

            Considerando invece il carattere gratuito e facoltativo della DOREA', cioè del "lascito testamentario", è completamente rimesso alla libertà del cristiano chiedere o non chiedere che il Testamento di Gesù sia accettato o meno. Per entrambe le doreà (salvezza e lingue) ci vuole una dichiarazione di accettazione: così come è rimesso alla libertà del peccatore accettare o meno l'offerta salvifica di Gesù, così è rimessa nelle mani del credente salvato la libertà di chiedere potenza o meno.

            Se si ama qualcuno e si vuole fare qualcosa per il Signore e per gli altri, questa è la via giusta per decidersi a chiedere potenza. Ecco perché l'apostolo Paolo avverte che, per avere i doni maggiori, c'è solo una via, quella per eccellenza: l'amore! Se amiamo veramente qualcuno, vogliamo il meglio per noi, da dare a quel qualcuno!

            Torniamo allora al dono di Dio e vediamo se è gradito o meno. Tale dono, incartato ed infiocchettato, è messo nelle mani del credente: tocca a lui decidere se aprire il pacco e vedere di che si tratti.

Personalmente io mi trovavo nella condizione di rifiutare il dono, perché vedevo quanto antipatici fossero ai miei occhi quelli che lo possedevano.

Poi ho scoperto che solo Gesù è simpatico!

Da Lui accetto tutto incondizionatamente, perché di Lui mi fido, conoscendone l'amore dimostrato sulla croce. Poi sono diventato antipatico anch'io? Spero di no. A tutti però dico, come dicevano Pietro e Giovanni, alla porta Bella: "O perché fissate gli occhi su noi?" (Atti 3:12)

Lo Spirito Santo è sparso da Gesù, avendolo ricevuto dalle mani di Suo Padre.

Questo è quanto possiamo apprendere dall'Evangelo: "Questo Gesù, Iddio l’ha risuscitato; del che noi tutti siamo testimoni. Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio, e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite." (Atti 2:32-33)

Nel 1990 successe nella mia famiglia qualcosa di strano. Mia moglie fu battezzata nello Spirito Santo, a casa. Prese a parlare l'ebraico, alle tre di notte, pur senza conoscerlo. Io conoscevo un po' l'ebraico e ne riconobbi alcune parole. Le allungai delicatamente un calcetto e lei si stette zitta. La mattina però mi disse che aveva continuato a parlare in lingue "dentro di sé" e che aveva un messaggio per me da parte del Signore. Io risi e la presi in giro, ma lei seria, mi spiegò che io stavo facendo una ricerca in biblioteca sul periodo pre-diluviano. Il Signore mi dava una spiegazione che solo Lui poteva dare. Infatti poi andai a sfogliare l'ultimo libro che mi rimaneva da leggere, dopo averne divorati un cinquantina....

Era il "Berechit rabbà" il testo sacro degli ebrei che accompagnava come tradizione orale la spiegazione della Genesi: ci trovai quello che... mia moglie mi aveva detto!

Al dono delle lingue poi le si associò l'interpretazione delle lingue.

Decisi allora fermamente di pregare insistentemente, nella notte del 15.11.1990, finché avessi ricevuto anch’io il "battesimo in lingue". Stavo in cucina ed era mezzanotte: dopo mezz'ora di preghiere e di lodi e di ringraziamenti presi a parlare in una lingua sconosciuta.

Se avessi avuto una laurea in lingue orientali avrei pensato che fosse un misto fritto di giapponese, cinese e qualche altra roba...

Da allora però notai che la Bibbia non aveva più segreti per me. Se non capivo qualcosa, pregavo lo Spirito Santo, in lingue, e Lui me lo spiegava. Leggendo poi i commentari, fra cui lo Stewart (di mio nonno il past. Lorenzo Palmieri) vedevo che le mie "illuminazioni" erano le stesse del commentario, se non addirittura migliori...

I dubbi sull’efficacia e sull’autenticità di tale battesimo in lingue mi assalirono per quaranta giorni e mi abbandonarono proprio nel giorno del Natale. Ero rimasto fedele alla Parola di Dio e adesso Dio era alla mia portata, più vicino, davanti a me inginocchiato in preghiera. Ci potevo parlare “col cuore”, esprimendomi con una lingua non mia!

 

CHI IMPEDISCE IL PARLARE IN LINGUE?

"Non impedite il parlare in altre lingue" (1 Corinzi 14:39)

Quando si cita un libro non si cita di certo la persona, ma l'opera. Questo è prezzo per chi lascia qualcosa di edito: quello di farsi criticare od apprezzare in rapporto a ciò che si è scritto. Circa il parlare in lingue, il libro di Standridge è stato usato da tutti coloro che negano "a priori" la potenza dello Spirito Santo nella vita del credente. Un fenomeno simile è già successo con Darwin e della sua IPOTESI DI LAVORO chiamata evoluzionismo: per 150 anni tale teoria è stata studiata e ristudiata, senza peraltro trovare il più piccolo straccio di prova a sostegno. Gli atei e i materialisti si sono però gongolati nell'illusione di credere che tale teoria avesse qualcosa di vero.

Dopo 150 anni però finalmente il mondo scientifico si è accorto della "patacca" darwiniana e ha cominciato a produrre prove concrete della falsità di tale teoria, assunta dai fedelissimi come un credo dottrinale.

La stessa cosa è avvenuta con il libro di Standridge, la bandiera di chi nega e rifiuta la Pentecoste. Almeno Simon Mago ebbe l'accortezza di "apprezzare", offrendo soldi...  Standridge nemmeno questo!

Lo si deduce dal fatto che Standridge a pag 85 afferma: "ma dobbiamo tutti invece vivere una vita di santità, di sottomissione, di UBBIDIENZA alla Parola di Dio per mezzo della quale Dio possa manifestare con grande abbondanza il frutto dello Spirito Santo in noi, nella nostra testimonianza, nella nostra famiglia, nella nostra chiesa, riempiendoci momento per momento della sua divina presenza"

Mi domando: "dobbiamo ubbidire alla Parola di Dio, come dice Standridge, anche quando la Parola di Dio afferma categoricamente, e come tale se lo può permettere, di non impedire il parlare in altre lingue?

Fra i suoi assiomi riassuntivi ne troviamo due che si contraddicono. Lui dice:

- E' vietato nella chiesa, perché non può essere tradotto in lingua conosciuta.

- Non deve essere vietato nella chiesa, se vi è anche l'interpretazione.

Qui Standridge sembra che non abbia le idee chiare, perché se è vietato, non ci può essere l'interpretazione e quindi non ci sarà nessuno che possa parlare. Se invece è consentito che qualcuno interpreti ciò che viene detto in altre lingue, vuol dire che non è vietato nella chiesa.

Se poi Standridge afferma che parlare in lingue "non può essere tradotto (termine usato erroneamente al posto di "interpretato") in lingua conosciuta", allora significa che non ci potrà essere nessuno che possa interpretare... cosa invece ammessa nel secondo assioma. Il pensiero contorto e contraddittorio che ne esce fuori è questo: non si può interpretare ciò che non può essere interpretato, ma si può parlare in lingue se poi viene interpretato. Oppure si può interpretare un parlare in lingue, sapendo che tale parlare in lingue non può essere interpretato!

Qui la logica subisce un duro contraccolpo.

Un'altra conclusione standridgiana si contraddice da sola: "E' cessato, come dono dello Spirito Santo, nel primo secolo della chiesa". Come le mozzarelle con scadenza, anche la Pentecoste è scaduta. L'Autore lo deduce dal testo "La carità non verrà mai meno. Quanto alle profezie, esse verranno abolite; quanto alle lingue, ESSE CESSERANNO; quanto alla conoscenza, essa verrà abolita; poiché noi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo; ma quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte, sarà abolito." (1 Corinzi 13:8-10)

A un Testimone di Geova, venuto a casa mia a convincermi che le lingue erano cessate, io risposi: "Ma quando CESSERANNO?"

Lui mi rispose: "Quando la perfezione sarà venuta"

Ed io a lui: "E la perfezione è venuta?"

Lui se ne andò sconfortato e senza risposta. Neanche Standridge ha una risposta alla mia domanda, nel suo libro! La perfezione la avremo al ritorno di Gesù, ma Cristo non è ancora tornato in gloria per giudicare il mondo.

Una vera negazione o forse una vera irriverenza storica Standridge la commette quando finisce con l'asserire, o meglio facendolo falsamente asserire dalla Bibbia, che il parlare in altre lingue "E' ancora praticato in alcune sette o da maghi, sotto l'influenza di Satana."  Allora i Pentecostali sarebbero costoro?

Non credo che neppure Standridge intendesse dire questo, perché altrimenti non avrebbe detto a pag. 77 "con i FRATELLI pentecostali come comportaci?" Se parlare in lingue fosse pratica satanica, Standridge stesso afferma di avere dei FRATELLI nei pentecostali!

Di sciocchezze simili ne è pieno il libro: sia chiaro che a me interessa solo ed unicamente il contenuto del LIBRO, che è sottoposto al vaglio della critica di chiunque ne compie la lettura.  Il mio non vuol essere un apprezzamento o una denigrazione, ma un esame lucido e serio di argomentazioni che Standridge stesso richiama attraverso la lettura della Bibbia. Come Evangelico, la Parola di Dio è l'unica "lampada" messa ai miei piedi affinché io non inciampi.

 

DIECI MOTIVI PER PARLARE IN LINGUE

Vorrei allora, a conclusione di questo discorso di fondo sulle lingue, citare alcuni passi di un credente, che ha scritto tanto sull'argomento della Pentecoste: Kenneth Hagin.

Secondo un libro di Kenneth Hagin ci sono 10 buoni motivi affinché ogni credente sia invitato a desiderare di parlare in lingue: "Or questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio cacceranno i demoni; parleranno in lingue nuove" (Marco 16:17).

 

1. Le lingue: si tratta di un segno iniziale: “Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi." (Atti 2:4)

2. Le lingue sono per la propria edificazione spirituale: "Chi parla in altra lingua edifica se stesso" (1 Corinzi 14:4). "Perché chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno l'intende, ma in ispirito proferisce misteri." (1 Corinzi 14:2)

Dio è Spirito. Quando noi preghiamo in lingue, il nostro spirito è in contatto diretto con Dio che è uno Spirito. Noi stiamo parlandogli mediante mezzi divini, soprannaturali.  

Così, quello è il valore del parlare in lingue?

Se la Parola di Dio dice che parlare in lingue vale, allora è un valore!  

Se Dio dice che edifica, allora edifica!

Se Dio dice che è un mezzo soprannaturale di comunicazione con Lui, allora lo è!

Se Dio dice che ogni credente potrebbe parlare in lingue, allora ogni credente potrebbe parlare in lingue! In Marco 16:17 sta scritto "essi" ed "essi" è plurale e vuol dire tutti.  

3. Le lingue ci ricordano della presenza "dell'inabitazione" dello Spirito Santo (Egli viene ad abitare dentro di noi): "E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi." (Giovanni 14:16-17)

“Custodisci il buon deposito per mezzo dello Spirito Santo che abita in noi.” (II Timoteo 1:14)

4. pregare in lingue è stare a pregare in linea con la volontà perfetta di Dio: "Parimenti ancora, lo Spirito sovviene alla nostra debolezza; perché noi non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e Colui che investiga i cuori conosce qual sia il sentimento dello Spirito, perché esso intercede per i santi secondo Iddio." (Romani 8:26-27)

5. Pregare in lingue incentiva la fede: "Ma voi, diletti, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando mediante lo Spirito Santo" (Giuda 1:20)

6. Parlare in lingue è un mezzo per desiderare di mantenersi liberi dalle contaminazioni mondane: "Se c'è chi parla in altra lingua, siano due o tre al più, a farlo; e l'un dopo l'altro; e uno interpreti; e se non v'è chi interpreti, si tacciano nella chiesa e parlino a se stessi e a Dio." (1 Corinzi 14:27-28)

Se noi possiamo parlare a noi e a Dio in un servizio della chiesa, noi possiamo farlo anche sul lavoro. Non disturberà nessuno.

7. pregare in lingue ci abilita a pregare per l'ignoto e ciò che va al di là delle nostre stesse richieste: "Parimenti ancora, lo Spirito sovviene alla nostra debolezza; perché noi non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e Colui che investiga i cuori conosce qual sia il sentimento dello Spirito, perché esso intercede per i santi secondo Iddio." (Romani 8:26-27)

8. pregare in lingue dà refrigerio spirituale: “Ebbene, sarà mediante labbra balbuzienti e mediante lingua barbara che l'Eterno parlerà a questo popolo. Egli aveva detto loro: "Ecco il riposo: lasciar riposare lo stanco; questo è il refrigerio!" (Isaia 28:11-12)

9. Le lingue sono anche per dire "grazie": "Che dunque? Io pregherò con lo spirito, ma pregherò anche con l'intelligenza; salmeggerò con lo spirito, ma salmeggerò anche con l'intelligenza. Altrimenti, se tu benedici Iddio soltanto con lo spirito, come potrà colui che occupa il posto del semplice uditore dire "Amen" al tuo rendimento di grazie, poiché non sa quel che tu dici? Quanto a te, certo, tu fai un bel ringraziamento; ma l'altro non è edificato." (1 Corinzi 14:15-17)

10. Parlare in lingue porta la lingua sotto soggezione: "... ma la lingua, nessun uomo la può domare; è un male senza posa, è piena di mortifero veleno." (Giacomo 3:8). Mettiamola allora sotto il diretto, puro e pacifico controllo dello Spirito Santo.

Mettere la lingua sotto il controllo dello Spirito Santo, parlando con le altre lingue è un grande e gigantesco strumento, affinché tutte le nostre membra siano sotto l'autorità di Dio.

Le lingue sono di Dio, le lingue sono da Dio, le lingue sono un dono da Dio.

Concludo dicendo che, se io non avessi capito ed accettato il discorso del "lascito testamentario" del battesimo nello Spirito Santo, non avrei mai avuto il coraggio di chiedere ED OTTENERE la mia guarigione in due mie gravi infermità, né ricevere la potenza di vedere tante guarigioni e tante persone convertirsi all'Evangelo, per il tramite delle mie predicazioni.

            QUALI SONO LE LINGUE DEL BATTESIMO?

LE LINGUE NON SONO SOLO QUELLE PARLATE ATTUALMENTE, ma quelle che lo Spirito Santo dà da parlare.

Ora, per lo Spirito Santo sono parlabili sia le 2800 lingue moderne che le 3000 lingue antiche, considerate ormai "lingue morte".

Per lo Spirito Santo le lingue sono tutte "vive", perché le ha create Lui! Se pensiamo che lo Spirito Santo manchi di "linguaggi", beh, ce n'è in abbondanza!

            Se poi lo Spirito Santo vuole, può anche creare "per noi solamente" un Suo linguaggio che al mondo si è soli in due a parlarlo: Lui e noi!

Inoltre esse servono non solo per parlare ai contemporanei, nel caso di lingue “vive”, ma per parlare a Dio che è onnisciente e capisce ogni linguaggio!

L'Evangelo di Marco espressamente parla lingue “nuove” a dimostrazione che l'azione dello Spirito Santo può spingersi anche al di la delle lingue passate e presenti, addirittura creare altre nuove lingue, i cui parlatori sono solamente due: Lui e il credente che le riceve!

            È importante chiarire anche che LE LINGUE NON SONO UN DONO PUBBLICO, MA PRIVATO

Gesù parlava a Suo Padre, ma nessuno l'ha mai sentito pregare, perché Egli si discostava sempre dai discepoli e da chiunque, onde impedire che alcuno sentisse. I discepoli che lo vedevano pregare "a un tiro di sasso" (Luca 22:419 gli chiesero dettagli più precisi, ma Gesù rispose... con una parabola! (Luca 11:1)

Paolo non l'ha mai esercitato in pubblico, anche se parlava in lingue più di tutti (1 Corinzi 14:18)

Aquila e Priscilla lo spiegarono ad Apollo in privato (Atti 18:26)

Chi parla in lingue pubblicamente, è un BARBARO.

Chi ascolta un credente che parla in lingue è un BARBARO.

Così si esprime Paolo: "Se quindi io non intendo il significato del parlare, sarò un barbaro per chi parla, e chi parla sarà un barbaro per me." (I Corinzi 14:11)

Ecco perché, se le lingue sono espresse in pubblico, occorre SEMPRE uno che le trasformi in qualcosa di comprensibile, mediante un altro dono, quello dell'interpretazione delle lingue, "perché chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno l'intende, ma in spirito proferisce misteri." (I Corinzi 14:2)

Allora “se c'è chi parla in altra lingua, siano due o tre al più, a farlo; e l'un dopo l'altro; e uno interpreti!” (I Corinzi 14:27) Perché “chi parla in altra lingua edifica se stesso; ma chi profetizza edifica la chiesa. Or io ben vorrei che tutti parlaste in altre lingue; ma molto più che profetaste; chi profetizza è superiore a chi parla in altre lingue, a meno ch'egli interpreti, affinché la chiesa ne riceva edificazione.” (I Corinzi 14:4-5)

Quindi “chi parla in altra lingua preghi di poter interpretare”. (I Corinzi 14:13)

            Come la salvezza, anche il "battesimo nello Spirito Santo" è un LASCITO GRATUITO TESTAMENTARIO di Gesù Cristo.

            Il Battesimo nello Spirito Santo non parla di purificazione, ma di potenza per essere testimoni di Cristo nel mondo; la purificazione è già stata ricevuta dal sangue di Gesù Cristo. Vedi: Giovanni 1:29; Matteo 26:28; Romani 3:25 e 5:9; Efesini 1:7; Ebrei 9:12; I Pietro 1:19; I Giovanni 1:7; Apocalisse 1:5. e altri.

            Fede, salvezza (o speranza) ed amore sono cose che durano" (1 Corinzi 13:13), ma pur procacciando tali cose, non lasciate però «di ricercare i doni spirituali» (1 Corinzi 14:1)

            I doni spirituali sono indispensabili per edificare, esortare, consolare (1 Corinzi 14:3): ne sa qualcosa chi ha cercato invano di edificare, senza possederli! Invano si sono affaticati, perché Dio non ha edificato! (Salmo 127:1)

            «Così anche voi, poiché siete bramosi dei doni spirituali, cercate di abbondarne per l'edificazione della chiesa.» (1 Corinzi 14:12)

            Non si è MAI predicato abbastanza sul senso delle seguenti parole: «Poiché ognuno sarà salato con fuoco. Il sale è buono; ma se il sale diventa insipido, con che gli darete sapore?  Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli uni con gli altri.» (Marco 9:29-51)

            Essere salati col fuoco dello Spirito Santo, significa diventare capaci di testimoniare la propria diversità dal mondo e la propria identità con Cristo Gesù: significa non tirarsi indietro, con vergogna, paura, timidezza, incertezza e indecisione, ogni volta che lo Spirito Santo ci chiede di "lavorare" con Lui; significa essere sensibili  alla voce del Signore, che ci parla col Suo Santo Spirito; significa saper pregare "come Dio vuole" e saperlo fare dovunque e con chiunque. (Atti 12:12;) Gli apostoli Paolo e Sila, nella prigione di Filippi pregavano e cantavano inni! (Atti 16:25)

            Come può cominciare tutto ciò?

            La risposta è più semplice di quanto si possa pensare: come quando abbiamo accettato la salvezza, anche per il "battesimo nello Spirito Santo" dobbiamo fare qualche cosa!

            Per essere salvati, abbiamo capito chi è Gesù Cristo.

            Per PARLARE IN LINGUE abbiamo capito chi è LO Spirito Santo?

            Lo SPIRITO SANTO di Dio è la terza Persona della Trinità ed agisce al posto di Dio, per portare a Dio, per avere da Dio, per essere in Dio, per agire con Dio e per Dio, per stare tra Dio e tutto ciò che Dio tocca, NEGLI INFINITI CONFINI DI DIO!

            Egli ci introduce realmente nel regno di Dio, nel quale prima eravamo entrati per fede, «Poiché il regno di Dio non consiste in parlare, ma in potenza.» (1 Corinzi 4:20)

            Siamo desiderosi di sottometterci a tale potenza?

            Come dimostrare di essere sinceramente sottomessi alla volontà del Signore, "affinché la Tua volontà sia fatta in terra come in cielo"?

            Ebbene diamo a Lui tutto il nostro cervello, i nostri pensieri, la nostra mente e soprattutto il centro del cervello che presiede a tutte le funzioni del nostro corpo: la parola!

            Il battesimo dello Spirito Santo si manifesta col parlare, e, considerando Gesù Cristo, la Parola di Dio, anche per noi non poteva essere diversamente!

            Cosa dobbiamo dire? Ciò che appartiene allo Spirito Santo, cioè un linguaggio creato da Lui: se io parlo con le parole di qualcuno, "quel qualcuno" è dentro me! Così è per lo Spirito Santo!

            Quali linguaggi conosce lo Spirito Santo?

            Tutti!

            Li ha creati Lui!

            Lo stesso "nostro" pensiero non ci apparterrebbe! “Non siamo di per noi capaci di pensare” (2 Corinzi 3:5): Dio stesso infatti ci ha dato un cervello, che Lui ci ha fornito fin dal grembo di nostra madre.

            Neanche il linguaggio ci appartiene, perché esso, pur chiamandosi "lingua materna", non è mai appartenuto a nostra madre: anche lei a sua volta lo ha ricevuto da sua madre e così via, a ritroso, fino... alla torre di Babele, quando... troviamo che lo Spirito Santo creò le lingue, per rompere la comunicazione fra gli uomini ribelli!

            Un linguaggio dunque ci spetta di diritto, perché è un lascito testamentario  di Gesù Cristo: il Nuovo TESTAMENTO ci dà una NUOVA EREDITÀ perché Dio ha perfezionato la promessa fatta ad Abrahamo.

            “Ma, com'è scritto: Le cose che occhio non ha vedute, e che orecchio non ha udite e che non sono salite in cuor d'uomo, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che l'amano.” (1 Corinzi 2:9)

            Lo Spirito Santo è come "un notaio", dove si va a reclamare la propria eredità personale in Cristo Gesù!

            Parlare in altra lingua o nuova lingua, è un segno visibile "di appartenenza allo Spirito Santo, che rimarrà in noi, per fede, per l'eternità.

            In conclusione, ogni credente provi se stesso e prenda ciò che è suo, bussi e gli sarà aperto, chieda e otterrà, senza opporre false considerazioni, inutili e negative giustificazioni e dannosi impedimenti dottrinali.

 

SOTTOMISSIONE E AMORE sono le condizioni per ricevere dallo Spirito Santo.

Il Nuovo Testamento ci parla di tre battesimi: il primo battesimo è nel sangue di Cristo ed è sia la salvezza che la prima doreà; il secondo battesimo è per immersione nell'acqua per seppellire il vecchio uomo; il terzo battesimo è quello nello Spirito Santo mediante l’evidenza delle lingue, ed è la seconda doreà.

            Il Signore aggiunge i neo-convertiti a quelli che sono già Suoi e che costituiscono il Suo Corpo: la Chiesa.

La SALVEZZA appartiene a chi crede in Gesù Cristo e "l'acqua" del battesimo (e della Parola Vivente) e il "sangue" purificatore di Gesù Cristo" (Agnello che toglie il peccato) testimoniano questo fatto.

Un terzo testimone va però chiamato in causa: lo SPIRITO SANTO!

            "Tre ancora sono quelli che rendono testimonianza sulla terra: lo Spirito, l'acqua e il sangue; e questi tre sono d'accordo come uno." (1 Giovanni 5:8 Versione Nuova Diodati)

            Il credente cristiano "salvato", si aggiunge al popolo del Signore (il corpo di Cristo), mediante il "battesimo in acqua", per immersione e da adulti.

Il battesimo, fatto da adulti, è riservato a quelli già salvati, come l'arca riservata a Noè, che "trovò grazia agli occhi dell'Eterno" (Genesi 6:8): all'arca, figurativamente, "corrisponde il battesimo (non il nettamento delle sozzure della carne ma la richiesta di una buona coscienza fatta a Dio)" (1 Pietro 3:15-22)

            Il battesimo nell'acqua e il battesimo "nello" Spirito Santo, non sono la stessa cosa: l'uno testimonia la salvezza, l'altro testimonia la potenza di testimoniare e di evangelizzare. (Atti 1:8; 2:32; 2 Pietro 1:16)

            Occorre credere sinceramente e col cuore in Gesù Cristo ed umiliarsi, mettendosi in preghiera e in attesa, come i discepoli di duemila anni fa. Quanto si è disposti ad aspettare, pregando, a "Gerusalemme"?

            Il problema è tutto qua.

            Per esperienza ho potuto constatare che il Signore è fedele e ho visto molti battesimi nello Spirito Santo sul divano della mia sala: ciò è la dimostrazione che bisogna essere disposti a ricevere.

            Come per la certezza della salvezza per i meriti di Gesù Cristo, anche per il battesimo di Spirito Santo occorre l'accettazione di quelle che sono le promesse di Dio scritte nella Sua Parola: fintantoché non si accetta la parola semplice del Vangelo, non solo non si riceve la promessa, ma si rimane nell'ignoranza circa la stessa promessa e per di più circa la verità della Bibbia.

            Il banco di prova della fede è l'ubbidienza alla Parola di Dio e la sottomissione al Suo Spirito Santo.

            Come nel caso di Cornelio, il primo non-ebreo ad essere accolto fra i credenti, accettare Gesù Cristo come "personale salvatore", dovrebbe comportare anche il "dono" dello Spirito Santo: non pretenderlo, è una manchevolezza della predicazione ricevuta!

            Se la predicazione del Vangelo è innaffiata dallo Spirito Santo, c'è convinzione di peccato (Giovanni 16:8; Atti 2:37), con invocazione sincera di perdono come affermato in Romani 10:13; l'esperienza della salvezza nei meriti di Gesù Cristo produce la gioia di sentirsi figli di Dio (Giovanni 1:10-13) e come tali possiamo reclamare il battesimo nello Spirito Santo con l'evidenza delle lingue. Tale esperienza la Bibbia la promette anche ai nostri tempi.

            "La potenza" è un elemento essenziale quando vogliamo essere "testimoni" di Gesù Cristo: molti predicatori ne sono privi e non convincono più nessuno, nemmeno loro stessi!

            "Ma Pietro e gli altri apostoli, rispondendo, dissero: Bisogna ubbidire a Dio, anzi­ché agli uomini… E noi siamo testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che gli ubbidiscono." (Atti 2:29-32)

            La DISUBBIBIENZA non darà mai la COMUNIONE con lo Spirito Santo!!!

            L'apostolo Paolo era convintissimo di tutto ciò e lo ricorda chiaramente ai Corinzi, che pur avevano assistito alla potenza dello Spirito Santo impiegata durante le sue predicazioni: (1 Corinzi 2:1-5)

            Se si è convinti che Gesù Cristo è morto per cancellare col Suo Sangue i nostri peccati, e che poi è risorto primizia dei risorti, dobbiamo anche credere che, abbinato alla salvezza, ci sia anche il dono dello Spirito Santo.

Il battesimo di Spirito Santo non è un battesimo d'amore, ma un "DONO" dell'AMORE di Dio, col quale cioè non si è ricevuto "in dono" l'Amore di Dio, ma la potenza della fede!

Dire che lo Spirito Santo non è fonte "automatica" di Amore, è doloroso, ma necessario: è doloroso perché significa dover ricordare a tutti i credenti che essere stati oggetto dell'amore di Cristo, li dovrebbe stimolare a ricambiare di più tale amore.

Essi infatti hanno preso amore "gratuitamente" da Gesù, che li ha fatti "nascere di nuovo" mediante lo Spirito Santo, ma poi stentano ad imitare tale amore verso Dio e soprattutto verso gli altri...

Può succedere però che il cammino si interrompa, per mancanza d'amore, così come mi è capitato di constatare in più occasioni, con credenti che hanno rinunciato a dare buona testimonianza, pieni di rancori e di radici amare. Anche invidie, gelosie ed interessi economici hanno portato a competere con gli altri, piuttosto che a collaborare e sostenersi gli uni gli altri.

L'amore verso Dio allora è il proseguo del cammino della fede: tutte le cose che piacciono a Dio sono i nostri obiettivi futuri, compresa la crescita di santificazione e di servizio.

L'amore verso qualcuno è quello che ci spinge a chiedere potenza al Signore. Se vogliamo potenza dal Signore, e noi gliela chiediamo, Lui ce la dà, ma alle Sue condizioni. Se non sappiamo verso chi dirigere questa potenza, allora è proprio vero che siamo una bella pentola di rame senza nulla dentro, oppure una chitarra bella e squillante, ma non suonata per nessuno.

"Procacciate l'amore, non lasciando però di ricercare i doni spirituali (1 Corinzi 14:1) "perché il regno di Dio non consiste in parlare, ma in potenza." (1 Corinzi 4:20)

 

LA PREGHIERA PER OTTENERE IL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO

            Non c'è una liturgia o una ricetta, né è possibile trovarla. Ogni caso è a sé.

Quando si è veramente convinti di volere la salvezza eterna in Gesù Cristo e, soprattutto quando si è convinti che il battesimo nello Spirito Santo è indispensabile per ubbidire alla volontà del Signore, come richiesto dalla preghiera del "Padre Nostro", allora e solo allora si è veramente pronti a chiedere TUTTO ciò che ci tocca, per l'eredità di Gesù Cristo.

Questa non è una "ricetta", come qualche denigratore malignamente e dogmaticamente potrebbe affermare, ma è un aiuto da chi ha avuto tale esperienza spirituale e sente di dover esortare gli altri credenti a ricevere quanto loro spetti di diritto!

            Può essere invece una ricetta (o liturgia già pronta) il modo come viene ricercata la "comunione fraterna", come viene concepita la chiesa, come viene amministrata la "santa cena", come vengono offerte le "preghiere", come viene "fatto" liturgicamente  un matrimonio o un funerale, e via di questo passo, fino ad arrivare a considerare "ricetta" la stessa semplice "salvezza" in Gesù Cristo! "Chiunque avrà invocato il nome del Signore, sarà salvato"!

            Ovviamente non è così e, se "ricetta" può sembrare, "ricetta" non è, perché nessuno potrà FINGERE quando proverà ad "invocare"! Allora scoprirà che "invocare" è ben diverso dal gridare, dal chiedere, dal pregare, e da qualunque altra cosa che non sia "una richiesta di aiuto" rivolta con disperazione da una persona che scopre drammaticamente di avere BISOGNO di un Salvatore!

            Quando un peccatore "invocherà" Gesù, avrà riconosciuto di essere un peccatore, di essere condannato, perché privo della Grazia di Dio, ed infine di aver individuato Colui che, solo, può salvarlo, perché "capace" di farlo!

            Anche per il battesimo NELLO Spirito Santo occorrono delle condizioni, che vanno ricercate, altrimenti si cade veramente nella "ricetta"!

             Le condizioni che escludono "a priori" il carattere di "ricetta" sono:

- la PRESENZA dello Spirito Santo;

- la Parola di Dio che "promette" il dono del battesimo NELLO Spirito;

- la fede del credente in ciò che "sta scritto";

- la fedeltà di Dio nel dare ciò che ha promesso;

- l'assoluta determinatezza e volontà di volerlo;

- la richiesta di potenza "che viene dall'Alto", per essere "testimoni di Cristo in Samaria, in Giudea e fino alle estremità della terra";

- la certezza assoluta, inequivocabile e ineliminabile che il Padre darà lo Spirito Santo a quanti Glielo chiedono, perché Lui è un Padre MIGLIORE di qualsiasi altro padre umano (Luca 11:13).

- la certezza assoluta che la presenza dello Spirito Santo escluda la presenza di altri spiriti, perché Dio è fedele alla Sua Parola e questo fa parte delle Sue promesse.

            Al di fuori di tali caratteristiche, siamo prevenuti, essendo pieni di pregiudizi...

            Allora, non è sbagliato dare consigli, soprattutto quando essi nascono da un autentico rapporto con Dio e non da una dottrinale e teorica ipotesi di lavoro!

            Se è utile consigliare di scegliere un giorno in cui possiamo pregare con tutta tranquillità, senza essere disturbati da nessuno, non faccia pensare che lo Spirito Santo debba necessariamente battezzare così: Egli può battezzare dove, come, quando e perché Gli pare! Farà però piacere sapere che, come è bello che i fratelli si trovino insieme non sotto i ponti o in mezzo alla strada ma in luoghi più idonei e "riparati" come in un "ovile" del Buon Pastore, così è anche più comodo che, quando preghiamo, mettiamo "la pace e il raccoglimento" intorno a noi.

            Ricordiamoci che Gesù Cristo aveva sempre l'abitudine di ritirarsi in disparte (Matteo 14:13,23; Marco 4:10; 6:31; Luca 9:10; 9:18), oppure a un tiro di sasso dai discepoli (Luca 22:41)

            Come bisogna pregare? Col cuore e con sincerità, amando Dio-Gesù Cristo   con tutta la mente, con  tutta l'anima, con tutto il cuore e con tutta la forza. Ciò è tanto facile a dirsi, quanto difficile a farsi, soprattutto perché il Signore "legge il cuore" e non può essere ingannato!

            Che si deve dire? Quello che si sente di dire in preghiera. Un esempio potrebbe essere questo:       «Gesù Cristo battezzami potentemente col Tuo Santo Spirito e battezzami ora! Io Ti ringrazio perché Tu vuoi battezzarmi e far scendere ora il fuoco dello Spirito Santo su di me e dentro di me, affinché io possa diventare "il tempio dello Spirito Santo, come è scritto nella Tua Parola. (1 Corinzi 3:16; 6:19; 2 Corinzi 6:16; Efesini 2:21; Atti 7:48; 17:24)

            Padre, se un Tuo figliuolo ha fame, Tu hai promesso che non gli darai una pietra. Adesso io Ti chiedo lo Spirito Santo: màndamelo potentemente nel nome di Tuo Figlio Gesù Cristo, che me l'ha promesso!

            Spirito Santo, ti do il permesso di venire da me, di agire nella mia vita, di entrare dentro di me e di rinnovarmi con la Tua presenza costante in me.

Da questo momento io parlerò in un'altra lingua, che non conosco, ma di cui Tu in  seguito mi potrai rivelare il significato, mediante il carisma "dell'interpretazione delle lingue", per il quale dono ti pregherò in seguito.

            Ogni sillaba "strana", ogni lettera strana, ogni parola strana, che mi verranno in mente, io le pronuncerò ad alta voce, perché le attribuirò a Te, per fede; sostieni la mia fede, trasformando il mio balbettio, in un linguaggio: il Tuo linguaggio!

            Io non smetterò di pregare e di parlare, finché Tu non mi abbia battezzato nello Spirito Santo! Alleluia, lode e gloria a Te, Gesù Cristo, mio unico Signore e mio unico Salvatore.»

 

            Parlare in “altra” lingua è senz'altro anche un fenomeno umano, che si studia a scuola e nelle università in Lingue e letterature straniere, che può essere imitato, creato per imitazione, copiato, scimmiottato, recitato, SENZA che diventi il VERO battesimo NELLO Spirito Santo! Inoltre anche Satana ha un'offerta molto vasta nel campo delle "formule magiche" e dei riti "misterici".

Nel Nome di Gesù Cristo ogni potenza demoniaca viene allontanata! Le porte dell'Ades non vinceranno mai!

            Di che dovremmo allora temere? Dello Spirito Santo? Del "Consolatore"?

            Temiamo piuttosto l'uomo e tutto ciò che contrista e contrasta lo Spirito!

            Può capitare che, dopo avere ripetuto più volte qualche preghiera esplicativa, si continui a non capire bene ciò che si vuole. Occorre allora chiedersi: sono nella giusta disposizione "per ricevere"?

            Perché allora non cominciare a lodare Dio?

            Se poi l'amore supererà il livello del razionale e la lingua non basterà, lo Spirito Santo ci darà un'altra lingua, più appropriata allo scopo!

            E' sbagliato credere questo?

            Per chi non è abituato a "lodare" Dio, ciò può sembrare difficile o quantomeno strano, se non addirittura ridicolo... Dio legge i cuori e non è possibile ingannarLo: se veramente lo si vuole, si riceverà sicuramente ciò che Dio ha promesso!

            Tutti quelli che l'hanno chiesto, sono stati battezzati nello Spirito Santo e nel mondo essi sono centinaia di... milioni, molto più dei tre quarti di tutti gli evangelici del mondo!

Perché rimanerne esclusi? NON IMPEDITE IL PARLARE IN LINGUE (I Corinzi 14:39)

            Lo Spirito Santo ci riempirà di un nuovo tipo di gioia e ci darà ciò di cui abbiamo bisogno: sapienza, coraggio, capacità, sostegno, guida, ecc.

            Egli ha forse in serbo per noi qualche ministero e qualche compito speciale, oltre naturalmente al suo frutto dello Spirito (Galati 5:22).

            Egli invece, sicuramente, si servirà di noi per qualcosa di grande e di potente. Con Lui al nostro fianco e come nostra guida, armati dell'armatura di Dio, finalmente saremo in grado di "sferrare" colpi mortali al nostro nemico di sempre, Satana, con la spada... dello Spirito, cioè con la Parola Vivente (il Rema) di Dio, ricordata ed usata questa volta per opera dello Spirito Santo!

            Dopo il battesimo nello Spirito Santo, occorre non dubitare mai di averlo ricevuto: Satana ora sa che non gli potremo mai più appartenere e che anzi noi  siamo diventati  "alleati" giurati di Dio, grazie allo Spirito Santo che ci ha suggellato il patto con Dio e ha testimoniato per noi.

            Satana potrà solo disarmarci della spada, mettendo il dubbio in noi: allora occorrerà resistergli fermamente e caparbiamente, “ed egli fuggirà da noi”.

            Per quanto tempo dobbiamo resistergli? Gesù Cristo gli resistette quaranta giorni: noi per quanto tempo? Come ci comporteremo nella prova, così il Signore si comporterà con noi, nel servirsi di noi, come operai "fidati" da mandare nella Sua Vigna!

            Molti sono i passi biblici che parlano di "battesimo NELLO Spirito Santo": dovrebbe essere accettato da tutti come un evento che fa parte della stessa esperienza cristiana, ed invece purtroppo non è così!

Si comincia con poco: con il negare validità al battesimo nello Spirito Santo mediante l'evidenza delle lingue e si finisce per diventare veri e propri ostacoli all'opera dello Spirito Santo! Il che non è poco!

Ho conosciuto persone credenti ed attive nelle chiese denominazionali che hanno ricevuto il “parlare in lingue” e poi lo hanno accantonato, ritenendolo inutile. Altri credenti hanno creduto di poter usare questo dono contro altri credenti e sono stati abbandonati dallo Spirito Santo. Potremmo fare anche una casistica di situazioni in cui lo Spirito Santo è stato “contristato”, ma ci asteniamo per carità cristiana!

 

 

 


 

SATANA è CONTRO LE LINGUE

Satana è il nemico numero uno dello Spirito Santo.

Ha combattuto contro di Lui, bestemmiandolo nella lotta per la conquista del Trono riservato al Figlio di Dio e continua ancora oggi a combatterlo e a bestemmiarlo, contaminando gli uomini con le sue macchinazioni, con i suoi inganni e con le sue menzogne, frutto del suo odio contro Dio.

Questa è la premessa che sta alla base di ogni discorso sull’opposizione a Gesù Cristo e ai cristiani. Dio glielo permette, per provare l’uomo e la sua vacillante fede!

Gesù Cristo è la Verità e Satana è la menzogna.

La verità e la menzogna si presentano insieme e devono essere riconosciute dagli uomini, secondo una scelta di vita e di convenienze: Satana offre il piacere effimero e l’inferno, Gesù offre la gioia di appartenere a Lui in un benessere spirituale che comincia nel cuore e finisce in Paradiso!

Un discorso che volevo evitare di trattare, per vari motivi, è quello della contraffazione satanica non solo del parlare in lingue, ma di tutti i doni e manifestazioni dello Spirito Santo.

Avrei fatto volentieri a meno di trattare questo argomento perché entriamo in un campo "maledetto", dove il cristiano non entra, se non per spandere ulteriormente la luce di Cristo e per mettere in fuga il nemico. Non ci può essere nessuna comunione tra la luce e le tenebre.

Il testo greco è più categorico: "non è consentita alla luce alcuna comunione con le tenebre".

Il credente non può essere più "posseduto" dal demonio, essendo entrato nel credente stesso uno Spirito Santo salvifico più forte di qualsiasi altro "uomo forte". Del resto nessun maleficio satanico può fare più effetto sui "benedetti dal Padre mio", così come asserisce Gesù.

A tale proposito ci sarebbe da citare tutta una letteratura di casi in cui pastori, predicatori e servi del Signore siano stati fatti oggetto di fatture, pratiche malefiche e riti di ogni tipo ed intensità, SENZA peraltro ricevere il minimo danno.

Il Creatore Gesù Cristo è ovviamente maggiore della Creatura satanica!

Tutta la potenza satanica è messa sotto i piedi dei Figli “adottivi” del Creatore!

Io stesso, posso testimoniare che, più volte mi sono trovato in presenza di medium e maghi, e, finché ero io presente, tutti i loro "poteri" erano miserevolmente svaniti. In particolare mi è capitato di trovarmi, a mia insaputa, in casa di un medium, il quale mi ha inspiegabilmente, ma gentilmente pregato di allontanarmi da quella casa, perché vedeva in me un nemico dei suoi "spiriti guida".

In seguito ho saputo da conoscenti comuni, che gli spiriti guida non si erano presentati finché io ero in casa e nelle vicinanze, e che, una volta presentatiglisi, gli abbiano detto che io ero un credente in Cristo ed essi erano "meno potenti" del mio Dio!

Sono stato fatto oggetto di magia nera a morte, ma ogni maleficio è ritornato miseramente  sempre al mittente…

Detto questo, vorrei trattare dei fenomeni demoniaci, solo ed unicamente perché la BIBBIA invita a provare gli spiriti, per vedere la loro ORIGINE.

Anche gli angeli possono non venire da Dio.

QUANDO SONO VENUTI DA DIO, NELLA BIBBIA, È SEMPRE SPECIFICATO o facilmente arguibile.

"Diletti, non crediate ad ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se son da Dio; perché molti falsi profeti sono usciti fuori nel mondo."  (1 Giovanni 4:1)

Ora, la presenza dei malvagi insieme ai buoni è una condizione che Gesù dà per scontato, essendo la zizzania MISCHIATA al grano e, finché siamo su questo mondo,  non è possibile rimuoverla. Questo è un ordine!

Dio odia i malvagi, perché “il malvagio” è Satana! Satana e i demoni, nella loro malvagità, odiano Dio, perché non saranno mai perdonati. Loro hanno peccato CONTRO lo Spirito Santo, prendendo la potenza concessa da Dio ed osando di usarla CONTRO Dio! Questa è la vera ed unica “bestemmia contro lo Spirito Santo”!

Satana non sarà mai perdonato per questo!

Questo è conosciuto anche da Satana, che è solo in attesa della sua condanna eterna.

Ma perché non viene eliminato subito?

Perché Dio si seve di lui, per “mettere alla prova” gli uomini, liberi di fare il male, ma anche liberi di accettare nella loro vita il Liberatore Gesù il Cristo-Messia, cone le sue due doreà (lasciti testamentari) della salvezza e del battesimo nello Spirito Santo, mediante l’evidenza delle lingue!


 

 

OPPOSIZIONE SATANICA CONTRO DIO

Satana conosce molto bene la BIBBIA, tanto che provò Gesù, per vedere se era il FIGLIO DI DIO, sfidando "Gesù Parola Vivente" a rispettare la Parola scritta. Egli però non ne conosce il senso, perché non ha gli occhi su Dio ma sul mondo. La sua conoscenza biblica lo ha spinto a produrre tante contraffazioni, per ogni vera manifestazione dello Spirito Santo.

Non dobbiamo sottovalutare certi fenomeni che portarono lo stesso Salomone ad uscire fuori dalla grazia di Dio e a farlo addirittura diventare, secondo una certa tradizione cabalistica, addirittura autore di certe pratiche sataniche.

Per ogni manifestazione divina, c'è la "controproposta" satanica, che sarebbe facilmente riconoscibile se fosse aperta e contrapposta, ma che invece è abilmente contraffatta e subdolamente proposta. Dio non tenta nessuno, Satana sì!

"Beato l'uomo che sostiene la prova; perché, essendosi reso approvato, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promessa a quelli che l'amano. Nessuno, quand'è tentato, dica: Io son tentato da Dio; perché Dio non può esser tentato dal male, né Egli stesso tenta alcuno; ma ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo adesca." (Giacomo 1:12-14)

            Satana non è libero di dominare su nessuno, a meno che qualcuno non lo chiami in causa direttamente ed esplicitamente.

Lo Spirito Santo viene “invocato”, poiché scende dal Cielo, mentre invece Satana viene “evocato”, perché sale dalle viscere dell’inferno!

            Ai suoi adepti propone ogni sorta di dottrina e di pratica blasfema e la propone ovviamente anche ai cristiani, che però, di volta in volta la smascherano, la contraddicono e la combattono vittoriosamente.

A fianco ai nove DONI dello Spirito Santo troviamo altrettante "patacche" sataniche:

1) Alla "parola di sapienza", satana offre "i misteri" della scienza, rivelati solo agli adepti e agli spiriti "eletti". Ciò che Dio dà liberamente e totalmente mediante Sua illuminazione, Satana scimmiotta facendo credere che esistono segreti di una eccellenza superiore, ma che vengono rivelati solo ai più "fedeli". Questo è per esempio il caso della massoneria-

2) Alla parola di conoscenza, mediante la quale Dio rivela particolari segreti della vita altrui, Satana "offre" il dono di telepatia, un fenomeno che, quando è presente, esclude a priori la presenza dello Spirito Santo. La telepatia infatti è un annullamento della libertà e della privacy concessa da Dio all'uomo.

3) Al dono della fede, Satana oppone la magìa dove Lui si propone all'adorazione.

4) Ai doni di guarigioni, Satana oppone false guarigioni, mediante riti e fatture ed ogni sorta di scempiaggine (pozioni con unghie di drago, cibi incantati, filtri ed intrugli, ecc.)

5) Alla potenza d'operare miracoli, Satana offre il potere demoniaco di operare sulla natura. La presenza di maghi e streghe è un fatto che sta tra il faceto, il puerile ed il drammatico. La fantasia di miti e leggende, poi fa il resto. I riti woodoo non sono però uno scherzo, ed hanno influenza solo per coloro che sono sulla via della perdizione.

6) Al dono di profezia, Satana offre la falsa profezia.

7) Al dono di discernimento degli spiriti, Satana offre la credenza fra "spiriti buoni" (elfi, geni, gnomi, puffi, ecc) e "spiriti cattivi" (spirito del male, spiriti delle tenebre, ecc) Tutta la demonologia si basa sul culto degli angeli, con a capo Lucifero.

 8) Al dono della diversità di lingue, Satana offre le formule "magiche", sconosciute all'uomo ma che hanno un significato nelle lingue più disparate a seconda delle culture, delle tradizioni e degli adoratori. Il latino o il protoceltico sono le lingue preferite.

9) Al dono di interpretazione delle lingue, Satana offre la traduzione "mediatica" delle sedute spiritiche, dove il medium riceve e parla in lingua "conosciuta". Viene però annullata completamente la volontà dell'uomo, che viene posseduto e sostituito dal demone.

            Si dice che dove si apre una chiesa cristiana, alla via a fianco Satana apre una cappella: ciò risulterebbe sempre vero, dal momento che Dio glielo permette. Sembra un gioco al rialzo. Dove Dio si manifesta, troviamo i più grandi adoratori del demonio e nei paesi dove esiste la macumba, il woodoo ecc. lo Spirito Santo agisce quasi "allo scoperto"!

Compito principale di Satana è contrapporsi o negare l'AGNELLO. L’apostolo Giovanni indica un sistema infallibile per giudicare se uno Spirito è da Dio oppure no, se una "dottrina" è da Dio oppure no, se un "profeta" viene da Dio oppure no, se una "religione" è vera o falsa: "Diletti, non crediate ad ogni spirito, ma PROVATE gli spiriti, per sapere se sono da Dio, perché MOLTI FALSI PROFETI sono usciti fuori dal mondo. Da questo CONOSCETE LO SPIRITO DI DIO: OGNI SPIRITO CHE CONFESSA GESÙ CRISTO VENUTO IN CARNE è da Dio; e ogni spirito che NON confessa Gesù (il nome umano, senza altra indicazione divina), NON è da Dio; e quello é lo spirito dell'anticristo, del quale avete udito che deve venire; ed ORA È GIÀ NEL MONDO!" (1 Giov. 4:1-3)

            Anche nella sua seconda epistola (vers.7), l'apostolo Giovanni avverte che "molti SEDUTTORI sono usciti per il mondo, i quali NON confessano Gesù Cristo esser venuto in carne. Badate a voi stessi, affinché non perdiate il frutto delle opere compiute, ma riceviate piena ricompensa"

            Addirittura chi passa oltre e non dimora nella dottrina di Cristo, NON HA IDDIO!" (2 Giov. vers. 9).

            L'EVANGELO DELLA GRAZIA, costituita dalla remissione dei peccati mediante la morte di Gesù Cristo venuto in carne ed ossa, è L'UNICO EVANGELO che annuncia come "con un'UNICA offerta, Egli ha per sempre resi perfetti quelli che son santificati. E anche lo Spirito Santo ce ne rende testimonianza." (Ebrei 10:14-15)

            "Quand'anche un angelo del cielo vi annunciasse un EVANGELO DIVERSO, non gli credete!" (Gal. 1:8-9 e 2 Cor.11:4) Nessuno infatti potrà mai separarci da "questo" amore di Dio, "Poiché io son persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potestà, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio, che è IN CRISTO GESÙ, NOSTRO SIGNORE." (Romani 8:38-39)

            Ciò faceva dire a S.Paolo: "Io non tengo in alcun conto della mia vita, come se mi fosse cara, pur di compiere il mio corso ed il mio ministero, che ho ricevuto dal Signore Gesù, che è quello di testimoniare dell'EVANGELO DELLA GRAZIA di Dio. Ed ora ecco, io so che voi tutti, fra i quali sono passato predicando IL REGNO, non vedrete più la mia faccia." (Atti 20:24-25)

            L'Evangelo della Grazia, annuncia il Regno di Dio (Matteo 24:14 e Marco 13:10), in Cristo Gesù, nostra "salvezza" (Efesini 1:13).

            Gloria a Gesù Cristo (2 Corinzi 4:4), per la Sua "buona novella"!

La CONCLUSIONE di tutto questo discorso è che, sapendo che Dio ha dei doni e che Satana pure, rinunceremmo per questo ai doni di Dio? Ma di Satana che ce ne importa?

Sapendo che esistono banconote vere ed autentiche  e che ci sono in giro altre monete "simili", ma false, rinunceremmo per questo a possedere la moneta vera data da Dio e spendere il Suo denaro?

Sapendo che Satana è capace di presentarsi come Angelo di Luce, rinunceremmo per questo al Creatore della Luce?

Io ho fatto le mie scelte e mi tengo stretto alla Parola di Dio.  Conosco Gesù e sono conosciuto da Lui: Egli vede su di me il Suo Sangue versato sulla croce. Questo mi basta come garanzia.

Le esperienze altrui, senza controllo, dove falsi cristiani ricevono false lingue, non mi riguardano, come non riguardarono San Paolo i sette figli di Sceva. Anzi, c'è da dire che la presenza dei "pataccari" figli di Sceva stimolò di più i cristiani a magnificare il nome del Signore Gesù!

"C’erano sette figliuoli di un certo Sceva, Giudeo, capo sacerdote. E lo spirito maligno, rispondendo, disse loro: Gesù, lo conosco, e Paolo so chi è; ma voi chi siete? E l'uomo che aveva lo spirito maligno si avventò su due di loro; li sopraffece, e fece loro tal violenza, che se ne fuggirono da quella casa, nudi e feriti. E questo venne a notizia di tutti, Giudei e Greci, che abitavano in Efeso; e tutti furon presi da spavento, e il nome del Signor Gesù era magnificato." (Atti 19:13-17)

 


 

 

LA LOTTA SPIRITUALE CONTRO SATANA

Lo Spirito Santo fa sempre le cose per bene, in maniera tale da non lasciare mai nel dubbio o nell’incertezza. Egli agisce nella Verità, per la Verità.

Satana lo contraddice e lo contrasta aggiungendo a dubbi ed incertezze anche confusione ed errore. La sua subdola azione si contrappone in tutte le condizioni e le manifestazioni del credente. Questo concetto è ripetuto in maniera identica nell’Evangelo di Matteo e di Marco: “sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno segni e prodigi per sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.” (Matteo 24:24 e Marco 13:22)

La risposta è che non bisogna mai abbassare la guardia, vigilare, vegliare e sottomettersi a Dio, sempre e comunque e Satana fuggirà via. (Giacomo 4:7)

            Personalmente posso assicurare che nel mio cammino di “salvato per sempre” ho trovato un falso “unto” ad ogni angolo di chiesa e un falso profeta ad ogni tramonto del sole!

Li riconosci perché ti accusano e non sopportano essere contraddetti, si offendono e farebbero di tutto per farti tacere anche fisicamente, ma non possono! Dio non permette loro di agire contro gli eletti, se questi gli resistono!

Essì, perché bisogna difendere la Verità, resistendo ad oltranza. Solo così lo Spirito Santo offre la vittoria su un piatto d’argento!

Gli interessi di Gesù Cristo devono sempre avere la precedenza su quelli nostri, se si vuol essere dei buoni e fedeli servitori e soprattutto affidabili!

Prendiamo per esempio la dottrina della “nuova nascita” in Cristo Gesù.

Come un bambino che nasce, il credente non ha ancora coscienza piena di sé stesso e di ciò che può diventare crescendo nella fede. Per questo si chiama “neofita” a differenza dell’anziano presbitero che dovrebbe essere cresciuto fino alla statuta di Cristo…

Eppure c’è sempre qualcuno, mosso da satana, che pretende dal neofita frutti maturi, tutti e subito, mettendo persino in dubbio la sua salvezza!

La verità è che il credente convertito ERA malvagio, ma ha bisogno di tempo per dimostrarlo, perché deve lottare interiormente e rinnovarsi nella mente, affinché l’uomo spirituale prevalga sull’uomo carnale. La lotta è dura e cruenta, e non tutti ci riescono pienamente, specie se vedono il comportamento maniacale ossessivo compulsivo proprio degli anziani nella fede, grandissimi esempi di ipocrisia e di arrogante perbenismo.

Il mistero della Grazia è proprio questo: il peccato è non credere in Gesù il Messia! (Giovanni 16:9)

Per questo motivo, l’unico motivo di esclusione è non accettare Gesù Cristo come personale Salvatore. Da quel momento si è figli adottivi (Giovanni 1:12) e ciò che prima era motivo di allontanamento da Dio, adesso è motivo di pentimento e di redenzione. Dunque “Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché il seme d'Esso dimora in lui; e non può peccare perché è nato da Dio. (1 Giovanni 3:6-9; 2:29; 5:18; 1 Pietro 1:23; Giacomo 1:18)

I non-credenti peccano, i credenti sono invece “figli disubbidienti”! E’ fondamentalmente diverso! La salvezza eterna è scritturale. Ci sono tantissimi passi che parlano di vita eterna e la assicurano nel Nome di Gesù l’Unto.

Un giudice negli USA, doveva punire due malfattori di cui uno era suo figlio! La sentenza fu severissima: una pena pecuniaria di centomila dollari! Tutto il pubblico presente nell’aula giudicò troppo severa tale sentenza, ma il giudice aggiunse: “Chi non paga, va in prigione! Liberate mio figlio!” E prese dalla tasca un libretto degli assegni e pagò per suo figlio!

Inutile dire che l’altro andò in prigione!

Gesù paga per i credenti in Lui…

 

Il credente cristiano deve aborrire il maligno (Romani 12:9), e non assecondarlo per prurito d’orecchi, accettando compromessi, vantaggi, privilegi e guadagni ingiusti per ubbidire a dottrine d’uomini e a regolamenti e statuti che consentono di amministrare uomini e cose, alla faccia dell’amore di Cristo e della libertà dello Spirito Santo.

Tutti i movimenti di risveglio nel mondo si sono spenti o sono degenerati, quando i predicatori hanno cominciato a maneggiar denaro, per riscuotere decime invece di offerte, per costruire cattedrali e per pagarsi rimborsi-spese.

“Ogni operaio è degno della sua mercede” dice il Vangelo di Luca 10:7, ma in molti casi troviamo un piccolo cambiamento e molti pastori leggono: “Ogni operaio è degno della sua Mercedes!” Si potrebbero fare tanti nomi e citare tanti drammatici esempi, ma dobbiamo astenerci perché lo Spirito Santo dettò all’apostolo Paolo le seguenti raccomandazioni: “Del rimanente, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui c’è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri.” (Filippesi 4:8)

L’Evangelo della Grazia è uno solo: non ci sono settarismi denominazionali, giudizi e pregiudizi, compromessi di comodo, diplomatici ecumenismi e quant’altro.

L’ordine di Dio è sempre stato lo stesso da duemila anni, ma, chissà perché, è sempre  piaciuto a pochi: “Non spegnete lo Spirito; non disprezzate le profezie, ma esaminate ogni cosa e ritenete il bene; astenetevi da ogni specie di male.” (I Tessalonicesi 5:19-22)

Comunque vadano le cose, Gesù preserva i credenti dal maligno (Giovanni 17:15; 2 Tessalonicesi 3:3), dagli uomini molesti e malvagi (2 Tessalonicesi 3:2) e da ogni malvagità (2 Timoteo 4:18). C’è però una piccola tassa da pagare: dobbiamo chiederglielo in preghiera, in modo che Lui possa “non indurci in tentazione e liberarci dal Male!”

Molti non spendono neanche un secondo al giorno per pregare e peggio ancora, molti altri ancora chiedono cose sbagliate alle persone sbagliate, alle madonne varie, padri pii, santi e santarelli.

Sta scritto “L’Eterno riscatta l’anima dei suoi servitori, e NESSUNO DI QUELLI CHE CONFIDANO IN LUI SARÀ CONDANNATO.” (Salmo 34:22) e così sia!

 

Molti credenti non sanno che Satana non li può più toccare, senza il loro permesso (1 Giovanni 5:18): “Noi sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca; ma colui che nacque da Dio lo preserva, e il maligno non lo tocca.”

 Questo dipende dal fatto che il credente, sia giovane, che anziano, ha vinto il maligno (1 Giovanni 2:13-14): “Figliuoletti, io vi scrivo perché i vostri peccati vi sono rimessi per il suo nome. Padri, vi scrivo perché avete conosciuto Colui che è dal principio. Giovani, vi scrivo perché avete vinto il maligno.”

Gesù Cristo è il Dio della “nostra salvezza”, ma anche della nostra liberazione. Satana odia il Sangue di Cesù, perché è Santo e santificante: “Poiché in lui si compiacque il Padre di far abitare tutta la pienezza e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della croce di esso; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli. E voi, che già eravate estranei e nemici nella vostra mente e nelle vostre opere malvagie, ora Iddio vi ha riconciliati nel corpo della carne di lui, per mezzo della morte di esso, per farvi comparire davanti a sé santi e immacolati e irreprensibili”  (Colossesi 1:19-22)

La lotta contro Satana allora dovrebbe essere allora molto più facile di quanto si possa pensare: basta pregare, pregare e pregare! Satana non ci può toccare!

E pregare cosa? Di non essere “toccati!”

Lo Spirito Santo “usa” i credenti per un utile comune e a tale scopo li rifornisce di carismi, che sono segni della grazia e della potenza di Gesù Cristo. Uno di questi carismi è proprio la “potenza di operar miracoli”. (1 Corinzi 12:9)

Quando il CREDENTE PREGA: liberaci dal maligno (Matteo 6:13), il Signore ascolta la sua preghiera. (Proverbi 15:29)

La persecuzione è un aspetto della fede, perché il credente che fa la volontà di Dio... appare malvagio agli occhi dei malvagi! “Beati voi, quando gli uomini vi odieranno, e quando vi scacceranno da loro, e vi insulteranno e metteranno al bando il vostro nome come malvagio, a motivo del Figlio dell’uomo.” (Luca 6:22)

Il mondo odia i credenti, perché odia il Nome di Gesù Cristo. Il mondo infatti odia Dio, perché soggiace nel maligno, adora gli idoli di divinità maschili e femminili, prega la madonna Astarte, simbolo del dio Sole e Baal-Allah, simbolo della dea Luna. Tali adoratori sono i nemici di Dio e Dio ne prende atto, svergognando le loro opere malvagie. (Giovanni 7:7)


 

I CARISMI DELLO SPIRITO SANTO

“Càrisma”, è un nome derivato da “càris”, che in greco significa “grazia”: sono segni della grazia. Tutte le traduzioni mettono la parola “doni”, ma è fuorviante, perché non distinguono così da altri due doni, quali la salvezza e il battesimo nello Spirito Santo, che invece sono due “doreà” distinte (doreà = lascito testametario).  Non sono neppure le attività di una chiesa, o le associazioni religiose, sia pure a scopi religiosi, filantropici o sociali.

Essi sono manifestazioni speciali dello Spirito Santo, ogniqualvolta Egli ne ravvisi la necessità o l’utilità.

Non sono vincolati ad alcun consenso umano, ma sono riservati solo alla discrezionalità dello stesso Spirito Santo.

La Parola di Dio ne elenca NOVE nella prima Epistola dell’apostolo Paolo ai Corinzi al capitolo dodici.

I teologi biblici sono severamente ancorati al fatto che essi siano nove, mentre altri studiosi non biblici (cattolici) ne aumentano il numero, chi fino a venti, chi di meno e chi di più,  (wikipedia 2017, voce “carisma”) facendoci comprendere anche cose molto discutibili, se non addirittura estranee alla “dottrina di Cristo”.

Questo è il riferimento scritturale:

“Circa i DONI SPIRITUALI, fratelli, non voglio che siate nell'ignoranza.

Voi sapete che quando eravate Gentili eravate trascinati dietro agl'idoli muti, secondo che vi si menava. Perciò vi faccio sapere che nessuno, parlando per lo Spirito di Dio, dice: Gesù è anatema! e nessuno può dire: Gesù è il Signore! se non per lo Spirito Santo.

Or vi è diversità di doni, ma v'è un medesimo Spirito.

E vi è diversità di diaconie, ma non v'è che un medesimo Signore.

E vi è varietà di operazioni, ma non v'è che un medesimo Iddio, il quale opera tutte le cose in tutti.

Or a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per l'utile comune.

Infatti, a uno è data mediante lo Spirito PAROLA DI SAPIENZA; a un altro, PAROLA DI CONOSCENZA, secondo il medesimo Spirito;

a un altro, FEDE, mediante il medesimo Spirito; a un altro, DONI DI GUARIGIONI, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro, POTENZA D'OPERAR MIRACOLI;

a un altro, PROFEZIA; a un altro, IL DISCERNIMENTO DEGLI SPIRITI; a un altro, DIVERSITÀ DI LINGUE, e ad un altro, la INTERPRETAZIONE DELLE LINGUE;

ma tutte queste cose le opera quell'uno e medesimo Spirito, distribuendo i suoi doni a ciascuno in particolare come Egli vuole.

Poiché, siccome il corpo è uno ed ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un unico corpo, così ancora è di Cristo.

Infatti noi tutti abbiamo ricevuto il battesimo di un unico Spirito per formare un unico corpo, e Giudei e Greci, e schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un unico Spirito.

E infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra.

Se il piede dicesse: Siccome io non sono mano, non son del corpo, non per questo non sarebbe del corpo.

E se l'orecchio dicesse: Siccome io non son occhio, non son del corpo, non per questo non sarebbe del corpo.

Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l'udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l'odorato?

Ma ora Iddio ha collocato ciascun membro nel corpo, come ha voluto.

E se tutte le membra fossero un unico membro, dove sarebbe il corpo?”

Come si può constatare, i carismi non sono assolutamente le attività della Chiesa, come asserisce qualche pensatore cattolico dell’ultim’ora!

I carismi sono l’equipaggiamento del “credente operativo”, quello che scende in battaglia contro le potenze sataniche, per intenderci, sono doni della Grazia, per essere usati dallo Spirito Santo insieme ai credenti “usati” da Lui… Questo è il significato di “utile comune”!

Se qualcuno pensa di possedere i carismi senza lo Spirito Santo, si sta inventando una dottrina estranea all’Evangelo di Gesù Cristo. Lui è il gestore, l’economo, l’amministratore, il dispensatore, l’elargitore, il padrone, il titolare, il detentore, il possessore, il Signore.

Se qualcuno pensa che la Chiesa sia titolare di qualche dono, si sbaglia di grosso, e commette un errore fatale. Non ha carismi e non ce li avrà mai! La Chiesa è il Corpo, non il cervello! Senza cervello del Capo, che è Gesù Cristo, il corpo è morto, la chiesa è morta!

Tutto deriva dallo Spirito Santo che ne dispone come vuole, a chi vuole, quando vuole!

I carismi non appartengono mai all’uomo, ma sempre allo Spirito Santo che li dà e li toglie quando vuole. Li dà quando servono e li toglie se non servono più o sono usati da persone che scadono dalla Grazia. Ciò succede ogniqualvolta l’uomo si insuperbisce e crede di essere lui “il potente” e non lo Spirito Santo che lo guida!

L’apostolo Paolo spiega molto bene a cosa servono i carismi dello Spirito Santo.

"Quant'è a me, fratelli, quando venni a voi, non venni ad annunziarvi la testimonianza di Dio con eccellenza di parola o di sapienza; poiché mi proposi di non saper altro fra voi, fuorché Gesù Cristo e lui crocifisso. Ed io sono stato presso di voi con debolezza, e con timore, e con gran tremore; e la mia parola e la mia predicazione non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza, affinché la vostra fede fosse fondata non sulla sapienza degli uomini, ma sulla potenza di Dio." (1 Corinzi 2:1-5)

            Se la lotta è contro gli spiriti demoniaci, che imperversano su questo mondo, servendosi di miriadi di religioni false e bugiarde, di idoli e di statue e statuette, di immagini idolatriche e di altri sotterfugi e inganni, il credente è disarmato: non può fare a pugni con gli spiriti! Sarebbe come battere i pugni all’aria! Ecco allora l’aiuto dello Spirito Santo, Spirito contro spiriti. Lui combatte e Lui provvede! Noi siamo attori-spettatori della Sua Potenza! Alleluia!

            Ecco allora la piena realizzazione di un passo biblico di difficile comprensione e di impossibile realizzazione, se non ci fosse lo Spirito Santo a farcelo vedere: “Poiché ognuno sarà salato con fuoco. Il sale è buono; ma se il sale diventa insipido, con che gli darete sapore? Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli uni con gli altri.” (Marco 9:29-51)

            Ogni carisma è la manifestazione del FUOCO dello Spirito Santo.

            Chi ne ha a che fare, avverte pure una forma di calore fisico, che porta con sé guarigione, potenza, trasformazione, miracoli, segni e prodigi!

            Le esperienze di migliaia, o meglio milioni di predicatori e di evangelizzatori sono la prova tangibile di  quanto affermo. Essi “sentono” il movimento dello Spirito Santo, “avvertono” il vento che soffia dallo Spirito Santo, “sono toccati” dalle manifestazioni di potenza che lo Spirito Santo produce tramite loro, o intorno a loro! Alleluia!

            I carismi dello Spirito sono "dello Spirito".

Sembrerebbe ovvio, ma non è così, perché molti er­roneamente ritengono che questi doni vengano consegnati ai diaconi o alla comunità o alla chiesa.

            In realtà, la pratica nelle chiese "infuocate dallo Spirito Santo" dimostra che tali doni sono solo eventuali e di supporto al ministero, ma non gli si sovrappongono: chi li chiede, li ottiene volta per volta, per lo scopo per il quale lo Spirito Santo li concede. Ogni dono, in altre parole, viene speso completamente nell'occasione in cui deve essere speso.

            La comprensione della differenza fra "doni" e "segni e prodigi" è determinante ai fini del loro ottenimento da parte di Dio. E' la stessa differenza fra doreà e carismi.

            La salvezza e il battesimo nello Spirito Santo sono doreà, cioè sono doni senza condizioni, ottenuti per fede in base al principio generale della fede: "Perciò vi dico: Tutte le cose che voi do­manderete pregando, crediate che le avete ricevute, e voi le otterrete." (Marco 11:24)

            I doni dello Spirito invece sono carismi: producono gioia perché sono "reali" e consequenziali alla preghiera. Non si può dire: "li possediamo per fede". Sarebbe come dire: lo Spirito Santo mi sostiene per fede in un compito che non ho ancora capito.

            I carismi non vengono anticipati per fede, ma vengono in aggiunta alla fede, tramite preghiere apposite ed espressamente precise, per compiti chiarificati in preghiera dallo Spirito Santo.

            I carismi, o ce l'hai, o non ce l'hai! O li hai avuti e lo sai, o, se non lo sai, sicuramente non ce l'hai o non li hai mai avuti!

            Le due doreà (lasciti testamentari della salvezza e del battesimo nello Spirito Santo), se pensi di averli ottenuti, li puoi avere, ma i carismi puoi pensare di averli solo se li hai prima ottenuti.

            I carismi sono evidenti e chiari, sia per chi li ha ottenuti che per gli altri.

            Chi per esempio riceve il dono di profezia, non diventa profeta. Egli è stato usato come pro­feta solamente nell'occasione nella quale lo Spirito Santo ha ravvisato utile di servirsi di una parola di profezia. Ovviamente è diverso se il dono di profezia lo riceve uno che ha già il ministero di profeta.

            Possiamo avere la guarigione in risposta alla fede e possiamo avere il carisma di guarigione per guarire tutti i malati di una certa malattia.

            Possiamo avere il miracolo in conseguenza della fede e possiamo avere il carisma di operare miracoli per superare certi ostacoli che ci si presentano di volta in volta.

            Possiamo avere il parlare in lingue, come battesimo nello Spirito Santo e possiamo avere il carisma di parlare in lingue in un ben determinato modo e in un preciso luogo, perché lo Spirito vuole esprimersi in quel determinato momento.

Possiamo avere il discernimento spirituale che viene dall'appartenere al corpo di Cristo e rifiutare per esempio "a priori" tutta la produzione esoterica e magico-spiritica, ma possiamo avere il carisma di discernimento spirituale per individuare, per rivelazione divina, che quel tale uomo è un mago, oppu­re che è posseduto da quel tale demone, oppure che certe parole sono dette non per la gloria di Dio, ma da ministri di Satana, per camuffare l'opera di "lupi travestiti da pecore" (2 Corinzi 11:13-15)

            Possiamo avere la "fede in Dio", ma possiamo avere il carisma della "fede di Dio" in noi.

            Possiamo infine avere la conoscenza e la sapienza come corredo della nostra fede in Dio, ma possiamo avere il carisma della sapienza e della conoscenza di Dio specificatamente data su determi­nati argomenti e situazioni.

            Come già ribadito in precedenza, è solo lo Spirito Santo che decide se il dono è utile o meno. Alleluia.

 

1) IL CARISMA DELLA SAPIENZA

Il Vangelo assicura che, se manchiamo di sapienza (sofìa in greco), il Signore ce la darà in abbondanza e con precedenza assoluta su tutte le altre nostre richieste: nel testimoniare di Gesù Cristo però, scopriamo che la fonte della sapienza consiste nel desiderio di stare sempre dalla parte di Dio e non degli uomini! Quando si è nati di nuovo, si ha bisogno della Parola di Dio per crescere nella sapienza di Dio: “Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data. Ma la chieda con fede, senza dubitare; perché chi dubita rassomiglia a un'onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. Un tale uomo non pensi di ricevere qualcosa dal Signore, perché è di animo doppio, instabile in tutte le sue vie.” (Giacomo 1:5-8)

            La LOGICA della DIACONIA è tale che solo Gesù è il punto di riferimento per svolgere un qualsiasi ruolo o compito nella CHIESA che è  SUO CORPO! Ora il CORPO svolge ogni compito che il CAPO decide di impartire. Se il CAPO è "sommo sacerdote", anche il CORPO lo è, perché la Testa lo è! Tutto ciò che è Cristo il CAPO, lo è anche ogni membro del SUO CORPO...

            Naturalmente ogni membro è NIENTE... se non è collegato AL CAPO che è TUTTO!

            Quando siamo impegnati a giustificare Dio in ogni cosa, in ogni parola, in ogni avveni­mento, e a condannare invece la logica umana, innegabilmente meschina, parziale e profondamente egoistica, solo allora si scoprono le vere, profondissime e complicatissime motivazioni che Dio ha te­nuto presenti nel ragionare come ha ragionato, nel parlare come ha parlato, nell'agire come ha agito, nel giudicare come ha giudicato!

“La parola di Cristo abiti in voi doviziosamente; ammaestrandovi e ammonendovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l'impulso della grazia, salmi, inni, e cantici spirituali. E qualunque cosa facciate, in parola o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signor Gesù, rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di Lui. Servite a Cristo il Signore!”  (Colossesi 3:2-25)

La Parola di Dio dà risposte, perché il lavoro (l'evangelizzazione) riguarda non solo la gente da evangelizzare (la vigna) ma anche e soprattutto l'evangelista (l'operaio): entrare nel regno di Dio infatti significa "potenza"!

            Nella parabola dei vignaiuoli delle di­verse ore, nessuno entra nella vigna senza il consenso e la chiamata del "padrone": gli ultimi infatti sembrerebbe che avrebbero dovuto muoversi senza la chiamata, ma è sempre il padrone che alla fine, sia pur rimproverandoli, li spinge ad andare a lavorare...

La sapienza sta nell’EVANGELO, che "è potenza di Dio per la sal­vezza di chiunque crede" (Romani 1:16), "in dimostrazione di Spirito e di potenza, affinché la vostra fede fosse fondata non sulla sapienza degli uomini, ma sulla potenza di Dio" (1 Co­rinzi 2:4-5). Il pastore umano è tenuto ad annunciare l’Evangelo della salvezza, non a realizzarlo.  A questo ci pensa Gesù Cristo!

Tutti i tesori della sapienza sono custoditi in Gesù Cristo, il Messia (Colossesi 2:3). Tutta la Parola di Dio è finalizzata a presentare il Messia, a capire il Suo ruolo, e a seguirLo in tutta la Sua Volontà.

Gesù è il Messia, o come si dice in lingua ebraica Gioshù è il Messiah!

Il carisma della sapienza consiste nel chiedere allo Spirito Santo di approfondire il rapporto con il Messia, per conoscere “la larghezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità dell'amore di Cristo” (Efesini 3:18)

Solo chi crede, colpito dalla potenza della salvezza, e vuole "servire il Signore" può pregare per ottenere il carisma della sapienza e la potenza di predicare l'Evangelo con i segni che lo accompagnano "perché il REGNO DI DIO non consiste in parlare, ma in potenza." (1 Corinzi 4:20)

            La Parola di Dio è sapienza e diventa potenza quando è vivificata dallo Spirito Santo (e non da altri spiriti, soprattutto il nostro!).

            La gente vedeva in Gesù l'autorità con cui Lui diceva certe cose. "Ed avvenne che quando Gesù ebbe finiti questi discorsi, le turbe stupivano del suo insegnamento,  perch'Egli le ammaestrava come avendo autorità, e non come i loro scribi". (Matteo 7:28)

            Perché Gesù veniva contrapposto pro­prio agli scribi?

            Gli scribi erano, o meglio sono ancora oggi,  coloro che hanno "la conoscenza della Scrittura", ma senza l'autorità, perché hanno l'arroganza che viene dalla cultura; questa "gonfia" gli animi e le menti; è una forma di seduzione che allontana da Cristo!

            Gli scribi avevano (e hanno ancora oggi) l'autorità legata alla propria cultura; essi si citano a vicenda. Un Salmo dice che "l'uomo che è in onore non dura; egli è simile alle bestie  che periscono. Questa loro condotta è una follia; eppure i loro successori approvano i loro detti" (Salmo 49:12-13)

            Gesù invece aveva (ed ha ancora oggi, perché è VIVENTE) l'autorità legata alla in­finita ed eterna sapienza di Dio, unita alla potenza di poter fare tutto ciò che vuole fare.

            La sapienza di Dio non è Dio, come sostengono i moderni pitagorici (i massoni) che deificano una qualità di Dio al posto di Dio Stesso! Pazzesco!

            E i servitori (diaconi) di Gesù, secondo la Scrittura, per avere autorità, dignità e autoriz­zazione da Dio, devono necessariamente essere come il loro Padrone.

Una Chiesa che non crede allo Spirito Santo, come Persona della Trinità, rinuncia totalmente a tutti i carismi dello Spirito Santo!

            Il successo di un operaio sta nel rap­porto che lui ha col "Padrone"!

            Il Padrone vuole che i suoi operai siano "capaci" (degni!) di poter lavorare per Lui.

            Come allora devono essere i discepoli che vogliono servire nella vigna?

            Possono fare ciò che vogliono, in piena autonomia di comportamento, oppure devono rispettare determinati requisiti e condizioni?

            In altre parole un operaio è tale in quanto lui vuole esserlo, oppure deve aspettare il mandato dal "padrone della vigna"?

L'ubbidienza alla Sua Parola è dunque l'umiltà di fare ciò che essa dice. Né più, né meno!

            Nella Chiesa di Cristo sono tutti UNTI, dell’unzione di Cristo e portatori di LUCE acquisita, perché tutti i credenti sono santificati dal Sangue di Gesù: noi infatti siamo FIGLI PRIMOGENITI, perché adottati singolarmente da Gesù!

            "ma voi siete venuti... alla chiesa dei primogeniti che sono scritti nei cieli, e... a Gesù, il mediatore del nuovo patto, e al sangue dell'aspersione che parla meglio di quello di Abele." (Ebrei 12:22-24)

            In Gesù abbiamo trovato una FAMIGLIA, dove Lui è il Padre «visibile»!

            «E’ venuto il Figliuol dell’uomo mangiando e bevendo, e voi dite: Ecco un mangiatore ed un beone, un amico dei pubblicani e dei peccatori! Ma alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figliuoli.» (Luca 7:34 -35)

            Se ci affidiamo allora pienamente allo Spirito Santo, Gesù Cristo ci chiamerà al Suo servizio come "ministri", cioè come UOMINI E DONNE DI DIO, credenti chiamati ed usati per l'avanzamento del Suo Regno e per l'edificazione della SUA CHIESA e ci darà anche il carisma della sapienza, su nostra espressa richiesta. Sembra strano, ma anche se sono “gocce” di sapienza che scendono dall’Alto, esse danno la gioia e l’estasi di gustare  pienamente la grandezza di Qualcuno molto più grande dell’universo intero. Per essere più chiari, non si deve magiare tutto il contenuto della zuccheriera per avere la bocca dolce: ne basta un cucchiaino!

            Il credente è "santo", perché "santificato dal "sangue" di Gesù Cristo: ora, chi è santo si santifichi ancora (Apocalisse 22:11), mediante la LETTURA della Parola di Dio e mediante la PREGHIERA a Gesù. Lo Spirito Santo illumina e apre le menti.

            UNA COSA IMPORTANTISSIMA: l'ulteriore santificazione, dopo la salvezza, avviene mediante l'opera dello Spirito Santo, attraverso la preghiera e la meditazione della Parola di Dio e non attraverso le nostre opere carnali. Una frase deve riecheggiare più spesso nella nostra mente: «O Galati insensati, dopo aver cominciato con lo Spirito, volete raggiungere la perfezione con la carne?» (Galati 3:3)

            La Chiesa di Gesù Cristo, corpo unico ed indivisibile del nostro Signore, ha un ruolo profetico della conversione dei "perduti" e la Parola di Gesù è lo spirito profetico, che spinge all'adorazione di Gesù stesso: il non-credente, ascoltando i discorsi di una chiesa "profetica" "è scrutato da tutti, i segreti del suo cuore son palesati; e così, gettandosi giù con la faccia a terra, adorerà Dio, proclamando che Dio è veramente fra voi." (1 Corinzi 14:25).

            Gesù ovviamente è Colui che è fra noi, in spirito e verità e fino alla fine dell'età presente, perché "l'unzione che avete ricevuta da lui dimora in voi,  e non avete bisogno che alcuno vi insegni... Se sapete che Egli è giusto, sappiate che anche tutti quelli che praticano la giustizia sono nati da Lui." (1 Giovanni 2:27,29)

 

Il caso di Stefano

I dodici trovarono che la diaconia alle mense limitava l’altra diaconia di servizio alla Parola scritta (il logos) di Dio. Insomma loro predicavano e spiegavano la Bibbia. Non potevano fare tutti e due i lavori, nel migliore dei modi o comunque part-time.

Ebbero dunque la pensata di cercare espressamente altri diaconi, con il compito “specifico” di servire alle mense. I diaconi, i dodici ed altri discepoli, chiamarono altri diaconi, per servire alle mense.

Sicuramente essendo i dodici, dei discepoli, non poterono esimersi dal dare il buon esempio agli altri discepoli. Servirono alle mense senza togliere tempo alla preghiera e alla diaconia della Parola. Sarebbero andati avanti tranquillamente se gli ellenisti non si fossero lamentati.

Il lavoro era fatto bene per le vedove ebree e male per le vedove greche, perché la diaconia alle mense era svolta da chi non aveva molto tempo. Era infatti una questione di tempo, oggi diremmo part-time e full-time.

Essendo i dodici part-time, occorrevano diaconi full-time. Ecco che si liberarono sette posti da occupare con concorso pubblico. Requisiti: buona testimonianza, pieni di Spirito e di sapienza.

Dalla lettura degli Atti 6:3-6, possiamo arguire che votarono, perché “elessero” i sette servitori alle mense, e molto verosimilmente votarono per alzata di mano, palesemente, primo perché non c’erano i mezzi come oggi con tanto di fogli e foglietti, secondo perché la votazione palese è quella che risponde meglio, in quanto a capacità di assumersi le responsabilità e a chiarire ogni dubbio intorno alla piena volontà di decisione.

Effettuata tale votazione palese, ed esclusi eventuali altri “candidati” oltre il settimo, furono eletti  Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmena e Nicola ed in primis un uomo “dieci e lode” uno che aveva oltre ai requisiti, anche… la pienezza della fede (6:5).

A questo punto i nuovi “diaconi” furono presentati ufficialmente ai “vecchi” diaconi, cioè gli apostoli, ovvero i dodici, chiamati così fino ad allora, ma che adesso possono finalmente essere chiamati “apostoli”, perché “distaccati”, chiamati solo ed unicamente a compiti spirituali, mandati ad evangelizzare e pasturare e condurre il gregge del Signore.

Con l’elezione di altri sette diaconi, fu meglio delineato e confermato il mandato apostolico, non esclusivo di Pietro, ma di ben dodici discepoli.

Si dà il caso però che uno dei sette diaconi addetti alel mense aveva il carosma della sapienza: brutto affare! Stefano discuteva con i migliori teologi "sulla piazza" (la sinagoga detta dei Liberti, e dei Cirenei, e degli Alessan­drini, e di quei di Cilicia e d'Asia) e vinceva. Essi "non potevano resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava" (Atti 6:10)

            Di cosa parlava Stefano?

            Parlava del NUOVO TEMPIO di Gesù Cri­sto!

            In conseguenza di ciò, i teologi giudei lo accusa­rono proprio di minare l'autorità del VECCHIO Tempio di Gerusalemme.

            Fu facile per loro commuovere il popolo, le per­sone istruite e i tradizionalisti: bastò forse parla­re delle disavventure passate per secoli da un popolo per avere una legge, la legge di Mosé!

            Chi osava ora dichiarare decaduta la legge del Tempio ad opera della Grazia del NUOVO Tempio?

            É oggi importantissimo meditare sull'accusa, sul capo d'imputazione sollevato contro Stefano: "Quest'uomo non cessa di proferir parole CON­TRO IL LUOGO SANTO e contro la legge; infatti gli abbiamo udito dire che quel Nazareno, Gesù, distruggerà questo luogo e muterà gli usi, che Mosé ci ha tramandati." (Atti 6:13-14)

            Gesù rifece in effetti in tre giorni (dalla notte tra giovedì e venerdì della Pasqua, alla domenica di Pasqua) un nuovo TEMPIO in contrapposi­zione al TEMPIO di Gerusalemme, che poi sarebbe pure stato distrutto!

            La sapienza di Stefano fu anche la causa della sua… morte!

 

Il caso di Paolo

Alcune chiese moderne (Chiesa Apostolica, G12, Testimoni di Geova) hanno cercato di ritrovare in dodici “capi” il numero iniziale della chiesa primitiva, ma tale numero, era solo inerente al fatto che quei “particolari discepoli” avevano avuto contatto diretto con la Persona di Gesù Cristo.

Alla loro morte sarebbero succeduti altri, anche di numero minore o maggiore, con caratteristiche spirituali simili, come l’apostolo Paolo, che non conobbe mai di persona Gesù Cristo. Lui dice che lo conobbe, come ad un aborto: “…e, ultimo di tutti, apparve anche a me, come all'aborto, perché io sono il minimo degli apostoli…” (I Corinzi 15:8).

            Di carismi se ne intendeva e lo Spirito Santo glieli dette tutti e nove. Sta scritto che in tante occasioni dimostrò di possedere ora questo e ora quello di carisma.

            Ciò che però lo colpì nella mente e soprattutto nel fisico, fu proprio il carisma della sapienza, perché ne fu ripieno a tal punto che Dio provvide per lui una valvola di sicurezza: “E perché io non avessi ad insuperbire a motivo della eccellenza delle rivelazioni, m'è stata messa una scheggia nella carne, un angelo di Satana, per schiaffeggiarmi ond'io non insuperbisca.” (II Corinzi 12: 7)

            Nessuno ha mai saputo in che cosa consistesse questa scheggia nella carne, un calcolo ai reni, la cistifellea, i reumatismi,, ma di sicuro è certo che la sapienza può far “gonfiare” l’uomo!

            Quando trovo qualche fratello rassegnato alla sua malattia e cita il passo dell’apostolo Paolo che non fu guarito per volere di Dio, io lo rassicuro, dicendogli: “Ma tu che eccellenza di rivelazioni hai ricevuto? Nessuna? Allora stai tranquillo. Dio può guarirti, perché non hai bisogno di schiaffi!”

 

2) IL CARISMA DELLA CONOSCENZA

            Il dono o carisma della conoscenza (ghnòsis in greco) è la rivelazione intima dei segreti degli uomini, che loro nascondono e che Dio conosce benissimo. All’occorrenza lo Spirito Santo può dare ad un “suo uomo di fiducia” informazioni utili a convertire, a sanare, a spiegare.

Il Signore Gesù conosceva l’uomo e tutti i suoi ragionamenti.

Tutti i segreti e i dettagli di chi gli stava di fronte erano per Lui come un libro aperto: “Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti, e perché non aveva bisogno della testimonianza d'alcuno sull'uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell'uomo.” (Giovanni 2:24-25)

            Parlando coi farisei, Gesù li anticipò compiendo un miracolo come risposta ai loro pensieri: ”Ma egli conosceva i loro pensieri e disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: "Alzati, e mettiti in mezzo!" Ed egli, alzatosi, stette in piedi... E girato lo sguardo intorno su tutti loro, disse a quell'uomo: Stendi la mano! Egli fece così, e la sua mano tornò sana.” (Luca 6:8-10)

            Un altro esempio lo dà l’Evangelo di Giovanni 1:47-48: “Gesù vide Natanaele che gli veniva incontro, e disse di lui: Ecco un vero israelita in cui non c'è frode. Natanaele gli domandò: Da che mi conosci? Gesù gli rispose: Prima che Filippo ti chiamasse, quand'eri sotto il fico, io t'ho veduto.”

            La reazione di Natanaele fu sconvolgente, perché evidentemente sotto il fico egli era solo e solo Dio poteva sapere quel dettaglio: “Natanaele gli rispose: Maestro, tu sei il Figliuolo di Dio, tu sei il Re d'Israele.”

            Dio conosce tutto e tutti e nessuno lo può ingannare.

            Alla samaritana Gesù rivelò la sua vita matrimoniale e lei ne rimase sconvolta a tal punto che lasciò la secchia dell’acqua e scappò in paese, a dire alla gente:: “Venite a vedere un uomo che m'ha detto tutto quello che ho fatto; non sarebbe egli il Cristo?” (Giovanni 4:29)

A casa di un fariseo, Gesù rispose ai suoi… pensieri, circa una peccatrice che gli toccava i piedi e glieli profumava con olio odorifero! Il fariseo “disse fra sé” e Gesù gli rispose (Luca 7:39); poi ancora i commensali “cominciarono a dire dentro di sé” e Gesù, in risposta, disse alla donna: “La tua fede t'ha salvata; vattene in pace.” (Luca 7:50)

            L’oggetto della conoscenza può riguardare tutto, dallo stato di peccato di una persona, ai bisogni nascosti, dalla conoscenza delle Scritture a quella della verità, fino alla conoscenza di Dio Stesso come sta scritto in Efesini 4:13: Dio dà ministri e ministeri, “fino a che tutti giungiamo all'unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all'altezza della statura perfetta di Cristo”.

            L’apostolo Pietro ricevette il carisma della conoscenza, allorquando Simon Mago gli offrì del denaro per comprare … il potere dello Spirito Santo! La cosa andò così: “Simone, vedendo che per l'imposizione delle mani degli apostoli veniva dato lo Spirito Santo, offrí loro del denaro, dicendo:"Date anche a me questo potere, affinché colui al quale imporrò le mani riceva lo Spirito Santo". Ma Pietro gli disse: "Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai creduto di poter acquistare con denaro la “doreà” di Dio.  Tu, in questo, non hai parte né sorte alcuna; perché IL TUO CUORE NON È RETTO DAVANTI A DIO. Ravvediti dunque di questa tua malvagità; e prega il Signore affinché, se è possibile, ti perdoni IL PENSIERO DEL TUO CUORE. VEDO INFATTI CHE TU SEI PIENO D'AMAREZZA e prigioniero d' iniquità". (Atti 8:18-23)

            I credenti in Gesù Cristo possono chiedere allo Spirito Santo il carisma della conoscenza per parlare alle persone in maniera “mirata” e personale ed annunciare che Gesù è il Dio della loro salvezza. L’apostolo Paolo lo spiega così, in maniera semplice e senza complicazioni: “Io ringrazio sempre il mio Dio per voi, per la grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù; perché in lui siete stati arricchiti di ogni cosa, di ogni dono di parola e di ogni conoscenza, essendo stata confermata tra di voi la testimonianza di Cristo; in modo che non mancate di alcun carisma, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.” (I Corinzi 1:4-7)

            Questo è un dono molto utile per ogni credente “nato di nuovo” e per chiunque ha a cuore la vigna del Signore: “E prego che il vostro amore abbondi sempre più in conoscenza e in ogni discernimento.” (Filippesi 1:9)

Martin Lutero aveva bisogno di controbattere la falsa affermazione cattolica che "fuori della chiesa non c'è salvezza", affermando piuttosto che "fuor di Cristo non c'è salvezza". Lo ha dimostrato ampiamente e miliardi di persone sono state salvate da Gesù Cristo, senza la Chiesa Cattolica. Quando chiese sapienza, lo Spirito Santo lo inondò a tal punto da aprirgli persino gli occhi spirituali e di fargli conoscere l’avversario principale che gli si trovava di fronte: il diavolo!

Gli tirò il calamaio pieno d’inchiostro! La macchia sul muro di una stanza del castello di Wittemberg è visibile ancora, dopo cinquecento anni!

Tante volte leggiamo le commoventi testimonianze di predicatori dell’Evangelo che ricevono la conoscenza di una persona che ha bisogno di Cristo, e gli parlano in maniera mirata e, ovviamente convincente: lo Spirito Santo sa cosa dire e dove vuole arrivare. La Parola di Dio non torna mai a vuoto senza lo scopo per il quale è stata data!

L’apostolo Paolo collega il carisma della conoscenza al parlare in lingue (il battesimo nello Spirito Santo): “Dunque, fratelli, se io venissi a voi parlando in altre lingue, che vi servirebbe se la mia parola non vi recasse qualche rivelazione, o qualche conoscenza, o qualche profezia, o qualche insegnamento?” (I Corinzi 14:6). Potrebbe trattarsi di un requisito essenziale il parlare in lingue? A questo punto sembrerebbe di sì. Sarebbero dunque esclusi dal gioco, tutti i denigratori del parlare in lingue e tutti i negatori dello Spirito Santo, come Terza Persona della Trinità.

            Al carisma della conoscenza c’è però un effetto collaterale, a cui bisogna stare molto attenti: la conoscenza gonfia! (1 Corinzi 8:1)

Il pericolo è che può succedere che l’uomo si dia le arie, mettendosi le piume del pavone e se la creda, pensando di possedere una conoscenza, che invece non gli appartiene, perché occasionale e limitata alla rivelazione del momento. Tutto rimane nelle mani dello Spirito Santo e sotto il suo divino controllo. Non c’è nulla di uguale nella psicologia, nella psichiatria, nella psicanalisi e quant’altro, che sono scienze umane, frutto di dotti studi e continue elaborazioni e rielaborazioni.

            Quando tornerà Gesù, la conoscenza sarà abolita, perché tutti sapranno tutto. Che meraviglia! (1 Corinzi 13:8)

Il carisma della conoscenza è strettamente collegato a quello della sapienza di Dio, perché Dio mette al corrente il credente di ciò che ci è utile sapere per agire nel miglior modo possibile; lo mette a parte anche dei Suoi... pesi:

- c'è un problema che attanaglia la chiesa? Dio lo conosce, noi no e allora ce li comunica se noi Glielo chiediamo. Egli ci apre gli occhi spirituali sulla situazione nelle quale ci troviamo.

- ci sono dei falsi credenti nella chiesa? Dio li conosce, noi no.

- ci sono angeli di Satana in mezzo a noi? Dio li conosce, noi no.

- ci sono le tentazioni del mondo? Dio le conosce, noi no.

- come vede Dio la Sua Chiesa? Dio la vede bene e globalmente, noi no.

- com'è la nostra vita agli occhi di Dio? Dio lo sa, noi non ce ne rendiamo conto.

Quando un credente chiede il dono di conoscenza, gli piovono addosso pesi di cui prima non sospettava neppure l'esistenza.

Con il carisma di SAPIENZA allora, Dio ci indica UN MODO PER USCIRNE, che è la capacità di affrontare con vero equilibrio spirituale le situazioni che Dio ci ha evidenziato.

Tutti pregano indubbiamente, come vogliono e quando vogliono, ma pochi pregano in questi termini:

- cosa vuole Dio?

- cosa risponde Dio?

- cosa avverte Dio?

- cosa ha intenzione di fare Dio?

- cosa Dio minaccia?

- cosa Dio dice nella Sua Parola?

- come Dio provvederà?

- come Dio manderà a finire le cose?

Il grande evangelizzatore Reinhard Bonnke, prima di predicare, chiede in preghiera: "Signore, qual è il bersaglio che hai scelto? Dov'è la parola di conoscenza? In quale direzione mi sta dirigendo l'unzione dello Spirito Santo? Dov'è il miracolo chiave per quest'oggi?"

La potenza dello Spirito Santo accompagna il carisma della conoscenza ed essa si manifesta con segni e prodigi in accompagnamento alla santa, meravigliosa e stupefacente Parola di Dio.

La conoscenza è crescente man mano che si prega e il credente cresce nella fede, fino a diventare un "gigante della fede", fino alla completa statura di Cristo. Solo allora i problemi potremo vederli come se noi fossimo psicologi espertissimi, specialisti super-specializzati, come scienziati ricercatori che abbiano studiato solo e a fondo quel problema particolare...

Di pari passo però deve crescere la sapienza, mediante la Parola di Dio sempre più radicata dentro di noi. Passi e citazioni a memoria li ricorderemo con crescente bravura e disinvoltura, meravigliandoci noi per primi di quanto ciò sia agevole per noi, per i meriti dello Spirito Santo.

            Ecco dunque realizzato ciò che sta scritto: "Il Signore è vicino. Non siate con ansietà solleciti di cosa alcuna; ma in ogni cosa siano le vostre richieste rese note a Dio in preghiera e supplicazione e azioni di grazie. E la pace di Dio che sopravanza ogni intelligenza, guarderà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.  Del rimanente, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri.

            Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e vedute in me, fatele; e l'Iddio della pace sarà con voi." (Filippesi 4:6-9)

            Un grande, ma poco noto intercessore spirituale, fu Epafra, caro compagno di servizio di Paolo, che non cessava mai di pregare per i Colossesi, e di domandare che fossero ripieni della profonda conoscenza della volontà di Dio in ogni sapienza e intelligenza spirituale (Colossesi  1:7-9). Di lui l'Evangelo dice che, quando pregava, aveva il furore, l'energia e il carattere di "un lottatore"  (Colossesi  4:12)

In ogni epoca i credenti hanno constatato che Dio risponde alla preghiera. Non ha senso contestare ciò che è: approfittiamone e godiamone! (Reinhard Bonnke)

            Se sei "nato di nuovo", Dio è diventato come un Padre per te: la preghiera allora rappresenta il momento in cui tu "telefoni"... a casa e comunichi a Papà i segreti e i bisogni del tuo cuore e Lui… ti risponde! Il Signore permette che abbiamo un problema per farci provare la manifestazione della sua gloriosa risposta.

            Vi sono preghiere SEMPRE accettate, secondo le Scritture: quelle di benedizione, quelle di conversione dei non credenti, quelle per l'unità della chiesa, per la testimonianza e il disce­polato dei credenti, per uno spirito più diffuso di preghiera, per l'edificazione del Regno e per la richiesta di sapien­za e di conoscenza della verità.

            Pregare nello Spirito consente di avere le più importanti risposte della fede, perché si è pronti a pregare con sacrificio e lo Spirito Santo opera in noi: Egli ci dà la conoscenza di Dio, la passione di Dio, il cuore di Dio, e ci mostrerà cosa fare. (Brian Mills)

 

3) IL CARISMA DELLA FEDE

(pìstis = fede, fedeltà, fiducia, lealtà, giuramento, pegno di fede). “Chi crede nel Figliuol di Dio ha quella testimonianza in sé; chi non crede a Dio l'ha fatto bugiardo, perché non ha creduto alla testimonianza che Dio ha resa circa il proprio Figliuolo.” (1 Giovanni 5:10)

            La fede è uno scudo spirituale.

In Efesini 6:16 lo scudo della fede fa parte essenziale dell’armatura fornita da Dio, soprattutto quando si combatte, servendo il Signore. Con tale scudo potremo spegnere tutti i dardi infocati del maligno.

La fede è in relazione col “maligno”, ma guarda un po’!

Il maligno è fede apostata, menzogna e seduzione, religione falsa e idolatra.

Il maligno si perpetua, proponendo religioni fondate sull’intelletto umano, sulla scienza, sulla fantasia poetica dantesca, sulle farneticazioni di Zoroastro.

Dopo Caino, l’umanità fu azzerata col diluvio, ma i nuovi abitanti sopravvissuti furono sedotti dallo spirito di Caino, il religioso assassino. Il diluvio annegò gli umani peccatori, ma non gli spiriti demoniaci che li avevano spinti a peccare!

Occorre allora una protezione “fuori dall’arca” e la protezione è solo la fede in Colui che ha protetto le otto persone dentro l’arca: il Dio della Verità e della Giustizia.

Non dobbiamo aver paura della Verità, perché essa è incarnata in Gesù Cristo.

Lo Spirito Santo sa benissimo che “nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori, e a dottrine di demoni, per via della ipocrisia di uomini che proferiranno menzogna, segnati di un marchio nella loro propria coscienza; i quali vieteranno il matrimonio e ordineranno l'astensione da cibi che Dio ha creati…” (I Timoteo 4:1-3)

Sembra pari pari la descrizione di certe dottrine cattoliche!

La fede in Gesù Cristo è allora il carisma che lo Spirito Santo vuole dare per non essere sedotti e non cadere nel gorgo dell’orgoglio e della sopraffazione.

La fede in Cristo Gesù è la fede nella Sua Forza. Lo Spirito ne dà attuazione.

La fede è una protezione e se camminiamo protetti, sapendo di essere stati completamente purificati dai nostri vecchi peccati, renderemo più sicura la nostra vocazione ed elezione; perché, cosí facendo, non inciamperemo mai. (1 Pietro 1:9-10)

Inoltre esiste la fede “in Dio”, la fede “di Dio”.

La fede è credere in qualcosa. Ci sono tante fedi, ma la differenza la fa il soggetto che crede in qualcosa. Per questo esistono la fede politica, sportiva, religiosa, scientifica, patriottica, ideologica, ecc.

Il carisma della fede è quando il Soggetto è Dio!

Dio ha fede in te? Si fida di te?

Nel cap. 11 dell’Evangelo di Marco si legge dell’episodio del fico seccato e ai versetti 22-24 si leggono le seguenti parole: “E Gesù, rispondendo, disse loro: “Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto. Perciò vi dico: Tutte le cose che voi domanderete pregando, crediate che le avete ricevute, e voi le otterrete.” Questa è la traduzione della Nuova Riveduta, del Luzzi e di tante altre versioni…

            In realtà nell’originale greco si legge ben altro: “Abbiate la fede di Dio (èchete pìstin theoù)! In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto. Perciò vi dico: Tutte le cose che voi domanderete pregando, credete affinché otteniate e le abbiate”.

            La faccenda è ben diversa!

            È terribile dover constatare che sembra quasi un complotto contro la FEDE DI DIO!

Oggi si parla tanto di teorie del complotto, e sembra che i traduttori l’abbiano fatta apposta a proporre la loro visione della fede, piuttosto che tradurre onestamente alla lettera il testo originale greco!

Ci sono quattro riferimenti importanti da leggere:

1) Efesini 2:8 "Infatti è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede, e ciò NON viene da voi; è un DONO di Dio" (Il peccato è estinto mediante il tributo di un'offerta!)

2) Ebrei 8:3 "Infatti ogni sacerdote è costituito per offrire DONI e sacrifici; è perciò necessario che anche questo sommo sacerdote abbia qualcosa da offrire." (Gesù cristo, sommo sacerdote, offrì se stesso, il Suo corpo fisico, cioè Cristo-uomo, unica offerta gradita a Dio)

3) Ebrei 8:4 "Poiché vi sono quelli che offrono i DONI secondo la legge" (la legge imponeva offerte di animali, Gesù Cristo si offre come "agnello purissimo")

4) Matteo 2:11 "Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; e, prostratisi, lo adorarono; aperti i loro tesori, gli offrirono dei DONI; oro incenso e mirra."

            La fede umana non smuove alcuna montagna, non guarisce alcuna malattia, non salva nessun peccatore: solo Gesù fa tutto e Lui ci tiene a ribadire che se Gli chiediamo qualcosa, Lui la farà: “io la farò…” (Giovanni 14:13) 

Il carisma della fede si ottiene con preghiera, a volte abbinata anche al digiuno: l’uomo è un canale per la potenza che si libera con il dono di Dio. La Parola Vivente è la risposta alle preghiere nell’epoca attuale. Un giorno tale fede verrà sostituita dalla presenza stessa di Dio. Il dono è la fiducia in Dio, in azione, come un’unzione che scende dal cielo, “affinché la vostra fede fosse fondata non sulla sapienza degli uomini, ma sulla potenza di Dio”. (I Corinzi 2:5)

            L’uomo crede, Dio dona la potenza: “Ma a ciascuno di noi la grazia è stata data secondo la misura del dono di Cristo.” (Efesini 4:7)

Dio risponde alle preghiere, Gesù può intervenire in risposta all’amore, perché la Bibbia è piena di esempi e di citazioni in tal senso: prendiamo a campione due famosi passi, quello di Isaia 65:24: “E avverrà che, prima che mi invochino, io risponderò; parleranno ancora, che già li avrò esauditi.” e di Zaccaria 13:6: “E gli si dirà: "Che son quelle ferite che hai nelle mani?" Ed egli risponderà: "Sono le ferite che ho ricevuto nella casa dei miei amici".

In conclusione è solo la fede di Dio, che rappresenta la vera e grande novità del Nuovo Testamento, rispetto al Vecchio, perché oltre alla Parola scritta e a quella parlata dai profeti, c’è la parola Vivente, rappresentata magnificamente e stupendamente da Gesù Cristo stesso in persona, così come sta scritto: “Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dal rhema (ordine diretto) di Dio (Cristo)” (Romani 10:17)

In Efesini 6:16 di chi è la fede che dobbiamo prendere per difenderci da satana? Sicuramente di Dio, perché l’armatura non è umana ma divina: “prendendo oltre a tutto ciò lo scudo della fede (di Dio), col quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno.”

Il medico va dal malato, ma non ha la guarigione. Cerca la causa della malattia, e ordina una medicina, ma la diagnosi non è la guarigione. Il malato prende la medicina, e spera che essa faccia effetto per portare la guarigione. Con Gesù, tutto questo è semplificato: Gesù è medico, terapia, medicina e guarigione. Lui è tutto! Questa è la fede DI Dio. Gesù non ha: Gesù è! Di Lui ne basta un tocco, una briciola, un granello, un semetto, un granel di senape…

            Il carisma della fede viene dallo Spirito Santo.

            In credente è tale in quanto “nato di nuovo” perché è stato amato personalmente da Gesù Vivente. Egli ha la fede nel Dio che ha dato la Sua Vita per lui. Questa è la fede di sapere che ciò che è stato promesso, si è adempiuto in lui: egli ha la vita eterna. Non ha più la speranza del Paradiso, ma la certezza che Gesù non gli toglierà mai la corona della Vita che Lui in Persona gli ha dato.

            Nel corso della sua vita però, dovrà affrontare tante avversità e tante difficoltà, come quando si entra in un tunnel e sembra che non finisca mai. Arrivano lo scoraggiamenti, la paura, lo sconforto, la disperazione ed ogni sorta di pensiero cattivo, ma ecco che arriva il carisma della fede e lo Spirito Santo ti dice: “Vai avanti. In fondo al tunnel c’è la Luce!”

            Anche Giobbe vide il disastro della sua vita, ma ecco la svolta radicale di tutta quella situazione “anomala” e lui capì, come attraverso una folgorazione spirituale: “Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si alzerà sulla polvere.” (Giobbe 19:25)

            Anche il profeta Eliseo vedeva per fede, cose che il servo non poteva vedere. La cosa andò così: “Il servo disse all'uomo di Dio: "Ah, mio signore, come faremo?" Quegli rispose: "Non temere, perché quelli che sono con noi sono piú numerosi di quelli che sono con loro". Ed Eliseo pregò e disse: "SIGNORE, ti prego, aprigli gli occhi, perché veda!" E il SIGNORE aprí gli occhi del servo, che vide a un tratto il monte pieno di cavalli e di carri di fuoco intorno a Eliseo.” (2 Re 6:15-17)

            Il carisma della fede ti permette di sperare contro speranza e di credere che a Dio tutto è possibile, specie quando ci si trova davanti all’impossibile.

            Non è da tutti pensare che quello che tu non puoi fare, Gesù può farlo!

 

4) IL CARISMA DEI DONI DI GUARIGIONI

            Questo carisma è composto da due nomi al plurale. Non è un dono, ma doni. Non è guarigione, ma guarigioni.

            E’ infatti un dono che viene dato caso per caso, volta per volta, per le guarigioni più disparate. Lo Spirito Santo non dà nulla a casaccio, ma decide di dare questo carisma a chi lo chiede, per usarlo per un determinato scopo. La letteratura cristiana è piena di episodi di guarigioni miracolose, fatte per la gloria di Dio.

            Chi chiede questo carisma del mazzo dei doni di guarigioni, deve conoscere molto bene la giuda del Signore e deve avere anche un amore speciale verso i malati e verso i sofferenti. Tale amore spinge addirittura a chiedere di addossarsi le sofferenze degli altri, sapendo che Dio opera in loro e non negli altri.

            Per essere più espliciti ci sono malati che non si rivolgono a Dio per la guarigione, anche se sono credenti. Succede infatti che a volte la malattia venga considerata essa stessa… un dono! Altre volte la rassegnazione ha preso il posto della speranza.

            Voler aiutare ad uscire da queste situazioni è una cosa nobile e degna di preghiere specifiche. Lo Spirito Santo interviene in risposta d’amore.

Mi è capitato di essere chiamato a pregare per una donna ormai spacciata e con pochi mesi di vita. Mi accompagnava una cara sorella di fede che conosceva la malata e voleva che io pregassi per lei. Andammo a casa di costei e pregai così intensamente che, senza accorgermene, avevo fatto una piccola pozzanghera di lacrime sul pavimento! Chiesi scusa! Quella donna non solo non morì, ma visse altri quindici anni… anche più del marito!

Mio fratello maggiore, in una riunione di evangelizzazione di un certo Panos Zachariou (presente su YouTube), ricevette per fede il mantello di Elia, e… trentatré doni di guarigioni. Li ha spesi a destra e a manca e i suoi racconti sono veramente spassosi e straordinari, al di fuori di ogni spiegazione logica. Lui sta scrivendo un’agenda con episodi e dettagli di ogni… guarigione alla gloria del Signore!

Dice Petrelli: “Quando lo Spirito di Dio opera il dono, si sente lo scorrere di una corrente di vita che passa attraverso il corpo di chi prega, su quello per cui si prega. Virtù esce anche oggi, come quando la donna malata da dodici anni toccò la veste di Gesù”  (“Lo Spirito Santo” (Editore Barnabei Chauvie Antonio, Pubblicazioni “Granel di senape” tel. 011-9865884)

La cosa andò così: "Qualcuno mi ha toccato, perché ho sentito che una potenza è uscita da me". (Luca 8:46)

 

 

5) IL CARISMA DELLA POTENZA DI OPERAR MIRACOLI

            L’acqua trasformata in vino, la guarigione del figlio dell’ufficiale del re, la moltiplicazione di pani e pesci, la pesca miracolosa, camminare sulle acque, calmare vento e tempesta, la guarigione di un cieco nato, e tanti altri miracoli sono i segni e i prodigi che hanno accompagnato la predicazione di Gesù Cristo.

            La predicazione dell’Evangelo produce segni e miracoli e nulla avviene senza tale predicazione incentrata a stimolare la fede in Colui che può tutto. L’apostolo Paolo lo ricorda ai Galati: “Colui dunque che vi somministra lo Spirito e opera miracoli tra di voi, lo fa per mezzo delle opere della legge o con la predicazione della fede?” (Galati 3:5)

            I discepoli di Gesù il Dio Vivente, continuarono a vedere segni e miracoli per l’azione e il sostegno dello Spirito Santo. Ancora oggi lo Spirito Santo sostiene i credenti con questo carisma.

            Ricordo che una ventina di anni fa, un mio collega insegnante, ateo comunista, che aveva una grande piantagione di ciliegi, era preoccupato per la grandine che avrebbe distrutto tutto il suo raccolto. Io lo incoraggiai ad accettare Gesù Cristo come Salvatore (ogni occasione è buona!) e pregarlo di risparmiare il suo campo dalla grandine.

            Lui, prima di accettare, chiese a me di pregare “il mio Dio” ed io acconsentii. Chiesi l’aiuto dello Spirito Santo affinché il campo del mio amico fosse risparmiato dalla grandine. Lui mi guardava come si osserva un pazzo in manicomio. Di lì a poco, grandinò dappertutto, chicchi grandi come uova di piccione.

Il giorno dopo il mio collega era costernato, stralunato, confuso, non sapeva cosa pensare: era andato al suo terreno e i contadini della zona non sapevano cosa lui avesse fatto al suo terreno. Aveva grandinato e le ciliegie erano tutte a terra, ma non nel suo campo di 350 alberi! La grandine aveva saltato la sua proprietà. Un contadino gli riferì di essersi messo al confine del suo terreno e di aver aperto le braccia: su una mano grandinava e sull’altra no!

Pensavo che si sarebbe convertito ed arreso ed invece mi disse: “Forse il mio campo era l’occhio del ciclone, dove è notorio che non piova o grandini!” Non si convertì lo stesso! Il Signore sa perché! Grande è il mistero della pietà di Dio!

 

6) IL CARISMA DELLA PROFEZIA

            Il carisma della profezia non rende profeti. Il profeta come “diacono”, è un conto, ma essere profeta per un momento e per uno scopo particolare è un altro conto.

Lo Spirito Santo può servirsi di chiunque per dare dei messaggi: ci mancherebbe altro che qualcuno possa impedirglielo!

            In pratica bisogna distinguere fra la profezia come diaconìa e la profezia come carisma.   

La parola greca "profétes" significa "colui che parla al posto di".

            In ebraico "nebihìm" significa "chiamati da".

Profezia come DIACONIA.

            Dio si è servito di uomini "mandati" (apostoli) e "chiamati" (profeti) da Lui.

I profeti “doc”, sono stati "i portavoce" di messaggi da parte di Dio: se la Bibbia, tutta insieme, è il messaggio per eccellenza, che Dio ha voluto dare all'umanità intera, Dio si è servito di Suoi "portavoce"! Solo così possiamo capire appieno la portata di un'affermazione del genere: "essendo stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare" (Efesini 2:20) 

            Ciò è ripetuto più volte nella Bibbia: "Il qual mistero, nelle altre età, non fu dato a conoscere ai figliuoli degli uomini nel modo che ora, per mezzo dello Spirito, è stato rivelato ai santi  apostoli e profeti di Lui; vale a dire, che i Gentili sono eredi con noi, membra con noi d'un medesimo corpo e con noi partecipi della  promessa fatta in Cristo Gesù mediante l'Evangelo" (Efesini 3:5-6) 

            Come per l'apostolato, anche per il ministero di profeta, occorre ricordare una condizione importante dalla quale non è possibile scantonare: occorre un'unzione personale! Non si diventa pro­feti per fede, ma per scelta di Dio e ciò avviene per "rhema" e non per "logos": conoscere la differenza tra logos e rhema è un requisito necessario, perché il servizio del profeta è un servizio alla totale di­pendenza da Dio! Se si è sconfessati da Dio, è immediato e consequenziale il passaggio alla categoria dei... falsi profeti!

            Come gli apostoli, anche i profeti sono santi (Galati 1:17-19; Apoc. 18:20) perché la loro santificazione è dovuta al fatto che essi sono in contatto con lo Spirito Santo, ricevendone le Sante Parole:             "Eravamo quivi da molti giorni, quando scese dalla Giudea un certo profeta, di nome Agabo, il quale, venuto da noi, prese la cintura di Paolo, se ne legò i piedi e le mani, e disse: Questo dice lo Spirito  Santo: Così legheranno i Giudei a Gerusalemme l'uomo di cui è questa cintura, e lo mene­ranno nelle mani dei Gentili." (Atti 21:10-11)

            In aggiunta ai profeti “doc”, nella chiesa cristiana, come nell'Antico Testa­mento sono presenti profeti "diaconi", e ciò è chiaramente ribadito più volte:

"Or nella chiesa d'Antiochia v'erano dei profeti e dei dottori: Barnaba, Simeone chiamato Niger, Lu­cio di Cirene,  Manaen fratello di latte di Erode il tetrarca, e Saulo. E mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: Mettetemi a parte Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati." (Atti 13:1)

            La diaconia di profezia, come tutte le altre diaconie, non è riservata solo agli uomini, ma an­che alle donne: su di loro troviamo molti riferimenti, sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento. Molto esplicito è il passo di Atti 21:8-11: "E partiti l'indomani, giungemmo a Cesarea; ed entrati in casa di Filippo l'evangelista, ch'era uno dei sette, dimorammo con lui. Or egli aveva quattro figliuole non maritate, le quali profetizzavano".

            Sono profeti tutti gli autori dei Sacri Testi, tutti coloro che profetizzarono, tutti coloro che profetizzano o che sono chiamati dal Signore a farlo (1 Corinzi 14:31).

            I profeti hanno lo scopo di edificare, esortare, consolare: "Chi profetizza, invece, parla agli uomini un linguaggio di edificazione,  di esortazione e di consola­zione. Chi parla in altra lingua edifica se stesso; ma chi profetizza edifica la chiesa." (1 Corinzi 14:3-4) 

Profezia come CARISMA

Un discorso a parte invece è il carisma di profezia (1 Corinzi 12:10), perché esso non è una diaconia, ma un dono di supporto alla diaconia.

Non è neppure l’interpretazione delle lingue, come asserisce qualcuno, ma è un carisma che lo Spirito Santo esercita quando serve.

Può capitare per esempio che un predicatore stia esponendo il suo sermone, quando improvvisamente lo Spirito Santo lo mette a parte di un’esigenza di qualcuno degli uditori e la predica prende tutt’altra piega.

In una riunione di preghiera una sorella si mise a pregare per un bisogno specifico di un altro fratello, senza che nessuno avesse mai saputo nulla di quel bisogno: quel fratello si mise drammaticamente a piangere e capì che Dio avrebbe risolto ogni difficoltà, così come poi avvenne!

Lo Spirito Santo, è la guida dei credenti e li rifornisce di carismi differenti per sostenersi gli uni gli altri, essendo tutti l’unico corpo in Cristo: “Avendo pertanto carismi differenti secondo la grazia che ci è stata concessa, se abbiamo carisma di profezia, profetizziamo conformemente alla fede;” (Romani 12:5-6)

Un carisma di profezia viene da Dio, e da nessun altro e neppure da santi e madonne e vari padri pii e madri di varia provenienza, perché solo “LA TESTIMONIANZA DI GESÙ; È LO SPIRITO DELLA PROFEZIA.” (Apocalisse 19:10)

Negli Atti degli Apostoli troviamo che Paolo a Cesarea si imbatté in un certo Agabo, che era pur profeta, ma in quell’occasione ricevette un carisma di profezia dallo Spirito Santo: “Eravamo quivi da molti giorni, quando scese dalla Giudea un certo profeta, di nome Agabo, il quale, venuto da noi, prese la cintura di Paolo, se ne legò i piedi e le mani, e disse: Questo dice lo Spirito Santo: Così legheranno i Giudei a Gerusalemme l'uomo di cui è questa cintura, e lo metteranno nelle mani dei Gentili.”  (Atti 21:10-11)

Quando lo Spirito Santo vuole, fa parlare anche un’asina (Numeri 22:21-33), figurati un credente, che sta nella “vigna” di Gesù Cristo!

 

7) IL CARISMA DEL DISCERNIMENTO DEGLI SPIRITI

            Questo è un carisma da tenere come il principe dei carismi. Senza di questo, qualsiasi credente può cadere sotto i lacci del diavolo e uscire dalla sana dottrina.

            L’apostolo Giovanni, quello che scrisse sotto dettatura il Quarto Evangelo e l’Apocalisse, scrive anche nella sua prima epistola al capitolo 4 quanto segue: “4:1 Carissimi, non crediate a ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio; perché molti falsi profeti sono sorti nel mondo.

    4:2 Da questo conoscete lo Spirito di Dio: ogni spirito, il quale riconosce pubblicamente che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio;

    4:3 e ogni spirito che non riconosce pubblicamente Gesù, non è da Dio, ma è lo spirito dell'anticristo. Voi avete sentito che deve venire; e ora è già nel mondo.

    4:4 Voi siete da Dio, figlioli, e li avete vinti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo.”

            Se qualcuno pensa che satana si faccia i fatti suoi, si sbaglia di grosso! Satana viene continuamente a disturbare tutti, credenti e non credenti, per produrre confusione, incertezze, dubbi, false convinzioni, false credenze, false dottrine, per sminuire la figura di Gesù Cristo, confutarne la dottrina, azzerarne l’importanza, distoglierne la visione.

            Lo scopo? Impedire che i credenti usino l’autorità che Gesù ha dato loro e impedire che i non credenti giungano a diventare credenti.

            Non dimentichiamoci che satana è colui che semina zizzania di notte in un campo di grano non suo! (Matteo 13:27)

            Inoltre satana, l’avversario di Dio, è colui che sottrae il seme al terreno, quando, nella parabola del buon seminatore, una parte del seme cadde lungo la strada e gli uccelli vennero e la mangiarono.: “Voi dunque ascoltate che cosa significhi la parabola del seminatore: Tutte le volte che uno ode la parola del Regno e non la intende, viene il maligno e porta via quel ch'è stato seminato nel cuore di lui: questi è colui che ha ricevuto la semenza lungo la strada.” (Matteo 13:18-19; Marco 4:15)

            Ma quali spiriti ci sono da discernere?

            Gioseppe Petrelli scrive nel suo libro “Lo Spirito Santo” (Editore Barnabei Chauvie Antonio, Pubblicazioni “Granel di senape” tel. 011-9865884) “Di spiriti, ve n’è diversità. Vi è lo spirito dell’uomo, quello di Dio, vi è il nemico”

            LO SPIRITO DELL’UOMO è potente, e su di esso si fondano tutte le religioni che esaltano la capacità di auto-suggestionarsi. Lo spirito è quello che Dio diede ad Adamo soffiandogli nelle narici. La Genesi spiega che Adamo non era solo un’anima, come tutti gli animali creati, ma “vivente”, diversamente da tutti gli altri animali. Lo spirito umano è capace di auto-dominarsi, e di auto-regolarsi. La forza creativa di Dio sta in tale spirito e ciò produce nell’uomo tutte le capacità creative che lo esaltano e lo fanno dominatore della natura, degli animali e… degli altri uomini!

            Il desiderio di dominio, le capacità artistiche, le nove intelligenze di Gardner, la comunicazione della propria storia, l’istinto di auto-gloriarsi, stanno dentro l’uomo come la più terribile capacità di auto-affermazione, ma anche di auto-distruzione. La scienza non ha ancora ben compreso come funzioni veramente il famoso “effetto placebo”, quella capacità dell’uomo di auto-guarirsi e di auto-condizionarsi. In caso di pericolo e di bisogno, l’uomo è capace di sfoderare una forza decuplicata (l’eroismo), un’intelligenza speculativa (le invenzioni), e tante altre capacità, normalmente ignorate e tacitate senza la causa scatenante.

            Uno dei più importanti psicologi dell’epoca moderna, l’israeliano Reuven Feuerstein, ha formulato la teoria della Modificabilità Cognitiva Strutturale e della pedagogia della Mediazione, in base alla quale l’uomo è in grado di auto-modificarsi in modo molto più significativo di quanto comunemente si creda.

            In campo spirituale, l’uomo diventa profeta di sé stesso, annunciando la verosimiglianza di aspettative che si auto-adempiono, e di sogni ed aspirazioni che si auto-realizzano.

            Discernere lo spirito di un profeta, significa prima di ogni altra cosa, capire quanto c’è di “umano” in ciò che dice, da quanto proviene dallo Spirito Santo o da… satana!

            Troppe volte infatti abbiamo a che fare con individui che cercano di affermarsi nel sociale, spacciandosi per profeti di Dio ma che poi si sono miseramente dimostrati solo profeti mendaci.

            Risulta fin troppo facile carpire la credulità popolare dicendo: “Dio dice questo e quello”, ma poi sappiamo che Dio “non ha parlato”!

            La Bibbia ci mette in guardia contro costoro, i falsi profeti: “E l'Eterno mi disse: "Quei profeti profetizzano menzogne nel mio nome; io non li ho mandati, non ho dato loro alcun ordine, e non ho parlato loro; le profezie che vi fanno sono visioni menzognere, divinazione, vanità, imposture DEL LORO PROPRIO CUORE.” (Geremia 14:14)

            Molto noto è l’esempio che viene raccontato nelle chiese evangeliche quando un sedicente profeta disse: “Dio vuole che Maria sposi Antonio!” E poi Maria si alzò e disse: “A me sta bene, ma chi lo va a dire a mio marito?”

            Ecco allora che sta scritto: “Parlino due o tre profeti, e gli altri giudichino!” (I Corinzi 14:29)

            GLI SPIRITI DEMONIACI sono i nemici di Dio, dello Spirito Santo, dei credenti, della Parola di Dio. Hanno una libertà “condizionata”, cioè sono sottoposti a Dio, che “li usa” per provare l’uomo nella fede! Sembra un gioco al massacro, ma non è così!

            Nella preghiera del Padre Nostro, lo stesso Gesù ci invita a dire: “non ci indurre (o esporre) in tentazione, e liberaci dal Male, poiché a te appartengono il Regno, la Potenza e la Gloria in sempiterno. Amen”

            Molti recitano un Padre Nostro monco, senza la motivazione finale, presente nei più antichi manoscritti neotestamentari. Ciò comporta che l’attacco satanico avviene proprio su tre campi di battaglia: il Regno, la Potenza e la Gloria.

            Satana e tutti i suoi seguaci, sono destinati all’inferno eterno, già giudicati, ma in attesa di condanna (Matteo cap. 25), ma nel frattempo essi stanno su questa Terra a “provare” gli uomini graditi a Dio.

            Tale è il racconto di Giobbe: “1:6 Or accadde un giorno, che i figliuoli di Dio vennero a presentarsi davanti all'Eterno, e Satana venne anch'egli in mezzo a loro.

    1:7 E l'Eterno disse a Satana: "Donde vieni?" E Satana rispose all'Eterno: "Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa".

    1:8 E l'Eterno disse a Satana: "Hai tu notato il mio servo Giobbe? Non ce n'è un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Iddio e fugga il male".

    1:9 E Satana rispose all'Eterno: "E' egli forse per nulla che Giobbe teme Iddio?

    1:10 Non l'hai tu circondato d'un riparo, lui, la sua casa, e tutto quel che possiede? Tu hai benedetto l'opera delle e mani, e il suo bestiame ricopre tutto il paese.

    1:11 Ma stendi un po' la tua mano, tocca quanto egli possiede, e vedrai se non ti rinnega in faccia".

    1:12 E l'Eterno disse a Satana: "Ebbene! tutto quello che possiede è in tuo potere; soltanto, non stender la mano sulla sua persona". - E Satana si ritirò dalla presenza dell'Eterno.” (Giobbe 1:6-12)

            E qui cominciò la storia che tutti conoscono.

            Gesù stesso fu tentato da satana, ma pochi notano che la Scrittura dice diversamente: fu lo Spirito Santo che portò Gesù per essere tentato da satana. Dio non tenta nessuno. Satana è il tentatore: “Allora Gesù fu condotto dallo Spirito su nel deserto, per esser tentato dal diavolo.” (Matteo 4:1)

            “Nessuno, quand'è tentato, dica: "Sono tentato da Dio"; perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno.” (Giacomo 1:13)

            Ecco allora l’aiuto del carisma dello Spirito Santo del discernimento degli spiriti.

            Ogni dottrina contraria alla Parola di Dio, che annacqua la Parola di Dio o che distorce la Parola di Dio, viene da Satana!

            Non tutti superano la prova. Molti cadono e si perdono e, “lasciata la strada dritta, si sono smarriti seguendo la via di Balaam, figlio di Beor… Costoro sono fonti senz'acqua e nuvole sospinte dal vento; a loro è riservata la caligine delle tenebre. Con discorsi pomposi e vuoti adescano, mediante i desideri della carne e le dissolutezze, quelli che si erano appena allontanati da coloro che vivono nell'errore.” (II Pietro 2:15-18)

            Nel libro “Il vento soffia dove vuole”, di Sungar Singh, il grande evangelizzatore dell'India, egli racconta l’inizio del suo ministero. Egli pregava di servire Gesù Cristo sotto la guida e l’unzione dello Spirito Santo. Ecco che, mentre pregava in un luogo solitario e lontano da tutto e da tutti, gli apparve Gesù Cristo, in un meraviglioso vestito di luce, ch egli disse: “Io ho visto il tuo cuore e la tua fede e voglio mandarti per tutta l’India ad evangelizzarla! Voglio che SU DI TE, gli indiani capiscano che io voglio costruire una grande religione e una grande fede!”

            Allora Sindar Singh gli gridò: "Vattene via, Satana!" 

            Allora quell’Angelo di luce, si trasformò in un enorme mostro dalle corna e dalle zampe caprine che gli domandò con voce cupa: “Da che mi hai riconosciuto?

            E Sundar Singh gli rispose: “Sta scritto che il fondamento della chiesa è solo Gesù Cristo e nessuno può prendere il suo posto!”

            Il mostro satanico si allontanò a grandi balzi, perdendo gocce di luce…ad ogni salto.

            Lui pianse, ma mentre piangeva, ecco che gli apparve GESU' CRISTO, quello VERO, in una luce splendente e dolce, piena di pace, che gli disse: “Figliolo, adesso posso mandarti, perché sei un servo fedele!”

            Inutile riferire che Sundar Singh converì milioni di indiani al VERO cristianesimo!

            Anche io, personalmente sono stato messo alla prova, ogniqualvolta il Signore mi ha conferito incarichi. Anche ultimamente ho passato momenti di angoscia profonda, prima di scrivere queste cose, ma li ho superati, perché improvvisamente ho capito che era tutta una prova del Signore.

Mi sono messo a ringraziare e a lodare Gesù Cristo e il cielo è ritornato limpido e sereno sul mio capo! Gesù Cristo è il Signore e il sommo e buon Pastore delle anime nostre (1 Pietro 2:25)

            Quanti falsi dottori, profeti e teologi hanno prodotto nefandezze e falsità, nella storia del cristianesimo e quanti ce ne saranno ancora!

            Il profeta Geremia scrisse in 2:8: “I sacerdoti non hanno detto: "Dov'è l'Eterno?" i depositari della legge non m'hanno conosciuto, i pastori mi sono stati infedeli, i profeti hanno profetizzato NEL NOME DI BAAL, e sono andati dietro a cose che non giovano a nulla.”

            Ecco allora che sta scritto: “Parlino due o tre profeti, e gli altri giudichino!” (I Corinzi 14:29)

            I profeti di satana non si fanno riconoscere subito, perché presentano le verità di Dio miste ad un po’ di veleno, perché ne basta poco per avvelenare tutta una minestra. Per questo motivo, bisogna stare stretti stretti alla Parola di Dio, per spaccare il capello in quattro e stare dalla parte di Dio, senza nulla togliere e nulla aggiungere.

            Satana parla tramite profeti dotati di… “effetti speciali”, perché dispongono del sostegno di un certo… Lucifero, capace di sedurre gli uomini con ologrammi, rivelazioni medianiche e sensazioni mistiche. Sono i classici profeti di Baal e di Astarte!!

Esempi storici ce ne sono a bizzeffe, da Cagliostro a Grigorij Rasputin, da Maometto a Padre Pio, dai veggenti di Medjiugorie a Jim Jones, da Simon Mago a tutti i predicatori del “Dio lo vuole” o “Dio dice”!

            Per riconoscerli bisogna farli parlare ed ascoltarli attentamente e filtrare ciò che dicono alla luce della Parola di Dio. Inutile dire che chi non conosce la Bibbia e non sta dalla parte di Cristo, non può riconoscere i falsi profeti di satana!

Occorre conoscere il Vangelo, per riconoscere il Vangelo “diverso”: “Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi annunziasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato, sia anatema. Come abbiamo già detto, lo ripeto di nuovo anche adesso: se qualcuno vi annunzia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema.” (Galati 1:8-9)

L’inganno satanico si nasconde dovunque, perfino nelle traduzioni di comodo della Bibbia stessa. Fece scalpore la traduzione della Bibbia in lingua corrente (TILC) che traduce il famoso passo “Tu sei Pietro e su questa pietra… “ con “Tu sei Pietro e su di te…”.

Inutile dire che la TILC è stata abbandonata da tutti gli evangelici italiani, considerandola falsa e strumentale!

            Basta poco per scardinare la credibilità di Gesù Cristo, anche affermando che Lui parlava aramaico invece che ebraico!

            Ultimamente mi è capitato di riconoscere una falsa profezia di un pastore che affermava di aver ricevuto la visione del Libro della Vita “aperto per lui”, dove vedeva i nomi che scomparivano, perché cristiani che tornavano nel mondo… Inutile dire che il Libro della Vita è “sigillato” e NESSUNO può aprirlo se non Gesù Cristo, solo quando Lui siederà per giudicare il mondo!

 

            Veniamo allora allo SPIRITO SANTO.

Come si manifesta il carisma del discernimento degli spiriti dello SPIRITO SANTO?

            Ho parlato diverse volte con persone credenti che hanno avuto a che fare con questo carisma, a motivo di esorcismi da loro compiuti e di lotte spirituali di intercessione andate a buon fine. Nei loro racconti c’è di tutto! Il Signore apre gli occhi spirituali e concede di “vedere” cose che normalmente si vedono solo nei film dell’orrore o di fantascienza.

            Un intercessore, durante una liberazione autentica, ordinò a due spiriti satanici di andare via da una donna e… il Signore gli rivelò i nomi dei due spiriti che, scoperti, fuggirono via. La donna fu liberata ed accettò subito Gesù Cristo come “Personale Salvatore”.

            Quando si libera una casa (che in figura rappresenta il cuore dell’uomo) da uno spirito, bisogna poi difendere quella casa ospitando un Spirito maggiore, per impedire che lo spirito cacciato ritorni con altri sette spiriti. Lo Spirito Maggiore si chiama Spirito Santo! (Matteo 12:45 e Luca 11:26)

            Durante una preghiera di intercessione, apparvero due cani ringhiosi che “dissero” di essere i padroni della persona sulla quale pregavano. I cani furono “sgridati, legati e cacciati e mandati in un posto da cui non avrebbero più fatto ritorno, nel Nome di Gesù Cristo”! Quella persona poi si convertì e “nacque di nuovo”, cambiando totalmente la sua vita!

            Per ottenere questo dono del discernimento spirituale, bisogna essere “accreditati” presso Dio, come “diaconi” e chiedere a Gesù Cristo con quale spirito quel profeta ha profetizzato o ha predicato o ha esposto dottrine. Dio rivela i misteri ai suoi! “Ma, com'è scritto: Le cose che occhio non ha vedute, e che orecchio non ha udite e che non son salite in cuor d'uomo, son quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; perché lo spirito investiga ogni cosa, anche le cose profonde di Dio. Infatti, chi, fra gli uomini, conosce le cose dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? E così nessuno conosce le cose di Dio, se non lo Spirito di Dio.” (I Corinzi 2:9-11)

            “Perciò vi faccio sapere che nessuno, parlando per lo Spirito di Dio, può dire: Gesù è anatema! e nessuno può dire: Gesù è il Signore! se non per lo Spirito Santo.” (I Corinzi 12:3)

            Anche nella Bibbia, quando si parla di angeli, c’è sempre specificato di quali angeli si tratti, se del Signore o meno. Dio non vuole che noi cadiamo nell’errore!

            Tutte le religioni che negano Gesù Cristo, che non parlano di Gesù Cristo, come il Messia, che sono contro Gesù Cristo e la Bibbia sono fondate su spiriti satanici…

Quale religione è quella vera? Di sicuro una sola, le altre sono imitazioni. Come faccio a dirlo? Non esisterebbero i falsi, se non ci fossero gli originali. Trovate l'originale e vedrete che tutte le altre religioni sono false.

Gesù è la vera moneta. Le altre religioni sono solo patacche. 
La prova? Gesù è l'unica moneta spendibile davanti a Dio. (Giovanni 3:16)

            Per questo sta scritto: “Parlino due o tre profeti, e gli altri giudichino!” (I Corinzi 14:29)

Il “discernimento” degli spiriti non è “l’interrogazione” degli spiriti come qualche sprovveduto potrebbe pensare, ma è la conoscenza precisa del nemico da colpire, come nel gioco della battaglia navale, quando affondi la nave dell’avversario solo se colpisci la casella giusta. Contro gli spiriti delle tenebre e le potestà dell’aria, puoi combattere alla cieca o puoi combattere per rivelazione dello Spirito Santo. Che è meglio?

Anche Gesù, di fronte all’indemoniato di Gadara, domandò: “Qual è il tuo nome? Ed egli rispose: Legione; perché molti demoni erano entrati in lui.” (Luca 8:30 e Marco 5:9)

Se un credente sta pregando per la conversione di una persona, può succedere che quella persona sia legata da uno spirito: non si convertirà mai se prima non cacci quello spirito.

Qualcuno pensa che un drogato, un alcolizzato, una prostituta, un peccatore incallito siano solamente tali, ma non è così: dietro ci sono gli spiriti della droga, dell’alcool, della prostituzione, della divinazione, dell’odio, del rancore, delle radici amare ecc.

Satana vanta dei diritti sulle persone possedute. Per qualche motivo Satana è stato chiamato e va affrontato rinfacciandogli i suoi falsi diritti.

Ricordo che stavo pregando per la conversione di un amico, e stavo riverso su un tappeto a pregare per lui, quando ad un certo punto lo Spirito Santo mi rivelò che lui era… un discendente di un soldato romano che stava ai piedi della croce di Gesù Cristo! Piansi per lui e chiesi allo Spirito Santo di separalo dai suoi antenati e misi per fede il sangue di Gesù Cristo sul suo capo ed intorno a lui. Solo allora una grande pace scese in me e il Signore “me lo mise nelle mani”. La sua conversione fu veramente potente, al di la di ogni mia aspettativa!

In altra occasione mi ritrovai a dover “giudicare” un profeta: qualcosa mi disturbava e non capivo perché. Tutto sembrava in ordine: la Parola c’era, la potenza c’era, l’autorità c’era, ma c’era anche qualcosa che non andava: cosa?

Come al solito mi gettai per terra su quel tappeto della sala che conoscevo bene e pregai il Signore. Di lì a poco, la rivelazione: “Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla.” (I Corinzi 13:2). Quel profeta mancava d’amore! Non dovevo più temere! Io avevo amore! Contro di me, non avrebbe potuto fare nulla, perché io avevo il vestito dell’Amore di Dio: “E sopra di tutte queste cose rivestitevi dell'amore che è il vincolo della perfezione.” (Colossesi 3:14)

Chiesi al Signore addirittura di corazzarmi: “Ma noi, che siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell'amore e preso per elmo la speranza della salvezza.” (I Tessalonicesi 5:8)

Potevo affrontarlo a viso aperto, come Davide contro Golia, lanciandogli le mie benedizioni in risposta alle sue maledizioni. La benedizione vince sulla maledizione, sempre!

A volte ci si ritrova anche a dover affrontare problemi del genere nelle chiese! L’uomo è imprevedibile ed è capace di mischiare cose sacre e cose profane con molta disinvoltura!

Saper distinguere le due cose, non è così facile come potrebbe sembrare e se non ci fosse la rivelazione del discernimento degli spiriti, saremmo veramente nei guai! Non ho più sentito parlare di quel profeta!

Dio è amore e l’amore fraterno caratterizza chi Lo ama. La Chiesa UNIVERSALE, sarà pure "invisibile», ma le singole comunità e denominazioni sono "visibili" e devono mostrare precisi e ben determinati "requisiti di credibilità, legati alla fedeltà alla Parola di Dio e al Suo Amore".

            Le chiese "visibili" inoltre non devono avere assolutamente gli spiriti di divisione e di settarismo al loro interno, perché tali spiriti contrastano apertamente con lo Spirito di Cristo!

Senza voler offendere nessuno, la sottomissione alla Parola dev'essere totale, ma la sottomissione agli operai invece è reciproca: sottoponevi gli uni gli altri. (Efesini 5:2)

 

8) IL CARISMA DELLE DIVERSITA’ DI LINGUE

            Il battesimo nello Spirito Santo si è manifestato con le lingue ed è una “doreà”, cioè un lascito testamentario che tocca a tutti i credenti indistintamente. Con tale battesimo si ottiene potenza nella preghiera e nella testimonianza: “Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant'è a voi, rimanete in questa città, finché dall'Alto siate rivestiti di potenza.” ( Luca 24:49)

            Ed inoltre in Atti 1:8 sta scritto: “Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra.”

            Il parlare in lingue è un modo di pregare e anche un modo per parlare a Dio solo col cuore, senza intelligenza, in modo da evitare che uomini e demoni possano sapere cosa il credente sta veramente chiedendo.

            Il carisma delle lingue invece è un modo per parlare all’assemblea sei credenti, perché così lo Spirito Santo dà di esprimersi.

            Ricordo che in una riunione di evangelizzazione il predicatore, il past. Silvano Zucchi, stava concludendo il suo discorso, quando uno nella sala si alzò e cominciò a parlare in lingue a voce altissima, quasi strillando. Quel predicatore sospese la predicazione e disse: “Lo Spirito Santo ha parlato e vuole dirci qualcosa! Aspettiamo in silenzio che qualcuno “interpreti” ciò che avete tutti sentito.”

            Con la santa pazienza, tutti rimasero in silenzio per oltre cinque minuti, quando finalmente proprio il pastore interpretò il messaggio. La predicazione riprese con più convinzione e all’appello, molti andarono avanti e si convertirono e qualcuno guarì pure di qualcosa!

            Il carisma della diversità delle lingue è dunque abbinato necessariamente al nono carisma dell’interpretazione delle lingue. Chi parli in lingue preghi di poter interpretare. (I Corinzi 14:13)

            In una riunione, si racconta nel libro di Levi Strauss “Il Vento soffia dove vuole”, che tanti cominciarono a parlare lingue diverse e ci fu un momento di grande fervore spirituale, quando improvvisamente un uomo cominciò a piangere disperatamente. Era un Ebreo e qualcuno gli stava parlando in ebraico e gli stava elencando tutti nomi della sua numerosissima famiglia e gli stava raccontando episodi che solo lui conosceva e gli declamava i passi in cui si parlava del Messia. Inutile dire che si convertì e divenne un convinto predicatore “messianico”.

 

9) IL CARISMA DELL’INTERPRETAZIONE DELLE LINGUE

L’interpretazione è un carisma superiore persino a quello di profezia: “Or io ben vorrei che tutti parlaste in altre lingue; ma molto più che profetizzaste; chi profetizza è superiore a chi parla in altre lingue, a meno che egli interpreti, affinché la chiesa ne riceva edificazione.” (I Corinzi 14:5)

Si noti bene che l’interpretazione non è la “traduzione” delle lingue, ma la loro decodificazione concettuale. A volte un breve messaggio in lingue, può comportare un lungo messaggio interpretativo, oppure viceversa.

Ricordo che, anche io chiesi l’interpretazione del mio “parlare in lingue” e ne rimasi stupefatto quando mi vennero in mente parole “straordinarie” di lode e di adorazione che io avevo detto in altra lingua. Altre volte mi arrivarono spiegazioni “dottrinali” straordinariamente profonde quando io pregavo in lingue chiedendo la spiegazione di questo o quel passo biblico!

A questo serve questo carisma: a ricevere illuminazioni spirituali a seguito della fede messa nel parlare in altra lingua.

Senza “amore” però, anche questo carisma può risultare completamente inutile… perché non è spendibile.

 


 

 

IL FRUTTO DELLO SPIRITO

Nell'epistola ai Galati al capitolo 5:22, l'apostolo Paolo presenta un frutto che si compone di nove caratteristiche, cioè di nove elementi, tutti essenziali e tutti legati a filo doppio l'uno all'altro, tanto che se ne manca uno... vengono meno anche gli altri e il frutto, sicuramente, non è buono!

            Non ci sono raffronti con frutti "terreni", né con "spicchi" di arance, né con fette di cocomeri: il frutto è Gesù Cristo e la somiglianza è a Lui!

Il frutto è UNICO, come Gesù Cristo è UNICO: Egli è tutto ciò che noi dobbiamo o possiamo essere.

Egli è la risposta a tutti i nostri bisogni. Tutto è compreso in Lui: essere in Cristo, significa che quando abbiamo bisogno di amore, il frutto dello Spirito è amore; quando abbiamo bisogno di gioia, il frutto dello Spirito è gioia, ecc.

            Questo frutto che germoglia nel cuore del credente "spiritualizzato", cioè alimentato dallo Spirito Santo, è un frutto simile a quello descritto in Apocalisse 22:2: “In mezzo alla piazza della città e d'ambo i lati del fiume stava l'albero della vita che dà dodici raccolti, e porta il suo frutto ogni mese; e le foglie dell'albero sono per la guarigione delle nazioni. E non ci sarà più alcuna cosa maledetta; e in essa sarà il trono di Dio e dell'Agnello”.      

            Non c'è una stagione particolare, ma esso è sempre presente nel cuore del credente, pronto per essere mangiato in ogni occasione, proprio come un frutto "permanente".

 

            1) La prima caratteristica del frutto dello Spirito Santo è l'AMORE, (in greco: agàpe = amore, forte affezione, carità d'amore); Dio stesso è AMORE! (1 Giovanni 4:8)

            L'apostolo Pietro espone un cammino spirituale nella conoscenza di Cristo, per raggiungere l'amore: occorre mettercela tutta, cioè mettendo in ciò ogni premura:“Mettendo impegno, aggiungete alla fede vostra la virtù; alla virtù la conoscenza; alla conoscenza l'autocontrollo;  alla continenza la pazienza;  alla pazienza la pietà; alla pietà l'amor fraterno; e all'amor fraterno l' amore.” (2 Pietro 1:5-7)

L’amore di Dio è visibile in Cristo sulla croce e nei cristiani, sul campo di battaglia: la vita quotidiana con gli altri! “In questo s’è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo unigenito Figliuolo nel mondo, affinché, per mezzo di lui, vivessimo. In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Iddio, ma che Egli ha amato noi, e ha mandato il suo Figliuolo per essere la propiziazione per i nostri peccati. Diletti, se Dio ci ha così amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno vide giammai Iddio; se ci amiamo gli uni gli altri, Iddio dimora in noi, e L’AMORE DI LUI diventa perfetto in noi.” (1 Giovanni 4:9-12)

            Il frutto dello Spirito dunque comincia presentandoci il suo biglietto da visita: l’amore di Cristo in noi!

 

            2) Il secondo aspetto del frutto è l'ALLEGREZZA, (in greco karà = gioia, letizia, diletto, allegrezza, ed anche "persona che dà gioia")

            Il Signore vuole cristiani allegri, ma non buffoni o euforici: allegri nello Spirito Santo, perché felici di aver sperimentato la Sua potenza nella vita propria e degli altri.

E noi vi scriviamo queste cose affinché la nostra allegrezza sia completa.” (1 Giovanni 1:4)

Quest'allegrezza, come le altre caratteristiche del frutto dello Spirito, viene dallo Spirito Santo ed è senz'altro piena quando Lo vediamo operare potentemente...

Esempi di allegrezza, li troviamo in Matteo 2:10 quando i re magi “veduta la stella, si rallegrarono di grandissima allegrezza.”; e poi in Matteo 13:44 quando un uomo trova un tesoro in un campo e “lo nasconde; e per l'allegrezza che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo.”; oppure quando Maria Maddalena e l'altra Maria andarono a visitare il sepolcro e lo trovarono vuoto e con un angelo che spiegava loro la resurrezione del Maestro. Allora “andatesene prestamente dal sepolcro con spavento ed allegrezza grande, corsero ad annunziar la cosa ai suoi discepoli.” (Matteo 28:8)

            Stessa allegrezza la provarono Zaccaria, il padre di Giovanni Battista (Luca 1:14), i settanta discepoli che esorcizzavano gli indemoniati (Luca 10:17), gli angeli quando si converte un peccatore (Luca 15:7), Zaccheo quando accolse Gesù in casa (Luca 19:6), i discepoli che videro Gesù salire in cielo (Luca 24:52), una donna dopo che ha partorito (Giovanni 16:21) e ogniqualvolta si riceve un dono da parte del Signore: “Fino ad ora non avete chiesto nulla nel nome mio; chiedete e riceverete, affinché la vostra allegrezza sia completa.” (Giovanni 16:24)

            Insomma lo Spirito Santo mette allegrezza: “E i discepoli erano pieni d'allegrezza e di Spirito Santo.” (Atti 13:52), “perché il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace ed allegrezza nello Spirito Santo.” (Romani 14:17)

            A questo punto, è facile rispondere a chi si domanda come mai molti frequentatori delle chiese siano campioni di tristezza con tanto di musi lunghi! Non hanno ricevuto nessun tocco da parte dello Spirito Santo e forse non sanno neppure cosa significhi.

            L’apostolo Paolo, nonostante le sofferenze dovute all’evangelizzazione dei “gentili”, provava molta allegrezza, tanto da scrivere ai Tessalonicesi “E voi siete divenuti imitatori nostri e del Signore, avendo ricevuto la Parola in mezzo a molte afflizioni, con allegrezza dello Spirito Santo.” (I Tessalonicesi 1:6)

            Quando in conclusione lo Spirito Santo dà da mangiare il suo succoso e speciale frutto spirituale, l’effetto è veramente indescrivibile, perché partecipiamo a dimostrazioni di potenza che portano grandissima gioia e incontenibile allegrezza. Non rimane che lodare e cantare e gridare di gioia. Tanti musicisti antichi e moderni, a cominciare dai salmisti, hanno saputo esprimere nei loro spartiti la grandiosità della loro lode gioiosa ad un Dio che nelle sue opere ha sempre dimostrato la sua perfezione e il suo Amore..

 

            3) Terzo aspetto del frutto spirituale è la PACE, (eiréne = pace, pazienza).

La pace viene da Gesù, il Quale è il nostro Signore, il nostro Dio e il nostro Padre visibile. Lui è tutto e noi siamo in Lui. Molte epistole dell’apostolo Paolo si aprono proprio ricordando questo grande privilegio di trovare il Lui grazia e pace. affinché “la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un sol corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti.” (Colossesi 3:15)

Addirittura Gesù è indicato come il Re della Pace, essendo Egli quel sacerdote chiamato Melkisedek “a cui Abramo diede anche la decima d'ogni cosa, il quale in prima, secondo la interpretazione del suo nome, è Re di giustizia, e poi anche Re di Salem, vale a dire Re di pace.” (Ebrei 7:2) Gesù Cristo dunque è “Yoshua Shalom”, da cui deriverebbe lo stesso nome di Gerusalemme.

La pace di Gesù è l’unica pace vera, quella pace che mantiene sereni nelle tempeste della vita, spettatori della grandezza della misericordia di Dio negli affanni, destinatari di un abbraccio divino che va oltre la morte stessa.

Solo chi l’ha provato, può capire cosa significhi veramente. Gesù disse: “Io vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti.” (Giovanni 14:27) Se lo ha detto Lui, possiamo credergli incondizionatamente.

Un riformatore svizzero, amico di Calvino, catturato dai cattolici, fu bruciato al rogo, ma, dalle fiamme che avvolgevano completamente il suo corpo, lui fece spuntare una mano col pollice all’insù, ad indicare la pace di una morte dedicata al Signore della croce!

Di fronte alla follia umana, Gesù propone qualcosa che sopravanza ogni intelligenza e guarderà per l’eternità i nostri cuori e i nostri pensieri: la pace di Dio. (Filippesi 4:7)

            Non avere la pace di Gesù è la morte eterna, la dannazione eterna e l’inferno. Terribile situazione alla quale nessun infedele scamperà.

Se infatti sta scritto in Matteo 5:9 “Beati quelli che s'adoperano alla pace, perché essi saranno chiamati figliuoli di Dio”, sicuramente i guerrafondai, i sicari e i loro mandanti sono destinati a non avere pace eterna. Brutto affare sarà cadere nelle mani giustiziere dell’Iddio Vivente e subire l’ira dell’Agnello, piuttosto che il Suo amore! Così sta scritto e così sarà! (vedasi Apocalisse 6:16 e soprattutto Romani 2:3)

Strano che l’apostolo Paolo scrisse queste cose proprio ai Romani, quelli che profeticamente sono da sempre impegnati a costruire Sacri Imperi, fondati sulla violenza, sulla menzogna e sulla simonia!

Che lo Spirito Santo ci aiuti a capire!

L’apostolo Paolo spiega però che è possibile uscire dall’umano destino di morte, mediante la fede in Gesù Cristo, che invita ciascuno a prendere al propria croce e a “seguirlo”: solo così possiamo avere la meravigliosa pace di Dio, sperimentata da tutti i “nati di nuovo” di tutte le epoche e di tutte le nazioni della terra. (Romani 5:1)

Lo Spirito Santo dà la Pace, con l’iniziale maiuscola e il frutto dello Spirito ce lo ricorda e ce lo assicura, “perché il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace ed allegrezza nello Spirito Santo.” (Romani 14:17)

Il cristiano del frutto dello Spirito non è “il giustiziere della notte” e neppure l’accusatore dei fratelli, sempre pronto a contendere e a correggere, anzi è colui che porta saggezza e maturità spirituale: “Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli uni con gli altri!” (Marco 9:51)

Questo è un monito, un vero comandamento, che costringe i veri cristiani ad affidarsi a Gesù piuttosto che alla loro natura carnale e alla loro logica. La pace è un frutto strano che nasce dove non potrebbe nascere e cresce alimentato dalla sapienza infinita di Dio: “Ma la sapienza che è da alto, prima è pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità senza ipocrisia. Or il frutto della giustizia si semina nella pace per quelli che s'adoprano alla pace.” (Giacomo 3:17-18)

Pensare ad una sapienza “pacifica”, oltre che pura ed arrendevole, mi richiama alla mente la decisione di Dio di non contendere più con l’uomo quando “l'Eterno disse: "Lo spirito mio non contenderà per sempre con l'uomo; poiché, nel suo traviamento, egli non è che carne.” (Genesi 6:3)

Bellissima è la conclusione a cui arriva l’apostolo Paolo redarguendo i Galati: “Dopo aver cominciato con lo Spirito, volete ora raggiungere la perfezione con la carne?” Pazzi, insensati! (Gal. 3:3)

           

            4) Quarto aspetto del frutto è la LONGANIMITÀ, (macrothimìa = generosità, pazienza, non è “Signore. Ecco, l'agricoltore aspetta il prezioso frutto della terra pazientando, finché esso abbia ricevuto la pioggia della prima e dell'ultima stagione. Siate anche voi pazienti; rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina. Fratelli, non lamentatevi gli uni degli altri, onde non siate giudicati; ecco, il Giudice è alla porta.” (Giacomo 5:7-13)

L’esperienza ci fa notare che una persona generosa gode di prosperità; colui che soddisfa gli altri sicuramente dimostra di essere sazio".

L'integrità dell'anima di un cristiano dovrebbe essere cortese, ricca, perdonatrice e fortificata con la grazia della generosità. La generosità è anche un dare col cuore, senza alcuna aspettativa di ricevere nulla in cambio. In altre parole, qualsiasi motivazione della propria generosità diversa dall'amore annulla il suo valore. Pensate alla generosità di un candidato che compra i voti degli elettori: tutto si può dire fuorché che sia generoso.

L'umiltà è mettere un sigillo sulle labbra e poi dimenticare quello che hai fatto: "Dio abbassa i superbi, ma dà grazia agli umili”

Onore, ricchezze e vita seguono l'umiltà. Dopo che siete stati gentili, dopo che l'amore è andato avanti nel mondo e ha fatto il suo bel lavoro, va di nuovo in ombra e non dice nulla al riguardo. L'amore si nasconde anche da se stesso. L'amore rinuncia anche all’auto-soddisfazione. L'amore non si vanta di se stesso, non è gonfio. Generosità e umiltà possono essere due dei doni più piacevoli da dare ogni giorno tutto l'anno.

            Si badi bene però che l’umiltà non è la modestia, che è una negazione di sé stessi. “Fra’ Modesto, non fu mai priore!”

 

            5) Quinto aspetto del frutto è la BENIGNITÀ, (Crestòtes = bontà, rettitudine, onestà, bontà d'animo, cortesia benignità, semplicità).

L'amore è rettitudine! Questa è la benignità nella società, l'amore nei confronti delle persone che stanno intorno a te e che costituiscono la società in cui vivi. L'amore cortese non si comporta sconvenientemente. L’onestà è "amore in piccole goccioline". La bontà d’animo presuppone rispetto per sé stessi e per gli altri.

Si dice che la cortesia sia "l'amore per le piccole cose". Il segreto della cortesia è quello di amare Dio e il prossimo.

 L'amore cortese non può comportarsi in modo disonesto. Se metti al governo di una qualunque organizzazione, persone che hanno nel loro cuore una sorgente di amore cortese (come diceva Dante Alighieri), si comportano correttamente. La storia offre diversi esempi di persone che offerto testimonianze bellissime di benignità.

Costoro amano tutto e tutti, grandi e piccini, creazioni preziose del Dio Vivente.

Così, colui che ama veramente, sta bene in qualunque posto si trovi, e qualunque lavoro svolga, in qualunque luogo viva, nel palazzi, nelle baite di montagna, nelle ville o nei condomini.

Se tu vuoi avere la caratteristica della benignità, fai entrare nel tuo cuore "il dolce spirito dell'amore". Amare abbondantemente è vivere abbondantemente, e amare per sempre è vivere per sempre. Quindi, la vita eterna è totalmente legata all'amore. La vita eterna è abbondante e libera, ma solo mediante lo Spirito Santo, che ti guida e ti ama.

Dio è amore! Questa è la vita eterna, conoscere l'unico VERO DIO VIVENTE: l'Eterno Gesù Cristo.

L'amore è la cosa suprema, perché dura per sempre ed è l’essenza della vita eterna. "Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel Figlio suo. Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita. Vi ho scritto queste cose perché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.". (1 Giovanni 5:11-13)

Ogni vero e maturo cristiano prega affinché anche gli altri possano conoscere ogni giorno l’amore di Dio, così come lo conosce lui, nella sua vita esuberante e ricca di benedizioni.

La vita abbondante in amore, viene solo da Gesù Cristo, detto in ebraico YESHUA ha'MASHIACH, il Redentore Benedetto

La PAROLA INCREDIBILE, la SANTA BIBBIA, offre la vita in abbondanza. Leggila!

Troverai il Maestro benigno e confortante proprio per te stesso. La Vita Eterna inizia nel momento in cui hai un rapporto personale e intimo con Gesù Cristo, che diventa il tuo SIGNORE E RE! Credere per provare!

 

            6) Sesta caratteristica del frutto è la BONTÀ (agazhosìne = benevolenza, bontà).

L'amore è altruistico!

Questo è Amore, che non è nemmeno in cerca di cose per noi. Le cose non possono essere grandi, ma se noi vogliamo qualcosa di grande, ebbene questo è l'amore altruistico.

L'amore altruistico non è difficoltoso, perché, con l'amore, niente è difficile.

Credo che il giogo di Gesù Cristo sia facile. Il suo è un giogo di "servizio e obbedienza" – così come il grande Progettista ha voluto essere.

La lezione più evidente che il nostro SIGNORE ci ha insegnato è che non c'è vera felicità nell’avere e nell’ottenere, ma solo nel dare e nel servire gli altri!

Il Signore Gesù-YESHUA disse: "Chiunque voglia essere il più grande tra di voi, sia vostro servitore". (Matteo 20:26)

Chiunque voglia essere felice, ricordi che c'è solo un modo: è più bello dare, che ricevere. (Atti 20:35)

Chi ama, dà! Offrire agli uomini una vita abbondante è molto più entusiasmante che offrire solo la "Buona Notizia della salvezza”. L’Evangelo è la Parola Vivente che produce anche la gioia, la pace, il riposo e la speranza. Il MESSIAH YESHUA, cioè Gesù Cristo, è venuto a dare agli uomini una vita più abbondante di quella che essi hanno, una vita abbondante nell'amore, abbondante nella salvezza e nella testimonianza per la redenzione per il mondo.

Solo questa "buona novella" coinvolge pienamente l'intero uomo, fatto di corpo, anima e spirito e può dare ad ogni parte della sua natura il suo esercizio e la sua ricompensa.  

Benedetto amore altruistico!

"Perché per condurre molti figli alla gloria, era giusto che colui, a causa del quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, rendesse perfetto, per via di sofferenze, l'autore della loro salvezza.". (Ebrei 2:10) Il Signore Gesù Cristo è l'ESEMPIO PERFETTO e sorprendente di amore altruistico...

Lui è il più GRANDE REGALO D 'AMORE DI DIO per noi.

 

7) La settima caratteristica del frutto dello Spirito Santo è la FEDE (pìstis).

            Molte traduzioni preferiscono mettere il termine “fedeltà”, ma in realtà si tratta proprio di fede, quella fede che viene dall’esperienza nel ricevere costantemente la guida dello Spirito Santo, nella propria vita. Sembra come se parlassimo di un vestito indossato con dignità e con costanza, senza mai toglierselo di dosso, nel lavoro, nei giorni feriali e festivi, in chiesa e fuori di chiesa, al bar e al ristorante, con gli amici e parenti e con gli estranei. Gesù Cristo è costantemente il tuo punto di riferimento, nella gioia e nel dolore, nel gioco e sotto i ferri del chirurgo o del dentista, in cucina e al bagno e in sala da pranzo, davanti allo specchio e al buio di una notte stellata.

            Gli amici sono disperati, ma tu hai parole di conforto e di speranza, secondo come l’Amore di Dio ti suggerisce, non per fanatismo o indebita ingerenza, ma per la forza che promana da te nel voler essere un vero intercessore in preghiera come collaboratore di Dio.

            A volte capita di vedere come la parola giusta al momento giusto, ispirata dallo Spirito Santo, muova le montagne, superi gli ostacoli e faccia spuntare la luce in fondo al tunnel.

Nel lavoro, qualunque esso sia, ci saranno sempre momenti in cui l’intervento di Dio, sussurrato in preghiera, darà la dimostrazione di un Dio che cura i dettagli e che si occupa di noi in ogni secondo. Che grande dono la fede, e che cosa meravigliosa poter fare sempre una confessione di fede, nel dire parole che tolgono dubbi ed incertezze, dando sicurezza e forza spirituale. Dio regge!

Se nel tuo cuore veramente si crede in qualcosa, e con la bocca lo confessi, quello è esattamente ciò che avrai. (Romani 10:10, Marco 11:23)

Non c’è niente da fare. I credenti si divideranno sempre in due categorie: quelli che si rassegnano, si accontentano, si riempiono di dubbi, incertezze e parole negative, considerando la Bibbia come un libro storico e culturalmente apprezzabile e quelli che chiedono di trasformare le parole che leggono in messaggi da chiedere in preghiera come se fossero rivolti da Dio principalmente a sé stessi. Sta infatti scritto in lettere d’oro: “Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto.” (Giovanni 15:7)

Personalmente ho impiegato anni per capire cosa significa questo verso e solo lo Spirito Santo adesso me ne rivela la portata immensa. Il “logos” che diventa “rhema”. Che vuol dire? Che dobbiamo avere la “fede robusta” di chi crede veramente e non a chiacchiere, come uomini fatti, cresciuti alimentati dalla lettura quotidiana della Parola di Dio, cibo solido, che permetta di essere coraggiosi esempi di fede, simpatici e gioiosi, affabili e cortesi, gentili e affidabili, che diffondono il meraviglioso profumo di Cristo e non la puzza dei nostri piedi di persone odiose, schizzinose, e settarie, arroganti e superbe, invidiose e avide.

            Con la “nuova nascita” l’uomo fisico nasconde un uomo “interiore” spiritualmente vivo: quello è il tuo vero “io”: dobbiamo imparare a farlo sempre prevalere su quello fisico, mediante un rinnovamento della nostra mente. Dio non parla all’uomo esteriore, ma a quello interiore e noi dobbiamo sforzarci di vedere gli altri come li vede Dio e non come appaiono!

            Lo Spirito Santo ci sfida costantemente ad adeguarci al fatto che noi dobbiamo nasconderci in Cristo e non mostrare religioni, credenze, tradizioni e dottrine campate per aria. La vera dottrina di Cristo è: “Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica”. (Filippesi 4:13) Lasciamo le prediche ai predicatori, ma manteniamo il nostro mondo nelle mani salde della nostra fede e vedremo la potenza di Dio scendere dal cielo!

 

8) Ottavo aspetto del frutto è la DOLCEZZA, (pràutes = mitezza, dolcezza, benignità).

L’amore è essenzialmente dolcezza e non concepisce il male!

Lo Spirito Santo infonde amore sincero e totale, che esclude completamente ogni motivo di astio, di risentimento, di rancore e di sensi di colpa, anzi mostra il lato “luminoso” e positivo delle cose, mettendo la migliore soluzione su ogni azione che Lui compie, secondo una sapienza divina che noi neanche immaginiamo.

Quanta dolcezza spirituale proveniva da Gesù Cristo! In Lui la gente trovava “la grazia”, che non era solo accoglienza e disponibilità, ma anche armonia, delicatezza, bellezza e piacevolezza.

 Questa caratteristica della dolcezza invitava ed inviterà sempre ad incoraggiare la gente ad aprirsi e a trovare aiuto e ogni tipo di conforto. La dolcezza edifica, perché esclude il sospetto e la diffidenza, la malizia e il giudizio!

Quando manca la dolcezza, si avverte un certo senso di disagio e di rifiuto, che mette sulla difensiva e induce a rinunciare e ad allontanarsi.

Con la gentilezza, la gente si apre e si concede a più intime confessioni, trovando incoraggiamento ed edificazione. Il credente guidato dallo Spirito Santo rispetta l’innocenza ed offre spunti di grazia anche alle persone più sospettose, mal disposte e insofferenti.

La persona gentile apre al dialogo, ascoltando e tentando di influenzare positivamente gli altri ed di elevarli. Gentilezza e rispetto sono “due fratelli” che si tengono sempre per mano e sono gli amici migliori per coloro che hanno perso il rispetto di sé e la fiducia, la speranza e utili punti di riferimento, fra cui per tutti, il migliore è proprio Gesù Cristo. “Del rimanente, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri. Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e vedute in me, fatele; e l'Iddio della pace sarà con voi.” (Filippesi 4:8-9)

La parola gentile fa crollare il muro della diffidenza e predispone all’ascolto della verità, qualunque essa sia e anche se comprende delicati momenti di auto-valutazione.

Giudicare gli altri con giudizio imparziale è sempre un atto di gentilezza e di edificazione, perché predispone al pentimento e alla conversione e non alla condanna.

“Non pervertirai il diritto, non avrai riguardi personali, e non accetterai donativi, perché il donativo acceca gli occhi dei savi e corrompe le parole dei giusti.” (Deuteronomio 16:19)

Gentilezza, rispetto e giustizia sono qualità pregiate per te e sono doni preziosi quando vengono dati agli altri.

Gesù è il generoso MAESTRO, GENTILE CREATORE DELL'UNIVERSO, che ci insegna ad amarci e ad amare, come “nuove creature”, pazienti, umili, gentili e disinteressate

Allora ameremo Dio e gli altri, compresi i nostri nemici, perché anche il Signore, il Dio degli eserciti, pur potendo distruggerci, ci ha amati, proprio quando eravamo suoi stupidi nemici.

 

            9) Nono ed ultimo aspetto del frutto è la TEMPERANZA; (engràteia = dominio su di sé, autocontrollo, self-control, temperanza, moderazione, fermezza, astinenza).

L'amore è ben temperato, addolcito!

La temperanza è un attributo veramente notevole, perché dimostra che l'amore non è facilmente dipendente dalle provocazioni.

Potremmo considerare che un cattivo temperamento, tutto sommato, possa essere una debolezza innocua, o come qualcosa da ignorare o da non considerare. Invece non è così, anzi la SANTA SCRITTURA condanna un cattivo temperamento come uno degli elementi più distruttivi della natura umana.

Un temperamento malato è spesso una macchia su un carattere altrimenti nobile.

Alcuni uomini possono sembrare quasi perfetti, e le donne potrebbero sembrare  perfettamente affidabili, ed invece nascondono agitazione, irritabilità, caparbietà.

Questo problema è uno dei più strani e più tristi dell'etica (valori morali).

La verità è che ci sono due grandi classi di peccati, i peccati del corpo e i peccati di predisposizione, di carattere.

Il figlio prodigo più giovane mostra il peccato del corpo; il fratello maggiore, il peccato di predisposizione. (Luca 15:11-32)

Il fratello maggiore aveva tante virtù che il ragazzo più giovane non aveva, ma quel tipo di atteggiamento ha trattenuto molti fuori dal Regno di Dio a causa di un carattere irragionevole.

L'anima sinuosa e senza amore del fratello maggiore conteneva gli ingredienti della gelosia, della rabbia, dell'orgoglio, della superbia, della crudeltà, dell'autorevolezza, dell'irritazione, della paura, della malinconia e dell’irritazione.

Domandiamoci: questi peccati della disposizione negativa non sono quelli che fanno più male agli altri, dei peccati del corpo?

Il nostro Signore Gesù o YESHUA, l'Eterno Dio rispose a questa domanda, quando disse: "Io vi dico che i pubblicani e le prostitute entreranno nel Regno di Dio davanti a voi". (Matteo 21:31)

Chiunque con tale umore dispregiativo e con tale atteggiamento disfattista non può entrare nel Regno dei Cieli e neppure fa entrare.

Dobbiamo andare alla Fonte e chiedere aiuto al Signore, l’Unico che può cambiare la nostra natura più intima.

Lo SPIRITO di Gesù Cristo, cioè di YESHUA il MESSIAH, penetri in noi e ci addolcisca, ci purifichi e ci trasformi. Niente può cambiare tanto bene gli uomini come il Grande Dio e Maestro e Salvatore nostro. (Filippesi 2:5)

Ricorda: questa è una questione di vita o di morte! “Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare.” (Matteo 18:6) In altre parole, è meglio non vivere, piuttosto che non amare!

Purtroppo ho conosciuto tanti credenti che sono morti, odiati da familiari ed amici, perché sempre pronti a puntare il dito e a scandalizzarsi di tutto e di tutti, fino al punto da far odiare l’Evangelo, a causa della loro mancanza totale di amore fraterno! Ricordo di un “fratello stretto” il quale scomparve di casa improvvisamente, per non avere più comunione con gli infedeli. La moglie non volle mai fare la denuncia di persona scomparsa… e lui non fu più trovato!

Mi è capitato anche il caso di assistere ad un funerale di un credente, dove i familiari avevano ben pensato di mettere nella bara anche… la sua Bibbia! Nessuno l’aveva voluta in eredità o in ricordo!

Che frutto stiamo dando agli altri e a noi stessi?

 

CONSIDERAZIONI

            PER MEZZO DI GESÙ CRISTO, dunque, offriamo del continuo a Dio un  sacrificio di lode: cioè, il frutto di labbra che confessano il Suo Nome! (Ebrei 13:15) É interessante notare, a conclusione di tutto questo discorso dei frutti, che CONTRO TALI COSE NON C'É LEGGE. (Galati 5:23)

            “Se viviamo per lo Spirito, camminiamo altresì guidati dallo Spirito Santo.” (Galati 5:25)

Preghiamo per questo: è indispensabile, perché tale frutto non ce l'abbiamo da noi stessi, ma solo chiedendolo, in preghiera, allo Spirito Santo, al quale appartiene, il quale ci parlerà di LUI! (Giovanni 14:26)

            La mancanza di una "legge" che regoli o diriga tale "frutto dello Spirito" è importantissima, perché fa uscire tale frutto da tutti gli schemi umani nei quali noi vorremmo metterlo: lo Spirito Santo ci permette di interessarci di coloro che il mondo NON ama, mettendoci in contrapposizione col mondo, ma in sintonia con la "volontà di Dio". “Non la mia volontà sia fatta, ma la Tua” disse Gesù Cristo prima di sottoporsi volontariamente al Calvario! (Luca 22:42; Matteo 26:39; Marco 14:36)

            I tentativi dell'uomo, del credente cristiano e di ogni ministro di chiesa di dirigere e gestire "il frutto dello Spirito" DEGLI ALTRI, contrastano e contristano lo Spirito Santo! Ognuno deve occuparsi di dare i suoi frutti, non quelli degli altri.

Tale frutto infatti NON E’ DELL’UOMO, MA DELLO SPIRITO SANTO. Ecco perché il versetto successivo dice che …  contro tali cose, non c’è legge alcuna, ma lo Spirito è legge a Se stesso.

            Che il pericolo sia possibile e reale, è dimostrato persino dal dialogo tra Gesù Cristo e Giacomo, Giovanni e la loro madre: essi ritenevano possibile raggiungere un risultato spirituale senza la "concessione" di Dio-Padre. “E Gesù, rispondendo, disse: Voi non sapete quel che chiedete. Potete voi bere il calice che io sto per bere? Essi gli dissero: Sì, lo possiamo.” (Matteo 20:22) Forse pensavano ad una bella bevuta!

            Non sapevano di aver chiesto di sostituirsi... a Gesù Cristo!

            La risposta di Gesù però chiarisce loro le idee e spiega che la Volontà del Padre è diversa ed autonoma da quella dell'uomo: la buona volontà di quest'ultimo deve essere in sintonia con la volontà di Dio e non il contrario!

            Per rendere più comprensibile e semplice il discorso del FRUTTO dello Spirito, in una lezione di Scuola Domenicale, quando ero monitore degli adulti un una grande chiesa delle ADI, mi sono permesso di proporre un aggancio reale a quanto cade nella nostra esperienza in campo... alimentare.

Senza essere considerato impertinente o irriverente nel confronti dello Spirito Santo, sarà ugualmente utile leggere gli accostamenti proposti, al fine di meditare su certi comportamenti personali che spesso abbiamo, proprio quando ci prefiggiamo lo scopo di dar da "mangiare" agli altri il frutto della nostra fede!

Su ogni aspetto... avrei potuto metterci il nome... di qualche fratello... ma, siccome il rapporto con Dio è personale, niente e nessuno ci autorizza a farlo!

Troppo spesso però ci meravigliamo che gli altri non ci accettino e, purtroppo, non accettando noi, non accettano nemmeno il Gesù che noi portiamo nel cuore! Invece di arrabbiarci e condannare (cosa contraria alle caratteristiche del "vero" credente), riflettiamo sul nostro comportamento per discernere seriamente in che cosa noi siamo stati manchevoli e che cosa mancava al nostro frutto per essere accettato e mangiato!

Il FRUTTO dello Spirito che noi offriamo alla società, ha l'AMORE?

No? Allora è come se mancasse la POLPA del frutto!

(Un frutto con poca POLPA è asciutto e striminzito!)

Ha la BONTA'? Essa è come se fosse il SAPORE del frutto.

(Un frutto con poco SAPORE, una volta assaggiato, non piace riprovarlo!)

Ha la DOLCEZZA? Essa è come se fosse l'ODORE del frutto.

(Un frutto con ODORE sgradevole, non è affatto invitante!)

Ha la LONGANIMITA'? Essa è come se fosse la GRANDEZZA del frutto.

(Un frutto non molto GRANDE non sazia e non convince sulla sua unicità: l'uva è la dimostrazione di come un chicco non sappia rappresentare il grappolo!)

Ha la TEMPERANZA? Essa è come se fosse la MATURITA' del frutto.

(Un frutto che non è MATURO, può far male invece che bene!)

Ha l'ALLEGREZZA? Essa è come se fosse IL COLORE del frutto.

(Un frutto con un cattivo COLORE non induce a rischiare!)

Ha la FEDELTA'? Essa è come se fosse il SEME NUOVO del frutto.

(Un frutto senza SEMI non sarà ripiantato mai altrove!)

Ha l'ONESTA'? Essa è come se fosse la LUCENTEZZA del frutto.

(Un frutto un po' SPORCO ed OPACO mette in allarme gli igienisti!)

Ha la PACE? Essa è come se fosse la BUCCIA del frutto.

(Un frutto con una BUCCIA dura è difficile da aprire e da gustare!)

            La conclusione è: cosa diamo da mangiare agli altri? Cosa esce dalla nostra bocca? Quale esempio stiamo dando agli altri? L'albero della nostra fede produce frutti maturi, piacevoli ed invitanti e pieni di vitamine, oppure... stiamo dando frutti acerbi, piccoli, bacati e velenosi?

ATTENZIONE: dai frutti si riconosce l'albero.

Ricorda! Che frutto stai mostrando?

 

DUE TIPI DI FRUTTO

Gesù Cristo ci ordina di avere le idee molto chiare su un punto essenziale della fede in Dio: un seme che non dà buoni frutti NON E' IL SUO!

            “Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci. Voi li riconoscerete dai loro frutti. Si colgono forse delle uve dalle spine, o dei fichi dai triboli? Così, ogni albero buono fa frutti buoni; ma l'albero cattivo fa frutti cattivi.

Un albero buono non può far frutti cattivi, né un  albero cattivo far frutti buoni.  Ogni albero che non fa buon frutto, è tagliato e gettato nel fuoco.

            Voi li riconoscerete dunque dai loro frutti.

Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.” (Matteo 7:15-21; Luca 6:43)

            Gesù Cristo cambia le regole del gioco: "stop" alle buone intenzioni, alle belle ma vuote parole, alle leggi che si possono eludere con mille eccezioni e con mille sotterfugi! Adesso occorre passare direttamente ai frutti, alla pratica, all'azione! Non c'è più via di scelta: “O voi fate l'albero buono e buono pure il suo frutto, o fate l'albero cattivo e cattivo pure il suo frutto; perché dal frutto si conosce l'albero.” (Matteo 12:32-33)

            Il seme è stato piantato abbondantemente in noi: adesso non rimane che attenderne i risultati!

            Quale seme? Naturalmente l'unico seme di Dio che è "la Sua Parola", piantata in noi! (Giacomo 1:21; Marco 4:14; Luca 8:11)

            “Ed Egli rispose loro: Ogni pianta che il Padre mio celeste non ha piantata, sarà sradicata.” (Matteo 15:13)

            Nella parabola del seminatore solo un seme fu utile al seminatore e solo un seme ebbe un destino di vita (mentre tutti gli altri muoiono!): fu quell'unico seme che, cadendo nella buona terra, "portò frutto, dando qual cento, qual sessanta, qual trenta per uno." (Matteo 13:8 Marco 4:1-20; Luca 8:4-15)

            Per essere sicuri della salvezza allora, non solo è importante far germogliare il seme, ma anche e soprattutto produrre frutti: il seme fruttifero è una garanzia di successo nel Regno di Dio, e soprattutto una dimostrazione che il seme piantato in noi è, senza alcun dubbio, il seme di Dio!

            Se dal seme non nascono frutti, è un indice di una cattiva ricezione della Parola o peggio ancora di una non totale accettazione.

            La parabola del seminatore afferma addirittura che viene messa in pericolo la stessa Parola di Dio. che ne risulta "affogata" nelle cure mondane e nell'uso o abuso delle ricchezze, che agli occhi di Dio risultano "ingannevoli", perché distolgono dal vero scopo per il quale il seme viene seminato, e cioè dal portare FRUTTI! (Matteo 13:22)

            Anche nella parabola delle zizzanie, c'è un riferimento ai frutti, dal momento che proprio i frutti sono l'elemento distintivo tra l'erba buona e l'erba cattiva seminata dal "nemico": solo quando "l'erba fu nata ed ebbe fatto frutto" e, solo allora, "apparvero anche le zizzanie"! (Matteo 13:26)

            Se leggiamo la conclusione della parabola, non possiamo fare a meno di guardare a noi stessi e di vedere di non cadere nella trappola che Satana, il nemico di Dio, ci ha preparato, seminando nel nostro cuore, nella società e nel mondo, tutta la malvagità di cui è portatore. Tocca a noi far vedere, dai frutti, che il seme di Satana non è germogliato, oppure non è arrivato a maturazione o meglio ancora si è seccato, pur essendo germogliato!

            Possiamo anche pensare che Dio saprà distinguere, nel giorno della mietitura, il frutto della malvagità e quello dello Spirito Santo, attribuendo ad entrambi una diversa destinazione finale: "fasci per il fuoco o grano per il granaio" del Padrone. (Matteo 13:30)

Parlare di vita eterna solo per i salvati è impreciso, perché anche i non-salvati avranno la vita eterna, solo che non saranno con Gesù Cristo, ma in una eterna dannazione...

            Anche il "credente" che non fa frutti però sarà seccato, come il fico che Gesù vide un giorno sulla strada verso una città. Il Vangelo racconta che Lui "ebbe fame" (Marco 11:12-14 e 19-24) e si accostò ad un fico ma non vi trovò altro che foglie! Gesù maledisse quel fico e lo fece seccare, ma non disse: "Sii seccato!" Disse: "Mai più in eterno nasca frutto da te. E subito il fico si seccò!" (Matteo 21:19; Marco 11:14)

            Quel fico è un riferimento ad ogni credente che, nato da buon seme, cresciuto bene e rigoglioso nel suo esempio di fede, non ha altro da offrire che formalismi, religiosità, liturgia e apparenza: il Signore vuole i frutti e noi dobbiamo darGlieli sempre, anche fuori stagione perché il "frutto dello Spirito" non è un frutto stagionale, ma è un frutto continuo, perenne: anzi, più ne diamo e più abbiamo la possibilità di darne, perché "tutte le cose che domanderete nella preghiera, se avete fede,  le otterrete" (Matteo 21:22)

 

CONCLUSIONE

            Il Vangelo produce frutti, produce risveglio e potenza, “affinché camminiate in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio; essendo fortificati in ogni forza secondo la potenza della sua gloria, onde possiate essere in tutto pazienti e longanimi; e rendendo grazie con allegrezza al Padre che vi ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce” (Colossesi 1:10-12), imparando ad attendere a buone opere per provvedere alle necessità, onde non stiate “senza portar frutto.” (Tito 3:14)

            Come cristiani, allora, siamo alberi carichi di frutta appetitosa ed invitante, "pronta per l'uso", felici di offrire e felici se qualcuno... gradisce! Il pericolo più grande però è che qualcuno, capendo di aver trovato "il pollo da spennare", cioè la miniera inesauribile della sua sopravvivenza, salga sull'albero e non voglia più scendere! Può capitare allora che, sali uno, sali due, e sali tanti, l'albero si rompa o non ce la faccia più a sopportare il peso: allora succede di dire: “SCENDETE TUTTI!” Stiamo tranquilli che, chi ha ancora bisogno si ripresenterà; gli altri avranno fatto dell'affronto, una lezione a produrre frutti anche loro!

            Anche Gesù Cristo, il nostro "perfetto esempio di fede" (Ebrei 12:2), si scrollò più volte tutti di dosso, quando una moltitudine di persone, avendo visto il miracolo della moltiplicazione dei pani, voleva rapirlo per farlo re e “si ritirò di nuovo sul monte, tutto solo” (Giovanni 6:14-15).

            Addirittura cambiò indirizzo... andandosene al di là del mare, costringendo i suoi discepoli a precederlo! (Matteo 14:22)

            I nostri frutti non devono togliere agli altri... il desiderio di produrne di propri!

            Portare frutto "permanente" è, però, comunque, il banco di prova della nostra fede, per tutto il tempo del nostro pellegrinaggio cristiano su questa terra! (1 Pietro 1:7)

            Chi non porta frutto è "disubbidiente" alla Parola e in Questa è destinato ad intoppare, “poiché questa è la volontà di Dio: che, facendo il bene, turiate la bocca alla ignoranza degli uomini stolti”  (1 Pietro 2:8) ed anche perché “la faccia del Signore è contro quelli che fanno il male”. (1 Pietro 3:12)

            Portare frutto, per un credente cristiano, significa avere una coscienza pura, limpida, trasparente davanti agli occhi di Dio (1 Pietro 3:21), umile, ma fermamente decisa ad agire stando ferma nella fede!  (1 Pietro 5:5)

            Ultima, ma preziosissima indicazione, ci viene dall'apostolo Giovanni, il quale ci avverte solennemente, ma amorevolmente che i frutti... si possono anche perdere!

            Quando questo avviene, vuol dire che noi abbiamo operato in difformità della volontà di Dio, il quale riconosce i frutti delle opere solo ed unicamente se fatte “in verità e in amore”: “Badate a voi stessi affinché non perdiate il frutto delle opere compiute, ma riceviate, piena ricompensa.” (2 Giovanni 1:3-8)

            Quelli che si definiscono cristiani ma che non portano frutto sono anche un ostacolo per l'avanzamento del Regno di Cristo! Molto "poeticamente" l'apostolo Giuda chiama costoro "alberi d'autunno senza frutti": “Costoro son delle macchie nelle vostre agapi quando banchettano con voi senza ritegno, pascendo se stessi; nuvole senz'acqua, portate qua e là dai venti; alberi d'autunno senza frutti, due volte morti, sradicati; furiose onde del mare, schiumanti la lor bruttura; stelle erranti, a cui è riservata la caligine delle tenebre in eterno.” (Giuda 1:12-13)

            Come dice l'Apocalisse (18:14) i frutti di costoro se ne sono andati lontano da loro; e tutte le cose delicate e sontuose sono perdute e non si troveranno mai più!

 

FRUTTI COME INTERESSI

            Con Gesù Cristo è cominciata LA STAGIONE DEI FRUTTI PERENNI.

            Nella parabola dei cattivi vignaiuoli si parla sempre di frutti e si lotta per essi, per averli o per non darli, ma la conclusione è esemplare: “Or quando fu vicina la stagione dei frutti, mandò i suoi servitori dai lavoratori per ricevere i frutti della vigna...

            Quando dunque sarà venuto il padrone della vigna, che farà Egli a quei lavoratori? Essi gli risposero: Li farà perire malamente, cotesti scellerati, e affitterà la vigna ad altri lavoratori, i quali gliene renderanno il frutto a suo tempo... 

            Perciò io vi dico che il Regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato ad una gente che ne faccia i frutti.” (Matteo 21:34; Marco 12:9; Luca 20:16)

            É difficile accettare il fatto che Gesù Cristo vuole i frutti? Eppure anche nella parabola dei talenti ci viene detto chiaramente ed esplicitamente:          

            “All'uno diede cinque talenti, a un altro due, e a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità,  e  partì. Subito, colui che aveva ricevuto i cinque talenti andò a farli FRUTTARE, e ne guadagnò altri cinque...” (Matteo 25:15-16; Luca 19 11-27)

            I primi due, che misero a frutto quanto il padrone aveva loro affidato, ricevettero entrambi lo stesso riconoscimento: “Entra nella gioia del tuo Signore!”

            Al terzo, che non aveva saputo produrre frutti, nemmeno quelli minimi di un semplice e non impegnativo "interesse bancario", il padrone rivolse parole durissime e inappellabili: “Servo malvagio ed infingardo, tu sapevi ch'io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso...”

            Il commento di Gesù Cristo alla Sua parabola è molto importante, perché nasconde un apparente controsenso: “Poiché a chiunque ha, sarà dato, ed egli sovrabbonderà, ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha.

E quel servitore disutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Ivi sarà il pianto e lo stridor dei denti.” (Matteo 25:16-30)

            Il controsenso è spiegabile in rapporto all'unico bene di scambio: i frutti! A chi non porta i frutti, sarà tolto anche... il seme, che pur avendo germogliato, non ha prodotto i risultati sperati. Ogni giustificazione del servitore inutile, è destinata per l'eternità ad infrangersi di fronte alla sconvolgente ed ineliminabile evidenza della mancanza di frutti!

            Nella volontà di Cristo, non c'è durezza, ma un amorevolissimo intento: quello di rallegrarsi insieme a noi nella raccolta dei frutti!

            “Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino insieme.” (Giovanni 4:36)

            Il Signore allora ci avverte: “Chi non raccoglie, disperde!” (Matteo 12:30), perché non abbiamo avuto a cuore il motivo per il quale il Signore ci ha dato il Suo seme: “Beati quelli che hanno a cuore le vie del Santuario!” (Salmo 84:5) Dobbiamo portare frutto!

            Gesù ha portato frutto? Certamente: il Suo frutto è il Suo sangue, sparso per amore per la remissione dei peccati di coloro che lo accettano come "personale Salvatore". Infatti il sangue è simboleggiato dal vino, cioè da un frutto: “Vi dico che da ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò di nuovo con voi nel Regno del Padre Mio.” (Matteo 26:29; Marco 14:25; Luca 22:18)

            Gesù ha fruttificato e non c'è altro frutto che Lui debba ancora dare che non sia già stato dato: il Suo sangue.

            Da questo frutto di Gesù Cristo è nato il seme della "buona novella", da piantare in ogni cuore per far germogliare la pianta della salvezza!

            Da ogni frutto di salvezza nasceranno altri semi  da seminare.

            Due condizioni però impediscono questo passaggio: alberi senza frutti e alberi con frutti acerbi! Studiamoci di non essere né l'uno né l'altro; il Signore ci aiuti in questo!

            Se il frutto porta il nuovo seme (Giov 12:24), allora è indispensabile che i frutti vengano prodotti o altrimenti saranno tolti. “Così è di chi tesoreggia per sé, e non è ricco in vista di Dio.” (Luca 12:21)

            La pazienza del Signore ha un limite: può aspettare la fioritura e la maturazione dei frutti, ma non per molto... 

            Nella parabola del fico sterile, il Vignaiuolo convince il Padrone ad aspettare ancora un anno “finché io l'abbia scalzato e concimato; e forse darà frutto in avvenire; se no, lo taglierai.” (Luca 13:9)

            Il Signore ha tutte le accortezze per far germogliare il Suo seme, perché sa che da esso dipende la vita eterna o la morte eterna!

            “In verità, in verità io vi dico che se il granello di frumento  caduto in terra non muore, riman solo; ma se muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita, la perde; e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna.” (Giovanni 12:24-25)

            Non dobbiamo meravigliarci allora se il Signore ci pota e ci "monda", per farci produrre più frutto: ogni volta che il Signore ci corregge, può dispiacerci, specie se lo fa con nostra gran sofferenza e nostro malgrado, ma benedetta sia la Sua mano che ci santifica e ci purifica sempre più per essere portatori di un abbondante raccolto e non di qualche occasionale e stentato frutto!

            Con precisione Egli dice: “Io sono la vera vite, e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me non dà frutto, Egli lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo rimonda affinché ne dia di più”, (Giovanni 15:1-2) a lode, gloria ed onore di Dio-Padre: “In questo é glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, e così sarete miei discepoli.” (Giovanni 15:8)

            In fondo non siamo noi che abbiamo scelto Gesù Cristo, ma è Lui che ha scelto noi, e ci ha costituiti affinché possiamo evangelizzare, testimoniare e portare frutto, affinché “tutto quel che chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve lo dia.” Unica condizione: che il nostro frutto sia permanente. (Giovanni 15:16)

            Cosa stai facendo tu, nel produrre interessi, investendo nel mondo il talento che hai ricevuto?

Il frutto dello Spirito benedice e santifica chi lo produce ed è un cibo che noi abbiamo per il nostro e l'altrui sostentamento: i primi a beneficiarne infatti siamo noi stessi. Il Signore ci permette di gustare per primi il frutto prodotto, perché “Chi è che pianta una vigna e non ne mangia del frutto? O chi è che pasce un gregge e non si ciba del latte del gregge?” (1 Corinzi 9:6)

            Il lavoratore che fatica allora è e dev'essere il primo ad avere la sua parte dei frutti: ogni contadino, prima di dare ad altri il suo prodotto, è ovviamente il primo a mangiarne, lui e la sua famiglia! (2 Timoteo 2:6)

            Il frutto sarà per noi un grandioso progetto di dispensazione della grazia e delle grazie di Dio: “Or colui che fornisce al seminatore la semenza, e il pane da mangiare, fornirà e moltiplicherà la semenza vostra e accrescerà i frutti della vostra giustizia. Sarete così arricchiti in ogni cosa onde potere esercitare una larga liberalità, la quale produrrà per nostro mezzo, rendimento di grazie a Dio... La prova pratica... porta a glorificare Iddio per l'ubbidienza  con cui professate il Vangelo di Cristo, e per la liberalità con cui partecipate ai bisogni loro e di tutti.” (2 Corinzi 9:10-14)

L'apostolo Paolo sapeva che la sua predicazione avrebbe portato i frutti voluti da Dio (Romani 1:13), ma sapeva anche che, prima di conoscere Gesù Cristo, noi eravamo destinati alla morte con tutti i nostri "frutti di peccato" “Quale frutto dunque avevate allora? Di queste cose ora vi vergognate, poiché la loro fine è la morte!

Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna; perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, NOSTRO SIGNORE.” (Romani 6:21-23)

            Dal seme del mondo nascono i frutti per la morte!

            Dal seme della Parola di Dio nascono i frutti per la vita!

            Quali frutti vogliamo produrre?

            “Così, fratelli miei, anche voi siete stati messi a morte quanto alla legge mediante il corpo di Cristo, per appartenere a un altro, cioè a Colui che è risuscitato dai morti, affinché noi portiamo frutti per Dio.

Infatti, mentre eravamo nella carne, le passioni peccaminose, eccitate dalla legge, agivano nelle nostre membra allo scopo di portar frutti per la morte; ma ora siamo stati sciolti dai legami della legge, essendo morti a quella che ci teneva soggetti, per servire nel nuovo regime dello Spirito e non in quello vecchio della lettera.” (Romani 7:4-6)


 

 

PREGARE NELLO SPIRITO SANTO

Occorre fede per pregare, perché occorre credere che ci si rivolge a Qualcuno che può fare le cose che noi gli chiediamo. La preghiera è una diaconia spettante a tutti i credenti.

 In questo la fede in Cristo è un dono di Dio, ma può anche essere un atto di ubbidienza alla Parola di Dio, che è potente a salvare quanti credono in essa.

            Non è vero che ci sono persone che pregano meglio di altre e non è vero che Dio non ascolta le preghiere: le preghiere sono “personali” e Dio ascolta persino le preghiere degli empi! Ascoltare però non è “rispondere”. Dio ascolta, ma non risponde automaticamente. Non è una macchina che distribuisce il biglietto, appena metti la moneta. Le risposte di Dio vengono, se e quando Lui vuole.

            Non è vero che i sacerdoti pregano meglio, perché ogni credente in Cristo è “re e sacerdote”. Anzi in Atti 6:7 troviamo un’utile informazione. Tra i discepoli di Gesù, non c’erano sacerdoti! Solo successivamente molti sacerdoti "ubbidirono alla fede" dei discepoli, riconoscendo in loro un'autorità che veniva dal Signore. Che poi costoro abbiano ripreso il sopravvento sui discepoli, questo è un altro discorso.

Vi sono sempre stati due tipi di religiosi:

- gli uomini di chiesa

- gli uomini di Dio.

I primi ricevono l'autorità dall'istituzione, che li istruisce, li nomina, li manda e li difende. Essi hanno a cuore il progresso della "loro" chiesa, delle "loro" tradizioni, delle "loro" dignità. Essi hanno l'autorità della Chiesa che rappresentano. Sopra di loro c'è la Chiesa. (E' il sacerdozio levitico)

I secondi li prepara, li sceglie e li manda Dio: non hanno tuniche particolari, né collari di catene simboliche al collo, non hanno uomini che li difendono. Essi hanno l'autorità di Dio e Lo rappresentano. Sopra di loro c'è Dio che li difende. (E' il sacerdozio di Melchisedec: Ebrei 7:1-10)

Ben lo avevano capito i primi apostoli "pentecostali": “quanto a noi, continueremo a dedicarci alla preghiera e al servizio della Parola” (Atti 6:4)

 

            Ci sono DUE tipi di preghiera, una comprensibile e una “in lingue”. Oggi diremmo, una IN CHIARO ED UNA CRIPTATA! “Pregherò in due modi: con lo Spirito Santo e con l'intelligenza” (1 Corinzi 14:14-15)

 

1 - La PREGHIERA INTELLIGIBILE (in CHIARO) è quella fatta con parole capibili da noi principalmente e poi da chi ci ascolta, uomini, demòni, angeli e Dio.

Anche se le parole siano ben pronunciate oppure bisbigliate o biascicate nel pianto, Dio capisce sempre, perché Dio è Spirito creatore del nostro cuore, Egli vede il nostro cuore meglio di chiunque altro.

- Egli conosce i segreti del cuore (Salmo 44:21)

- Egli conosce i pensieri degli uomini (Salmo 94:11)

- Egli investiga pensieri e cuore degli uomini (Salmo 139 tutto e in particolare 139:3-4 e 23; Romani 8:27)

- Dio conosce i vostri cuori (Luca 16:15; 2 Corinzi 5:11; Atti 1:24)

- Gesù, essendo Dio conosceva quello che era nell'uomo (Giovanni 2:25)

- Dio conosce le sue pecore e le sue pecore Lo conoscono (Giovanni 10:27)

- Dio conosce ogni cosa (1 Giovanni 3:20)

- Dio vede nel segreto (Matteo 6:6) e prima ancora di chiedere Egli sa già ciò di cui abbiamo bisogno, ancor prima che glielo chiediamo! (Matteo 6:8)

Il problema principale della preghiera è individuare bene Chi dobbiamo pregare.

Molti si rivolgono a persone sbagliate o a divinità inesistenti. Errore fatale! Hanno peccato, che in greco si dice “amartàno”, cioè “sbagliare mira”.

Poi persino i credenti si rivolgono al Padre di Gesù e non a Gesù direttamente. Errore fatale. Hanno la salvezza in Gesù, il battesimo di Spirito Santo in Gesù, sanno che Gesù intercede per noi presso il Padre e poi LO SCAVALCANO, come se Lui non servisse più. Gesù invece di intervenire… sta a guardare! Lui è seduto sul Trono! O le preghiere arrivano al suo Trono o vanno altrove, nei meandri dello spazio infinito, senza destinazione e senza arrivare mai, come le missioni di Star Trek.

            Satana lo sa benissimo e crea formule stereotipate di preghiere che piacciono tanto a tanta gente, che poi si lamenta perché Dio non risponde…  Eccone qualche esempio: “Padre, nel Nome di tuo Figlio, Gesù che è il benedetto in eterno”… oppure “Dio, ascolta questa preghiera nel nome di tuo Figlio Gesù!”

            Ma scherziamo? Con tali preghiere ci si rivolge al Padre di Gesù e non a Gesù, facendoci “uguali” a Gesù. Poi non ci meravigliamo se qualcuno impazzisce e si crede di essere Gesù Cristo!

La verità è che Gesù è la porta della salvezza e di ogni cosa (Giovanni 10:7 e 9)

O si bussa a Gesù Cristo “e vi sarà aperto” (Matteo 7:7; 11:9-10) oppure state bussando al muro!

O si capisce che solo presso Gesù c'è guarigione, oppure stiamo ancora aspettando l’angelo che muova le acque della piscina di Siloe. La scrittura ci dice che non a caso il paralitico di Betesda che si trovava "presso la porta delle Pecore" incontrò Gesù! (Giovanni 5:2)

Le Tue porte saranno sempre aperte e le chiamerai: LODE (Isaia 60:11 e 18) e l’Agnello è degno di ogni lode!

Se Gesù apre le porte dei cuori (Atti 14:27; 28:30-31; 2 Corinzi 2:12-13) diamo poi a Gesù questi cuori aperti!

 

LA PREGHIERA È UN MODO PER ENTRARE NEL “RIPOSO OFFERTO DA DIO”.

Molti conoscono il famosissimo passo di Matteo 11:28-30 “Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, E IO VI DARÒ RIPOSO. Prendete su voi il mio giogo ed imparate da me, perché io son mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero.”

Gesù Cristo fa una promessa solenne: se siete travagliati ed aggravati, venite a me ed io vi darò riposo. Come?

Noi portiamo dei pesi e siamo travagliati, preoccupati oltre misura per dei problemi che la vita quotidiana ci ha messo addosso. Gesù ci invita a portare tutti i pesi a Lui, a consegnarli a Lui e a depositarli ai suoi piedi. Semplice come bere un bicchiere d’acqua.

Ce li vogliamo tenere? Siamo troppo affezionati ai nostri problemi? Vogliamo continuare a soffrire e a portare pesi troppo pesanti che ci danno angoscia? Gesù ci dà la soluzione: “Venite a me! Non andate da altri o da altre. Venite a me” Io mi prendo i vostri pesi, ma vi chiedo in cambio  di prendere i miei pesi.” Gesù ci propone di scambiare i pesi. Lui si prende il nostro peso e noi ci prendiamo il suo.

Ci conviene?

Prima di rifiutare, Gesù ci rassicura. Il suo carico è leggero, molto più del nostro. I suoi pesi sono i pesi di un Dio che può avere tutti i pesi del mondo, ma che pure ha tutte le soluzioni del mondo a tal punto … da non avere carichi impossibili da portare!

            Il discorso è legato alla fede dei neonati: “In quel tempo Gesù prese a dire, Io ti rendo lode, o Padre, Signor del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai savi e agli intelligenti, e le hai rivelate AI PICCOLI FANCIULLI (in greco NÉPIOI) . Sì, Padre, perché così t'è piaciuto. OGNI COSA MI È STATA DATA IN MANO DAL PADRE MIO; e nessuno conosce appieno il Figliuolo, se non il Padre, e nessuno conosce appieno il Padre, se non il Figliuolo e colui al quale il Figliuolo avrà voluto rivelarlo.” (Matteo 11:25-27)

Chi è Lui? Ecco il suo biglietto da visita, affinché noi sappiamo con chi abbiamo a che fare. Lui è COLUI CHE HA RICEVUTO OGNI COSA IN MANO DAL PADRE SUO.

LUI È IL PADRONE DI TUTTO.

Gesù è affidabile e credibile, come una mamma per un bambino piccolo ed infatti Lui si rivolge a noi come a dei bambini

            In greco c’è il termine “népios”, che vuol dire bambino di tenera età, bambinello, infantile, inesperto e sciocco, credulone.

            Se vogliamo essere savi ed intelligenti, risolviamo i nostri problemi da soli, se siamo capaci!  Se invece vogliamo ascoltare la voce di Dio, dobbiamo ubbidirgli come dei bambini?

            Vogliamo provare?

            Lui ci darà riposo: in greco troviamo scritto “anapàuso umàs”, dove anapàusis è il "riposo dalla fatica, la cessazione di qualcosa, sollievo, riposo “.

            Il verbo ha la preposizione anà che vuol dire “su, sopra”, ad indicare che Lui ci mette sopra di noi il suo riposo e noi su di Lui il nostro peso.

            Vogliamo provare?

            Lui ha un carico leggero, quello dell’Amore. Dio è Amore.

            Il peso di Dio è il peso dell’amore verso un’umanità senza Dio e senza salvezza.

Esattamente ciò che eravamo noi, prima di ascoltare la sua voce.

            "Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori, come nel giorno della ribellione". Infatti, chi furono quelli che dopo averlo udito si ribellarono? Non furono forse tutti quelli che erano usciti dall'Egitto, sotto la guida di Mosè? Chi furono quelli di cui Dio si disgustò per quarant'anni? Non furono quelli che peccarono, i cui cadaveri caddero nel deserto? A chi giurò che NON SAREBBERO ENTRATI NEL SUO RIPOSO, se non a quelli che furono disubbidienti?     Infatti vediamo che non vi poterono entrare a causa della loro incredulità.” (Ebrei 3:15-19)

            Il riposo di Dio era l’entrata nella Terra Promessa: Canaan!

            Vogliamo tenerci i nostri pesi ed essere travagliati ed aggravati, oppure entrare nel Paese dove scorre il latte e il miele? “Stiamo dunque attenti: la promessa DI ENTRARE NEL SUO RIPOSO è ancora valida e nessuno di voi deve pensare di esserne escluso.” (Ebrei 4:1)

            Anche in questo passo si parla di riposo, ma il termine greco è però “katapàusis” che vuol dire pure “riposo, quiete, tranquillità” ma questa volta c’è la preposizione katà, che vuol dire “giù, a fondo, completamente”. Anche il verbo “katapàuo” vuol dire “faccio cessare, depongo giù”: sembra quasi di vedere noi che deponiamo i nostri pesi definitivamente ai piedi della croce, per non riprenderceli più. Questo è veramente ciò che vogliamo? Liberarci dei nostri pesi? Ebbene, facciamolo, ma senza ripensamenti, senza fare finta di poggiarli… per poi riprenderceli!

            Credere a metà significa anche questo: far finta di depositarli, per poi riprenderceli quando ce ne andiamo…

            In ebraico la parola riposo si dice “noè”! Noé vuol dire “riposo” Vogliamo entrare nell’arca di Noé e salvarci dal diluvio?

            Entrare nell’arca di Noé, significa chiudere col mondo ed essere custoditi da Dio dentro un guscio che non comunica più con l’esterno. L’unica preoccupazione è… dar da mangiare agli animali, che per giunta sono talmente consapevoli di stare nelle mani di Dio da essere pure collaborativi!

L’Arca rappresenta sicuramente la salvezza, ma anche il guscio dell’’Amore di Dio:

Ecco allora il senso del riposo ebraico, lo shabbath  il giorno in cui “chi entra nel riposo di Dio (in greco sabbatismòs) si riposa anche lui dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue.” (Ebrei 4:10)

Stefano fece il suo ultimo discorso parlando del riposo, quel riposo che significa stare sotto la guida dello Spirito Santo.  Chi non ci entra, è disubbidiente allo Spirito Santo!

Brutto affare, anzi pessimo!

L’invito di Gesù di andare a Lui, a questo punto non è più un invito: è un ordine!

Spiegò Stefano: “Ma Salomone fu quello che gli edificò una casa. L'Altissimo però non abita in templi fatti da man d'uomo, come dice il profeta: Il cielo è il mio trono, e la terra lo sgabello dei miei piedi. Qual casa mi edificherete voi? dice il Signore; o qual sarà il luogo del mio riposo?

50) Non ha la mia mano fatte tutte queste cose?

O gente di collo duro e incirconcisa di cuore e d'orecchi, voi contrastate sempre con lo Spirito Santo; come fecero i padri vostri, così fate anche voi.

Qual dei profeti non perseguitarono i padri vostri? E uccisero quelli che preannunziavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete stati i traditori e gli uccisori; voi, che avete ricevuto la legge promulgata dagli angeli, e non l'avete osservata.” (Atti 7:47-53)

            L’ultimo passo biblico che ci parla del riposo è quello di Seconda Tessalonicesi 1:5-8 dove troviamo scritto: “Questa è una prova del giusto giudizio di Dio, perché siate riconosciuti degni del regno di Dio, per il quale anche soffrite. Poiché è giusto da parte di Dio rendere a quelli che vi affliggono, afflizione; e a voi che siete afflitti, riposo (in greco ànesis) con noi, quando il Signore Gesú apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesú.”

            La parola greca “ànesis” vuol dire distensione, rilassamento, allentamento di tutte le tensioni, paure, angosce e quant’altro.

            Non è incoscienza o menefreghismo o superficialità, ma è qualcosa di completamente straordinario: Dio combatte per noi e ci dà la vittoria su tutto, sulla malattia, sul dolore, sulla povertà, sugli affanni e sui travagli!

            Lui ci ha fatti “signori del sabato”! I cristiani veri sono gli incoscienti di Dio, quelli che non si preoccupano mai e che lo lodano e lo ringraziano per ogni cosa, sia positiva che negativa!

            Il sabato del cristiano è sottoposto ai cristiani perché essi sono “sacerdoti” di Cristo: “Ovvero, non avete voi letto nella legge che nei giorni di sabato, i sacerdoti nel tempio violano il sabato e non ne son colpevoli? Or io vi dico che v'è qui qualcosa di più grande del tempio.

E se sapeste che cosa significhi: Voglio misericordia e non sacrificio, voi non avreste condannato gl'innocenti; perché il Figliuol dell'uomo è signore del sabato.” (Matteo 11:5-8)

Entrare nel riposo di Dio, significa che non c’è più niente da preoccuparsi, da fare, da creare, da costruire, ma c’è solo da godere della creazione.

Ma possibile che “non sapete voi che siete il tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi?...  Nessuno s'inganni. Se qualcuno fra voi s'immagina d'esser savio in questo secolo, diventi pazzo affinché diventi savio; perché la sapienza di questo mondo è pazzia presso Dio. Infatti è scritto: Egli prende i savi nella loro astuzia; e altrove: Il Signore conosce i pensieri dei savi, e sa che sono vani. Nessuno dunque si glori degli uomini, PERCHÉ OGNI COSA È VOSTRA: e Paolo, e Apollo, e Cefa, E IL MONDO, e la vita, e la morte, e le cose presenti, e le cose future,  TUTTO È VOSTRO; e voi siete di Cristo, e Cristo è di Dio.” (1 Corinzi 3:16-23) 

            “Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati”e Gesù vi metterà in condizione di vedere quanto è grande il Suo Amore per voi, mettendo il mondo ai vostri piedi.

            A questo punto è veramente da pazzi non approfittarne!

            Chi vuole provare? Solo chi crede!

            Uno spot pubblicitario diceva “Provare per credere” ma Gesù inverte l’ordine “Credere per provare”!

            Gesù ti aspetta: inginocchiati e chiedi di entrare nel suo riposo e vedrai che la pace di Gesù scenderà su di te, come un dolce mantello di protezione, di calore e di benessere!

            I tuoi pesi sono nelle mani di Gesù, in ottime mani!

 

2 - LA PREGHIERA "non intelligibile", (CRIPTATA) fatta col linguaggio dello SPIRITO.

In Efesini 6:18 l'apostolo Paolo esorta a pregare in maniera speciale: “PREGANDO IN OGNI TEMPO, nello SPIRITO, con ogni sorta di preghiere e di supplicazioni; ed a questo VEGLIANDO CON OGNI PERSEVERANZA e supplicazione PER TUTTI I SANTI”

Cosa avrà voluto intendere con l'espressione "pregare nello Spirito in ogni tempo"?

Nessuno può capire il nostro linguaggio di preghiera se non lo Spirito Santo che lo interpreta, trasformando i desideri del nostro cuore in parole spirituali convenevoli a Dio, che è Spirito.

Lasciamo che lo Spirito Santo "interceda per noi" e ci difenda dall'"accusatore" presente su questa terra, e non più presente in cielo, perché Colui che adesso siede alla destra di Dio lo ha "visto precipitare come una folgore" (Luca 10:18)

Egli parla in preghiera al nostro cuore e, se Glielo preghiamo, Egli "interpreta" il nostro linguaggio, dandoci i Suoi pensieri.

Nel Cielo, presso il Padre, Gesù intercede per noi.

Sulla terra, lo Spirito Santo intercede per noi.

Noi abbiamo DUE intercessori: uno (Gesù Cristo) presso il Padre (1 Giovanni 2:1) e uno (lo Spirito Santo) dentro di noi  (Giovanni 14:16)

Se ci lasciamo condurre dallo Spirito Santo non siamo sotto la legge (Galati 5:18), ma Egli ci aiuterà a superare qualsiasi debolezza e "carnalità"

L'apostolo Paolo si esercitava continuamente a parlare in lingue, per essere in comunione con lo Spirito Santo e soprattutto per pregare: in tale attività spirituale egli diceva di essere il migliore, cioè quello che parlava in lingue più di tutti i corinzi! ("più di tutti voi" 1 Corinzi 14:18)

            Pregare “in altre lingue” è la preghiera pentecostale-carismatica ed è sempre possibile, a qualunque ora del giorno e della notte, per tutto il tempo che uno vuole. In pratica è un parlare a Dio e non agli uomini, poiché nessuno lo capisce, ma in spirito si dicono cose misteriose (1 Corinzi 14:2)

            Oltre ad edificare se stessi (1 Corinzi 14:4; Giuda 20) la preghiera in lingue permette allo Spirito Santo di intercedere PER NOI con sospiri ineffabili e nel migliore dei modi (Romani 8:26).

            Sembra strano, ma questo è il “sistema” scelto dallo Spirito Santo che ha come uno dei suoi simboli proprio le lingue di fuoco. L’ordine è di non spegnere lo Spirito (1 Tessalonicesi 5:18-21).

            Prima di diventare “pentecostale”, io non sapevo pregare a lungo e neppure sapevo cosa dire nel pregare: Adesso posso pregare per ore ed ore e le parole mi vengono in mente con tanta scioltezza e anche con tanta chiarezza. Nel mondo, con questo “sistema” ci hanno costruito la famosa “montagna di preghiera”, costituita da migliaia di persone che si danno il cambio giorno e notte per intercedere per tutti i bisogni della comunità e della nazione. “Non sapete voi che siete il tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno guasta il tempio di Dio, Iddio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi.” (1 Corinzi 3:16)

            Noi siamo "Ambasciatori di Cristo" (2 Corinzi 5:20) in un regno nel quale non c'è né la grazia di Dio, né la salvezza eterna, né la potenza di Dio, ma solo tenebre e frutti delle tenebre!

La salvezza degli altri è nelle nostre mani solo se esortiamo, autorizzati da Dio, e supplichiamo nel nome di Gesù Cristo. Noi siamo il sale della terra (Matteo 5.13), salati col fuoco (Parola e Spirito Santo (Marco 9:49).

Cosa ci spinge a farlo? “L'amore di Cristo ci costringe” (2 Corinzi 5:14)

            I denigratori di Cristo e in genere dei “pentecostali”, non capiscono questo genere di preghiera e anzi beffeggiano chi parla in altre lingue. Pazienza!

            Pur essendo credenti, hanno un “sale sciapito o insipido, è immangiabile e privo di gusto (Giobbe 6:6) ed il loro sale non è buono ed è destinato ad essere gettato e calpestato (Matteo 5:13).

            Come sacerdoti del Nuovo Testamento (Efesini 1:22-23) stiamo seduti con Gesù ad intercedere. (Efesini 2:6).

Chi prega nello Spirito Santo è un intercessore che sa ben edificare se stesso: il Padre nostro celeste gli fornisce un cibo che è il cibo degli adulti!

Inoltre ha interessanti esperienze spirituali:

- comunione con le sofferenze di Cristo (Filippesi 3:10)

- combattimento contro il diavolo e non contro i fratelli di chiesa (Atti 28:21)

- richieste, rapporto, comunione e condizioni per ricevere (Deuteronomio 28)

- combatte insieme al Signore.

Ricordo con molta gioia, molti momenti trascorsi in una tenda di evangelizzazione insieme ad un caro pastore, Silvano Zucchi, il quale insegnava a cantare: "sento marciar l'esercito di Dio!": “Quanto allo zelo, non siate pigri; siate ferventi nello spirito, servite il Signore; siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera.” (Romani 12:11-12)

UNA PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO ALLO SPIRITO SANTO, sicuramente riduttiva e semplice, ma doverosa, sia pure come “bozza” o schema per altra più ampia e dettagliata.

Spirito Santo,

benedetto è il Tuo Nome e Santa è la Tua Persona!

Perdonami per ogni volta che non Ti ho ringraziato della Tua generosità.

Grazie.

Guai a chi Ti offende o Ti nega! Pagherà in eterno!

Tu sei bellezza e forza, sapienza e immensità.

Tu sei la meravigliosa realtà di un Dio senza volto e dal Nome sconosciuto.

Stupendamente sublime e infinitamente efficiente, hai, nel Tuo Soffio, la Volontà di Dio e la potenza creatrice.

Vieni su di me, nel Nome di Gesù Cristo, il Messia e Salvatore.

O SIGNORE GESU’ CRISTO, che sei Vivente e che dimori dentro di noi in Spirito e Verità, concedici la tua saggezza per escludere i rumori di questo mondo, i disturbi e le difficoltà in modo che possiamo trovarci da soli con Te in un silenzio di pace dell’anima.

Come un bambino che respira in braccia amorevoli, così ci affidiamo a Te, senza chiederti niente, senza lamentarci di niente.

Il nostro lavoro a volte è duro, la nostra lotta è ben poca cosa, i nostri sogni si trasformano in inutili lacrime.

Dacci la pace della Tua vicinanza, quella che scende sul nostro capo perché Tu ci metti la Tua Santa mano.

Nella quiete con Te, nonostante il terrore e il tumulto della vita, viene una fiducia, una bontà che nutre le nostre anime.

Da questa comunione con Te, o Dio, viene la nostra guarigione e la nostra forza!

Se solo potessimo stare sempre alla Tua presenza!

Quando continueremo la lotta per il nostro pane quotidiano, non saremo soli, perché Tu ci sarai sempre vicino. Parlaci nella profondità del nostro cuore, affinché possiamo avere una fede sempre più grande e possiamo veramente dipendere da Te e dallo Spirito Santo.

Togli da noi ogni paura, specie quando ci troviamo di fronte a giorni insopportabili e facci vedere come tutto accade per il meglio per noi. Grande è il mistero della Tua Pietà. Amen


 

 

SIMBOLI DELLO SPIRITO SANTO

Iddio ha scelto di illustrare, con simboli, ciò che altrimenti, a causa della povertà del linguaggio, non avremmo mai potuto conoscere. Per definire le azioni e le manifestazioni dello Spirito Santo, sono impiegati ben dieci simboli: esaminiamoli.

 

1a) IL DITO DI DIO, LA MANO DI DIO, IL BRACCIO DI DIO

C’è una figura retorica chiamata “sinéddoche”, quando si nomina una parte per indicare il tutto, e che permette di sostituire il tutto con una parte. Avere tante bocche da sfamare, per esempio, significa avere tanti figli o tante persone da nutrire. In pratica dire il dito di Dio, significa dire Dio. Per capire però che il "dito" di Dio, sia lo Spirito Santo, bisogna mettere a confronto Luca 11:20 con Matteo 12:28:

"Ma se è con il dito di Dio che io scaccio i demòni, allora il regno di Dio è giunto fino a voi.".(Luca11:20) 
"Ma se io scaccio i demoni per mezzo dello SPIRITO di Dio, il regno di Dio vi ha veramente raggiunti". (Matteo 12:28)

Il "dito" di Dio è lo Spirito Santo! E lo Spirito Santo è Dio. Non è una parte di un tutto, come una sineddoche, ma di una Persona della Trinità con “funzione” di dito!

Il primo giorno della creazione dei cieli e della terra, lo Spirito Santo aleggiava sulla superficie delle acque e poi procedette alla realizzazione di quanto Dio Padre aveva pensato e Dio Figlio aveva detto. Il Salmo 8:3 così ricorda quei momenti: “quand'io considero i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai disposte…”

            L’espressione il dito di Dio la troviamo in occasione della terza piaga d’Egitto, quella delle zanzare, quando “i maghi dissero al faraone: "Questo è il dito di Dio".” (Esodo 8:19)

Uscito dall’Egitto, Mosè ricevette la Legge scritta col Dito di Dio: “Quando l'Eterno ebbe finito di parlare con Mosè sul monte Sinai, gli dette le due tavole della testimonianza, tavole di pietra, scritte col dito di Dio.” (Esodo 31:18 e Deuteronomio 9:10). Adesso sappiamo che fu lo Spirito Santo a scrivere tutto, perché ciò che sta scritto, ha caratteristiche letterarie e numeriche tipiche di tutto il resto della Bibbia. L’Autore materiale è lo stesso!

Lo Spirito Santo ha la caratteristica di essere “settuplo” e i multipli di sette si trovano in ogni capitolo della Bibbia, così come spiegato in un altro mio libro dal titolo “La matematica di Dio” (Vertigo Editrice, Roma 2016)

Il dito di Dio è dunque lo Spirito Santo, ed è Lui che provvede affinché la Parola di Dio non torni a vuoto “senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l'ho mandata.” (Isaia 55:11)

 Senza la dottrina della Trinità, che preveda l’intervento dello Spirito Santo, ogni denominazione religiosa cristiana è MONCA, cioè priva del sostegno vero ed autentico di Colui che può tutto e che sostiene la vera predicazione con segni e prodigi. Negare lo Spirito Santo coincide col rinunciare a vedere il “dito di Dio” all’opera!

Nella mia esperienza di tanti e tanti decenni di fede, non immaginavo di poter vedere anche io il “dito di Dio”: in una visione soprannaturale mi ritrovai in una sala di culto molto illuminata e dove il colore bianco era dovunque (sedie bianche, pareti bianche, pulpito bianco) e c’era un pulpito dal quale un predicatore, che io conoscevo, puntava il dito verso di me, unico spettatore, dicendo: “Per te, prima Corinzi quattro!”

Lo Spirito Santo mi dava questa singolarissima visione, servendosi di persone a me note, per non mostrarsi direttamente, cosa molto comune in tanti esempi scritturali.

Uscito dalla visione, sbigottito ed incredulo, presi la Bibbia e lessi il passo che mi apparteneva: “Così, ognuno ci consideri servitori di Cristo e amministratori dei misteri di Dio.”

Il capitolo è abbastanza lungo, ma ciò che dice, è ancora in atto nella mia vita, nel bene e nel male. Quando lo Spirito Santo punta il dito, crea qualcosa di straordinario nella Sua Creazione. Da allora la mia vita cambiò sensibilmente, prendendo un’altra piega.

Possa il Signore Dio Padre e Salvatore Gesù Cristo mettere il Suo dito nella vita di chi si rivolge a Lui e ricreare il suo fisico, mantenendolo giovane, efficiente e pienamente operativo nel servizio verso Lui e il prossimo.

 

1b) LA MANO DI DIO, è una sineddoche come per il “dito di Dio”: una parte per il tutto.

Comunemente, si intende la MANO di Dio, come “provvidenza” di Dio: “Non c'è nulla di meglio per l'uomo del mangiare, del bere e del godersi il benessere in mezzo alla fatica che egli sostiene; ma anche questo ho visto che viene dalla mano di Dio.” (Ecclesiaste 2:24, Giobbe 2:10)

Dare una mano a qualcuno significa prestare aiuto o soccorso o collaborazione.

In realtà, considerando che Dio non ha “corpo”, ma è spirito e verità, la Sua Mano è qualcosa che si concretizza per indicare l’azione che viene da Lui.

Lo Spirito Santo è la MANO di Dio: alleluia!

LA MANO infatti fu usata dallo Spirito Santo, quando il re Nabucadnesar fu punito da Dio e “in quel momento apparvero le dita di una mano d'uomo, che si misero a scrivere, di fronte al candeliere, sull'intonaco della parete del palazzo reale. Il re vide quel PEZZO DI MANO che scriveva. Allora il re cambiò colore e i suoi pensieri lo spaventarono; le giunture dei suoi fianchi si rilassarono e le sue ginocchia cominciarono a sbattere l'una contro l'altra.” (Daniele 5:5-6)

Ben lo sapeva il grande Mosè, quando fu così rassicurato da Do stesso: “L'Eterno disse a Mosè: "Ora vedrai quello che farò a Faraone; perché, forzato da una mano potente, li lascerà andare; anzi, forzato da una mano potente, li caccerà dal suo paese" (Esodo 6:1)

Era lo stesso concetto espresso nel cap. 3 dello stesso libro dell’Esodo: “Or io so che il re d'Egitto non vi concederà d'andare, se non forzato da una potente mano. E io stenderò la mia mano e percoterò l'Egitto con tutti i miracoli che io farò in mezzo ad esso; e, dopo questo, vi lascerà andare.”

Altre casistiche scritturali le troviamo quando i filistei, colpiti dalle emorroidi, riconobbero in tale afflizione “la Mano di Dio” e restituirono agli Ebrei l’Arca dell’Alleanza. (1 Samuele 5:11)

Al tempo de re Ezechia “la mano di Dio operò in modo da dar loro un medesimo cuore per mettere a effetto l'ordine del re e dei capi, secondo la parola del SIGNORE. Un gran popolo si riuní a Gerusalemme per celebrare la festa degli Azzimi, il secondo mese: fu un'assemblea immensa.” (II Cronache 30:12-13)

Inutile dire che senza l’intervento dello Spirito Santo, la folla immensa se la sarebbero potuta sognare: Lui convince e spinge alla fede. Lui unge il predicatore ed unge anche l’ascoltatore!

Il profeta Esdra invece fu protetto dalla “mano di Dio”, nel suo ritorno dalla cattività babilonese a Gerusalemme; “e la mano di Dio fu su noi, e ci liberò dalla mano del nemico e da ogni insidia, durante il viaggio.” (Esdra 8:31)

Lo Spirito Santo protegge!

Stessa cura e protezione è garantita dall’apostolo Pietro che di Spirito Santo se ne intendeva abbastanza: “E tutti rivestitevi d'umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi ma dà grazia agli umili. Umiliatevi dunque sotto la potente MANO DI DIO, affinché Egli v'innalzi a suo tempo, gettando su lui ogni vostra sollecitudine, perch'Egli ha cura di voi.” (I Pietro 5:5-7)

Stesso discorso del dito, vale anche per “la mano di Dio”: senza lo Spirito Santo, ogni denominazione religiosa cristiana è drammaticamente mancante, senza segni, miracoli e prodigi che accompagnano la predicazione. Ripetiamolo ancora: negare lo Spirito Santo e il Suo Battesimo coincide col rinunciare a vedere la “mano di Dio” all’opera!

 

1c) IL BRACCIO DI DIO

Il BRACCIO steso, teso, disteso di Dio simboleggia la potenza del Suo intervento ed è spesso unito al simbolo della Sua mano: “Ci fu mai un dio che provasse di venire a prendersi UNA NAZIONE IN MEZZO A UN'ALTRA NAZIONE mediante prove, segni, miracoli e battaglie, CON MANO POTENTE E CON BRACCIO STESO e con grandi terrori, come fece per voi l'Eterno, l'Iddio vostro, in Egitto, sotto i vostri occhi?” (Deuteronomio 4:34; 5:15; 7:19; 11:2; Salmo 136:2; Geremia 32:21)

La presenza di Dio, manifestata dalla Sua Forza, è rappresentata da un braccio, come se Lui mostrasse i muscoli a braccio di ferro! Il dito è riferito alla capacità di Dio di fare cose riferibili alla “motricità fine” (la scrittura, la creazione). La mano simboleggia il potere di agire e si riferisce a tutti quei momenti in cui Dio ha dovuto intervenire nella creazione a favore dei suoi “figli”, mentre il braccio significa che è pronto ad agire.

Quando Dio opera, manifesta la Sua Potenza, stupisce per il Suo Amore, e sbalordisce per la grandiosità della Sua magnificenza. La Bibbia sottolinea il fatto che non si tratta solo di “potenza”, cosa che già basterebbe di per sè, ma aggiunge “col suo braccio steso”, a sottolineare la disponibilità di Dio! Che meraviglia!

Leggiamo infatti: “E nondimeno, essi sono il tuo popolo, la tua eredità, che tu traesti dall'Egitto con la tua gran potenza e col tuo braccio steso”. (Deuteronomio 9:29; Esodo 15:16; II Re 17:36)

Avete mai preso in mano una “menoràh”, il candelabro a sette “bracci”? Essa è il simbolo dello Spirito Santo dalle sette luci. Essa è prendibile dal braccio centrale, che, guarda caso, si chiama “Spirito dell’Eterno”! (Isaia 11:2)

Gesù prende su di Sé lo Spirito Santo senza misura e diventa “dito, mano e braccio” per la salvezza di chiunque crede in Lui: “Il SIGNORE ha rivelato il suo braccio santo agli occhi di tutte le nazioni; tutte le estremità della terra vedranno la salvezza del nostro Dio.” (Isaia 52:10)

            Quando Gesù annunziò che “lo Spirito del Signore” era su di lui, annunciava semplicemente che TUTTO LO SPIRITO SANTO era su di Lui, perché chi prende il braccio centrale, prende anche gli altri sei bracci laterali collegati ad esso: “Lo Spirito del Signore è sopra me; per questo egli mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato a bandir liberazione a' prigionieri, ed ai ciechi ricupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi, e a predicare l'anno accettevole del Signore.” (Luca 4:18-19)

La disponibilità di Dio è l’unzione dello Spirito Santo, che opera nel Nome di Gesù Cristo.

Dopo la Pentecoste, il Paràclito Gesù Cristo mette i credenti in Lui sotto l’unzione del Paràclito Spirito Santo, in una meravigliosa simbiosi di intenti: “Quanto a voi, avete l'unzione dal Santo, e conoscete ogni cosa.” (I Giovanni 2:20)

Lo Spirito Santo unge i predicatori e unge gli ascoltatori, unge i malati e unge i credenti, che potranno per fede vedere in Lui il “potente braccio di Dio” per avere “i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio cacceranno i demoni; parleranno in lingue nuove;  prenderanno in mano dei serpenti; e se pur bevessero alcunché di mortifero, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agl'infermi ed essi guariranno.” (Marco 16:17-18)

Il Messia Yeshua rimane sempre il possente braccio di Dio, di cui lo Spirito Santo è il Vicario, e il suo riposo è sicuro a motivo delle sue molte promesse e della sua fedeltà affidabile.

Dio ha unto Gesù Cristo di Spirito Santo e di potenza; ed “egli è andato attorno facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo, perché Iddio era con lui.” (Atti 10:38). Adesso i credenti IN LUI, fanno la stessa cosa con la Sua unzione, annunciando l’Evangelo con i segni e i prodigi che lo accompagnano!

Nella sua visione, il profeta Zaccaria vide un candelabro con due ulivi uno a destra e uno sinistra. Domandò all'angelo che parlava e questi gli rispose: “E' questa la parola che l'Eterno rivolge a Zorobabele: Non per potenza, né per forza, ma PER LO SPIRITO MIO, dice l'Eterno degli eserciti.”… “E che significano hanno questi due ramoscelli d'ulivo che stanno al lato ai due condotti d'oro per cui scorre l'olio dorato?” Allora egli disse: "Questi sono i DUE UNTI che stanno presso il Signore di tutta la terra".”   (Zaccaria 4:1-14)

Il Messia è l’Unto e lo Spirito Santo è il Suo Vicario!

Inutile dire che, coloro che rinunciano allo Spirito Santo, rinunciano anche al suo dito, alla sua mano e al suo braccio e non vedranno guarigioni e segni e prodigi in accompagnamento alla predicazione dell’Evangelo. La loro predicazione è MORTA o MONCA.


 

 

2) UNA COLOMBA

 

Un simbolo delicato, scelto dallo Spirito Santo per presentarsi, fu quello della Colomba (Matteo 3:16).

La colomba come simbolo, parla di gentilezza,  tenerezza, amabilità, innocenza, dolcezza, pace, purezza.

Lo Spirito Santo non è una colomba, ci mancherebbe altro, ma è delicato e discreto come tale animale. La colomba è diversa dal piccione, perché non ha la milza e non sporca come questo.

Come colomba scese dal cielo sul capo di Gesù: “Gesú, appena fu battezzato, salí fuori dall'acqua; ed ecco i cieli si aprirono ed egli (Giovanni il battista)  vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dai cieli che disse: "Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto".” (Matteo 3:16-17)

            Il Nuovo Testamento si apre presentandoci lo Spirito Santo come una colomba, prima di farci sapere che si tratti di uno Spirito di “fuoco” e di potenza.

L’immagine dovrebbe far capire che abbiamo a che fare con uno Spirito che non contende e non discute, ma che anzi è arrendevole e pacifico. Non per nulla la colomba è stata presa come simbolo della pace: “Ma la sapienza che è da alto, prima è pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità senza ipocrisia.” (Giacomo 3:17)

            In Genesi 6:3 troviamo scritto che “l'Eterno disse: "Lo spirito mio non contenderà per sempre con l'uomo…”

            La Colomba Divina non contende, non è un rapace, con becco adunco ed artigli!

            Che delicatezza!

            Lo Spirito Santo, al battesimo di Gesù, volle rendersi visibile e scelse la forma corporea di una colomba, che battendo le sue ali si posò molto probabilmente sulla sua spalla, come fanno le colombe quando si posano su un sostegno.

            Gesù Cristo, in seguito, manderà i suoi discepoli per il mondo, avvertendoli di essere prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. (Matteo 10:16)

Che meraviglia: Spirito Santo e discepoli “come colombe”!

Se pensavamo, come credenti, di essere ripieni di Spirito Santo e di poterci poi comportare come “falchi”, ci dobbiamo ricredere! Colombe, dobbiamo essere colombe, come lo Spirito Santo!

Noi siamo messaggeri di un Gesù Cristo che muore su una croce e che risorge dopo tre giorni, come Giona che stette tre giorni nel ventre di un enorme pesce.

Sarà un caso che “colomba”, in ebraico si dica Giona (Yohnàh)?

Il sostantivo ebraico yohnàh era ed è un nome proprio maschile, molto comune presso gli ebrei.

Il segno di Giona è il segno che lo Spirito Santo dà a chi prega e chiede di “nascere di nuovo”, ricevendo la prova reale di Gesù Vivente!

Come animale, la colomba ha il corpo grassottello e impettito, il collo armonioso, la testa piccola e rotonda col becco sottile, e le zampe corte. Le piume sono molto compatte e piuttosto lucenti. Le colombe hanno spesso un colore bianco tendente al grigio-azzurro e a volte hanno parte delle piume iridescenti, che alla luce dorata del sole assumono una lucentezza splendida. Una vera opera d’arte riccamente lavorata.

La colomba ha ali vigorose, può volare per lunghe distanze in cerca di cibo o per ritornare a casa ed è abbastanza veloce e scaltra da eludere tutti i nemici. (Salmo 55:6-8)

Questi uccelli sono noti per l’affetto e l’attaccamento che mostrano verso il proprio compagno; durante il corteggiamento, avvicinano le teste e si prendono a vicenda il becco, proprio come innamorati che si baciano. “Mia colomba” è allora l’appellativo affettuoso rivolto alla Sulamita dal pastore innamorato. (Cantico dei Cantici 1:15; 4:1)

            Come simbolo della pace infine, dopo il diluvio Noè mandò fuori per tre volte una colomba per controllare se il livello dell’acqua si fosse abbassato e la terza volta ritornò con un rametto d’ulivo nel becco. (Genesi 8:8-12) e insieme con tale pianta è attualmente rappresentato.

            Lo Spirito Santo è Spirito di pace. Dio è l’Iddio della Pace che noi adoriamo (Romani 15:33).

            Lo Spirito Santo ci dia la pace per santificarci sempre più, in modo che l'intero essere nostro, “lo spirito, l'anima ed il corpo, sia conservato irreprensibile, per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo.” (I Tessalonicesi 5:23)

            L’Iddio della Pace possa tritare Satana sotto i nostri piedi (Romani 16:20), affinché la grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con noi.

            La Colomba Divina ci avverte che è arrivato il tempo di celebrare il nostro Signore Gesù il Messia  e di lodarlo e Lui rinforzerà le sbarre delle nostre porte, benedirà i nostri figli in mezzo a noi, manterrà la pace entro i nostri confini e ci sazierà con frumento scelto, quello “doppio zero”, per intenderci. (Salmo 147:12-14)

 


 

 

3) FIUMI DI ACQUA VIVA

L’acqua è un elemento indispensabile per la vita fisica; lo Spirito Santo è un elemento indispensabile per la vita spirituale. L’acqua rinfresca, toglie la sete (Salmo 46:5; Isaia 41:17-18; 44:3; 55:1; Ger. 17:8; Giov . 4:14; Apoc. 22:17) e fertilizza ciò che è sterile (Isaia 27:3; 41:18; 44:3; 58:11) pulisce ciò che è macchiato e ripristina la purezza (Numeri 31:23; Ez. 16:9; 36:25; Ef.  5:26; Ebr. 10:22)

L’acqua simboleggia indubbiamente la Parola-Logos di Dio, ma essa è resa “viva”, dallo Spirito Santo che la trasforma in Parola-Rhema, pienamente operativa.

Lo Spirito è la fonte dell’acqua viva, la più pura, la migliore, perché Egli è un vero fiume di vita, che si espande sull’anima nostra togliendo il fango del peccato. La potenza dello Spirito fa, in senso spirituale, ciò che l’acqua fa materialmente.

Dio è la sorgente dell’acqua “viva” (Geremia 2:13; Giovanni 4:10) o delle acque vive (Geremia 7:13).

Ma dove sta scritto che l’acqua viva è figura dello Spirito Santo? La risposta sta in Giovanni 7:37-39: “Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno. Or disse questo DELLO SPIRITO, che dovevano ricevere quelli che crederebbero in lui; poiché LO SPIRITO NON ERA ANCORA STATO DATO, perché Gesù non era ancora glorificato.”

L’acqua “viva” è l’acqua della vita (Apocalisse 7:17; 21:6) e sgorga dal trono di Dio e dell’Agnello, davanti al quale c’è lo Spirito Santo (Apocalisse 22:1).

L’apostolo Giovanni ha questa visione per la chiesa-corpo “vivente” di Gesù Cristo “Vivente”: “chi ha sete venga: chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita.” (Apocalisse 22:17)

Ce n’è per tutti. Basta volerlo, cioè bisogna essere spinti dalla “sete” di Spirito Santo! Lui disseta, reidrata le ossa secche, i muscoli rattrappiti, rinvigorisce la canna rotta e il lucignolo fumante!

Beati quelli che sono affamati della Parola di Dio ed assetati della giustizia dello Spirito Santo, perché essi “saranno saziati”. (Matteo 5:6)

La sete è una meravigliosa opportunità, perché mette l’uomo in condizione di bisogno. La sete spirituale è la consapevolezza che senza lo Spirito Santo non possiamo avere i suoi doni, segni e prodigi di cui abbiamo bisogno. La penuria spirituale spinge il credente a volere ardentemente che il Regno dei Cieli si realizzi anche sulla Terra, mediante guarigioni miracolose, interventi del Dio Creatore per il benessere fisico e mentale nostro e dei nostri cari. Ecco perché sta scritto: “Beati i poveri in ispirito, perché di loro è il regno dei cieli.” (Matteo 5:3)

La preghiera incessante e perseverante a Gesù Cristo, “convince” lo Spirito Santo ad accontentare i cuori assetati e bisognosi. Il regno di Dio è proprio questo e bisogna essere molti “decisi” a volerlo, caparbi, anzi quasi prepotenti, se non addirittura… violenti! La violenza dell’intercessione potrebbe sembrare esagerata, ma è quello che Dio preferisce: “Il regno dei cieli è preso a forza e i violenti se ne impadroniscono.” (Matteo 11:12)

Una mamma conosce molto bene la sete di un figlioletto e sa che dovrà accontentarlo, perché senz’acqua non avrà molto tempo da vivere. Il bambino piangerà, strepiterà, insisterà come solo lui sa fare… per ottenere. Ed infatti ottiene e si calma!

Lo Spirito Santo poi è ben fornito e non dà un bicchiere d’acqua, ma addirittura un fiume, tutta l’acqua che uno vuole, senza limiti: basta solo credere per provare! (Giovanni 7:38)

Tanti predicatori hanno sperimentato e sperimentano la potenza dello Spirito Santo, che fa la differenza fra loro e tanti altri “mestieranti della Parola”, invidiosi del loro successo, denigrando ferocemente “i metodi” con cui lo Spirito Santo sa e vuole intervenire. (II Timoteo 3:5)

L’immagine che propone il testo di Giovanni 7:37 è alquanto irreale: “fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno”.

            Risulta alquanto difficile pensare a dei fiumi che escono dal petto dei credenti! Si potrebbe pensare ad una impetuosa fontana che eroga acqua da un bocca all’altezza del cuore! Non ci sono esempi realizzati dagli artisti in nessuna parte del mondo.

            Dobbiamo quindi immaginare che lo Spirito Santo irrompa dal nostro petto, pieno d’amore, come un fiume che sparge la sua acqua abbondante davanti a noi: possono bere tutti, noi compresi. Con le mani a coppa, noi possiamo prendere la nostra acqua dal nostro petto e portarlo alla nostra bocca. Alleluia! 

            Quando lo Spirito Santo si scatena, porta benessere a noi e a tutte le persone che amiamo e che “innaffiamo” con la nostra presenza!

            L’unica condizione che la Scrittura pone è che questo accade solo a “Chi crede in me”.

            “IN ME” è solo Gesù Cristo! Per essere espliciti, significa niente Madonne con o senza bambinello in braccio, niente santi, niente santoni, niente SaiBaba, niente idoli, niente padri pii e madri santuzze, niente di niente. SOLO GESU’ CRISTO, IL DIO VERO, NOSTRO SALVATORE!

            Lo Spirito Santo inonda di potenza solo chi crede nel Messia degli Ebrei! Alleluia!

            Sulla croce è morto Colui per le cui lividure noi siamo guariti!

            In linguaggio molto crudo possiamo dire che Lui ha preso le mazzate per noi, Lui ha preso le frustate per noi, Lui ha preso le sputazze per noi, Lui è morto al posto nostro. Noi eravamo colpevoli, ma Lui ha preso su di Sé il nostro peccato e la nostra condanna: chi crede questo, riceve “fiumi d’acqua viva”, cioè riceve l’applauso ed il sostegno dello Spirito Santo!

            Credere per provare! Chi ha sete, venga! Lo Spirito Santo ha acqua per tutti, ma solo se trova “un seno” da utilizzare! Ogni risveglio spirituale ha avuto inizio sempre da una persona eccezionalmente credente: Pietro Valdo, Lutero, Wesley, Jonngi Cho, Reinhard Bonnke, Brown, Benny Hinn, ecc. e tu che leggi!

            Sgorga acqua viva dal tuo seno? A chi credi? Come credi? Quanto credi? In che percentuale credi? Fino a quanto e quando credi? Lo Spirito Santo è pronto; tu sei pronto?

            La Scrittura è la stessa da duemila anni ed è stata sempre “operativa” e a disposizione di tutti, ma a quanto pare, bisogna dolorosamente constatare che pochi ne hanno approfittato.

            L’unica scusante è che credere che fiumi d’acqua viva possano uscire dal nostro petto è veramente difficile! Gesù perdona la nostra incredulità!

           


 

 

4) IL VENTO, TÒ PNÈUMA

Lo Spirito Santo non è un vento, ma Dio Stesso, in tutta la Sua capacità creatrice, in accordo ed in armonia con Dio-Padre e con Dio-Figlio Gesù Cristo.

Egli è “l’esecutore testamentario” di Gesù e provvede a dare a chi lo chiede, il segno speciale e straordinario della “nuova nascita spirituale”, la prova dell’esistenza del Gesù Vivente e capo della Chiesa-Corpo.

In tale “ruolo”, Egli è stato paragonato ad un vento, il Santo Vento, che simboleggia l’azione rigeneratrice dello Spirito ed indica la Sua opera misteriosa, indipendente, penetrante,vivificante e purificatrice.

Per molti predicatori pentecostali il versetto di Giovanni 3:8 rappresenta il più bel passo di tutto il Nuovo Testamento: “Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né d'onde viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito.”

C’è però da dire che questo è l’unico passo in cui si parla di vento, ma non c’è il termine greco “ò ànemos” (vento), ma “tò pnéuma” e dovrebbe essere tradotto così: “LO SPIRITO soffia dove vuole”, e tu ne odi il suono, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito”

Il vento è sempre chiamato in causa nel testo biblico come “o ànemos”, come quello che “vide” Pietro camminando sulle acque e cominciò ad affondare… Egli non vedeva “tò pneuma”.

Gli animali hanno “o ànemos”, da cui “anima” in latino, ad indicare qualcosa di impalpabile, inafferrabile ed invisibile, ma che si muove e fa muovere.

La cosa strana è che TUTTI i traduttori hanno tradotto male questo passo, sminuendo e  minimizzando l’azione “autonoma” dello Spirito Santo.

Lo Spirito soffia dove vuole. Il verbo greco “pnéo” ha tre significati: soffio, odoro, respiro.

Lo Spirito Santo soffia, odora e respira dove vuole. Allo stesso modo è chiunque nato dallo Spirito, il quale, o soffia, odora e respira dove vuole o ha sperimentato su di sé l’azione dello Spirito Santo che lo ha attraversato da parte a parte, rivoltandolo come un calzino, e rigenerandolo da essere naturale (creatura in Adamo) ad essere spirituale (nuova creatura in Gesù Cristo).  

Nessuno conosce lo Spirito Santo e nessuno sa cosa può fare e come può fare le cose.

Questo “lavoro” dello Spirito Santo è compiuto da Lui, quando vuole, come vuole e su chiunque Egli voglia! Nessuno può impedirglielo e nessuno può fermarlo!

Nessuno ha mai fermato il vento!

Di certo ne avvertiamo la presenza, quando arriva, e ne godiamo gli effetti benefici e potenti come nel giorno della pentecoste (49 giorni dopo la resurrezione, 7x7), quando “si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, ed esso riempì tutta la casa dov'essi sedevano. E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e se ne posò una su ciascuno di loro. E tutti furono ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d'esprimersi.”  (Atti 2:2-4)

La simbologia del vento è molto efficace, perché lo Spirito Santo è IL VENTO! Egli soffia dove vuole”! Egli è una Persona della Trinità!

“Lo Spirito di Dio aleggiava (soffiava) sulla superficie delle acque. Dio disse: "Sia luce!" E luce fu.” (Genesi 1;2-3)

Lo Spirito Santo è invisibile, ma sai che c’è, per le cose straordinarie che accadono: segni, miracoli e prodigi, nel Nome Potente di Gesù Cristo, la Parola, l’Acqua della Parola!

In tre antichissimi papiri del terzo secolo dopo Cristo, dell’epoca del 250 circa, dopo Cristo per intenderci, scritti in “onciale” (tutto maiuscolo) troviamo una interessante aggiunta al testo greco di Giovanni 3:8: “Lo Spirito DELL’ACQUA soffia dove vuole!”

Acqua e Spirito fanno nascere di nuovo, cioè in sintesi “lo Spirito dell’Acqua!”

Sono tre “onciali”, uno italiano, uno siriano ed uno sinaitico, dove si asserisce addirittura che chi nasce di nuovo “di acqua e di Spirito” è perché è intervenuto “lo Spirito dell’Acqua”!

L’Acqua è la Parola, il Logos, Gesù Cristo stesso e la nuova nascita è opera dello Spirito di Gesù Cristo, cioè di Colui che “opera” nel Nome di Gesù Cristo: lo Spirito Santo Paràclito!

Credere alla Parola SCRITTA, e credere che Gesù Cristo possa fare ciò che sta scritto, significa chiamare lo Spirito Santo, che fa “nascere di nuovo!”

Solo lo Spirito Santo è capace di fare ciò e nessuno può impedirglielo!

Oggi si discute se un certo Benny Hinn faccia bene o male a fare “vento” con la giacca, o con il suo soffio, o con le mani e faccia cadere le persone all’indietro, dove ci sono altri che le afferrano ed impediscono che si rompano la testa, perché lo Spirito Santo salva, battezza, sana e guarisce.

Magari lo Spirito Santo riempisse della Sua presenta tutti i locali di culto dove si predica la salvezza in Gesù Cristo!

Che lo Spirito Santo soffi su tutti noi e ci purifichi con la Sua Parola, l’Acqua spirituale che toglie la sete per sempre!

Lo Spirito Santo, e solo Lui, è IL VENTO VIVIFICANTE: “La mano del SIGNORE fu sopra di me e il SIGNORE mi trasportò mediante lo Spirito e mi depose in mezzo a una valle piena d'ossa… secche… Egli mi disse: " Profetizza su queste ossa, e di' loro: Ossa secche, ascoltate la parola del SIGNORE!... Profetizza allo Spirito, profetizza figlio d'uomo, e di' allo Spirito: Cosí parla DIO, il Signore: Vieni dai quattro venti, o Spirito, soffia su questi morti, e fa' che rivivano!"

(Ezechiele 37: 7-10).

            C’è qualcuno che vuole sperimentare la nuova nascita, se non ce l’ha ancora?

            Basta che uno si inginocchi e chiami in preghiera lo Spirito Santo e Gli chieda di soffiare su di lui, affinché si adempia ciò che pronunciò Gesù Cristo a Nicodemo, e che sta scritto nell’Evangelo di Giovanni capitolo tre, primi otto versetti. Credere per provare!

            La pace di Gesù è la potenza di Dio nel dare la certezza della salvezza, càpiti quel che càpiti!

            La calma interiore del credente cristiano è una realtà “storica”, cementata in duemila anni di attesa del ritorno di Gesù Cristo, quella calma che faceva cantare i discepoli nelle prigioni, nelle arene degli anfiteatri davanti ai leoni, e in tutti i luoghi di riunione.

            Il vento dello Spirito Santo soffia ancora sulla Terra, come soffiò un giorno dopo quaranta giorni di diluvio: “Or Iddio si ricordò di Noè, di tutti gli animali e di tutto il bestiame ch'era con lui nell'arca; e Dio fece passare un vento sulla terra, e le acque si calmarono.” (Genesi 8:1)

            Lo Spirito Santo soffi su chi lo invoca, dal più profondo del cuore, nel Nome potente di Gesù Cristo, nostro Dio, Salvatore e Signore!

 

5) L'OLIO

L’olio è un simbolo speciale dello Spirito Santo, sotto certi aspetti il più importante. Era ed è  usato nell’unzione di sacerdoti, di re, di Gesù e dei credenti.

Mosé unse Aaronne e i suoi figli, come troviamo scritto in Esodo 30:30-31: “Ungerai Aaronne e i suoi figli, li consacrerai perché mi servano come sacerdoti. Parlerai ai figli d'Israele, dicendo: Questo sarà il mio olio di consacrazione per tutte le generazioni future.”

            Il sacerdote Nathan unse Davide, re al posto di Saul: “Ho trovato Davide, mio servo, l'ho unto con il mio santo olio” (Salmo 89:20)

L’unzione presuppone sempre DUE persone: l’unto e chi unge.

            Nessuno può ungersi da solo!

            Lo Spirito Santo è l’UNTORE per eccellenza: il candelabro ebraico a sette braccia (il menorah) era ed è una lampada che funziona con l’olio! Si possono oggi mettere per comodità anche le candele, ma quello “originale” sacerdotale ha l’olio!

            In ebraico “unto” si dice “Messiah” ed in greco si dice “Cristòs”: entrambi i termini hanno avuto in Gesù UOMO, la loro “incarnazione”!

            Chi unse Gesù? Lui è Re e Sacerdote!

            La risposta sta nel fatto che Gesù, il Figlio dell’Iddio Vivente, non avrebbe avuto alcun bisogno di “unzione”, in quanto pienamente Dio, ma quando si “incarnò” sotto forma di UOMO, nato da DONNA, nascendo come un Agnello da santificare, in un luogo appositamente preparato per lui, una stalla, e deposto in una mangiatoia (la tradizione vuole di un bue e di un asinello) ebbe bisogno di “unzione” dello Spirito Santo. Quando ciò avvenne?

            Avvenne quando ricevette all’inizio della sua predicazione l’unzione “da Messiah”: “Poiché colui che Dio ha mandato, proferisce le parole di Dio; perché Dio non gli dà lo Spirito con misura. Il Padre ama il Figliuolo, e gli ha dato ogni cosa in mano. Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l'ira di Dio resta sopra lui.” (Giovanni 3:34-36)

            Lo Spirito Santo è Dio e solo un Altro Dio poteva riceverlo “senza misura”: solo Dio può contenere Dio! Gesù in quanto Dio infinito, poteva accogliere totalmente l’infinito Spirito Santo.

            Gesù è vero Dio e vero Uomo, come il bronzo di cui era fatto l’altare nel tempio e che è una lega inscindibile di rame (rosso come il sangue) e di stagno (bianco come la purezza di Dio).

            All’uomo, in quanto creatura “finita”, questo non può essere concesso. L’uomo, qualsiasi uomo, può sempre ricevere lo Spirito Santo “col misurino”, ma mai totalmente! Gesù invece lo ebbe totalmente! Cercare di capire o di spiegare questo, sarebbe come spiegare quanto è grande l’infinito!

            Lo Spirito Santo unse Gesù: “Lo Spirito del Signore, di DIO, è su di me, perché il SIGNORE MI HA UNTO per recare una buona notizia agli umili; mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato,  per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l'apertura del carcere ai prigionieri,  per proclamare l'anno di grazia del SIGNORE, il giorno di vendetta del nostro Dio; per consolare tutti quelli che sono afflitti; per mettere, per dare agli afflitti di Sion un diadema invece di cenere, olio di gioia invece di dolore, il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto, affinché siano chiamati terebinti di giustizia, la piantagione del SIGNORE per mostrare la sua gloria.” (Isaia 61:1-3 e Luca 4:18)

            Quando si parla di Cristo/Messiah si chiama in causa lo Spirito Santo che Lo unse!

            Se Gesù, l’Emmanuel, fu unto, ciò è dovuto all’azione dello Spirito Santo: dire che Gesù è il Messiah, significa dire che lo Spirito Santo è dentro di Lui. Il Messiah rappresenta il Padre che l’ha mandato e rappresenta lo Spirito Santo che l’ha unto!

            Ci fu un episodio in cui il discepolo Pietro, su rivelazione personale addirittura di Dio-Padre, rivelò il “mistero” del Cristo e della Trinità: “Ed egli disse loro: E voi, chi dite ch'io sia? Simon Pietro, rispondendo, disse: Tu sei il Cristo, il Figlio dell'Iddio vivente.” (Matteo 16:16).

            La rivelazione è straordinaria e di una portata spirituale cosmica: Simon Pietro espose al mondo la Trinità, così come fu visibile in Gesù! Lui era l’Unto dello SPIRITO SANTO, il Dio Vivente-FIGLIO di un Dio-PADRE Vivente! 

            Predicare su questa verità rivelata direttamente dal Cielo (“non la carne e il sangue t'hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli.” Matteo 16:17), significa predicare su tutto il ruolo che Gesù Cristo ha nella salvezza di chi crede in Lui, nel Nome della Trinità, cioè nel Nome di un PADRE che ha mandato un FIGLIO, nel Nome di un FIGLIO che è stato mandato da un Dio Vivente  e nel Nome dello SPIRITO SANTO che Lo ha Unto Re e Sacerdote!

            Gesù Cristo è tutto questo!

            Con l’Unzione di Cristo (in greco “krisma”), l’apostolo Giovanni estende ai “cristiani” la Sua unzione: “E voi avete l'unzione proveniente dal Santo, e conoscete ogni cosa.” (I Giovanni 2:20)

Avere l’unzione in Gesù, Capo della Chiesa-Corpo, è la meravigliosa realtà che i credenti vivono sotto la guida dello Spirito Santo, come l’olio che scende dal capo di Aaronne sui sui vestimenti (Salmo 133:2), fino all’estremità più bassa: “Ma quant'è a voi, l'unzione che avete ricevuta da lui dimora in voi, e non avete bisogno che alcuno v'insegni; ma siccome l'unzione sua v'insegna ogni cosa, ed è verace, e non è menzogna, dimorate in lui, come essa vi ha insegnato.” (I Giovanni 2:27)

Il salmista anticipò profeticamente questa realtà di felicità spirituale, dandoci la gioia completa della presenza di Gesù in mezzo a noi, in Spirito e Verità, perché lo Spirito della Verità si manifesta con segni, miracoli e prodigi dove due o tre si riuniscono nel Nome di Gesù: “Ecco, quant'è buono e quant'è piacevole che fratelli dimorino assieme! E' come l'olio squisito che, sparso sul capo, scende sulla barba, sulla barba d'Aaronne, che scende fino all'orlo de' suoi vestimenti; è come la rugiada dell'Hermon, che scende sui monti di Sion; poiché quivi l'Eterno ha ordinato che sia la benedizione, la vita in eterno.” (Salmo 133)

L’olio dello Spirito Santo consacra, illumina e risana con l’olio di letizia (Ebrei 1:9) e guida ed istruisce i credenti cristiani dando loro latte e cibo spirituale.

L’apostolo Pietro raccontò a Cornelio “la storia di Gesù di Nazaret; come Iddio l'ha unto di Spirito Santo e di potenza; e come egli è andato attorno facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo, perché Iddio era con lui.” (Atti 10:38)

Il risultato fu che “Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola.” (Atti 10:44)

Nessuna religione offre tanto, nessun dio o presunto tale, nessuna madonna, nessun idolo ha mai garantito tanta benedizione! Credere per provare!


 

 

6) LINGUE SPARTITE

Il simbolo che lo Spirito Santo ha usato per manifestarsi il giorno della Pentecoste fu quello delle “lingue di fuoco” che si spartivano: in greco “diamerizoménai glòssai òsei puròs”, cioè “spartite lingue come di fuoco”. Si trattava proprio di un’immagine che non lasciava dubbi. Lingue!

La fantasia dello Spirito Santo fu senza precedenti e nessuno avrebbe potuto immaginare che quelle “lingue” significavano che le centoventi persone che pregavano nell’alto solaio avrebbero parlato lingue “sconosciute” a tutti coloro sul capo dei quali esse si posavano.

Da notare che la forma di lingua, doveva rappresentare la capacità che lo Spirito Santo offriva nel parlare veri e propri linguaggi, perfetti e autentici.

Il fuoco delle lingue, di sicuro non bruciò i capelli a nessuno, perché era un fuoco “spirituale” e quindi “miracoloso” e rappresentativo.

Nella nostra epoca moderna qualcuno è riuscito a riprodurre l’ologramma del fuoco, che brucia e lo vedi ma non lo puoi toccare, perché inesistente. Quello della Pentecoste non era ovviamente un ologramma, ma un segno della presenza di Dio, che, rappresentabile da quel simbolo, riempiva di potenza i centoventi dell’alto solaio, consentendo loro di parlare lingue sconosciute e proferire misteri e profezie di Dio.

Nulla di tanto potente era mai capitato nella storia del mondo!

Nelle esperienze di questi ultimi secoli, sappiamo che lo Spirito Santo non si è mai più ripetuto con le “lingue di fuoco sul capo”, anche se il suo “fuoco” ha caratterizzato ancora ed ancora la Sua Santa Presenza.

Ogni credente “pentecostalizzato”, ha avuto la manifestazione di una “glossolalia”, cioè di un parlare in altre lingue sconosciute a chi ascolta, ma conosciute da Dio, oppure di una “xenolalia”, cioè un parlare in lingue straniere conosciute solo da chi ascolta, come nel giorno della Prima Pentecoste (Atti 2).

Una replica però di tali lingue ci dovette stare durante la conversione del centurione Cornelio (Atti 10:44-47), perché il testo biblico è molto preciso: “Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti quelli che ascoltavano la Parola. E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono (la doreà) dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri, perché li udivano parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: "C'è forse qualcuno che possa negare l'acqua e impedire che siano battezzati questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?"

Quel “come noi” fa giustamente supporre che lo Spirito Santo fece apparire lingue di fuoco anche su Cornelio, perché “i credenti circoncisi” che accompagnavano Pietro dovevano essere sicuramente alcuni di quelli presenti alla prima Pentecoste e che videro chiaramente che non c’era differenza fra loro e il “gentile” Cornelio con parenti ed amici.

Anche ad Efeso “lo Spirito Santo scese su di loro ed essi parlavano in lingue e profetizzavano. Erano in tutto circa dodici uomini.” (Atti 19:1-6). Il testo però non spiega nulla circa le lingue di fuoco, ma solo che parlarono in lingue e profetizzarono, esattamente come succede ancora oggi in tante riunioni delle chiese “pentecostali”.

Il parlare in lingue è una promessa “universale” (Atti 2:39), perché senza scadenza di tempo e senza distinzione di luoghi e persone. Dovunque nel mondo ci sono credenti che vogliono sperimentare e chiedere questo “lascito testamentario” (in greco “doreà) non hanno che da pregare e da aspettare. Lo Spirito Santo onora chi crede nella Parola di Dio e concede sempre questo segno di “comunione” con Lui.

Da aggiungere che c’è da parte di Dio una seria e severa raccomandazione: “Non impedite il parlare in lingue”! (1 Corinzi 14:39) Pena, la mancanza della “potenza” della preghiera! Credere per provare! E’ ovvio che chi non crede allo Spirito Santo o che questo non possa ancora avvenire o che invece dello Spirito Santo possano esserci altri spiriti, è tagliato fuori da ogni promessa di comunione con lo Spirito Santo.

Di religioni col Vangelo “monco”, purtroppo ne abbiamo attualmente un vasto campionario!

Perché non bisogna impedire il parlare in altre lingue, come comanda la Prima epistola ai Corinzi al capitolo 14 versetto 39?

Perché le lingue (o la glossolalìa) sono l'azione dello Spirito Santo. Non sono segno della salvezza, ma sono un secondo battesimo, dopo quello nel sangue di Gesù, dovuto alla nuova nascita, basata sulla fede nella Parola fecondata dallo Spirito Santo. "Ma, com'è scritto: Le cose che occhio non ha vedute, e che orecchio non ha udite e che non sono salite in cuor d'uomo, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che l'amano." (1 Corinzi 2:9)

            I nemici di Cristo vanno contro lo Spirito Santo in tanti modi:

In molte chiese il fenomeno è considerato diabolico. Anche Gesù fu considerato un diavolo.

Ancora oggi va in giro il ricordo della "dichiarazione di Berlino" del 1908 in cui alcuni pastori luterani dichiararono il parlare in lingue come un fenomeno diabolico: eppure da quell'epoca, ne è passata d'acqua sotto i ponti!

Miliardi di credenti con la glossolalia hanno dato tutte le testimonianze di cui il mondo aveva bisogno: rendendosi docili strumenti dello Spirito Santo, hanno visto la Sua opera miracolosa, trasformatrice e risvegliante.

La presenza dello Spirito Santo può essere vista come elemento di eccessiva libertà dei credenti e uno stravolgimento dell'ordine religioso costituito, della liturgia e della teologia. I cristiani dei primi secoli erano tutti impegnati nell'opera del Signore e, sotto le catacombe o nei luoghi più disparati, non si sognavano neppure di difendere un ordine costituito, poiché lo Spirito Santo era l'unica guida autorizzata da Gesù.

Si può impedire il parlare in lingue in tanti modi, anche custodendo gelosamente la glossolalia come un'esperienza riservata solo ai pentecostali delle Assemblee di Dio, nate dalla spaccatura delle Chiese di Dio, nate dalla separazione di tanti credenti "pentecostalizzati" dalle loro chiese di appartenenza: presbiteriani, battisti, metodisti, ecc. Riscoprire lo Spirito Santo, significa accettarLo in tutte le Sue manifestazioni, sia pur poco gradite, perché a volte misteriose e altre volte rassomiglianti a ubriacature da vin dolce.


 

 

7) IL FUOCO 

Lo Spirito Santo è paragonato al fuoco, perché dà calore, riscalda, illumina, purifica, si propaga. guarisce,

            L’Evangelo di Matteo si apre con la figura dell’ultimo profeta del Vecchio Testamento. Giovanni Battista, il quale dice: “Ben vi battezzo io con acqua, in vista del ravvedimento; ma Colui che viene dietro a me è più forte di me, ed io non son degno di portargli i calzari; Egli vi battezzerà CON LO SPIRITO SANTO E CON FUOCO.” (Matteo 3:11 e Luca 3::16)

Sembrerebbero due cose distinte, lo Spirito Santo e il fuoco, ma in realtà si tratta del “battesimo del fuoco dello Spirito Santo”, quello con cui Gesù Cristo battezzò e battezza ancora i credenti: questa è la vera “nuova nascita spirituale”!

Battezzare col fuoco, è la specialità dello Spirito Santo, il Quale metter ardore in tutto ciò che fa. La presenza dello Spirito Santo e della Sua azione è avvertibile da un “calore” speciale, intimo, inspiegabile: chi ha “provato” una qualsiasi guarigione operata dallo Spirito, ha sperimentato questo calore. Chi inoltre ha provato il battesimo di fuoco, sa in cosa consiste questo di cui si sta parlando.

Molti vecchi credenti pentecostali hanno raccontato di questo calore interno. Uno fu battezzato di Spirito Santo e passò la notte sulla neve a parlare in lingue: all’alba la neve era tutta squagliata intorno a lui e se ne tornò a casa, bello asciutto e felice! Un altro, felice della nuova nascita spirituale, si fece subito battezzare nell’acqua gelida, dopo aver rotto una patina di ghiaccio che ricopriva un abbeveratoio per animali: non solo non sentì freddo e non si ammalò, ma a detta di lui, gli sembrò che l’acqua fosse calda!

Non parliamo poi delle esperienze raccontate da chi ha avuto una guarigione: il calore è una costante per tutti. Milioni di persone hanno raccontato di uno strano “calore” durante la guarigione dalle malattie più strane e complicate, se non addirittura mortali.

Personalmente ho avuto la testimonianza di mia madre guarita da un calore alla vescica dove aveva un’infezione urinaria e di mio fratello, guarito alle ossa della faccia a seguito dello schiacciamento durante un incidente sul lavoro.

In Ebrei 12:29 sta scritto che “il nostro Dio è anche un fuoco consumante”, ma in greco troviamo che Dio è un ”pyr katanàliskon”, cioè un fuoco “spendibile, impiegabile, adoperabile”: come i traduttori si siano decisi tutti a tradurre con “consumante”, per me rimane un mistero!

Lo Spirito Santo dà calore anche quando “illumina” con le Sue rivelazioni: è un ardore che fa tremare di passione!

Sulla strada di Emmaus i due discepoli di Gesù riferirono che il loro cuore “ardeva”, mentre Gesù parlava loro sulla via. (Luca 24:32)

            Nella storia del cristianesimo troviamo nel medioevo addirittura un movimento chiamato “dei tremolanti”, perché lo Spirito Santo li riempiva di fervore e d’amore: i credenti furono tutti sterminati dalla Chiesa Cattolica, che ha sempre cercato di imporre la sua liturgia al posto della libertà dello Spirito. Pazienza! Anzi, al fuoco dello Spirito Santo ha contrapposto il fuoco dei… roghi! De gustibus…

            Tornando al simbolo del fuoco, leggiamo una dichiarazione sconcertante: “Poiché ognuno sarà salato con fuoco. Il sale è buono; ma se il sale diventa insipido, con che gli darete sapore? Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli uni con gli altri.”  (Marco 9:49-51)

            Essere salati… col fuoco? Scientificamente è inaccettabile, ma spiritualmente è meraviglioso.

Il fuoco dello Spirito Santo fa diventare i credenti saporiti e ricchi di sale, da spargere nel mondo insipido. Inutile dire che il Sale è la predicazione, è il kérygma, senza il quale non nasce la fede. Infatti la fede vien dall’udire “e l'udire si ha per mezzo della parola-Rhema di Cristo”. (Romani 10:17)

            La fede viene “nella verità” e la santificazione “nello Spirito” (II Tessalonicesi 2:13)

E la verità è questa che sia Dio-Padre, che il Figlio, che lo Spirito Santo sono Luce e in quanto tali, anche calore. Il simbolo del fuoco è molto rappresentativo, perché esso non solo è illuminante, ma anche purificante. (Numeri 31:23; Isaia 4:4; 10:17; Zaccaria 13:9; Malachia 3:2)

            Leggere ed accettare nel cuore la Parola di Dio, testimoniarla e predicarla, sono stati da sempre i cardini della riforma e di ogni risveglio spirituale. 

Vogliamo il fuoco dello Spirito Santo? Abbiamo la Parola di Dio dentro di noi? “Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla… Se dimorate in me e LE MIE PAROLE DIMORANO IN VOI, domandate quel che volete e vi sarà fatto.” (Giovanni 15:5-7)

Molta gente vuole i miracoli senza l’Autore dei miracoli, prega senza leggere la Bibbia, dove sta scritto che dobbiamo pregare solo Gesù Cristo, vuole il fuoco della fede e della guarigione senza lo Spirito Santo!

Inutile dire che costoro sono “insensati”, così come li chiama l’apostolo Paolo. (Galati 3:1-5)

Lasciamo allora che lo Spirito Santo faccia il Suo mestiere e ci infiammi i cuori, facendoci ardere d’amore, di passione e di verità. (Geremia 20:9 e 23:29)


 

 

8) UN SIGILLO (o SUGGELLO)

            Molti credenti credono che si possa perdere la salvezza, ma ignorano volutamente ciò che la Parola di Dio assicura categoricamente: “In lui (Gesù Cristo) voi pure, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in lui, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio si è acquistati a lode della sua gloria.” (Efesini 1:13-14)

            Il sigillo (detto in italiano arcaico “suggello”) indica il segno d’appartenenza, il timbro d’autorità messo sui credenti in maniera indelebile, con l’inchiostro speciale fatto del Sangue di un Uomo morto su una croce…

            Con la “nuova nascita spirituale”, il credente riceve l’elmo della salvezza che nessuno vede e che nessuno vedrà mai, se non quando si decide di andare in guerra contro il Male che imperversa nel mondo e di indossarlo.

Come un capo d’abbigliamento dato in dotazione al credente, lo si indossa all’occorrenza e quando ciò avviene, esso è la prima cosa che i demoni vedono: un soldato del Cristo Vivente ha la corona della vita. Sarebbe come indossare il berretto speciale da alto-graduato della Prima divisione Corazzata dell’Armata del Cristo Vivente, di stanza sulla Terra!

            Il cristiano non è più un “civile”, ma un militare impegnato in una quotidiana lotta senza quartiere contro i demòni e tutti gli spiriti delle tenebre, seduttori, falsi e bugiardi.

            Uniche armi in dotazione: il mitra terribile della preghiera ed il bazooka della Parola-Rhema di Dio!

            I credenti cristiani sono di proprietà di Gesù Cristo, comprati a caro prezzo col Suo Sangue. Essi sono legati gli uni agli altri con un’invisibile catena d’Amore, cosparsa dal Sangue di Gesù e che nessuno potrà mai spezzare! Lo Spirito Santo è il “sigillo” contrattuale!

            Anticamente si usava mettere su un documento un “sigillo” impresso in una goccia di ceralacca, squagliata col fuoco e che rappresentava l’autenticità del documento, l’identità del firmatario, l’autorità del possessore del sigillo e soprattutto l’indiscutibilità del contenuto del documento: c’è il sigillo! Ogni discorso è CHIUSO! La ceralacca, una volta raffreddata, non può essere più modificata, a meno che non la si squagli di nuovo.

            Il Re ha firmato! Dio ha firmato! Lo Spirito Santo ha timbrato ed autenticato!

            Tutto è compiuto e tutto è fatto! Il pacco è CHIUSO! C’è il sigillo! Tutto sigillato per il giorno della redenzione! (Efesini 4:30)

            Il sigillo è anche una garanzia di sicurezza. Nessuno può rompere i sigilli se non la stessa autorità che li ha messi! La rottura di un sigillo comporta sanzioni penali… ma nel nostro caso, nessuno può rompere il sigillo dello Spirito Santo, eccetto Gesù Cristo in Persona!

            Ben lo vide l’apostolo Giovanni quando si trovò di fronte al “Grande Libro della Vita”: “E vidi nella destra di Colui che sedeva sul trono, un libro scritto di dentro e di fuori, sigillato con sette suggelli. E vidi un angelo potente che bandiva con gran voce: Chi è degno d'aprire il libro e di romperne i suggelli? E nessuno, né in cielo, né sulla terra, né sotto la terra, poteva aprire il libro, o guardarlo. E io piangevo forte perché non s'era trovato nessuno che fosse degno d'aprire il libro, o di guardarlo. E uno degli anziani mi disse: Non piangere; ecco, il Leone che è della tribù di Giuda, il Rampollo di Davide, ha vinto per aprire il libro e i suoi sette suggelli.” (Apocalisse 5:1-5)

            Il simbolo del sigillo è molto importante perché esso è messo dallo Spirito Santo su tutto ciò che ha fatto, fa e farà!

            Ritroviamo il sigillo di Dio dovunque, nell’universo, nella materia, nelle cose viventi, e quando si nasce di nuovo in Cristo Gesù.

            I credenti sono “segnati” in fronte col suggello: essi sono gli Ebrei di tutte e dodici le tribù (esclusa quella di Dan) in numero simbolico onnicomprensivo (12x12x1000) e i cristiani costituenti “una gran folla che nessun uomo poteva calcolare, di tutte le nazioni e tribù e popoli e lingue, che stava in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, vestiti di vesti bianche e con delle palme in mano. E gridavano con gran voce dicendo: La salvezza appartiene all'Iddio nostro il quale siede sul trono, ed all'Agnello.” (Apocalisse 7:3-10)

            I Testimoni di Geova, figli dell’Anti-Cristo, si sono impossessati dei posti riservati agli Ebrei e ci hanno piazzato i loro capi e personaggi di spicco, gli unici degni di partecipare alla loro liturgia di “santa cena”! Questi in pratica commettono… i reati di appropriazione indebita, millantato credito, appropriazione di titolo, truffa spirituale aggravata dalla negazione di autenticità del “sigillo” dello Spirito Santo, peraltro da loro negato come Persona della Trinità! Alè! Siamo alla fiera campionaria delle patacche sataniche!

            La verità è che Gesù Cristo salva, libera, guarisce e battezza nello Spirito Santo e “come è vero che Dio è fedele, … tutte le promesse di Dio hanno il loro "sí" IN LUI; perciò pure per mezzo DI LUI noi pronunciamo l'Amen alla gloria di Dio. Or colui che con voi ci fortifica in Cristo e che CI HA UNTI, è Dio; EGLI ci ha pure segnati con il PROPRIO SIGILLO E HA MESSO LA CAPARRA DELLO SPIRITO nei nostri cuori.” (II Corinzi 1:18-22)

            Grazie Spirito Santo, per tutto questo!

Gesù Cristo è venuto a portare la SALVEZZA, cioè la VITA ETERNA.

Già questo dovrebbe essere sufficiente per eliminare ogni confusione ed ogni discussione strumentale. La vita eterna si può perdere?

Ma se è ETERNA, che vuol dire?

La salvezza si fonda sul sacrificio di Cristo sulla croce, ed è unico ed irripetibile, fatto una volta per sempre. Questa è la dottrina del Nuovo Testamento, la sana dottrina di Gesù Cristo.

Sembrerebbe tutto pacifico, ed invece non lo è.

Satana la deve denigrare, mistificare, annacquare, deformare, alterare, negare, contrastare e altre aberrazioni simili.

Sembra strano ma la lotta contro Cristo, è anche la lotta contro lo Spirito Santo!

Per capire questo, bisogna stare dalla parte di Cristo e non delle chiese o delle dottrine o di questo o quell’altro personaggio.

Non bisogna cioè difendere questa o quella dottrina, ma occorre stare dalla parte di Gesù Cristo, affinché Egli non venga menomato, proprio nel messaggio di salvezza che è venuto a portare.

Per dare la vita eterna ai Suoi credenti, ci ha rimesso la Sua Vita....

Gesù ha pagato con il SUO SANGUE e lì dove dice “Tutto è compiuto”, significa che nessuno deve aggiungere o togliere alcunché al Suo sacrificio.

Un fatto ormai consolidato in campo evangelico è il discorso che la salvezza non si ottiene con le opere, ma per Grazia, gratuitamente. 

La “nuova nascita” consiste in un “incontro” personale con Dio.

Lo Spirito Santo comunica al nostro spirito che noi siamo figli adottivi di Dio e gridiamo “Abba Padre!”

Anche questo dovrebbe essere accettato da tutti, ma non è così!

Ricordo la figuraccia di un “pastore” apostolico, che parlava di gratuità della salvezza, per imporre la decima. Non convinse nessuno ad accettare Gesù Cristo come “Personale Salvatore”!

Ci sono poi i pastori “terroristi spirituali”, che insinuano l’ipotesi di poter perdere la salvezza, nel corso del cammino cristiano.

Ricordo tanti altri pastori ragionare in senso di “tornare al mondo”, di cattivi comportamenti, di peccati e vizi vari… come condizioni di perdita della fede e conseguentemente della salvezza.

Mi domando: “Ma costoro, non hanno mai predicato sulla parabola della pecora smarrita? E che fu veramente smarrita o piuttosto ritrovata? Ma il buon Pastore perse le Sue pecore?”

La verità sta in un passo della Scrittura neotestamentaria che assicura categoricamente, fermamente ed indiscutibilmente: “Le mie pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco, ed esse mi seguono;e io DO LORO LA VITA ETERNA, E NON PERIRANNO MAI, E NESSUNO LE RAPIRÀ DALLA MIA MANO. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno può rapirle di mano al Padre. Io ed il Padre siamo uno.” (Giovanni 10:27-30)

Il Pastore Gesù Cristo ama e protegge le sue pecore, incoraggiandole a vivere e a crescere nella libertà ed in piena sicurezza. Poi arrivano i “pecorai” che rimproverano e percuotono le pecore, facendole vivere nell’insicurezza e nel terrore!

L’insinuazione che Dio possa cancellare dal Libro della Vita un credente, riprendendosi il DONO e l’EREDITÀ, è come se Satana mettesse un’ipoteca sulla loro salvezza.

Quello che è la proprietà del nato di nuovo, la certezza della speranza, diventa l’incubo di sperare di perseverare fino alla fine.

Nessuno sa cosa succederà nel cammino di fede “fino alla fine” e pensare di rinnegare Gesù Cristo in punto di morte, diventa il classico terno al lotto, la tortura psicologica più atroce, per togliere l’allegrezza al povero cristiano. Adesso siamo credenti, sprizzanti fede e gioia e lode e ringraziamenti vari, ma un giorno chissà cosa potremmo diventare!

E’ come parlare del ladrone sulla croce al contrario.

Lui prese la salvezza in punto di morte, in extremis, e noi la potremmo perdere!

Così hanno capito certi traduttori della Scrittura, mettendo fuori strada generazioni di cristiani e così vanno predicando certi lettori “arroganti e saccenti” dell’Evangelo!

Ricordo i commenti di certi pastori, pardon pecorai, che predicavano con molta disinvoltura le cose più terrificanti, quali se non vieni in chiesa perdi la fede, se abbandoni la comunità commetti la bestemmia imperdonabile contro lo Spirito Santo, se non ubbidisci al pastore e non gli stai sottomesso commetti peccato, se hai una visione spirituale diversa dalla sua sei “fuori dottrina”, se non rispetti lo statuto della “denominazione” sei ribelle ed arrogante, se preghi a casa tua senza autorizzazione del Consiglio di Chiesa sei “licenziato” dal registro di chiesa, ed altre corbellerie simili.

Povero Gesù! Lui attira e le chiese allontanano! Invano si affaticano i costruttori se Gesù non edifica!

La pecora smarrita fu l’unica che ebbe un rapporto più “intimo” col Buon Pastore: Lui se la mise sul collo e la riportò all’ovile.

Nessuna pecora fu smarrita e Dio non perde nessun figlio.

Ma come si fa a credere che Dio possa cancellare un Figlio?

Come si fa a parlare di perseveranza ad un EREDE, quando l’erede ha accettato l’eredità?

Che meriti deve avere l’erede nei confronti di Colui che è morto?

La triste realtà di molte chiese evangeliche è che, invece di educare alla libertà responsabile, si minacciano scomuniche!

Diceva il grande predicatore Charles Haddom Spurgeon, soprannominato “principe del pulpito”: "Se dovessi pensare per un solo secondo che si possa perdere la salvezza, rinuncerei subito a predicare l'Evangelo!" Mai, e poi mai, egli credeva che Dio si lasci scappare un figlio…

            L’incoraggiamento alla perseveranza è un buon insegnamento, ma da questo a farne dipendere addirittura la salvezza, è veramente diabolico!

            Eppure sta scritto che i doni di Dio sono senza pentimento e non si tratta solo di carismi ma addirittura della stessa “vocazione”: “… perché i doni e la vocazione di Dio sono senza pentimento.” (Romani 11:29)

Ma il “suggello dello Spirito Santo” , che un Credente riceve al momento in cui risponde affermativamente alla chiamata, non funziona più? Sicuramente chi è davvero eletto a salvezza e “nato di nuovo” riceve non solo il dono della fede, ma anche il dono di perseverare sino alla fine.

Eppure in tutta la Bibbia non esiste un solo caso di cancellazione dal Libro della Vita. Tale evenienza è sempre stata sollevata come ipotesi eccezionale rimessa nelle mani di Colui che è il Padrone del Libro stesso, cioè Gesù Cristo! Mosé la usò per limitare l’intervento di Dio: “perdona ora il loro peccato! Se no, deh, cancellami dal tuo libro che hai scritto!" E l'Eterno rispose a Mosè: "Colui che ha peccato contro di me, quello cancellerò dal mio libro!” (Esodo 32:33)

Neppure Giuda il traditore è stato cancellato. tutt’al più, lui si è cancellato da solo!

Molto simpatica è la Confessione di Fede di Westminster, la quale, al punto 11, dice testualmente: “Dio continua a perdonare i peccati di coloro che sono giustificati, e sebbene mai possano scadere dal loro stato di giustificazione, tuttavia, a causa dei loro peccati, possono dispiacere a Dio, loro Padre. In questa condizione non splende per essi la luce del suo volto, finché non si umiliano, confessino i loro peccati, chiedano perdono e rinnovino la loro fede e il loro ravvedimento.”

I teologi inglesi avevano capito che scadere dal favore di Dio (la grazia dei carismi) non significava scadere dalla salvezza. Alleluia!

            Qualcuno giustifica il timore dei pastori evangelici nel vedere i loro parrocchiani troppo attaccati alle cose del mondo, come se possano fare quello che vogliono.

            Timori infondati, suggeriti più dalle loro paure che dalla fede in Gesù Cristo!

            Persino Lutero asseriva, con grande scandalo degli ipocriti, che dove il peccato abbonda, la grazia sovrabbonda!

            Ma che vogliamo evangelizzare il mondo con le buone opere pie, piuttosto che con i frutti dello Spirito? Questa era la visione distorta dei Galati, che l’apostolo Paolo non esitò a chiamarli “INSENSATI”. “Dopo aver cominciato con lo Spirito, volete ora raggiungere la perfezione con la carne?”

Il testo di Matteo 10:22, viene generalmente tradotto dal greco in questo modo: “Sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.”

In tutti i manoscritti originali non ci sono segni di punteggiatura. Essi furono messi successivamente, per dare un senso alla frase, secondo come uno aveva capito.

In questo caso l’idea di perdere la salvezza è stata l’idea più condivisa, ma era un’idea del tutto estranea al messaggio di Gesù Cristo e di tutta la Scrittura.

I traduttori perciò non si sono preoccupati di capire, per tradurre bene, ma hanno imposto la loro visione, forzando il testo originale greco.

Vediamo di capire meglio.

Questo è il testo greco con la traduzione alla lettera:

“kai esesthe misoumenoi upo panton dia to onoma mou o de upomeinas eis telos outos sothesetai”

“e sarete odiati da tutti a causa del mio nome ma il perseverante alla fine costui sarà salvato”

Dove mettereste la punteggiatura? L’hanno messa DOPO “alla fine”, per dare un senso alla frase, così: “e sarete odiati da tutti a causa del mio nome ma il perseverante alla fine, costui sarà salvato”

Capite cosa hanno fatto i traduttori?

Hanno messo la punteggiatura dove hanno voluto!

Ma dove andava messa? PRIMA!

“e sarete odiati da tutti a causa del mio nome ma il perseverante, alla fine costui sarà salvato”

Nel primo caso per adattare meglio il senso della frase hanno scambiato un participio per un futuro (avrà perseverato, invece di perseverante) e hanno attribuito l’avverbio “alla fine” al verbo precedente invece che al successivo.

Il risultato è disastroso e fuori dottrina: “chi avrà perseverato sino alla fine, sarà salvato”.

La verità è che si sta parlando di persecuzione e di odio verso i cristiani a motivo della loro fede in Gesù il Messia. Il testo vuole rassicurare che la persecuzione fa parte dell’esperienza cristiana, che comunque porterà alla salvezza. Sapere questo, non solo è confortante e rassicurante, ma dà un senso escatologico alla persecuzione: non scoraggiamoci, perché alla fine, i nostri persecutori non ci saranno più e saranno andati all’inferno, mentre noi saremo andati in Paradiso con Gesù. Questo concetto richiama alla mente la frase, che Gesù disse alla donna adultera: "Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?" (Giovanni 8:10)

Veniamo al secondo caso di traduzione, meglio illuminante e più fedele: “chi avrà perseverato, alla fine sarà salvato”, o meglio ma il perseverante, alla fine sarà salvato”.

Che cosa meravigliosa e speciale è il testimoniare la propria fede, quando si è sotto le luci di una persecuzione. E’ un onore essere perseguitati, perché si può essere maggiormente certi di una fine gloriosa: la salvezza!

Anche l’apostolo Pietro era convinto di questo e spiega: “impegnatevi sempre di piú a render sicura la vostra vocazione ed elezione; perché, cosí facendo, non inciamperete mai… mettendoci da parte vostra ogni impegno, aggiungete alla vostra fede la virtú; alla virtú la conoscenza; alla conoscenza l'autocontrollo; all'autocontrollo la pazienza; alla pazienza la pietà; alla pietà l'affetto fraterno; e all'affetto fraterno l'amore.” (2 Pietro 1:5-10)

Perché?

Perché “se queste cose si trovano e abbondano in voi, non vi renderanno né pigri, né sterili nella conoscenza del nostro Signore Gesú Cristo. Ma colui che non ha queste cose, è cieco oppure miope, AVENDO DIMENTICATO DI ESSERE STATO PURIFICATO DEI SUOI VECCHI PECCATI.” (2 Pietro 1:8-9)

Qualcuno potrà non essere d’accordo con l’apostolo Pietro e credere in ciò che insegnano in certe Scuole Bibliche, ma se ne assumono tutta la responsabilità di generare timori e dubbi sulla salvezza. Il Signore Gesù non sarà d’accordo con loro nel momento della resa dei conti e li accuserà di terrorismo spirituale, di furto della gioia dei credenti, felici anche in caso di persecuzione.

Quante volte Dio dice “Non temere!”?

“E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccider l'anima; temete piuttosto colui che può far perire e l'anima e il corpo nella geenna.”. (Matteo 10:28)

Che la salvezza sia per sempre, è un fatto talmente NOTO e AVVALORATO da tutto l'Evangelo, che stento a credere che ci siano pecorai (sedicenti pastori) che dicano diversamente.

Nessun passo autorizza a pensarla diversamente.

Nessun predicatore evangelico è autorizzato a predicare intorno alla perdita della salvezza, salvo sue abusive convinzioni personali estranee all'Evangelo della Grazia.

Non ci sono altri Evangeli, neppure se dovesse venire un angelo dal cielo ad annunciarcelo.

Tacciare di "arminianesimo" i "sempre salvati", è puerile e volgare, tipico delle persone che, non avendo passi biblici da opporre, creano steccati e divisioni dottrinali, per spaventare i dubbiosi e gli ignoranti e per sostenere le dottrine di perdizione dei teologi mestieranti della parola.

Il grande predicatore Charles Haddom Spurgeon soleva dire: "Se io dovessi dire o credere che si possa perdere la salvezza, io rinuncerei immediatamente a predicare, perché sarei il più infelice degli uomini, che è stato capace di dare una fede, nell'illusione che essa possa reggere per l'eternità. Inoltre non credo che si possa nascere di nuovo spiritualmente e poi illudersi che ciò non sia mai avvenuto..."

            EBREI CAP 6. Nuovo titolo da proporre: “Esiste un solo ravvedimento per sempre”

SI PARLA DELLA CADUTA DEI CREDENTI? Assolutamente NO.

I traduttori non hanno avuto dubbi sul tradurre facile, senza cercare il senso logico e spirituale profondo di questi 10 versetti dell'epistola agli Ebrei.

Evidentemente invece si stava introducendo una falsa dottrina di voler RIPETERE il rituale del ravvedimento, ogni volta che qualcuno “cadesse” dalla fede!

Nei successivi capitoli si ripete sempre “UNA SOLA VOLTA PER SEMPRE”.

La giudaizzazione dell'Evangelo è sempre il pericolo strisciante di tutte le epoche.

Certo così hanno potuto dare un senso, il loro senso, ad una frase che diceva esattamente l’opposto: è pazzesco!

I traduttori si sono inventati questa dottrina della caduta: IN GRECO NON C’E’!!!!!

E’ semplicemente pazzesco, inaudito, ma forse dovrei dire da miserabili buffoni o da temerari terroristi spirituali, ma forse è meglio dire assassini!

Il versetto 6 e quello 7 sono collegati da un INFATTI che doveva chiarire il senso, ma evidentemente così non è stato, perché avevano deciso di fare fuori chi pecca due volte e ci sono riusciti benissimo. NON HANNO FATTO I CONTI… CON LA PIOGGIA CHE CADE PIU’ VOLTE….

Si potrebbe dire che qui i traduttori siano scivolati sul bagnato: era comprensibile!

In pratica il passo spiega che chi pecca e cade, ha sempre Gesù che lo rialza, così come un altro passo ricorda più esplicitamente: “Chi sei tu che giudichi il domestico altrui? Se sta in piedi o se cade è cosa che riguarda il suo padrone; ma egli sarà tenuto in piedi, perché il Signore è potente da farlo stare in piedi.” (Romani 14:4)

Insomma dal far credere che sia possibile perdere la salvezza, a credere che Gesù sia lo stesso in eterno capace di sostenere sempre i credenti, ci passa veramente un treno!

IL VERO SENSO DEL CAPITOLO 6 DELL’EPISTOLA AGLI EBREI

Tutto il capitolo è una speciale esortazione a perseverare nella fede, senza guardare più a se stessi ma a Cristo Gesù.

Il capitolo comincia stabilendo che ci sono dei punti fermi che dovrebbero essere ben chiari per tutti e sui quali non serve più discutere, come di chi ha bevuto il cibo spirituale sia quello iniziale (lattuccio) sia finale (cibo solido).

Quindi l’agiografo, molto probabilmente San Paolo, ma qualcuno dice anche una donna, fa un esempio assurdo ma sempre possibile in campo della fede degli esaltati: offrire se stessi in croce come ha mostrato Gesù come esempio, oppure ripetere l'atto di pentimento e richiedere il ravvedimento.

Nessuno deve crocifiggersi, neppure se abbia peccato e sia caduto, nessuno deve dimostrare nulla o cosa, perché il sacrificio di Cristo è perfetto e fatto una sola volta.

Non è con le proprie sofferenze che noi ci perfezioniamo, neppure facendoci mettere sopra una croce come Cristo, perché è impossibile rinnovare il sacrificio di Gesù e tantomeno sostituirsi a Lui.

I credenti sono la terra su cui ha seminato lo Spirito Santo; la pioggia ha innaffiato il seme e sono nate erbe utili secondo le aspettative del Seminatore Divino.

Il Signore sa cosa ha seminato e il Signore sa cosa la terra produrrà: piante UTILI.

Tali credenti sono quelli che hanno ricevuto la DOREA’ cioè il lascito testamentario della salvezza e per giunta sono anche stati interlocutori privilegiati di Dio, avendone ricevuto perfino dei RHEMA, che sono ordini divini del Dio Vivente…

Ci mancherebbe altro che Dio si riprendesse ciò che ha donato!

Sta scritto che i doni di Dio sono senza pentimento!

Se invece non è stato seminato nulla, la terra di sicuro produrrà erbacce spinose e triboli, frutti maledetti di una terra maledetta e che andranno a perdersi nel fuoco del giudizio divino.

La cosa dovrebbe essere chiara per tutti, ma invece non lo è, perché molti si auto-esaltano e cercano altre vie al ravvedimento, specie in caso di peccati anche gravissimi, che si rinnovano nella nostra vita.

Lasciamo che sia lo Spirito Santo a guidarci e a riprenderci: è il Suo mestiere.

Non auto-puniamoci crocifiggendoci o esponendoci a morte inutile, quasi a scontare il peso della nostra testardaggine nel peccare.

Chi ha peccato, è caduto ed allora decide di voler morire martire, per scontare la sua colpa e redimersi agli occhi degli uomini e di Dio. Questo è completamente inutile. Questo è un discorso che l’apostolo esclude categoricamente, dicendo sinteticamente “E’ impossibile redimersi così!”

Il pentimento è sempre ammesso e sempre ci sarà, perché non siamo perfetti, ma la pioggia divina è sempre puntuale e innaffia ogni volta che serve.

Non serve morire in croce, serve invece vivere e produrre frutti utili.

Per questo l’agiografo, su ispirazione divina, spiega ancora che noi siamo AMATI e che dobbiamo ben capire cosa Dio ha preparato per noi, le buone opere della fede, scaturenti dalla nostra salvezza eterna. (Ebrei 8:9)

Dobbiamo cioè essere strasicuri che Dio non dimenticherà mai il sacrificio di Gesù e la salvezza che Lui ci ha donato  (la doreà) dalla croce. Dio non dimenticherà mai ciò che facciamo per amore di Gesù, per l’amore per il Suo Nome, per la DIAKONIA che abbiamo svolto e che svolgiamo continuamente agli altri fratelli e all’assemblea dei santi in generale. (Ebrei 6:10)

In Ebrei 6:10 Dio dà il voto massimo ai credenti: 10

Dio lo ha promesso e lo ha confermato ed è impossibile che Dio cambi idea (Ebrei 6:18).

La meravigliosità di questo capitolo forse non è stata mai ben capita.”

Purtroppo i traduttori del testo greco, non avevano afferrato la bellezza di questo capitolo e, traducendo male, si sono permessi di dare UNO SCHIAFFO ai credenti, azzardando l’ipotesi della possibilità di perdere la salvezza…

Leggiamo allora da: Ebrei cap SEI alla lettera.

6:1 Perciò (in greco diò), accettando l'insegnamento iniziale intorno a Cristo (aphentes ton tes arches tou christou logon), tendiamo verso la perfezione (epi ten teleioteta pherometha) e NON STIAMO A PORRE DI NUOVO IL FONDAMENTO DEL RAVVEDIMENTO (me palin themelion kataballomenoi metanoias) dalle opere morte e della fede in Dio, (apo nekron ergon kai pisteos epi theon)

6:2 della dottrina dei battesimi (baptismon didaches), dell'imposizione delle mani, (epitheseos te cheiron) della risurrezione dei morti (anastaseos te nekron) e della colpa peccaminosa eterna. (kai krimatos aioniou)

 6:3 E questo faremo (kai touto poiesomen) se lo permette Dio. (eanper epitrepe o theos)

 6:4 Infatti È IMPOSSIBILE (adunaton gar) che quelli sono stati una volta illuminati e hanno gustato il lascito testamentario celeste (tous apax photisthentas geusamenous te tes doreas tes epouraniou)

e sono stati fatti compartecipi dello Spirito Santo (kai metochous genethentas pneumatos agiou)

 6:5 e hanno gustato il buon rhema di Dio (kai kalon geusamenous theou rema) e le potenze del secolo futuro, (dunameis te mellontos aionos)  

 6:6 e ricadendo di nuovo (kai parapesontas palin), RINNOVARE IN RAVVEDIMENTO (anakainizein eis metanoian) riaccetando di nuovo per sé stessi il Figlio di Dio (anastaurountas eautois ton uion tou theou) e proponendosi come esempio (kai paradeigmatizontas)

    6:7 La terra infatti, imbevuta della pioggia che vi cade frequentemente (ge gar e piousa ton ep autes pollakis erchomenon ueton) e  PRODUCE ERBE UTILI A QUELLI PER I QUALI LA COLTIVANO (kai tiktousa botanen eutheton ekeinois di ous kai georgeitai), riceve di nuovo  benedizione da Dio; (metalambanei eulogias apo tou theou)

    6:8 ma se produce spine e triboli (ekpherousa de akanthas kai tribolous), è riprovata e prossima a essere maledetta (adokimos kai kataras eggus); per una fine verso il fuoco (es to telos eis kausin.)  

6:9 Perciò, carissimi, siamo convinti riguardo a voi di cose migliori e attinenti alla salvezza (pepeismetha de peri umon agapetoi ta kreittona kai echomena soterias) se anche questo stiamo parlando. (ei kai outos laloumen)   

6:10 DIO INFATTI NON È INGIUSTO DA DIMENTICARE l'opera vostra la fatica e l'amore che avete DIMOSTRATO NEL SUO NOME  avendo servito i santi e  servendo.

(ou gar adikos o theos epilathesthai tou ergou umon kai tou kopou tes agapes es enedeixasthe eis to onoma autou diakonesantes tois agiois kai diakonountes)

6:11 Desideriamo perciò che ciascuno di voi DIMOSTRI IL MEDESIMO ZELO PER GIUNGERE ALLA PIENEZZA DELLA SPERANZA SINO ALLA FINE

(epithumoumen de ekaston umon ten auten endeiknusthai spouden pros ten plerophorian tes elpidos achri telous)

6:12 AFFINCHÉ NON DIVENTIATE INDOLENTI ma siate imitatori di quelli che per fede e fedeltà ereditano le promesse.

(ina me nothroi genesthe mimetai de ton dia pisteos kai makrothumias kleronomounton tas epaggelias)

INSOMMA ESISTE UN RAVVEDIMENTO UNICO. Dobbiamo sforzarci di costruirci sopra, senza stancarci, le opere del ravvedimento.

NON FACCIAMO I PAGLIACCI, INSCENANDO RAVVEDIMENTI A RAFFICA PER DARE SPETTACOLO AD OGNI CADUTA.

Da questo discorso, a quello di perdere la salvezza, ci passa un oceano.

Ho conosciuto alcuni pastori che pretendevano il ravvedimento pubblico al microfono per riammettere membri che avevano peccato, andando in altre chiese ed avevano “perduto la strada dell’ovile”! Quegli stessi pastori erano pronti a minacciare la perdita della salvezza ad ogni credente in odore di trasgressione. Ho ascoltato prediche su prediche contro la “carnalità”, nella paura costante che i credenti potessero fare quello che volevano, dimenticando che Dio, e solo Dio, corregge chi ama. Dio non abbandona i suoi figli adottivi e li mette nel costante bisogno di preghiera e di aiuto divino.

La Scrittura è bella, perché spiega simpaticamente questo gioco del tiramolla fra desideri carnali e desideri spirituali nella vita di ogni credente, “perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste.” (Galati 5:17)

            Lo Spirito Santo aiuta i credenti cristiani in tutto il loro pellegrinaggio sulla terra e si può stare sicuri che il suo aiuto arriverà puntuale. La certezza della salvezza eterna non sarà mai messa in dubbio da Dio, il Quale però ci dà un ottimo consiglio, tramite l’apostolo Paolo: “camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne.” (Galati 5:16)

            Camminare secondo lo Spirito Santo è la sfida che Dio ci lancia ad ogni intoppo, che incontriamo sul nostro sentiero. Chi è stato in montagna ha potuto constatare che si deve procedere con attenzione costante per non inciampare… cosa che a volte purtroppo capita, nonostante tutto, anche ai migliori scalatori.

            Il monito per tutti allora rimane sempre e comunque quello che già sappiamo: “chi pensa di stare ritto, guardi di non cadere!” (I Corinzi 10:12)

 

9) UNA VOCE

La voce dolce e sommessa dello Spirito Santo è una voce “intima” che parla al cuore dell’uomo e della donna. Se uno si aspetta che Dio gli parli come fanno vedere nei film, si sbaglia di grosso. Dio non parla alle piazze con voce possente o col megafono, ma parla al cuore.

Non sta in un uragano, in un vento forte, in un terremoto, addirittura nel fuoco, ma in un soffio leggero come un suono soffice (I Re 19:12) ed “ecco che una VOCE giunse fino a lui, e disse: "Che fai tu qui, Elia?”

            Anche Mosè, quando entrava nella tenda di convegno (luogo santissimo, quello chiuso dalla cortina) sentiva la voce di Dio e la sentiva proveniente dall'alto del propiziatorio (figura di Cristo), fra i due cherubini dell’Arca dell’Alleanza, dove in pratica non c’era niente, ma solo lo Spirito Santo! (Numeri 7:89)

Che sia lo Spirito Santo a parlare, ben lo potè sperimentare Filippo, quando proprio “lo Spirito disse a Filippo: Accostati, e raggiungi codesto carro.” (Atti 8:27) anche se in precedenza gli aveva parlato un angelo di Dio (Atti 8:26).

            Gli Atti degli apostoli è un libro dal nome sbagliato: dovrebbe essere chiamato Atti dello Spirito Santo! In tale libro lo Spirito Santo è veramente scatenato: fa tutto Lui e si muove facendo muovere tutto e tutti. “E quando furon saliti fuori dell'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo; e l'eunuco, continuando il suo cammino tutto allegro, non lo vide più. Poi Filippo si ritrovò in Azot; e, passando, evangelizzò tutte le città, finché venne a Cesarea.” (Atti 8:39-40)

            Che dire poi degli autorevoli sette passi più famosi dell’Apocalisse, quando all’inizio il libro pubblica sette lettere “aperte”, inviate a sette chiese ed ogni missiva si apre con la frase: “Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese.” (Apocalisse 2:7,11,17,29 e 3:6,13,22)

            Lo Spirito Santo parla ancora, ma non parla mai di Sé: Egli parla di Cristo, parla con la Parola di Cristo, spiega la Bibbia scritta da Lui medesimo e illumina e sostiene chi la legge e chi la proclama.

Lo Spirito della verità, “egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà.” (Giovanni 16:13-14)

L’Evangelo rassicura e assicura che “quando vi metteranno nelle loro mani, non siate in ansietà del come parlerete o di quel che avrete a dire; perché in quell'ora stessa vi sarà dato ciò che avrete a dire. Poiché non siete voi che parlate, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.” (Matteo 10:19-20)

            I tempi sono duri da sempre, perché le religioni pagane antiche e moderne (catto-islamismo, ateismo e spiritismo) sono in lotta col cristianesimo, quello vero, fondato sull’Evangelo e sull’unica ed esclusiva adorazione di Gesù, il Cristo-Messia degli Ebrei!

A tal proposito, proprio lo Spirito Santo “dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori, e a dottrine di demoni” (I Timoteo 4:1)

            Lo Spirito Santo aiuta a riconoscere la Via di Cristo e non farà mancare la sua voce: “Quando andrete a destra o quando andrete a sinistra, le tue orecchie udranno dietro a te una voce che dirà: "Questa è la via; camminate per essa!" Considererete come cose contaminate le vostre immagini scolpite, ricoperte d'argento, e le vostre immagini fuse, rivestite d'oro; le getterete via come una cosa impura, "Fuori di qui!" Direte loro.” (Isaia 30:21-22)

            Nella mia vita ho avuto la fortuna di aver incontrato persone di fede evangelica fortemente impegnate nella lotta contro le immagini idolatriche e contro la superstizione. Esse mi hanno trasmesso la stessa avversione, facendomi fare un significativo salto di qualità nella crescita spirituale. Prima ti rendi conto con quali armi il nemico ti attacca e prima sei pronto di stare in prima linea! Satana usa le immagini di santi, santini, madonne, statue ed ogni sorta di amuleti per sostituire la ”voce” dello Spirito con la “voce” della carnalità!

            L’ordine di Dio è di uscire dalle chiese idolatriche molto pittoresche e folkloristiche e di andare, adorare e inchinarsi, inginocchiarsi davanti al SIGNORE, che ci ha fatti. “Poich'egli è il nostro Dio, e noi siamo il popolo di cui ha cura, e il gregge che la sua mano conduce. Oggi, se udite la sua voce, non indurite il vostro cuore”. (Salmo 95:6-8)

            Nella storia del cristianesimo troviamo migliaia di esempi di persone che hanno ascoltato LA VOCE dello Spirito Santo e ne hanno fatto la loro guida e bandiera.

            Per contro possiamo tristemente anche citare tante persone che hanno ascoltato LE VOCI degli spiriti satanici e sono morti suicidi o sono stati omicidi!

            La differenza fra LA VOCE al singolare e LE VOCI al plurale è la stessa differenza fra lo Spirito Santo e Satana e la sua accozzaglia di demòni. Tanto per citare qualche esempio famoso, Giovanna D’Arco fu accusata di “valdesìa” perché sentiva LA VOCE, scambiata dai suoi accusatori per  “voci” sataniche! Il movimento dei “valdesi” del tredicesimo secolo, predicava l’Evangelo e la… voce dello Spirito Santo!

Lo Spirito Santo parla. Ascoltiamo la Sua voce! Perciò, come dice lo Spirito Santo: "Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione, come nel giorno della tentazione nel deserto…” (Ebrei 3:7-8)

            Personalmente io posso affermare che lo Spirito Santo parla e guarisce, per cui la mia posizione rassomiglia a quella di Giosué: “…scegliete oggi chi volete servire: o gli dèi che i vostri padri servirono di là dal fiume o gli dèi degli Amorei, nel paese dei quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo il SIGNORE”. (Giosuè 24:15)

 

10) LA PIOGGIA 

            Un simbolo dello Spirito Santo molto realistico è quello della pioggia.

Lo Spirito Santo, come la pioggia che cade improvvisa o secondo previsioni, è un Dio molto discreto, che “lavora” nell’ombra, nel silenzio, in piena autonomia e in piena efficienza,

Egli fa piovere su tutto e su tutti, mette insomma la natura creata da Lui a disposizione di tutti, sia buoni che malvagi, sia infedeli che credenti, sia animali che piante; insomma provvede a tutti gli esseri viventi, come una pioggia di benedizioni che cade dal cielo.

A volte sorprende per la sua tempestività e costringe a prendere provvedimenti di fortuna ed improvvisi, come la massaia che deve ritirare i panni lasciati all’aperto.

Dio vede tutto: vede pure la malvagità del cuore dell’uomo, che contrasta contro tutti i suoi piani generosi!

            La pioggia cade dal cielo e troppo spesso si aggiunge alle lacrime sui volti dei bambini affamati e maltrattati dagli uomini malvagi, delle donne maltrattate, e di tutti coloro che piangono per le ingiustizie e le cattiverie dei governanti, dei giudici corrotti, delle persone egoiste e perverse.

            Dio non è responsabile del male che l’uomo porta dentro il suo cuore e che compie per i suoi sporchi interessi. Ogni persona risponderà a Dio del male fatto soprattutto ai minimi, ai deboli e agli ultimi di questa società guerrafondaia e plutocratica.

 

            La pioggia che cade, in quanto tale, ha singolarissime proprietà, che messe tutte insieme le danno un carattere unico di sostanza speciale. Infatti è:

  1. pura, neutra cioè né acida e né basica (alcalina);
  2. denaturata cioè senza sali minerali perché non sale dalla terra ma scende dal cielo;
  3. incolore perché non ha nessun’altra sostanza;
  4. insapore perché non è salata e né acida o dolce;
  5. inodore perché non ha sostanze volatili;
  6. non trasmette elettricità, perché non è conduttore elettrico, a differenza degli altri tipi di acque (mare, fiume, sorgente, lago, ecc);
  7. incomprimibile e trova sempre uno sbocco, rompendo per esempio le bottiglie di vetro se non c’è aria a fare da ammortizzatore di pressione;
  8. si intrufola facilmente dovunque e ha un altissimo indice di capillarità, per cui si infila negli spazi più sottili e sale fino in cima agli alberi, di qualunque forma e dimensione;
  9. lava e sgrassa, con molta disinvoltura;
  10. trasporta materiali in soluzione e in sospensione, anche dall’aria quando è inquinata.
  11. immutabile e perennemente riciclata, perché evapora a tutte le temperature.

In aggiunta a questo gli scienziati sanno che l’acqua piovana ha proprietà chimiche e fisiche incredibilmente complicate: è un solvente universale, è presente in tutti gli esseri viventi e anzi senza l’acqua non c’è vita.

Tutti gli organismi viventi utilizzano l’acqua per svolgere le loro funzioni biologiche e sono addirittura fatti principalmente di acqua.

L’uomo è sette secchi di acqua ed uno di fango! La medusa è al 99 percento fatta di acqua: morta ed esposta al sole… scompare!

È una molecola di tre elementi (due di idrogeno ed uno di ossigeno) che sfugge ad ogni logica. Si contrae scendendo fino a 4 gradi, poi si espande prima della sua solidificazione a zero gradi.

La cosa singolare è che tale molecola ha una struttura geometrica angolare, inserita in un tetraedro ideale, in cui l’ossigeno si posiziona al centro e gli atomi di idrogeno occupano due vertici del tetraedro, mantenendo aperti e vuoti gli altri due.

Questo per permettere in maniera infinitamente veloce e semplice l’aggancio con altre molecole simili o differenti.

Che cos’è un tetraedro? Un solido formato da quattro TRIANGOLI, uno di base e tre di lato.

Strano che quando si parla di vita, di questo simbolo dello Spirito Santo, di Dio, esca fuori un forte richiamo al triangolo e alla… Trinità!

 

L’acqua porta la vita. La Bibbia parla di … “acqua della vita” o di acqua viva

E allora spiegato perché nell’Apocalisse, Gesù Cristo in Persona asserisce, in riferimento allo Spirito Santo: “E’ compiuto. Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente (in greco la doreà)  della fonte dell’acqua della vita.” (Ap. 21:6)

Gesù Cristo promette ai credenti “l’acqua della vita” e anzi fa entrare in loro addirittura la fonte di tale acqua, cioè lo Spirito Santo che viene ad abitare in loro.

Siamo “ospiti” della fonte…cioè dello Spirito Santo. Lui abita in noi. Infatti: “Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?” (I Corinzi 3:16) In altre parole “Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi.” (I Corinzi 6:19)

            E poi la Scrittura aggiunge: “Poi mi mostrò il fiume dell’acqua della vita, limpido come cristallo, che procedeva dal trono di Dio e dell’Agnello.” (Ap. 22:1)

            Che immagine straordinaria della Trinità: Dio e Agnello sul Trono e lo Spirito Santo che scaturisce da esso come un fiume!

            Che si tratti dello Spirito Santo è fuori di dubbio tanto che l’Apocalisse si conclude con le meravigliose parole  “E lo Spirito e la sposa dicono: Vieni. E chi ode dica: Vieni. E chi ha sete venga: chi vuole, prenda in dono (la doreà) dell’acqua della vita.” (Ap.22:17)

            Di quale dono di si tratta? Della DOREA’ di Dio, la famosa “doreà” che è la parola greca che indica i due lasciti testamentari: la salvezza e il battesimo nello Spirito Santo mediante l’evidenza delle lingue! Straordinario! E tutto questo nella semplice e umile acqua che noi beviamo!

Certo che non farà piacere per gli anti-trinitari sapere che bevono la Trinità tutti i giorni! Un giorno non avranno proprio scuse, quando si troveranno davanti alla Verità Eterna!

 

            11) LA RUGIADA

            Per capire tale simbolo dello Spirito Santo, vediamo che cos’è la rugiada. Essa è un delicato deposito di goccioline di acqua formato per condensazione diretta del vapor acqueo contenuto nell’aria, su superfici più fredde dell’aria circostante. Essa è frequente nelle regioni costiere e tropicali, quando si verificano due condizioni: il suolo è freddo e l’aria è più calda ed umida.

            Simbolicamente lo Spirito Santo è caldo ed umido, portatore di vita e di benedizioni e la terra e l’uomo sono freddi e senza vita: ecco che la vita si condensa su di loro.

            Lo Spirito Santo sotto forma di rugiada, scendeva nel deserto insieme alla Grazia di Gesù Cristo, sotto forma di manna: “Quando la rugiada cadeva sul campo, la notte, vi cadeva anche la manna.” (Numeri 11:9)

Le condizioni ideali per la sua comparsa sono una notte serena, presenza di aria umida in prossimità del suolo, temperature superiori allo zero gradi, altrimenti scende la brina.

Nella simbologia del Salmo 133, la rugiada svolge un ruolo primario: nella riunione dei credenti lo Spirito Santo scende su tutti, dal Capo di Gesù Cristo fino all’ultimo neofita. Il presbitero (anziano nella fede) riceve e fa ricevere, da fede a fede, come sta scritto in Romani 1:16-17: “Poiché io non mi vergogno dell'Evangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza d'ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede.”

Solo così, a queste condizioni “è piacevole che fratelli dimorino assieme! È come l'olio squisito che, sparso sul capo, scende sulla barba, sulla barba d'Aaronne, che scende fino all'orlo de' suoi vestimenti; è come la rugiada dell'Hermon, che scende sui monti di Sion; poiché quivi l'Eterno ha ordinato che sia la benedizione, la vita in eterno.”

Il monte Hermon, il monte più alto di Israele con 2814 metri, situato a Nord vicino alle alture di Golan, significa in ebraico “monte del vecchio”. La rugiada vivificante e rinfrescante scende sul capo dell’anziano nella chiesa e poi si estende al capo del credente in Cristo Gesù (Sion celeste)

            Riunendosi, i credenti ricevono la benedizione e la vita, perché tale è il “rhema” (l’ordine e il comando) uscito dalla bocca di Dio.

I riscattati dall'Eterno verranno a Sion con canti di gioia; “un'allegrezza eterna coronerà il loro capo; otterranno gioia e letizia, e il dolore ed il gemito fuggiranno.” (Isaia 35:10)

La rugiada è la presenza della gloria di Dio nella chiesa dei credenti. Essa si manifesta nella guida dello Spirito Santo, nel santo timore di Dio e nell’amore vicendevole dei credenti.

La rugiada è anche la presenza di Israele nel mondo, fonte di benedizione per tutti gli abitanti del mondo: “Il resto di Giacobbe sarà, in mezzo a molti popoli, come una rugiada che vien dall'Eterno, come una fitta pioggia sull'erba, le quali non aspettano ordine d'uomo, e non dipendono dai figliuoli degli uomini.” (Michea 5:6)

 


 

LA NATURA TRINITARIA DELL’UOMO

L’esistenza della Trinità e dello Spirito Santo come Persona Divina al suo interno, fa dell’uomo un essere “trinitario” ad immagine e somiglianza di Dio. Del resto non poteva essere diversamente.

La vecchia”dicotomia” medioevale filosofico-cattolica del dualismo “corpo-anima”, è completamente campata per aria: l’uomo è corpo, anima e spirito.

            Si è pensato per secoli che il corpo fosse la parte esteriore, visibile, mentre l'anima fosse la parte interiore, invisibile, spirituale.

La mancanza della conoscenza del Testo Divino ha sempre fatto la differenza. La Bibbia non ha mai fatto confusione fra lo spirito e l'anima, come se i due termini fossero sinonimi.

In Prima Tessalonicesi 5:23 troviamo scritto che: "L'intero essere vostro, lo spirito, l'anima e il corpo sia conservato irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo". Questo versetto mostra chiaramente che la creatura umana è composta di tre parti a ciascuna delle quali è demandato un ruolo speciale in vista del ritorno di Gesù Cristo: via vizi e stravizi dal nostro corpo, sentimenti puri ed onesti nella mente e preghiera e santificazione per il nostro spirito.

La confusione fra l'aspetto psichico e lo spirito è fatale per la vita spirituale di tutti i credenti, che, se non abituati a distinguere, diventano profeti di sé stessi, vittime dei loro desideri e portatori di una spiritualità “carnale”

La netta distinzione fra anima e spirito si acquisisce per esperienza nella vita reale, man mano che ci si sottomette alla ”Voce” dello Spirito Santo, che parla di Cristo e a favore di Cristo: “l'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente.” (I Corinzi 2:14) Quindi sia ben chiara una cosa: o parla lo Spirito Santo o lo spirito umano non ha niente da dire!

Il famoso passo di Ebrei 4,12 dove si asserisce che “Parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio e penetrante fino a dividere l'anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore", sta proprio a significare che la distinzione fra i tre elementi non è “opera umana”, ma divina! Solo Dio è capace di mettere a nudo la natura umana e di squartala in tutte le sue componenti, per evidenziarne peccati, debolezze, intimità e quant’altro. Ogni peccatore “nato di nuovo”, ha potuto constatare che Dio lo ha messo a nudo, prima di rivestirlo di perdono, di verità e di giustizia!

            Quando l’uomo e la donna ricevettero lo “spirito” in aggiunta all’anima data a tutti gli esseri viventi, animali e vegetali?

            Nella Genesi! “Il Signore soffiò nelle narici un alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente" (Genesi 2:7). La donna prese il DNA dall’uomo, non come comunemente si dice “da una costola”! Il termine ebraico non è “costola”!

Questo fatto distingue l’umanità dagli animali, privi di un rapporto spirituale col Creatore, anche se uomini ed animali sono affratellati da una natura ricca psicologicamente e piena di sensazioni e sentimenti.

L’anima “vivente” dovrà rendere conto al Dio Creatore, nel bene e nel male! Questa è la dura realtà nella quale Dio ha messo l’umanità intera, sapendo che un giorno avrebbe dato Suo Figlio su una croce per una meravigliosa opera di riconciliazione spirituale.

L'uomo completo è dunque una trinità: l'insieme di spirito, anima e corpo.

Il corpo è l’insieme di tutte le funzioni fisiche e biologiche. L’anima è la psiche dell’uomo, la sua personalità. Lo spirito è la luce del divino che cerca Dio e che in Cristo Gesù, ultimo Adamo, che è spirito vivificante (1 Corinzi 15:45) si fa trovare.

Per mezzo dello spirito, l'uomo entra in contatto con il mondo spirituale e con lo Spirito Santo di Dio; Dio dimora nello spirito umano, l'io dimora nell'anima, i sensi dimorano nel corpo.

Il potere dell'anima è enorme, poiché è lì che si incontrano il corpo e lo spirito, che fanno dell'anima la sede della personalità e dell'influenza dell'uomo, con la volontà, l'intelletto e le emozioni.

L’in-abitazione dello Spirito Santo nell’uomo e nella donna, compie il mistero del tempio di Dio, non fatto da mano d’uomo, ma da Dio. "Non sapete voi che siete il tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi?" scrive l'apostolo Paolo (1 Corinzi 3:16).

Il paragone dell'uomo credente “nato di nuovo” con il tempio di Dio, è speciale perché è il modo con cui Dio viene a illuminare la sua vita: lo Spirito Santo dà la rivelazione per permettere una vera comunione tra la realtà materiale fuori del Luogo Santissimo e la presenza Santa di Dio.

La giustizia di Dio, il Regno di Dio, i Valori di Dio sono i motivi che spingono la mente umana ad essere rinnovata e ad esercitare la fede senza la quale non c’è il gradimento del Dio d’Amore. Il Tempio era “trinitario” cioè diviso in tre parti: un cortile interno (immagine della natura carnale dell’uomo), un luogo santo (immagine della ragione e della psiche umana) ed un luogo santissimo (figure dello spirito umano, illuminato solo dal candelabro a sette luci, simbolo dello Spirito Santo).

Entrare nel cortile significava essere viventi ma impuri. Una volta però entrati nel luogo santo, bisognava lavarsi nella conca di rame, dove ognuno vedeva riflessa la sua immagine e scoprire il proprio aspetto alla luce di ciò che uno è, pieno di sporcizia e di peccato. La conca di rame era figura di Cristo che purifica col Suo Sangue. Il rame è un metallo “rosso”!

Nel luogo santissimo c’era il nutrimento dello  Spirito, costituito dalla Parola di Dio (i rotoli della Legge), la manna, la luce dello Spirito Santo e l’Arca dell’Alleanza con il propiziatorio, la ciotola protetta da due cherubini d’oro, pronta ad accogliere il Sangue dell’Agnello Sacrificale.

Nello Spirito avvengono tutte le manifestazioni adatte ad essere graditi a Dio e servirlo, per intercedere per sé stessi e per gli altri.

 

 


 

 

LA LOTTA CONTRO LO SPIRITO SANTO

"Non spegnete lo Spirito;" (1 Tessalonicesi 5:19)

Il cattivo comportamento dei credenti, le loro strane tradizioni, i loro pregiudizi, le loro mille questioni dottrinali, hanno sempre contristato lo Spirito Santo, che, pur potendo intervenire con la Sua Potenza, è invece rimasto inerte e spettatore rattristato da tanta stupidità umana.

Il Signore non spegne il lucignolo fumante; l'uomo è capace di spegnere pure il grande fuoco! La glossolalia si era spenta nella notte dei tempi, fino alla "riscoperta" del 1901. Eppure tanti "servi del Signore" avevano avuto effusioni di Spirito Santo, senza peraltro prenderne mai coscienza. Martin Lutero, Torrey, Finney, Moody, Spurgeon, Wesley e tanti altri, sicuramente avrebbero qualcosa da raccontarci.

"E non contristate lo Spirito Santo di Dio col quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione." (Efesini 4:30)

LA CHIESA CATTOLICA apparentemente afferma la Trinità, ma sostanzialmente esclude lo Spirito Santo come GUIDA DIVINA dei credenti, preferendo una GUIDA UMANA nella figura del Papa, auto-proclamatosi infallibile (Pio IX) e Vicario di Cristo al posto dello stesso Spirito Santo! Addirittura i gesuiti, la compagnia “armata” di Gesù, sarebbero i difensori non di Gesù Cristo Vivente, ma di Gesù sulla Terra, rappresentato indegnamente dal Papa!

Il risultato è drammatico o forse sarebbe il caso di dire "farsesco": ai suoi fedeli fa fare persino la cresima per dare lo Spirito Santo, ma non avendolo, non può nemmeno darlo!

Invano il prete dice: "Ricevi lo Spirito Santo", perché lui stesso non ce l'ha, perché, se ce l'avesse, saprebbe che solo Gesù può dire questo! Ad ogni prete spetterebbe solo il compito di portare le persone a Gesù Vivente, ed invece ce l’ha ben saldamente inchiodato sulla croce!

Il Cristo “morto” fa parte della sua liturgia del Venerdì Santo!

Il Cristo Vivente è letteralmente quasi sconosciuto.

Non si vuole offendere nessuno e neppure fare polemica, ma è doloroso dire che la liturgia ha sostituito la presenza stessa dello Spirito Santo, con la sua libertà salvifica.

In tante occasioni del passato, la Chiesa Cattolica si è resa "nemica di Cristo" con l'esempio deleterio di cristianesimo “al contrario”, predicando la teologia dei filosofi invece che la Bibbia, l'auto-proclamazione di "mater et magistra", al posto di Gesù Padre e Maestro e la sostituzione dello Spirito Santo con il papa "vicario di Cristo".

Che vuol dire “cristianesimo al contrario”?

Vuol dire essere ricchi, annunciando la povertà, dichiarare amore e organizzare omicidi, stragi e complotti, chiamare l’accoglienza ma usare le case degli altri, predicare l’onestà, ma favorire la corruzione, volere la libertà ma toglierla agli altri, predicare anche bene ma razzolare malissimo, ricevere strabilianti cifre dagli stati mondiali e chiedere l’elemosina in chiesa, gestire il popolo bisognoso ed affamato ma stare dalla parte dei ricchi, accogliere gli stranieri nelle case degli altri e con i soldi degli altri, costruire chiese ma con i soldi pubblici…

La Chiesa della liturgia, non ha più bisogno dello Spirito Santo come guida, ma presenta tutta la sua attività per iscritto, secondo formule e rituali che escludono a priori ogni pennellata di spiritualità, considerata addirittura come disturbatrice di un ordine e di una dottrina consolidata.

In una Chiesa così non solo non vengono presentate le lingue della pentecoste, ma addirittura non viene più presentata la salvezza mediante il Sangue di Gesù e lo Spirito Santo non viene chiamato a fecondare la Parola.

Diotrefe è morto, ma ha lasciato migliaia di eredi nelle nostre chiese... (3 Giovanni 1:9-10)

A costoro si rivolge la Parola: "Gente di collo duro e incirconcisa di cuore e di orecchi, voi contrastate sempre allo Spirito Santo; come fecero i padri vostri, così fate anche voi." (Atti 7:51)

Essi sono i nemici di Cristo: " E come Janné e Iambrè contrastarono a Mosè, così anche costoro contrastano alla verità: uomini corrotti di mente, riprovati quanto alla fede." (II Timoteo 3:8)

I moderni Janné e Iambrè sono anche i sacerdoti delle religioni pseudo-cristiane che oppongono altri paradisi e altre guide spirituali.

Nella storia del cristianesimo, lunga è la lista di uomini-credenti che hanno dato scandalo.

I primi in assoluto furono Anania e Saffira. La loro storia è leggibile negli Atti degli Apostoli. A causa loro, il movimento di salvezza chiamato “la Via” e successivamente “cristiano” ne ebbe un clamoroso contraccolpo.

Successivamente troviamo nel Nuovo Testamento un certo Simon Mago e la setta dei Nicolaiti.

Dopo venti secoli troviamo un certo Jim Jones che portò quasi mille persone al suicidio collettivo nella Guyana. Un libro molto dettagliato racconta la sua avventura negli Stati Uniti. Era il 18 novembre del 1978 quando i 912 seguaci della setta del «Tempio del Popolo» si tolsero la vita nella loro “comune” di Jonestown, nella giungla della Guyana, bevendo un cocktail al cianuro, secondo gli ordini del loro capo, il reverendo Jim Jones. Chi non volle bere, fu ucciso a raffiche di mitra!

Invece in Corea del Sud citiamo un certo Sun Myung Moon. Egli era pastore pentecostale e predicava l'Evangelo come tutti noi. Egli però, un bel giorno, si è creduto di essere figlio di Dio, al pari di Gesù, e ha cominciato a farsi adorare......... Qui tre puntini sono pochi!

Nel 2001 il vescovo cattolico Emmanuel Milingo dichiarò pubblicamente la sua adesione al movimento del reverendo Moon, sposando successivamente, il 27 maggio dello stesso anno, durante un matrimonio collettivo di massa nello stadio di Seoul, la coreana Maria Sung. 

Tutto l'Evangelo rinnegato! Ora la Corea è famosa per un grande e fedele ed umile pentecostale Paul Jonngi Cho (pastore della più grande chiesa del mondo) e per l’eretico Moon! Ci sono anche in Italia dei seguaci di Moon e sono di un’arroganza, superbia e ignoranza enciclopedica. Non entriamo nel merito.

Mia zia in Florida (USA) mi ha raccontato che a Tampa arrivò un famoso predicatore pentecostale, con tanto di doni di lingue e di interpretazione delle lingue, profezia e doni di guarigioni, ma dopo un anno fu accusato, processato e condannato per aver "rubato" qualche milione di dollari!

Lo scandalo ha bruciato l'intero movimento pentecostale in Florida.

Un Presidente mondiale della CEC (Consiglio Ecumenico delle Chiese evangeliche), fondato nel 1948 e che ha sede a Ginevra, fu accusato con prove e filmati, delle sue abitudini adulterine. Si dimise.

L'Evangelo insegna che la responsabilità dei predicatori è maggiore che per gli altri credenti, perché da loro ci si aspetta la verità e l'applicazione pratica di essa, senza scollamento alcuno.

La triste realtà è che in tutte le chiese, e non solo in quelle pentecostali, c'è sempre il pericolo di portare gli altri fuori strada o fare scandalo. Gesù avverte: "Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse sommerso nel fondo del mare." (Matteo 18:6; Marco 9:42; Luca 17:2)

La triste realtà di oggi rispecchia la triste realtà dell'apostolo Pietro, che, pur parlando in altre lingue (e su questo non ci piove!), pur predicando bene (il suo discorso aprì l'era della grazia e si salvarono tremila persone), pur ricevendo l'angelo in carcere che lo liberò, pur vedendo che la sua stessa ombra era usata dallo Spirito Santo per sanare e guarire, poi che fa?

Si rifiutò tre volte di mangiare ciò che dal cielo gli viene presentato sopra un lenzuolo, si vergogna dei gentili convertiti e offese Paolo tanto che costui, poco gentilmente, gli resistette in faccia come un leone pieno di furore. "Ma quando Cefa fu venuto ad Antiochia, io gli resistei in faccia perch'egli era da condannare." (Galati 2:11)

Triste destino per i papaveri dell'Evangelo! "Perciò, chi si pensa di stare ritto, guardi di non cadere." (1 Corinzi 10:12)

La stessa fine avrebbe fatto l'apostolo Paolo, ma Dio (questa volta previdente!) gli procurò una bellissima spina nella carne. Normalmente si pensa a qualche malattia, a calcoli, a ulcere o quant'altro.

La verità è che qualunque cosa fosse, essa spina era LO SCHIAFFO DI SATANA, AFFINCHE' NON INSUPERBISSE! "E perché io non avessi ad insuperbire a motivo della eccellenza delle rivelazioni, m'è stata messa una scheggia nella carne, un angelo di Satana, per schiaffeggiarmi ond'io non insuperbisca." (2 Corinzi 12:7

Cosa aveva Paolo da meritare un simile trattamento? Aveva avuto l'ECCELLENZA delle RIVELAZIONI.

Ecco il guaio di chi ha a che fare con lo Spirito Santo...

Si può perdere di vista il lato divino e si esalta il lato umano, ma a volte Dio ce lo ricorda, con qualche “spina nella carne”: noi non siamo niente e Lui è tutto!

Nel mondo pentecostale ho potuto constatare una cosa che dà ragione a tutti i denigratori dei pentecostali: la vanità, l'invidia e la superbia SOPRAVVIVONO al frutto dello Spirito Santo! Sembra incredibile ed io stesso me ne meraviglio di come sia possibile, ma è così.

Se leggiamo infatti il testo di Galati 5:22-26 leggiamo che l'apostolo Paolo DOPO aver parlato del FRUTTO dello Spirito avverte che occorre poi controllare due BESTIE UMANE sopravvissute all'azione dello Spirito Santo... "Il frutto dello Spirito, invece, è amore, allegrezza, pace, longanimità, benignità, bontà, fedeltà, dolcezza, temperanza; contro tali cose non c'è legge. E quelli che son di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e le sue concupiscenze. Se viviamo per lo Spirito, camminiamo altresì per lo Spirito. Non siamo VANAGLORIOSI, PROVOCANDOCI E INVIDIANDOCI gli uni gli altri."

Ciò spiegherebbe tante cose. La mia disillusione continua nei confronti di tanti fratelli pentecostali, che credono di vivere la loro realtà cristiana, escludendo la realtà di altri cristiani, come loro e forse più di loro.

Mi spiego anche la caparbietà di certi pastori di mandare avanti solo i loro familiari e non altri credenti ugualmente validi.

Mi rendo conto dell'ostracismo di certe posizioni che sfiorano il settarismo.

Le stesse cose le ho trovate nella Chiesa Valdese, nella Chiesa Metodista, nella Chiesa Battista, in quella Apostolica e in altre denominazioni

Al Sinodo Valdese del 1987 cui partecipai come delegato, una cosa mi colpì profondamente: la "casta" dei pastori, la "casta" dei figli dei pastori e la "casta" di tutti coloro che avevano il cognome terminante con una consonante di origine francese "doc".

Non racconto poi di scandali in tali chiese, che generosamente vengono coperti.

Non c'è altrettanto amore "fraterno" fra i pentecostali, dove se uno cade... tutti addosso!

La rivalità fra pastori si tocca con mano!

Ci fu qualcuno che rubò nella colletta o almeno così fu creduto: si fece un'assemblea straordinaria con tanto di accusatori, giuria e testimoni. Il mondo evangelico ne è uscito sconvolto e i denigratori ne hanno goduto! (in primis Satana)

Denunciare torti e magagne serve per prevenirne altri, ma non deve distogliere dalla fede in Gesù che ha salvato me e che può salvare anche tanti altri. Tutto il resto è retorica.

Io voglio un Gesù Vivente e, avendoLo trovato, mi permetto di proporlo agli altri, sinceramente ed onestamente.

Gesù è venuto per salvare: io penso che questo basti ed avanzi.

Se vogliamo collaborare con Lui in questo progetto di salvezza, troveremo un buon SERVIZIO. 

Se invece vogliamo dedicarci ad attività di Chiesa, allora abbandoniamo la salvezza delle anime e ci dedichiamo ai godimenti dell'anima nostra.

Anche questa è una scelta.

L'amore per la Verità ci deve spingere ad indagare e a provare ogni cosa per ritenere il bene.

Paolo osò dire una frase che rappresenta un monito per tutti i servitori di Dio: "Se qualcuno non ama il Signore, sia anatema. Maràn-atà." (1 Corinzi 16:22)

Oggi Lui ci dice: “Quant'è vero che io sono il Signore che torna, io verrò a chiedere conto a tutti coloro che non mi hanno riconosciuto come il SIGNORE e non mi hanno amato!”

            Signore, basta con queste cattiverie, basta!

Il Signore ci perdoni, se non Lo amiamo abbastanza.

Ci sono poi i DENIGRATORI DELLO SPIRITO SANTO.

            Quando lo Spirito Santo opera, fa miracoli, segni e prodigi, a sostegno e a conferma della predicazione del messaggio di salvezza in Gesù il Cristo, ecco immancabili i giudizi dei denigratori.

            In genere i denigratori migliori sono I RELIGIOSI, quelli che detengono il potere e il controllo sulla gente, manipolando le coscienze e gestendo il divino a loro uso e consumo.

I denigratori sono i privilegiati, quelli che ricevono consensi e gestiscono patrimoni, beni, servizi e persone.

            Essi hanno un tempio da difendere, contro tutto e contro tutti, Dio compreso!

            Se non si capisce questo e non lo si accetta, non potremmo mai inquadrare il contesto nel quale si è svolto il dialogo fra il cieco tale dalla nascita e i capi farisei della Sinagoga. (Giovanni cap.9)

            I denigratori trovano sempre un motivo di contrasto e di dissenso.

            I denigratori vivono di controversie e di discussioni senza fine, secondo la logica dei loro principi e delle loro conoscenze enciclopediche da quattro soldi. Loro hanno i titoli a posto e hanno l’autorità di chi li ha apprezzati e nominati, conferendo loro dignità ed abiti da cerimonia solenne.

            Anche i denigratori di Gesù Cristo trovarono un motivo per sputargli sentenze di condanna e di disapprovazione: Gesù aveva osato ridare la vista ad un cieco in giorno di sabato!

            Ma ci rendiamo conto che cosa aveva combinato Gesù? Aveva osato ridare la vista ad un cieco “in giorno di sabato”! La loro regola era la loro vita. L’osservanza alle regole era il loro metro per giudicare Gesù se era “da Dio” o non “da Dio!

            Per loro Gesù non era da Dio! (Giovanni 9:16)

            Nel corso dei secoli la chiesa cattolica, come i farisei, ha sempre fatto processi di questo tipo! La sua azione si è concretizzata in 68 milioni di morti ammazzati, bruciati, squartati, massacrati e annientati. Ma non loro: il braccio secolare!

            Anche i farisei fecero crocifiggere Gesù, ma non loro: i romani!

            Fra i credenti cristiani a volte le cose sono simili: non si arriva all’omicidio, ma solamente (si fa per dire!) all’ostracismo e alla denigrazione.

            Quel fratello non è “da Dio”, perché non crede in questo o in quello, fa cadere le persone all’indietro o parla in lingue, o non parla in lingue, ecc.

            Una buona parodia del testo evangelico potrebbe essere questa: Benny Hinn è strumento di satana, perché non fa parte di alcuna denominazione storica o sinagogara.

            Non importa che le persone in tutto il mondo guariscano da malattie anche mortali, da infermità e da altri tipi di dolori; i denigratori guardano ai peccati di Benny Hinn e non alle guarigioni e alle migliaia di persone salvate nel Nome di Gesù.

            I denigratori sparlano e tirano fuori qualsiasi scusa per non ammirare la potenza di Dio e non congratularsi con lui per il sostegno che lo Spirito Santo gli conferisce, nel Nome di Gesù Cristo.

            “I denigratori parlarono al cieco nato, guarito e gli dissero: sei caduto all’indietro o in avanti? Lo sai che Benny Hinn è ricchissimo ed organizza le sue crociate di guarigione spendendo milioni di sesterzi?

E lui rispose: Non conosco chi sia costui ma ho sentito un fuoco che mi guariva.

E loro gli domandarono: Ma il fuoco veniva da sotto o dal cielo? Dall’inferno o da Dio? Lo sai che Lui è un peccatore?

Egli rispose: Se Benny Hinn sia un peccatore, non so, una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo.

Essi allora gli dissero: Che ti fece egli? Come t'aprì gli occhi? Nel nome di Gesù o della Trinità?

Egli rispose loro: Ve l'ho già detto e voi non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse anche voi diventar suoi discepoli?

Essi l'ingiuriarono e dissero: Sei tu discepolo di costui; ma noi siamo discepoli di Lutero, di Calvino o di Pinco Pallino.

Noi sappiamo che a Wesley Dio ha parlato; ma quant'è a costui, non sappiamo di dove sia.

Quell'uomo rispose e disse loro: Questo poi è strano: che voi non sappiate di dove sia; eppure, m'ha aperto gli occhi!

Si sa che Dio non esaudisce i peccatori; ma se uno è pio verso Dio e fa la sua volontà, quello egli esaudisce.

Da che mondo è mondo non s'è mai udito che uno abbia aperto gli occhi ad un cieco nato.

Se quest'uomo non fosse da Dio, non potrebbe far nulla.

E i denigratori risposero e gli dissero: Tu sei tutto quanto nato nel peccato e insegni a noi? E lo cacciarono fuori dalle loro chiese denominazionali.”

            Ma lo sapete che Benny Hinn è un “pupillo” dello Spirito Santo, come Jonngi Cho, Reynard Bonnke e tanti altri?

            No, non lo sappiamo e non lo vogliamo sapere!

 

 


 

 

 

PICCOLA BIBLIOGRAFIA

A PROPOSITO DELLO SPIRITO SANTO di Willard Cantelon     1989 Ed.EUN 

AUTORITA' SPIRITUALE      di T.S. Watchman Nee          1980 VIDA   

CAMBIARE IL MONDO CON LA PREGHIERA di Wesley L. Duewel  1992 E.C.B.

CAPIRE L'UNZIONE          di Kenneth E. Hagin           1990 E.P.A. 

C'E' DINAMITE NELLA LODE  di Don Gossett                1986 Ed. EUN

COME CONDURRE LE ANIME A CRISTO  di R.A. Torrey         1967 Casa Ed. Battista

COMUNIONE CON LO SPIRITO SANTO di Paul Yonggi Cho       1993 Ed. EUN

DALLA PRIGIONE ALLA LODE  di Merlin Carothers           1989 Ed. EUN

DI FRONTE AL MIRACOLO di Don Basham                 1982 Ed. EUN

ESSI PARLANO IN ALTRE LINGUE di John L.Merrill          1972 P.A.D.I.

IL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO  Autori Vari           1987 ADIMEDIA

IL VENTO SOFFIA DOVE VUOLE di Lewi Pethrus              1980 Ed. EUN

L’UOMO SPIRITUALE di Watchman Nee

LA PAROLA CHE TRASFORMA   di Ron Tucker e Rick Hufton   1989 Ed. EUN

LA POTENZA DELLA LODE     di Merlin R. Carothers        1988 Ed. EUN 

LA PREGHIERA: CHIAVE DEL RISVEGLIO di Paul Yonggi Cho   1991 Ed EUN

LA QUARTA DIMENSIONE     di Paul Yonggi Cho             1991 Ed EUN

PENTECOSTE di Donald Gee 1990 ADIMEDIA

QUANDO I COREANI PREGANO  di Kurt Koch                  1979 Ed. EUN

QUELLO CHE DITE E' QUELLO CHE RICEVERETE di Don Gossett 1989 Ed. EUN

RISPOSTE ALLA LODE di Merlin R. Carothers        1992 Ed. EUN 

SERMONI SULLO SPIRITO SANTO di Charles H. Spurgeon      1992 ADIMEDIA

UNA MENTE RINNOVATA di Larry Christenson          1990 Ed. EUN

VIALE DELLA LODE di Don Gossett                 1988 Ed. EUN